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Si fa sempre un gran parlare di internet e sesso, internet e BDSM, internet e tante altre cose; la confusione, soprattutto fra gli organi di informazione, è sempre molta e alcune note e consigli si rendono necessari. Fra i tanti rapporti che esistono tra internet ed il nostro "hobby" preferito (siti di annunzi, newsgroup, chat, videoconferenze ecc.) questa scheda analizza l'uso di internet per l'addestramento di un sottomesso.
Perchè utilizzare internet per addestrare un sottomesso? I motivi sono almeno tre:
- Il sottomesso o il master non desiderano incontri reali.
- Il sottomesso o il master vogliono conoscersi dal lato "operativo" prima di decidere un incontro reale.
- Il master vuole verificare, almeno in parte, la disponibilità del sottomesso.
Per realizzare in maniera soddisfacente i tre punti sopra elencati internet ci viene sicuramente in aiuto, con poche attrezzature (che vedremo dopo) e qualche ora di tempo si possono organizzare incontri virtuali che possono schiarire le idee ai partner e perchè no soddisfarli.
I punti 2 e 3 sono relativamente facili da raggiungere e possono far risparmiare tempo e denaro a chi desidera passare ad un rapporto reale avendo un minimo di probabilità di riuscire.
Come per tutte le cose come primo obbiettivo bisogna attrezzarsi. Per effettuare un addestramento il più possibile aderente alla realtà non ci si può limitare alla posta elettronica: io ti dico mettiti due mollette sul seno e tu mi rispondi: ho fatto! Il sottomesso deve dotarsi almeno di una macchina fotografica digitale con cui ritrarre (mantenendo il grado di anonimato desiderato) il risultato degli ordini ricevuti in maniera che il master possa verificare e provvedere a far ripetere o a proseguire le prove. Anche le piccole e poco costose telecamere digitali da applicare direttamente alla porta parallela del computer vanno bene anche se il campo visivo è limitato e l'immagine poco definita rispetto a quella ottenuta con una macchina fotografica che però costa molto di più.
Oltre a questo bisogna che disponga anche del luogo e del tempo per eseguire e documentare le prove, se la videocamera la tengo in ufficio o in casa gira sempre mia sorella è inutile averla.
Il fatto che anche il master possegga una videocamera digitale e sia possibile stabilire videoconferenze è un di più apprezzabile ma a mio avviso non indispensabile.
Se il sottomesso non riesce a disporre di ciò tanto vale lasciare perdere subito il tutto, un minimo di sforzo economico e di impegno pratico bisogna anche mettercelo altrimenti si vuole solamente la pappa pronta.
Il master deve iniziare l'addestramento invitando l'allievo ad assumere le posizioni descritte, ritrarsi ed inviare il risultato della prova che egli valuterà; il passare delle prove servirà ad entrambi per rendersi conto se un possibile incontro potrà dare esito positivo avendo entrambi capito i gusti e le capacità altrui.
Poche ore di impegno per lo slave ed alcuni minuti per il master possono far risparmiare molti giorni di contatti e viaggi alla ricerca di una intesa che due foto possono chiaramente far vedere non esistere.
Trucchi e Segreti
- Se il master sta addestrando un singolo evidentemente non potrà che chiedere posizioni e bondage realizzabili in maniera autonoma dal sottomesso. Se invece si colloquia con una coppia fatevi sempre mandare una foto in cui appaiono entrambi (a scanso di equivoci).
- Anche se una foto "artigianale" si presenta diversamente rispetto ad una foto presa da una rivista il master farà bene a chiedere che nella foto stessa appaia un giornale o altro particolare che la contestualizzi.
- Il master che desidera verificare la reale motivazione dello slave dovrà puntare a poche ma chiare istruzioni per verificare la veridicità delle affermazioni dovrà, attraverso di esse, cercare di capire le aspettative dello stesso e la capacità di eseguire gli ordini.
Alcuni esempi tipici:
- La ricerca di oggetti, molte volte è sufficente chiedere di procurarsi alcuni oggetti per "bloccare" le sicurezze di improvvisati slave. Una depilazione da confermare visivamente è micidiale per dividere i seri dai pretenziosi. Tenete però conto del fatto che chi ha una vita di coppia non può improvvisamente radersi i genitali sperando di passare inosservato.
- L'autopenetrazione blocca molti slave ma non tutti va quindi valutata con attenzione caso per caso.
- Velocità e precisione nel rispondere sono forse più importanti della qualità dell'immagine; risposte lente (addirittura dopo giorni) o con posizioni ed oggetti diversi da quelli richiesti accompagnati da scuse evidenziano spesso che non si è pronti a fare sul serio o non ci si vuole impegnare.
Privacy
Le foto che lo slave deve inviare devono essere veritiere ma devono anche proteggere la privacy, il metodo più facile è caricare il file dell'immagine (formato jpg o gif nella quasi totalità dei casi) con un qualsiasi programma di visualizzazione di immagini e disegnare una striscia nera (la famosa pecetta di censorea memoria) sul volto e su altri particolari rivelatori. Interlocutori che vogliono foto a volto scoperto al inizio del rapporto sono, a mio avviso, da evitare.
Da virtuale a reale
Master e Mistress devono sapere che l'istruzione telematica non permette di svelare al 100 per cento gli indecisi, spesso persone anche ben intenzionate non riescono a fare il "salto" fra virtuale e reale. Piantarsi un dildo fra le natiche davanti ad una telecamera non è la stessa cosa di farsi toccare da un master; le tecniche che internet ci mette a disposizione, se ben usate, possono però "scremare" molto di più delle vecchie tecniche cartacee cerchiamo quindi di approfittarne.
Tutto questo discorso vale anche per chi si propone come sottomesso, non c'è niente di male a non avere la voglia od il coraggio di incontrare altre persone per partecipare a scene BDSM, ritengo che però sia più corretto, verso il possibile partner e verso se stessi, scoprirlo il prima possibile per non ingenerare false aspettative ed inutili perdite di tempo.
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