| Tratto da L'Espresso del 17 agosto 2000
Se è perverso allora è maschio
MISTERI DELLA PSICHE / LE DEVIAZIONI SESSUALI
Perché si diffondono le riviste, i siti Internet, le chat-line sulle trasgressioni estreme?
Gli studiosi fanno qualche ipotesi
di Chiara Simonelli
Stando alla ricerca sul sesso che la Pfizer ha commissionato al Censis gli italiani sono brava gente. "Nel nostro paese esiste una ben ridotta propensione a pratiche sessuali trasgressive", afferma Concetta Maria Vaccaro del Censis, "e non è una forzatura affermare che si tratta di un sesso elitario, sicuramente lontano dalla vita del normale cittadino. Partiamo dalla trasgressione per eccellenza: il tradimento. Dai dati risulta che solo il 18,5 per cento degli intervistati lo ammette. Se scorporiamo i dati vediamo che le donne si attestano su un misero 12,3 per cento mentre gli uomini raddoppiano con il 25. Gli autori della ricerca ci avvertono che forse si tratta di una sottostima dovuta al vincolo della segretezza. Interessanti sono le motivazioni addotte da chi ha rapporti extraconiugali: i maschi per combattere la routine, per trasgredire o per contrastare l'insoddisfazione sessuale, mentre le mogli tradiscono se s'innamorano di un altro o se il marito le trascura. Ma veniamo ad altri tipi di comportamenti sessuali più trasgressivi ma assai meno praticati: il 2,8 per cento degli italiani ha avuto rapporti con più partner contemporaneamente, l'1,7 per cento ha partecipato all'amore di gruppo, l'1,4 per cento allo scambio di partner e solo lo 0,8 per cento si è dedicato a pratiche sadomaso. L'identikit parla di un maschio di età compresa tra i 40 e i 60 anni, residente per lo più nel nord-est e nei grossi centri con più di 100 mila abitanti. Diverso è il caso del cliente della prostituzione. Solo l'8,7 per cento del campione ha ammesso di aver avuto rapporti a pagamento, più a nord che al centro-sud, più gli anziani che i giovani, più gli uomini acculturati che quelli con una scolarità bassa. Anche in questo caso, però, il dubbio di una sottostima ci assale: o i clienti sono frequentatori giornalieri o non si spiegano i miliardi del giro della prostituzione che gode di ottima salute! Se poi osserviamo altri comportamenti come il consumo di pornografia vediamo altre cifre impressionanti: sono molte migliaia le riviste specializzate, e molte di queste si basano esclusivamente su annunci che esibiscono le foto dei lettori prodotte con l'autoscatto, altre specializzate per i patiti delle donne grasse, delle orge, dei piedi, delle sculacciate o dei clisteri, per non parlare della crescita esponenziale dei siti Internet e delle chat-line. Pare che oltre un terzo di chi possiede un videoregistratore abbia visionato, almeno una volta, un film porno! In questi casi l'età media del consumatore di pornografia va dai 20 ai 50 anni. Ma come distinguere una trasgressione da una perversione? Non è facile. Da oltre cent'anni, dalla famosa "Psicopatia sessuale" di von Krafft-Ebing, gli addetti ai lavori cercano di stabilire dei criteri diagnostici attendibili. Prima viste come perversioni e oggi definite asetticamente parafilie prevedono che fantasie o comportamenti sessuali riguardino oggetti inanimati, sofferenza o umiliazione, bambini o persone non consenzienti. Inoltre, si ritiene che il fenomeno debba essere presente per almeno sei mesi, esclusivo nell'attivare la risposta sessuale e deve produrre angoscia o disagio personale o sociale. Quindi anche le parafilie più comuni acquistano un diverso significato se compaiono episodicamente o con persone consenzienti. In questi casi, dove l'atteggiamento è giocoso, condiviso e non esclusivo per l'attivazione dell'eccitazione sessuale si parla di trasgressioni piuttosto che di perversioni. Il caso è ovviamente diverso per la pedofilia, dove il consenso o la saltuarietà e non esclusività del comportamento non cambia il quadro negativo. Una forma di perversione particolarmente a rischio è l'asfissia autoerotica o ipossifilia: l'eccitazione sessuale deriva dalla mancanza di ossigeno che si ottiene attraverso l'autostrangolamento con corde o il soffocamento con buste di plastica o maschere: i decessi accidentali rivelano che uno o due giovani maschi incorrono in questo tipo di incidenti per ogni milione di abitanti, almeno nei paesi occidentali. Circa il 20 per cento di queste morti mostra un giovane con indosso indumenti femminili e spesso è presente materiale pornografico. I rilevamenti sulla scena del decesso portano a escludere che si tratti di suicidio. Sui più conosciuti parafilici, gli esibizionisti, gli studi recenti sfatano l'idea che si tratti di personaggi inoffensivi che si limitano ad aprire l'impermeabile di fronte a donne sorprese o spaventate. Nei paesi occidentali gli esibizionisti rappresentano circa un terzo dei perversi arrestati: hanno il tasso di recidive più alto, intorno al 20 per cento e possono essere aggressivi. C'è un dato inquietante: così come le conosciamo, le parafilie sono tutte a carico del sesso maschile. Unica eccezione: il masochismo sessuale ma anche in questo campo troviamo una sola donna ogni venti soggetti. Tutta colpa del testosterone? A Roma, dal 6 all'8 ottobre, si svolgerà una conferenza internazionale al Centro Congressi dell'Università "La Sapienza" di Via Salaria. Tra gli altri, tanto per pareggiare un po' i conti col maschile, ci sarà Louise Kaplan che ha sviluppato l'idea che le donne non compaiono nel mondo della perversione per il semplice fatto che hanno una diversa modalità di esprimere questo tipo di devianza. Di fatto poco si sa della genesi della perversione e, in generale si tende a sottolineare che questa si esprime nella preferenza di una funzione o di un oggetto a scapito della relazione sessuale tra due persone. Questo un po' spiegherebbe la quasi totale prevalenza dei maschi che sono educati in modo che possano controllare e scindere affetti, sesso e comportamento al fine di mantenere il controllo di ogni situazione, mentre alle femmine viene suggerito il primato relazionale e la connessione tra le diverse sfere esistenziali. Questi comportamenti devianti sembrano riscuotere successo e ogni giorno si assiste a nuove formule: dal barebacking, dove il sesso senza profilattico è scelto in funzione del gusto del rischio, alle telecamere nella tazza del water. Certo, la soglia delle sensazioni erotiche sembra essersi alzata negli ultimi anni e oggi molte persone per sentirsi eroticamente coinvolte hanno bisogno di stimoli sempre più forti e strani.
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