| Tratto da Panorama del 15 maggio 2000
La nuova rivoluzione sessuale è quella delle dominatrix
Sono l'idolo degli artisti pop, parlano di politica, tengono corsi di psicoanalisi. Ritratto delle icone del bondage. Con funzione sociale.
di MARCO GIOVANNINI
Per un po' Mistress Ava è rimasta in bilico fra generosità ed egoismo, non sapendo bene che pesci prendere: rallegrarsi o disperarsi? Lady Brigid, una svedese dalle gambe infinite, la più richiesta delle sue ragazze l'ha piantata in asso. Per sposarsi. D'ora in poi le sue specialità, spanking, cioè sculacciate, e ponyplay, cioè fantina e cavalluccio, le riserverà, nel salotto buono, soltanto al maritino, che peraltro era uno dei clienti più affezionati e generosi (leggi danarosi) del dungeon di New York, che va sotto il nome accademico di Ava Taurel institute.
Le dominatrici (domina o dominatrix è il termine, diciamo così, scientifico, più esotico che colto), sembrano l'oggetto del desiderio 2000. Un celebre disegnatore underground, Joe Coleman, sta per sposarne una. Un altro campione della controcultura, Fakir Musafar, padre putativo del piercing, esibisce con orgoglio quella che lui definisce 'sua moglie trofeo': Mistress Cleo Dubois, parigina, fondatrice dell'Accademia dell'arte sadomaso di San Francisco. Già perché quella che una volta sarebbe stata considerata una perversione intollerabile, da nascondere anche a se stessi, oggi è diventata argomento da condividere coi vicini di casa. Per non parlare dei talk-show, che si litigano le dominatrici come fossero dive di Hollywood. Il re del sensazionalismo Jerry Springer le preferisce alle pornodive, che ormai lascia tutte al suo rivale Howard Stern.
Per mettere insieme una dignitosa bibliografia da maniaco, oggi in America non c'è nemmeno più bisogno di farlo per corrispondenza, cioè di nascosto. Basta entrare in qualunque libreria, la più sofisticata Brentano come la più popolare Barnes & Nobles. Spulciando in scaffali come relazioni umane o studi sociali, ecco quello che si può trovare: una guida la cui traduzione in rima suona pressappoco 'donna d'azione, marito in punizione'; un fai da te sul 'come essere felicemente decadenti'; 'il galateo del vero masochista' e quello della 'sadica compassionevole'. Altro che romanzetti rosa o manuali della perfetta casalinga. Oggi l'uomo lo si bracca come un'accalappiacani, frusta e museruola a portata di mano, e il proverbiale 'prenderlo per la gola' non è più metaforico ma significa letteralmente piazzargli un bel collare. È il senso di un curioso libercolo di Karen Salmanshon che insegna a educare il proprio partner bipede con la stessa tecnica con cui si educa il quadrupede di casa.
Anche dal giornalaio c'è poco da scherzare: Whap (Women who administer punition), Bitch with the whip, Corporal, Attitude, Cruella, Demonia, tutte variazioni sullo stesso tema. E poi ci sono i patinati Dd, cioè Domination directory, nella doppia versione internazionale ed europea: sono una sorta di pagine gialle con foto, telefoni, specialità e tariffe. Le dominatrix indossano nomi di battaglia rubacchiati da immaginari diversi, cronaca, storia e show (Medea, Papillon, Savage, Xena, Ekstasy, Veruska, Evita, Pandora, Lalique, Torturella, Stryx, Dante, Scarlet dè Medici). In questa ottica liberata, niente è più tabù. Vanno forte le memorie di Brandy, Mistress of the lash (scudiscio), che opera ad Anheim, dove c'è Disneyland e sembra una strega da cartone animato. È ultrasessantenne e recentemente ha visto morire d'infarto, durante una sessione, un cliente legato come un salame. Passato lo scandalo e prosciolta, ora ha più clienti di prima. Per contrappasso dopo la nonna ecco arrivare la nipotina, cioè Shawna Kenney, dominatrice sui banchi della scuola (vedere riquadro sotto).
Sembra un grande show, amplificato da Internet, lontano mille miglia dal concetto cattolico di peccato. Spiega Claudia Varrin, autrice de L'arte della sensuale dominazione femminile, 'Essere dominanti è il miglior dono che una donna può fare a se stessa e al proprio partner'. Le dominatrici più colte, come la celebre diva fetish Midori, usano termini: 'catarsi' e 'scambio di potere', è come andare dall'analista, anche se costa tre volte tanto (300 dollari per un'ora). Midori viene invitata nelle università e organizza seminari anche per coppie. Quando si è trattato di insegnare a Rene Russo, che per la prima volta si spogliava alla tenera età di 45 anni nel film Il caso Thomas Crown, a essere felina e rapace, mica hanno chiamato una spogliarellista come si faceva una volta; hanno scelto una dominatrice, proprio quella Ava Taurel che avevamo lasciato all'inizio alle prese con la diserzione di Brigid. La chiamata hollywoodiana le ha fatto tanta pubblicità che alla sua porta hanno bussato molte aspiranti sostitute. E oggi nel suo staff c'è la gigantesca Severa, una ex giocatrice di pallacanestro.
Una ex diva del porno degli anni Ottanta, Porsche Lynn, ha smesso di spogliarsi e si è rivestita di stivali e corsetti. Non solo ha aperto il suo dungeon in Arizona ma si è fatta ambasciatrice ambulante di fruste e manette nei bordelli del Nevada, per sostituire al machismo il masochismo e propagandare un tipo diverso d'amore, che fa rima con dolore. Un'altra mater dolorosa, l' hawaiana Nia, vuole organizzare le olimpiadi della dominazione in concomitanza con quelle di Sydney. E i pubblicitari di Madison avenue approvano: i due cartelloni pubblicitari più vistosi, e meno logici, sono quelli delle caramelle alla menta Altoid (una domina anni Cinquanta, genere Carmen Miranda) e del whiskey Jim Beam: un giovanotto accucciato che smalta con devozione le unghie dei piedi di una donna.
PERVERSA PER CASO
Autobiografia shock di una teenager
Per quattro anni, a Washington, Shawna Kenney è diventata Mistress Alexis. Sulla copertina di I was a teenager dominatrix, dallo zainetto saltano fuori le manette. Panorama l'ha intervistata.
Perché Alexis?
Perché era la cattiva di Dynasty.
Perché dominatrice?
Non avevo i soldi per il college. La prima volta ho preso 80 dollari per meno di un'ora. Come cameriera li avrei guadagnati in otto ore.
Come ha cominciato?
C'era un annuncio su un giornale: "Fatti pagare per essere una bitch". Promettente.
Si è pentita?
No, ho smesso di fare la spogliarellista.
Che differenza c'è?
La dominatrice decide l'intero copione.
Per esempio?
Un cliente mi voleva con gli stivali. Ho i polpacci grossi, non mi entrano. Gli ho potuto urlare di chiudere il becco.
Che gusto si prova a maltrattare un uomo?
Non è il potere. È l'ammirazione. Mi dicevano che ero intelligente. Da dominatrice sono diventata anche una bella donna.
http://www.mondadori.com/panorama/area_2/area_2_5100.htm
© Mondadori S.p.A. 2000
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