Pubblica esibizione
di Master Ita e Rachele


L’esibizione pubblica dei propri slave (e viceversa l’essere esposto dal proprio master) è uno dei sogni più ricorrenti fra i cultori del bdsm. Chi non ha mai sperato di girare per via Condotti, Via Montenapoleone o Piazza Maggiore con una splendida slave al guinzaglio o un sub ossequiante in guepièe e calze nere? Esibire in pubblico i propri sub ha una duplice valenza: di potere assoluto verso di loro e di ostentazione verso gli altri. Rimangono però, nella stragrande maggioranza dei casi, sogni. In questa breve riflessioni vedremo aspetti e suggerimenti per venire incontro, almeno parzialmente, ai sogni di tanti.

Definizione
“Esibizione in pubblico” può voler dire tutto oppure nulla, perché tutti e due i termini possono avere significati ben diversi; per “esibire” andiamo dal “portare nudo al guinzaglio” il sub al “fargli indossare un cinturino al collo” e per “pubblico” possiamo intendere “al bar della stazione centrale” come pure “davanti agli amici riuniti a casa mia”. Tra queste due situazioni estreme si inseriscono ovviamente infinite varianti più sfumate. Cercheremo di contemplarle, se non tutte, almeno alcune tra le più tradizionali o almeno tra le più realizzabili praticamente.

Premessa
Il sano, sicuro e consensuale, regola base del nostro “hobby”, vale normalmente per i partecipanti alla scena, nel caso dell’esibizione pubblica dobbiamo tenere presente le altre persone ovvero il pubblico; anche per loro, gli spettatori, la regola deve avere un valore. Se le prime due affermazioni (sano e sicuro) non corrono pericoli la terza può invece creare dei problemi. Siamo sicuri che i frequentatori di un locale (o semplicemente i pedoni) “vogliano” vedere il nostro sub nudo? Che all’esibizione non siano presenti persone non disposte o preparate a questo? Ecco che esibire pubblicamente, intendendo quest’ultimo termine nel suo senso più autentico, qualcuno in atteggiamenti bdsm non è consensuale e quindi non è praticabile. Tenendo anche presente le leggi di ordine pubblico sulla difesa del pubblico senso del pudore che inevitabilmente ci troveremmo a violare.

Dove e come esibire
Letta la premessa è facile intuire che quanto più è alto il numero di persone estranee alla mentalità bdsm presenti tanto più l’esibizione del sottomesso dovrà essere discreta, al contrario, più le persone presenti sono legate al mondo bdsm più l’esibizione potrà essere spinta ed evidente. In parole povere ad una festa a tema portare una slave nuda al guinzaglio sarà accettabile, al bar della stazione centrale invece no.
Questo non vuol dire che bisogna rinunciare al piacere di vedere la faccia imbarazzata del nostro sub in presenza di estranei ma che le possibilità di “dare scandalo” o per meglio dire “imbarazzare” i presenti dovrà essere minima. L’esibizione del sottomesso si gioca infatti sul sottile piacere di imporgli situazioni imbarazzanti, al limite del fattibile, senza però coinvolgere i non interessati. La faccia preoccupata che cerca di nascondere tutto il proprio imbarazzo nei confronti del pubblico è il traguardo verso cui il master deve tendere.
Fra le classiche situazioni che tutti, più o meno semplicemente, possiamo realizzare troviamo: lo slave maschio vestito da donna, la slave femmina vestita e truccata volgarmente, il bondage nascosto che non fa sentire a proprio agio; analizziamo separatamente questi punti.

Slave maschio
La situazione più carina ed affascinante nei riguardi di uno slave maschio potrebbe essere di vestirlo da donna e con lui uscire per andare a cena; ma rimane una situazione poco probabile... ritengo che più che vestirlo da donna sia maggiormente imbarazzante farlo uscire vestito male o rovesciargli addosso una tazza di caffè bollente e redarguirlo a voce alta della sua pochezza... e ridicolizzarlo o lasciare apposta la cerniera dei pantaloni abbassata al ristorante... In privato chiaramente ci si può sbizzarrire meglio...

Slave femmina
Costringere la slave a truccarsi e vestirsi in maniera pesante e volgare per una passeggiata o una cenetta al ristorante ha lo stesso effetto di imbarazzo dell’esempio precedente, una selva di commenti e risolini alle sue spalle.
Le due situazioni proposte e le loro molte varianti hanno in comune il mettere il soggetto passivo in imbarazzo senza imbarazzare i presenti ma anzi facendoli, attraverso i loro inevitabili commenti, partecipi all’umiliazione.

Altri spunti
Se non si desidera arrivare agli estremi dei due esempi precedenti possiamo sfruttare altri sistemi per umiliare il nostro sottomesso. Bondage nascosto, oggetti fastidiosi o urticanti, privazioni o costrizioni.
Per bondage nascosto intendiamo tutti quegli oggetti che non sono visibili attraverso i vestiti ma sono ben presenti sul corpo e nella mente della slave, mantenendola sempre “sul chi vive” per non far scoprire agli estranei la loro presenza; possiamo brevemente elencare (esiste una scheda apposita): collari o bracciali ambigui, cinture di castità, scarpe con tacchi esagerati. Per oggetti fastidiosi o urticanti intendiamo: dildi mantenuti in sede, mollette ai capezzoli o ai genitali, cilici, foglie di ortica nei vestiti.
Privazioni o costrizioni umilianti comprendono: obbligo di non urinare o viceversa frequentazione eccessiva delle toilette, atteggiamenti sconvenienti come cibarsi con le mani e molti altri di questo tipo.

Conclusioni
L’umiliazione pubblica di un sottomesso può essere un’attività estremamente piacevole ma come tutte le altre che fanno parte delle scene bdsm deve essere fatta con molta intelligenza e rispetto per i partecipanti e per gli involontari spettatori.

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