Sodomizzazione
di Master Ita e Sihaya

Premessa
La sodomizzazione è una delle pratiche piu’ comuni nelle scene bdsm (e non solo); l'atto della sodomizzazione viene praticata da quando l’uomo esiste e lo ritroviamo anche nel mondo animale.
Per quanto riguarda il mondo bdsm il godimento è soprattutto psicologico: il piacere di violare (personalmente o con un dildo) una delle parti più intime del corpo umano è grandissimo. La penetrazione anale ha infatti, oltre ad una forte connotazione fisica, una fortissima connotazione psicologica. Fra i motivi possiamo individuare il senso di peccato che la nostra cultura dà a quest'atto, definito spesso contro natura; la violazione di uno spazio molto privato del nostro corpo e la somiglianza che l'atto della sodomizzazione ha (perche’ eseguito normalmente nella posizione detta 'pecorina') con i rapporti sessuali fra animali causando quindi un abbassamento del sottomesso al livello animale.
Per un master è quindi molto importante questa pratica per sottolineare le differenze fra lui e il sottomesso per il quale viceversa donare l'ano è normalmente il massimo dell'abbassarsi. Tale rapporto si esalta ovviamente fra mistress e sottomessi uomini dove il potere della penetrazione sessuale classica cambia e si sposta dall’uomo alla donna esaltando ancora di più le differenze fra top e bottom.
Tutte queste valenze sono ben conosciute, anche se spesso in maniera inconscia, da tutti noi, basta guardare quante volte l'offerta o la richiesta di tali pratiche è presente nelle inserzioni a carattere bdsm o erotico.
Nel maschio eterosessuale si sommano altri due fattori: la poca abitudine all’atto, con conseguente maggiore dolorosita’ e la maggiore umiliazione nell'eseguirlo, la sodomia ha infatti un carattere maggiormente umiliante quando a subirla e' un uomo perche' l'uomo e' normalmente abituato a 'dare' piu' che a 'ricevere' e di solito il dare e' vissuto come un atto di forza, mentre il ricevere come un atto di debolezza, di 'passività'.

Avvertenze
Anche per queste pratiche è bene seguire alcune regole che da un lato minimizzano i pericoli per chi riceve e dall'altro massimalizzano i godimenti di entrambi i soggetti. Come per ogni altra disciplina l'allenamento conta moltissimo, se a molti anche una supposta provoca dolori ad altri si possono richiedere inserimenti che hanno dello stupefacente. L'allievo (maschio o femmina ha poca importanza) va prima di tutto allenato, inutile e dannoso tentare subito inserimenti di dimensioni "importanti" pena traumi fisici e psichici che possono nel migliore dei casi portare al rifiuto di tale pratica; ricordiamo che moltissimi dei rifiuti a tale pratica da parte di allieve è il timore del dolore, mentre i maschi la rifiutano piu’ spesso per motivi psicologici come abbiamo visto prima.
In questo caso la pazienza dell'istruttore è un obbligo, per passare da 1/2 a 2 cm di diametro ci possono volere anche ore ma la soddisfazione di raggiungere una certa misura può essere veramente grande per entrambi.

Cosa introdurre
Sembra strano ma gli oggetti da utilizzare principalmente per questa pratica sono le dita e il pene. Esistono ovviamente molti altri oggetti adatti alla bisogna ma fra gli "intrusi" naturali e quelli artificiali esistono notevoli differenze. A meno che non si possiedano unghie da vampiro le dita opportunamente lubrificate non hanno problemi per entrare nell'ano, idem dicasi per il pene (tranne coloro che dispongano di attributi da stalloni di film porno), altro discorso invece va affrontato per i dildi soprattutto quando vengono utilizzati attrezzi "caserecci" trovati in giro.

Requisiti dei dildi
I dildi acquistati presso sexy shop sono normalmente sicuri, a parte le dimensioni non ci dovrebbero essere problemi nell'utilizzarli, essendo stati studiati apposta per questo scopo; diversamente oggetti raccattati in giro devono rispondere a precisi requisiti:

  • Perfettamente lisci, senza cioè asperità sulla superfice o con parte della stessa ruvida. Non devono ferire quando scivolano all’interno e quando fuoriescono anche perche’ l’interno dell’intestino è molto delicato.
  • Corti abbastanza da non "sfondare" cioè penetrare troppo in profondità. Le abitudini degli antichi turchi non sono bdsm, un dildo di 10-15 centimetri è piu’ che sufficiente, inoltre non è la profondita’ che conta ma la dimensione in larghezza.
  • Sicuri per quanto riguarda l'impossibilità di entrare completamente, quindi con una base notevolmente più larga o con un anello per essere bloccati ad una cintura di contenzione. Il dildo non deve mai scivolare completamente all’interno del corpo per evitare problemi di estrazione.
  • Cilindrici (quindi senza angoli) e con una parte smussata per permettere un facile e preciso inserimento.
  • Non devono essere troppo appuntiti per non rischiare di ferire.

Rileggendo le note possiamo subito vedere che un semplice cetriolo risponde perfettamente all'identikit del dildo perfetto senza doversi inventare astruse costruzioni. Altri oggetti utilizzabili facilmente sono: altri vegetali, il manico di cacciaviti ed utensili, candele ecc. I dildi alla cintura per le mistress sono un capitolo a parte perche’ permettono di eseguire una penetrazione simulando l’anatomia maschile sia per quanto riguarda la posizione che per quanto riguarda l’aspetto psicologico.

Le bottiglie NON vanno utilizzate poiché si possono rompere (inutile specificare le conseguenze) e perché hanno l'effetto "sottovuoto" ovvero se introdotte aperte possono non uscire più perché si crea vuoto pneumatico all'interno. Quindi sono assolutamente da evitare.

Igiene
La sodomia e' sicuramente una pratica che può dare luogo a problemi di igiene, basta pero' prendere alcune semplici precauzioni per evitare quasi tutti i problemi.
Pulizia assoluta delle parti da introdurre, e questo e' abbastanza ovvio, se si tratta di cose non nate per lo scopo (vegetali et alia) meglio coprirle con un condom.
Se si sodomizza una donna non passare dall'ano alla vagina senza aver pulito/lavato la parte o l'oggetto utilizzato, meglio se non lo si fa e basta, pena serie infezioni per il soggetto passivo.
Per il sodomizzato: se ci si sottopone ad un minimo di lavaggio interno prima di cominciare le cose sono piu' divertenti per tutti, consultate la scheda sui clisteri per avere tutti i dettagli.

Requisiti dei lubrificanti
La penetrazione anale ha un primo obbligo: la lubrificazione; senza di essa si rischiano veri traumi anche molto pericolosi, il dolore da applicare va quindi graduato con essa. Molta o moltissima lubrificazione fanno si che l'introduzione sia praticamente indolore (fisico, per quello psicologico il lubrificante puo’ fare poco), poca o scarsa produce dolore ma pochi problemi.
Se si usano i profilattici e’ necessario utilizzare lubrificanti a base acquosa perche’ gli altri potrebbero sciogliere la “protezione” sono quindi da evitare assolutamente il burro o altre sostanze oleose che possono degradare il lattice del preservativo, quindi scene come quelle di Ultimo Tango a Parigi
non sono da riprodurre. In farmacia potete trovare diversi prodotti che fanno al caso, potete chiedere anche creme per la secchezza vaginale, attenzione però che non contengano farmaci o ormoni.
Per una corretta lubrificazione e per altri utili consigli in merito rimandiamo ad altri testi più dettagliati e specifici.
http://www.gay.it/arcigay/udine/health/condom.htm

Posizioni
Per effettuare una buona penetrazione non esiste solo la classica "pecorina", anzi spesso utilizzare altre posizioni che permettono diversi tipi di esperienze è molto piu’ interessante e pratico. Elenchiamo alcune posizioni utilizzabili per le penetrazioni con oggetti (detta PO) e con il pene (o dildo alla cintura per mistress detta PP) evidenziando pro e contro di ognuna di esse.

Pecorina: ottima per PP e PO, e’ possibile legare il sottomesso ad una sedia, uno sgabello o altro oggetto basso ottenendo quindi anche il vantaggio di giocare sulla sua impossibilita’ a reagire ma anche per evitare movimenti scomposti che potrebbero causare traumi; svantaggi: non è visibile la faccia del sottomesso e quindi godere delle sue espressioni.

Sulla schiena con gambe aperte tirate oltre le spalle: normalmente si ottiene utilizzando un letto con spalliera adatta al bondage, questa posizione è ottima per PO un poco meno per PP, permette di vedere bene in faccia chi subisce e quindi di rendersi perfettamente conto delle sue sensazioni; svantaggi: l'immobilizzazione del sottomesso non è molto funzionale e non può essere mantenuta a lungo con soggetti poco allenati a questo tipo di bondage.

Pecorina con gambe distese e busto piegato con mani alle caviglie: buona per PP e PO, si può mantenere il sottomesso al centro della stanza (esposto quindi al pubblico) annullando molte delle sue difese psicologiche; svantaggi impossibile immobilizzare il sottomesso, bloccando le mani alle caviglie infatti se dovesse cadere non potrebbe attutire la caduta con le mani stesse rendendola estremamente pericolosa, questa posizione necessita di un sottomesso ben addestrato.

Autopenetrazione: Ottima per PO (se il dildo può rimanere fisso su uno sgabello) non utilizzabile per PP, psicologicamente è la posizione più "forte" costringe il sottomesso a fare tutto da solo, meglio se presente il pubblico che "tifa" e se il tutto è all'interno di una gara fra più sottomessi; svantaggi: necessita di attrezzatura particolare ovvero di uno sgabello con un dildo fissato bene e di dimensioni tali da non creare problemi anche se, per il peso, il sottomesso lo "ingoia" tutto.

Dildo permanente o semipermanente: buona per PO escluso PP, psicologicamente molto forte, il sottomesso non può espellere il dildo senza permesso; svantaggi: di difficile realizzazione, non bisogna esagerare con il tempo di trattenuta né bisogna assentarsi (come per tutte le altre operazioni di bondage) lasciando il sottomesso solo e senza possibilità di smettere il gioco, per dei corretti esempi di utilizzo vedi la scheda sulla cintura di contenzione, bisogna utilizzare dildi con possibilita’ di essere bloccati, per esempio tramite un anello alla base, infatti una volta inserito non deve entrare ulteriormente o uscire.

Esempi di scene e gare con l'uso di penetrazioni
Se per il sub maschio eteresessuale la penetrazione anale è già di per sè umiliante specie se avviene davanti a terzi, per sub femmine o omosessuali passivi il tutto potrebbe risolversi in una "passeggiata"; da qui la necessità di inserire nelle scene che prevedono la penetrazione un poco di sale.

L'autopenetrazione esalta la sottomissione specie se accompagnata da incitamenti esterni, colpire quindi le natiche del sub fino al totale inserimento del dildo in alternativa l'uso di una candela che gocciola cera sul seno o sulle coscie può spingere ad una velocità di esecuzione insperata; la lubrificazione del dildo (di dimensioni non eccessive e su soggetti allenati) può essere lasciata agli stessi, ovviamente usando solamente la bocca.

Dilatatori ginecologici o dildi gonfiabili possono dare molte soddisfazioni se abbinati a domande o altre prove pratiche che prevedano la possibilità di sbagliare. Le gare fra sub possono essere effettuate in maniera soddisfacente utilizzando dildi di diverse grandezze su cui misurarsi (il famoso "salto in largo") innescando una situazione di emulazione molto piacevole (per lo spettatore).

Un dildo permanente dopo essere stato fissato va abbinato a molto movimento fisico che esalti le sensazioni che il sub trae, tipica è la gara a tempo dove vince il sub più resistente nella ritenzione.

Più che la misura può la quantità, due schiavi devono subire da tutti i master presenti; perde chi si arrende prima.

La parte peggiore della penetrazione è l'introduzione, vince chi si siede sul dildo più volte in un lasso di tempo prestabilito, lubrificazione a piacere ma effettuata solo con la bocca e mani legate dietro le spalle per impedire scorrette "allargate di chiappe".

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