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| Buone notizie per noi perversi
A ricompensarci dalle uscite di Domenico De Masi che lanno scorso in un discusso saggio esprimeva giudizi severi sui comportamenti a orientamento sm, arrivano le prese di posizione e le considerazioni di noti psicologi dopo la seconda Conferenza Internazionale di Sessuologia e il Convegno sulle Perversioni Sessuali (Università "La Sapienza") tenutisi dal 6 all8 ottobre a Roma. E emerso intanto dalle ricerche effettuate che le cosiddette perversioni riguardano il 50 per cento degli adulti: una realtà che non è possibile ignorare. "Se comportamenti come il sadomaso, il travestitismo e pratiche sessuali particolari sono tanto diffusi anche tra persone "normali", forse allora è sbagliato voler classificare le persone in base a un comportamento che in realtà è limitato a una situazione e a un tempo", osserva Chiara Simonelli, docente di Psicopatologia del comportamento sessuale alla Sapienza di Roma (ripreso da Marie Claire, novembre 2000). Willy Pasini, sessuologo dellUniversità di Ginevra, distingue tra perversione hard e soft. "La perversione hard obbliga lindividuo a determinate azioni", afferma Pasini "Un esempio è quello del feticista che ha come unici oggetti di desiderio calze, slip, scarpe o altri feticci Ma dopo il '68 la sessualità si è liberata di molti tabù e si è iniziato a sperimentare il sesso indipendentemente dai sentimenti. Così è nata la "perversione soft", che non è da ricondurre a patologie psichiatriche ma esprime piuttosto la possibilità di mettere in atto liberamente esperienze nuove, anche talvolta solo per il gusto di provare In tal senso la perversione soft aumenta la libertà, mentre quella hard la limita.(citato da D, n.220 ottobre 2000) Insomma, pur tra "distinguo" ed esitazioni, il confine tra normalità e perversione si fa sempre più sfumato anche per gli addetti ai lavori. E pensare che già Freud aveva affermato: "un certo grado di perversione è, di regola, proprio dellamore normale". Dyana Rose |
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