SEGNALAZIONI DEL BINOCOLO


Così fan tutte

Tratto da Panorama del 5 gennaio 2001

Così fan tutte. La magica parola d'ordine diventa il sesso
C'erano una volta alcune progenitrici trasgressive. Ma oggi la letteratura erotica al femminile ha una marcia in più. E in Italia una collana scritta «dalle donne per le donne» ha indetto un sondaggio. Con risultati sorprendenti.
di Roberto Barbolini

«Sono morta da due minuti e l'imbecille che mi sta scopando non se n'è ancora accorto». Non sarà un inizio memorabile come «L'anno moriva, assai dolcemente» del Piacere dannunziano, ma bisogna ammettere che fa colpo. Chi parla è Florence, la protagonista di Post scriptum, nonché omonima dell'autrice del romanzo, Florence Dugas. Partendo dalla sua fresca condizione di cadavere ancora sottilmente aggrappato a un barlume d'esistenza, Florence ripercorre le intricate vicende della propria vita erotica, improntate a una disperata legge dell'eccesso: dal rapporto lesbico con Cécile alla dura sottomissione da parte di Pierre, variante del maschio sadico e dominatore sul tipo di René in Historie d'O. Il tour de force erotico che porta al collasso Florence corrisponde a quello letterario compiuto dall'autrice, che si getta a corpo morto, è il caso di dirlo, in un arduo gioco fra sesso e necrofilia, non risparmiando plurimi congressi carnali alla protagonista neppure dopo il decesso.

Tutto tramato fra amore e «morgue», Post scriptum, appena pubblicato nella Biblioteca dell'Eros delle edizioni Es, è un esempio lampante della grande vitalità della scrittura erotica al femminile: un fenomeno letterario e di costume che si è intensificato a partire dalla fine degli anni Ottanta, con casi divenuti celebri a livello internazionale come quelli di Almudena Grandes o di Alina Reyes. E in Italia con autrici come Francesca Mazzucato o la germanista Bruna Bianchi, in versione trasgressiva con lo pseudonimo di Una chi.

Piano piano, la schiera delle scrittrici pornografiche è diventata legione: da Lorenza Ti a Barbara Pellegrino, da Francesca Campalani ad Alina Rizzi, il cui libro Amare Leon è conteso da produttori e registi, fra cui il pornocrate per eccellenza Tinto Brass. Insomma: ciò che fino a un paio di decenni fa suonava come sfida oltranzista si è trasformato in un «così fan tutte» che fa guardare quasi con tenerezza alle eroiche e ferratissime pioniere del genere, quali Anaïs Nin e Pauline Réage, per non dire della sofisticata Colette. Al punto che oggi non solo è sempre più frequente veder comparire nomi di narratrici in collane specializzate come la Biblioteca dell'Eros, ma esiste addirittura una serie tutta italiana di romanzi erotici scritti dalle donne per le donne, Pizzo nero, varata cinque anni fa dall'editore modenese Gianfranco Borelli sulla scorta dell'inglese Black lace.

«Per conoscere meglio le nostre lettrici» ricorda Borelli «decidemmo di inserire in fondo a ogni volume un questionario». Dalle prime cinquemila risposte venne fuori una radiografia dell'immaginario erotico delle italiane che fece scalpore. A cinque anni di distanza, Pizzo nero ha ripetuto l'esperimento. I risultati segnano una decisa inversione di rotta, ponendo la donna in carriera come eroina ideale della fiction erotica, mentre il partner maschile sessualmente sottomesso spodesta il dominatore sadico, che piomba al quarto posto in classifica, appena al di sopra del sempre meno desiderato eroe romantico.

D'accordo, sono solo fantasie romanzesche. Ma, in un mondo che si va facendo sempre più virtuale e meno virtuoso, la prevalenza dell'immaginario pare destinata a diventare preponderante. In quest'ottica non è senza significato chiedersi se nelle fantasticherie femminili oggi il tinello sia più erotico del castello, o se le buone vecchie orge sadiane di prelati e nobiluomini siano diventate obsolete nell'era dei privé per annoiate coppie di scambisti.

E poi: come non incuriosirsi notando che il numero dei lettori maschi di questa collana «for women only» è cresciuto del 10 per cento in cinque anni, attestandosi su un robusto 35 per cento del totale? «In realtà Pizzo nero ha un target popolare enorme, trasversale, senza barriere di sesso. C'è proprio un filo diretto con le lettrici e i lettori, che scrivono, mandano e-mail, si fanno coinvolgere» osserva Francesca Mazzucato, la scrittrice bolognese che della collana è ormai una firma «storica». E rincara: «La letteratura erotica è l'unica vera realtà editoriale del Terzo millennio, per chi non si pasce di snobismi pseudoculturali. Ci sono belle storie, ironia, kitsch, un po' di Beautiful e un sano voyeurismo alla Grande fratello. Che si vuole di più?». E per febbraio annuncia, dopo svariati titoli, pubblicati anche da Einaudi e Marsilio, un nuovo romanzo «pizzonerista», Transgender generation, seguito ideale della Sottomissione di Ludovica: «La mia eroina sarà alle prese con una pseudo-Platinette in un'esplorazione delle diversità, delle marginalità metropolitane».

Una specie di spavalda e allegra fierezza sembra accomunare le nostre romanziere dell'eros: «Quando scrivo sono come in trance. Mi piace vergare le parole a mano, amo proprio la sensualità del gesto» sorride Monica Bisighini, autrice dell'hard Donna, troppo donna per Pizzo nero e di Tamara di Dio, romanzo d'atmosfera decadente e morbosamente voyeuristica, per le edizioni Es. «Le donne hanno meno tabù degli uomini nel raccontare i sogni e nel far intravedere il proprio vissuto» osserva Carlo Corsi, della casa editrice milanese, che riceve una decina di testi erotici al mese, sette dei quali scritti da donne. «E anche la qualità letteraria, la finezza d'intuito sono superiori». Che l'osceno, questa parola etimologicamente legata al malaugurio, stia diventando, come il fumo, prerogativa soprattutto femminile?

«Non riesco proprio a distinguere tra pornografia e antropologia» sgombra il campo Nanni Cagnone, poeta d'avanguardia che da Es uscirà a febbraio con Pacific time, scabrosa storia di sesso e devianze, protagonisti il cinquantenne Onorio e Yu, un'incantevole ragazza giapponese. «È un romanzo non privo di falsità autobiografiche» scherza Cagnone. Che dice di non aver fatto sconti sul linguaggio rispetto ai suoi lavori di poeta: «Perché anche la poesia è una forma di salvezza "erotica" delle cose». Viene il sospetto che tutte queste trasgressioni letterarie siano, in fondo, un giro vizioso per declinare l'ormai impronunciabile parola «amore». Le scrittrici erotiche sarebbero allora delle novelle Beatrici, un po' angeliche un po' perverse, che ci additano la strada della sessuomania come redenzione. In fondo, mania è l'anagramma di anima. E dunque, beati i maniaci, come scrive Patrick Grainville, «perché sono gli unici a possedere ancora un dio».

L'immaginario erotico delle lettrici e dei lettori di Pizzo nero, collana di narrativa erotica 1995 2000
Eroe ideale
sessualmente dominatore
sessualmente sottomesso
rude
esecutore
atletico
romantico

70%
--
55,5%
54,5%
48%
48%

40%
60%
56%
58%
56%
35%
Ambientazioni
convento
prigione
ambulatorio medico
castello
luoghi esotici
Albergo di lusso

26%
24%
23%
19%
15%
--

23%
25%
27%
30%
--
32%
Temi preferiti
donna sottomessa
amore romantico
sesso di gruppo
bondage/feticismo
donna dominatrice
amori saffici

17%
14%
14%
13%
12%
--

--
11%
16%
15% 35%
12%

http://www.mondadori.com/panorama/area_2/area_2_6986.htm
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