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Ponyplay & Co.
di Master Ita
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INTRODUZIONE - Questo vuole essere il primo articolo di una serie di tre che analizzeranno quelli che vengono definiti, nel ambito del bdsm, giochi di ruolo.
Il primo aspetto dei tre trattati sara’ quello relativo al gioco della ponygirl e suoi simili, il secondo riguardera’ i giochi di ruolo "classici" sul tipo califfo e ancella, pirata e prigioniera e cosi’ via ed infine il gioco che riguarda gli schiavi oggetto. Tutte queste categorie di giochi hanno in comune il far assumere ai sottomessi ed anche in minor misura ai dominatori dei ruoli ben precisi per tutta la durata della scena, ovviamente ogni scena bdsm fa rivestire ai partecipanti dei ruoli (dom/sub/switch) ma le pratiche che verranno descritte accentuano questi aspetti e per questo li ho trovati particolarmente interessanti.


Ponygirl ed altri animali
La pratica del ponygirl (e del suo contraltare ponyboy ovviamente) nasce nei paesi anglosassoni forse sull’onda del amore che gli inglesi hanno per i cavalli, il ponygirl e’ infatti quella pratica che prevede la trasformazione della propria sub in un puledro sia dal punto di vista del vestiario che, soprattutto, dal punto di vista del comportamento.
Il fascino di questa pratica nasce sicuramente dal piacere che si trae dal praticare il proprio hobby preferito all’aperto tra campi e stalle e contemporaneamente dal godere della "animalizzazione" della propria sub, una azione psicologicamente certamente "forte".
Gli svantaggi di tale pratica sono il rovescio dei piaceri che si provano nel compierla, gli spazi aperti necessari perché il gioco dia il meglio di sè non sono alla portata di tutti, soprattutto nelle nostre affollate contrade pochissimi luoghi godono della invidiabile caratteristica di essere "fuori da occhi indiscreti". Anche le attrezzature che ogni buon "allevatore" anglosassone possiede sono da noi introvabili e comunque molto costose. Per questo motivo sono nate alternative più pratiche al ponygirl, come il dogboy, il pigboy e via elencando (avevo un link ad un sito australiano dove un master dimostrava come aveva addestrato la propria slave ad essere una perfetta kangaroogirl).
Addestrare un dogboy non toglie nulla al piacere psicologico dato dalla "animalizzazione" ma necessita di molto meno spazio e molte meno attrezzature per rendere il tutto godibile.

Attrezzature e spazi
Questo tipo di gioco di ruolo necessita, per essere godibile e permettere una buona immedesimazione, di particolari attrezzature. Chi non ha mai visto le splendide attrezzature in cuoio che bardano le bellissime puledre inglesi ed americane; selle, morsi, code di vere crine equine, fruste e gli splendidi sulky oltre, ovviamente, a tante ore di addestramento permettono di assumere il ruolo di puledro in maniera quasi perfetta.
Stalle, recinti per il trotto ed il galoppo, prati ed ippodromi privati fanno il resto per riprodurre la vera vita di una cavalla di razza. Ma chi non può permettersi tutto ciò?
Ci sono due strade, la prima è indicata in un successivo capitolo la seconda è scegliere un animale meno "esigente" per quanto riguarda la scenografia non certo per le soddisfazioni.

Ponygirl concetti fondamentali dell’addestramento
Il gioco del ponygirl (ma questo vale per tutti gli altri animali) ha profonde valenze psicologiche, anzi queste ultime sono una parte fondamentale del gioco; ecco perchè anche con poca ed artigianale attrezzatura è possibile avere molte soddisfazione per entrambi i partecipanti alla sessione.
Il costringere il sub ad "animalizzarsi" cioè ad assumere via via atteggiamenti sempre meno umani e sempre più tipici del ruolo ricoperto ha, come detto, forti valenze psicologiche; queste vengono accentuate attraverso due aspetti, l’impossibilità di utilizzare le caratteristiche tipiche dell’essere umano e il ripetere meccanicamente gesti e movimenti ripetitivi e spesso umilianti. In tutto questo l’attrezzatura ha la funzione, oltre che scenografica, anche di velocizzare questo processo. Tra le privazioni che un sub desideroso di apparire animale agli occhi del padrone deve affrontare le prime sono sicuramente la parola e i vestiti: pony, dog, pig e quant’altro la nostra fantasia inventa non devono assolutamente parlare (ma al contrario esprimersi nei rispettivi versi) e rimanere nudi. Ovviamente morsi e museruole possono aiutare in questo ma non sono assolutamente necessari. L’addestramento prosegue con l’apprendimento di una serie di movimenti e gesti tra cui la camminata (sia essa eretta o a quattro zampe) nelle sue varie sfumature e il modo di alimentarsi (senza l’uso delle mani) sono passi decisivi; in questo caso un minimo di attrezzatura è necessaria per esempio guinzagli (o briglie) ciotole, fruste per seguire e stimolare i movimenti.
Detto ciò è chiaro che il gioco (prima di poter avere un sub ben addestrato) può durare a lungo e spesso stanca uno od entrambi i soggetti interessati; interi pomeriggi passati a ripetere gli stessi gesti e a controllare la loro perfetta esecuzione posso essere poco interessanti per chi non è molto motivato.

Attrezzatura autocostruita

  • BRIGLIE E COLLARI - Oltre all’aspetto scenografico (valido per tutti gli strumenti sotto elencati) servono a guidare il sub nei suoi movimenti, per i pony le briglie saranno legate al morso (vedi sotto) e potranno essere anche molto lunghe (tre o quattro metri) per permettere alla puledra di camminare intorno al proprio addestratore in un cerchio abbastanza ampio. Sono relativamente facili da costruire con una o piu’ strisce di cuoio sottile. Per i dog i guinzagli normalmente acquistabili in un negozio specializzato vanno benissimo.
  • MORSO - Il morso (tipico delle ponygirl) serve a meglio condurre i movimenti dell’addestrata e ad impedire parzialmente l’esprimere parole e suoni. Utilizzare un qualsiasi cilindro (di non piu’ di un cm di diametro e di circa 10 cm di lunghezza) e ricopritelo con cuoio morbido o altro materiale adatto, legate alle estremita’ due stringhe per poterlo legare dietro la nuca dopo averlo introdotto nella bocca del pony, ad esso vanno legate anche le briglie per poter dare gli ordini di movimento (verso destra, sinistra, stop ecc.).
  • CODA - La coda puo’ essere utilizzata sia come "punizione" per delle mancanze sia per una migliore scenografia, si compone di un normale dildo anale (di quelli che si possono bloccare tramite cinghie) con una serie di crini attaccati alla base per simulare la coda dell’animale (per il dog si puo’ utilizzare per la parte "visibile" un tubo o una corda morbida di generose dimensioni).
  • CIOTOLA ED ALTRO - Per nutrire l’allievo le ciotole sono l’ideale, per i pony si possono anche utilizzare dei sacchetti di iuta da fissare attorno al collo contenente il cibo, i sub devono potersi nutrirsi senza utilizzare le mani.
  • PENNACCHI PARAOCCHI ED ALTRO - Non hanno un utilizzo pratico ma rientrano nell’armamentario che un buon addestratore ama utilizzare, sono tutti facilmente autocostruibili con un poco di cuoio e pochi attrezzi per il faidate, certamente una puledra con questi accessori ha tutto un altro aspetto.
  • SULKY - è il carrellino utilizzato per le gare di trotto opportunamente dimensionato. Siamo nel regno della fantasia, comprare (o costruirsi un sulky) non solo è complicato ma difficile da utilizzare (certo non in casa) quindi soprassediamo o meglio invidiamo profondamente chi lo possiede e lo utilizza.

Dogboy ed altri animali
Come nella realtà, gli altri animali da compagnia sono molto meno impegnativi da mantenere ed addestrare ecco perché spesso sono preferiti come giochi di ruolo a carattere bdsm.
Il dogboy necessita solamente di un guinzaglio, di un collare e di una ciotola; riportare palline, stare su due zampe, abbaiare e fare i bisogni contro un albero sono le sue occupazioni preferite certo … spesso è molto utile per la sua morbida lingua.
Il pigboy vorrebbe un recinto ma in cambio necessita solamente di una ciotola e di tanto tempo per sgrufolare, non dà molta soddisfazione al proprio addestratore.

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