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| Tratto da Class di luglio 2001
Straziami ma di giochi saziami
ANDREA DI CONSOLI, critico letterario, conduttore radiofonico e televisivo: "Ci mettiamo in macchina, le dico di vestirsi in maniera molto provocante (reggicalze, calze velate, trucco). Le chiedo già in auto di togliersi alcuni pezzi di abbigliamento. Ci fermiamo in un autogrill. Lì la costringo a fingere di dormire in macchina, così io sono libero di toccarla come voglio e di mostrarla anche ad altri. A volte capita che io vada a prendere qualcosa al bar: la chiudo dentro, e lei finge ancora di sonnecchiare, ma essendo mezza nuda sa bene che la stanno guardando. E io la osservo da lontano. Poi le dico di truccarsi nel bagno dei maschi, sempre nell'autogrill. Un altro gioco che facciamo spesso è la spia, però in casa. Lei si chiude in una stanza e mi fa spiare dal buco della serratura. Mi fa capire con quello che fa (si accarezza, si cambia d'abito, telefona..) che potrebbe essere presa da qualsiasi altro uomo". ANDREA PINKETTS, scrittore: "Il mio sogno è essere disteso in una vasca sommersa da sfere di Lusch. Di fronte a me lei, completamente nuda, con un paio di stivali dal tacco altissimo tiene un rasoio in una mano e, nell'altra, un tubetto di schiuma da barba. Una situazione che mescola piacere e dolore, l'incognito per quello che lei potrebbe farmi, la fiducia e l'attrazione per il sesso pericoloso. E' nei contrasti che si vivono i giochi proibiti. Nel mio libro Fuggevole turchese, per esempio, il protagonista è ossessionato dalle natiche di una ragazza, finché lei non si gira e mostra il suo volto scarno, di morte. E' la contrapposizione tra Eros e Tanatos". FABIO TESTI, attore: "Tutti i giochi proibiti sono importanti nel rapporto. Primo perché aggiungono un tocco di trasgressione alla coppia, soprattutto nel caso di relazioni lunghe e consolidate. Poi perché fanno aumentare il grado di complicità e stimolano quindi l'unione. Il primo passo è naturalmente lo spogliarello, che apprezzo particolarmente. Ma è solo l'inizio.. il resto? E' inconfessabile". RAUL MONTANARI, scrittore: "Il mio gioco preferito si chiama bondage. Lego la mia partner e poi facciamo l'amore in varie posizioni. In realtà si tratta di un sottile gioco di potere: lei si abbandona completamente a me e non ha più difese. Ogni carezza, in questo modo, acquista maggior valore. Proprio perché al suo posto avrebbe potuto esserci della sofferenza. Invece si sceglie di essere romantici, ed è molto più eccitante e perverso. Si stabilisce un limite e si va un po' di qua e un po' di là, evitando tutto quello che può essere fonte di angoscia per uno dei due. Anche a me piace essere legato, ma aaccade difficilmente. Eppure il ruolo della vittima è senza dubbio più interessante: il tuo corpo, infatti, è il teatro dell'azione e in più il fatto di delegare tutto a una persona di cui ti fidi è una condizione mentale affascinante. Purtroppo, però, il fatto che sia lei a legare l'uomo implica un'inversione dei ruoli che non a tutte piace. Non è una passione recente. Credo di averla conosciuta prima del sesso vero. Ricordo quando a sei anni leggevo i fumetti ed ero rapito dalle scene di tortura. Una sensazione particolare...". MARCO LIORNI, conduttore televisivo e giornalista: "Una telecamera che scruta indiscreta i gesti di lei. Oppure scrivere racconti erotici in cui io e lei siamo protagonisti. Mi è capitato di ricorrere a questi e ad altri giochi. Ma tutto è avvenuto in modo spontaneo e in situazioni ogni volta diverse e imprevedibili. A volte basta preparare una cena insieme pe trasformare la cucina in un teatro di piacere. "L'importante è che non si utilizzino mai i giochi erotici come mezzo per risolvere problemi fra i componenti della coppia. In quel caso mi sentirei ridicolo, come i coniugi in crisi di Viaggi di nozze, il film di Carlo Verdone..."
JACOPO FO, attore: "I giochi proibiti? Non sono che banalità. I veri giochi sono quelli che prevedono la tenerezza, la possibilità di ridere durante il rapporto sessuale. E quindi di sperimentare fantasie d'orgasmo. Proprio così, molto semplicemente: immaginare la donna che usa i muscoli vaginali e stringe il sesso dell'uomo. Niente è più eccitante della naturalità del sesso". LUCIANO DE CRESCENZO, scrittore: "Gli unici giochi che pratico sono i rapporti di gruppo, perché così almeno se mi addormento non se ne accorge nessuno. E poi la televisione. O meglio, fare l'amore con lei messa di spalle, in modo che per tutti e due sia comodo guardare la tv mentro lo facciamo. Niente male, vero?". FABIO VISCA, autore e conduttore radiofonico: "La bella e la bestia è il mio gioco preferito. Anche nella versione più hard e recente, vista la mutazione genetica delle donne, cioé: il bello e la bestia. Come si fa? L'uno trascina l'altro (o l'altra, secondo i casi) nella dimensione dell'osceno, cercando di scoprirne i limiti, per esempio procurando al partner del dolore fisico. La bella (o il bello) si trova a fare cose di cui mai si sarebbe immaginato capace, e si compiace. Nella versione femminile, la donna riesce a mantenere intatto il suo pudore, necessario per accedere alla dimensione dell'osceno in cui viene trascinata dal desiderio della bestia, mentre quando è lei nel ruolo ferino, è fantastico perché la donna ti fa entrare in una dimensione sessuale assolutamente inimmaginabile". © Class 2001 - Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati |
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