| Tratto da D la Repubblica delle Donne del 20 febbraio 2001
Un amore bestiale
Padroni e schiavi. Maschi e poi femmine, queer, transgender. L'eros si nutre di fantasie sempre più estreme. Per esorcizzare la paura dell'altro.
di Rossella Simone
Switch! Accendete l'interruttore. E date un'occhiata al nuovo scenario erotico. Buttate via subito il "vecchio " sadomaso che non basta più a raccontare i nostri fantasmi. A cominciare dal BDS/M, acronimo di B (Bondage, legare), DS (Dominio/Sottomissione) SM (Sadomaso). Ecco la prima delle nuove frontiere: la voglia pazza di essere legati e di legare, di indossare o di leccare la punta di un affilato tacco a spillo, il piacere del dolore dato e ricevuto; insomma, la mattina sadico e il pomeriggio masochista. Switch! Questa sera frusti tu, la prossima io. Basta girare I'interruttore, swicth, e il bastone passa di mano, tocca a te.
Come nei giochi. Ma questi sono giochi pericolosi, testimoni di una violenza che si esprime nella vita privata e pubblica, nella televisione, nel feticcio assoluto che è la merce. Siamo abituati allo strappo e all'iperbole, all'incapacità di relazione, alla competizione: perché scandalizzarci per un po' di catene? Ormai i libri si pretendono audaci perché esibiscono falli finti e maschere di pelle, catene e corde, spilli e fruste. Intanto, guépière in pelle traslucida e stecche di balena sfilano in passerella, costringendo donne pelle e ossa a scoprire la carne attraverso la sofferenza.
Tutto questo per dire cosa? Che questa società gioca a rimpiattino con la morte? Che qui e ora, su Eros vince Thanatos (così direbbe Freud)? Ma lo sapevamo già. Non danno scandalo le guerre e i soprusi, le violazioni di diritti e doveri umani: così anche la trasgressione, quella minoritaria e segreta del sesso estremo, vuole essere accettata in questo mondo allo sbando. E perché no? Sono pratiche così innocenti, in fondo, così rispettose di regole certe: se a me piace soffrire e a te far soffrire, facciamo un patto. Scriviarno, come lo spiritoso conte Masoch, lettere-contratto per far di noi stessi schiavi eterni. Se il sesso ha a che fare con i fantasmi di una società, e la nostra patteggia con una violenza a tutto campo, il patto tra saidico e masochista sembra, al confronto, maledettamente politically correct.
I due sanno (o dovrebbero sapere) le regole del gioco, visto che le hanno dettate loro stessi. Sanno qual'è l'obiettivo, dove va il desiderio e lo perseguono, e se lo dicono, e stringono un accordo, stipulando un patto fiduciario: io mi facclo massacrare da te per il mio piacere, e tu ti fermerai prima di uccidermi o arriverai fino alla morte, se lo voglio. Patto equo. Fin troppo, in questo squarcio di millennio dove si vive e si muore di una buona educazione senza regole, fatta di costrizioni e buonismo infingardo, dove tutti brandiscono un coltello metaforico (ma non sempre) da piantare nella schiena al più vicino o al più diverso.
Venere In Pvc
Alla voce "feticismo" Il Dizionario dell'erotismo curato per Rizzoli da Ernest Borneman riporta: "Ogni sistema sviluppa una tendenza sessuale che gli è congeniale: la polis ateniese sviluppò la pederastia, il feudalesimo al tramonto del XVIll secolo il sadismo, la borghesia il feticismo". E il Divin Marchese De Sade chiuse il Settecento con l'elogio del libertino e della sua aigida crudeltà sessuale. Poi venne Von Sacher-Masoch, amante del dolore, che cercave padrone altere rigorosamente in pelliccia. Poi, ancora, la violenza del nazismo, che fece del supplizio legge di Stato.
E oggi? Chiediamo a Raf "Valvola" Scelsi della Shake edizioni (che ha una collana dedicata alle scritture al limite, Corpi radicali) di accompagnarci nelle visioni S/M del Duemila. "Negli Anni '50 la sensibilità S/M ha avuto una prima riattualizzazione attraverso la rivista Usa Bizarre di John Willie. Tra 1 fumetti cult c'era Guendalina, che per la prima volta mostrava tutto I'immaginario S/M: tacchi alti, stivali, bondage, frusta. Negli Anni '60 fu la moda a sdoganare, a poco a poco, questa sensibilità. Anche oggi gli stilisti hanno una spinta propulsiva: basti pensare a Ungaro o Gucci". Come ha fatto questa sessualità per pochi a diventare tendenza di massa? "Negli ultimi ventanni si sono create precise sfere d'interesse. I pionieri sono stati i gruppi californiani delle Leather Dyke ("Iesbiche in pelle"): a partire dall'esperienza femminista, hanno cominciato a rappresentarsi attraverso propri strumenti di gioco, anche nelle parate del gay pride". E il movimento punk? "Ha sdoganato I'uso di pelle e collari. Scorpio rising, film stupendo del 1964 di Kenneth Anger, è la celebrazione del dettaglio feticista: giubbotto, stivali, catene, strass, fino al lucido metallo delle motociclette".
Perché la Shake dedica una collana a questi temi? "Pubblichiamo testi sull'avant pop, di letteratura radicale e anche cose più vicine all'S/M", spiega "Valvola", " E' un terreno di confine, estremo, che dà una nuova configurazione al soggetto; non più qualcosa di intangibile, unitario, ma il soggetto frammentato, anche nella dimensione sessuale". Insomma, potremmo dire, con Freud, che siamo in una fase di perversione polimorfa? "Si. Una fase in cui nulla ha un ruolo cruciale. Non a caso, nell'universo S/M sta acquistando importanza il nuovo elemento dello switch, l'interruttore: ovvero, vivere dimensioni sadiche da una parte e masochiste dall'altra, a seconda del soggetti con cui si entra in relazione". E' cambiata anche I'attenzione ai materiali? "Negli Anni '20 c'era la seta, materiale dannunziano per eccellenza, negli Anni '50 la pelle e il cuoio, quasi un recupero dell'animalità. Negli Anni '60 fu la volta della plastica, e adesso va il Pvc, materiale traslucido che segna molto bene il corpo". I legami che si instaurano tra amanti dell'S/M sono forti o casuali? "Dipende. Ma la maggior parte di queste pratiche avviene all'interno di un rapporto d'amore". Età? "La generazione dei quarantenni si è spudoratamente dichiarata. Me credo che I'S/M sia presente anche tra i ragazzi. E' comunque più diffuso di quanto non si creda: già nel 1953, il Rapporto Kinsey riportava come il 20% degli americani si dilettasse con esperimenti S/M e fetish..
Corpi bizzarri
"L'idea è che solo da pratiche bizzarre e paradossali venga la liberazione dell'eros. Così, l'omosessualità, il feticismo, il travestitismo, l'impianto e uso di organi artificiali, il sadomasochismo e le pratiche che trasformano tutto il corpo in organo sessuale sarebbero liberatorie", scrive in Modi Bruschi, antropologia del maschio (Bruno Mondadori) Franco La Cecla, che insegna Antropologia all'Università di Bologna e all'Ecole Normale Supèrieure di Lione. L'identità sessuale come differenza è entrata in crisi un secolo fa: il capitalismo he voluto inventare I'omogeneità. Uno degli effetti della rivoluzione industriale è che uomini e donne sono identici rispetto al lavoro, al contrario di quanto accadeva nelle società tradizionali". E I'uguaglianza è male? "Oggi c'è una grande retorica dell'uguaglianza; da una parte è positiva, dalI'altra porta a una omogeneizzazione di tipo mercantile globalizzante, in cui tutti siamo consurnatori asessuati. Ma nel sesso c'è una grandissima idea della differenza, non esiste sesso senza differenza". Quindi, mimiamo con i gadget un desiderio che si consume nell'acquisto della merce? "Forse mimiamo l'eccesso, non avendo più sensualità". E' possibile che la vera paura sia il sentimento, il perdersi nell'altro che è implicito nella sessualità? "Certo: è forte la paura della personalizzazione del sesso. Il cappuccio che si indossa nell'S/M indica proprio la ricerca dell'anonimità". Ma perché si ha bisogno di una seconda pelle, dei vestiti di cuoio o Pvc? Forse perché abbiamo perso la padronanza della prima pelle, a causa della repressione furibonda dell'apprendimento a essere uomini e donne, della gestualità sessuale. E' ugualmente politically uncorrect sculettare per le donne, esibire modi bruschi per gli uomini. Dimenticando che uno non è maschio o femmina solo a letto, ma sempre". E il transgender? "E' un sogno utopico: ti svegli la mattina e sei maschio, la sera fernmina, il pomeriggio queer, giocando sempre e solo su stereotipi sessuali tradizionalissimi". E il dolore? "Serve per sentire".
Il ritorno del Male
Pare che i più assidui frequentatori di locali SIM siano manager di successo. Cui piace fare i servi, strisciare, leccare il pavimento, farsi infilare spilli nel corpo o farsi urinare in bocca. Un po' di servitù, per esercitare meglio il potere. In questi luoghi si trovano donne sadiche, padrone violente e fredde come piace a loro, ai maschi sfilacciati e crudeli che non vogliono o non sanno più generare. Che poi vuol dire, spiega La Cecla, "mettere nel genere".
Incalza la psicanalista Valerie Medda: "Freud sosteneva che feticismo, zoofilia, sadismo, masochismo sono riconducibili al rifiuto del ruolo paterno, alla rinuncia alla discendenza". Insomma: si punta tutto su Thanatos e non su Eros, sul distruttivo e non sul generativo. Comunque su qualcosa che segni, che marchi il corpo.
Nella vita come nell'arte, sangue e dolore prendono il sopravvento. Ma va sottolineato, e Medda lo conferma, che molti scenari S/M sono ludici, teatrali. Non è la Repubblica di Salò di Pier Paolo Pasolini, dove a fare da sfondo è la morte: I'S/M, di norma, non passa al reale, ma è giocato a livello fantasmatico. E' una simulazione". Infatti Il feticismo della seconda pelle, antologia di Skin Two - rivista inglese S/M che vende ben 30 mila copie e che in Italia è edita dalla Shake - riporta un curioso elenco di misure di sicurezza per giocare con la morte, senza raggiungerla mai. Ma sarà la morte che, prima o poi, raggiungerà tutti. E allora qualcosa di più va detto su queste pratiche al limite, su questa paradossale ricerca del piacere che di moderno, alla fine, non ha nulla. "Basti pensare alla frusta alzata sopra la donna negli affreschi di Pompei, ai santi dipinti con Volti soffusi di letizia e occhi strappati su vassoi d'argento, ai corpi trafittl dagli aghi delle Vedove di Norimberga, armamentario S/M dell'Inquisizione e non solo.
O la vita o la morte: è questa la dicotomia in cui, fino a oggi, si è giostrata la sessualità. Oggi, in Occidente, vince forse la seconda, privata però dalla sua terribile potenza, naturale e soprannaturale. Perché il divino si è incarnato nel denaro. "Questo implica fortissimi processi di smaterializzazione" osserva Medda. "Il denaro non esiste, è un linguaggio puramente astratto. Ecco, quindi, tutte queste forme di sesso estremo. L'estremo nasce da una posizione assoluta, da un delirio. Il denaro produce annientamento, il nulla. L'oro aveva ancora un valore di materialità, ma con le banconote e la carta di credito il denaro è diventato codice puro: quindi non esiste, e quindi ha preso il posto di dio. Il denaro è diventato l'oggetto del desiderio assoluto. E' questo che ha privato i corpi del loro valore". E se il corpo non conta nulla, anche Eros muore.
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