SEGNALAZIONI DEL BINOCOLO


Sesso estremo in casa: lei ferita, lui in carcere

Tratto da La Repubblica del 25 settembre 1999, pag.22 -

Sesso estremo in casa lei ferita, lui in carcere
Roma, l'emorragia al colon provocata da un arnese da tortura - La moglie in ospedale: ma io ero d'accordo
di Massimo Lugli

ROMA - Un gioco erotico finito nel peggiore dei modi: lei all'ospedale e lui in carcere. Una conclusione drammatica per due coniugi che avevano tentato un'escursione del mondo del sesso estremo. La donna, una casalinga di 41 anni, è stata ricoverata alla clinica "Villa Irma" in prognosi riservata e sottoposta a un delicato intervento chirurgico per profonde lacerazioni al retto mentre il suo partner dovrà rispondere di lesioni personali gravissime.
Nessun dubbio sul fatto che la vittima fosse consenziente ma i carabinieri hanno scelto, comunque,la linea dura. Chi indaga, pudicamente, tace su una vicenda che mescola Boccaccio al marchese De Sade, ma I'arresto sarebbe stato motivato soprattutto dall'estrema gravità delle condizioni della donna che, al momento del ricovero, sembrava addirittura in pericolo di vita. L'uomo, che ha 45 anni e qualche precedente per reati di poco conto, nelle prossime ore verrà ascoltato dal magistrato.
E'stato proprio il protagonista a chiamare il 112 nel pomeriggio di giovedì. "Mandate un'ambulanza, presto, mia moglie sta male". Il medico e l'infermiere arrivati, poco dopo, sul posto si sono trovati davanti a una scena tanto drammatica quanto insolita, anche per la loro lunga esperienza di primo soccorso. La donna aveva una vasta emorragia al colon provocata da un tubo di plastica lungo una quarantina di centimetri, una sorta. di arnese da tortura che la coppia aveva usato come giocattolo erotico durante un movimentato rapporto sessuale.
Il marito, disperato, era sull'orlo di una crisi isterica. e aveva tentato inutilmente di soccorrere la moglie, prima di chiedere aiuto.
Immediato il ricovero della donna e l'intervento chirurgico, per suturare alcune lacerazioni nella parte terminale dell'intestino.
La notizia è filtrata dagli ambienti dell'ospedale. Delle indagini si sono occupati i carabinieri della stazione di zona ed è facile immaginare che la prima ipotesi dei militari sia stata quella di una violenza sessuale. Il lungo interrogatorio dell'uomo e la conferma della sua partner ai carabinieri prima di entrare in sala operatoria ha permesso di scartare definitivamente questa ricostruzione. In passato, a quanto sembra, la coppia aveva tentato qualche piccola trasgressione erotica tra le mura domestiche ma senza arrivare a estremi da grand guignol come quelli di giovedi.
La conclusione della vicenda dovrà scriverla il pretore e tradurre in termini di legge una materia da trattato di sessuologia, nel caso di due adulti consenzienti, sarà tutt'altro che facile. "Mi sembra una storia senza precedenti, almeno dal punto di vista giudiziario" commenta. l'avvocato Grazia Volo "Sulla detenzione preventiva sono sempre molto cauta ma, anche se si tratta di adulti consenzienti, mi sembra che ci troviamo di fronte a un caso limite. La libertà personale, anche quella di partecipare a un gioco erotico hard, finisce necessariamente,quando si mette in pericolo l'incolumità fisica delle persone".
Al di là della sentenza del magistrato, resta da vedere quali conseguenze la disavventura potrà avere sulla vita coniugale della coppia.

il pennino della gabbia


"Quei giochi proibiti per curare la noia"
L'ESPERTA - La sessuologa Schelotto: "Si può fare tutto, senza però fare del male"

di Marina Garbesi

ROMA - "La ricerca, con risvolti ossessivi, di situazioni forti esiste più di prima, perché sotto una certa soglia nient'altro smuove più un desiderio appannato. Può accadere che la seduzione non si metta in moto se non scatta il sadomasochismo. Paura e piacere, del resto, sono contigui, l'osmosi facile. E poi c'è la crisi del maschio, il disorientamento erotico che riflette un'identità confusa. Dunque il ricorso al dominio anche a prezzo del dolore dell'altro, come scorciatoia a un analfabetismo, al balbettamento rozzo dell'eros. Questo non basta a spiegare la violenza in un rapporto, certo, ma lo slittamento nell'anomalia siì".
Gianna Schelotto, sessuologa, è perplessa sul fatto che la casalinga romana potesse essere consenziente, ma non è stupita che il "farlo strano" porti a travalicare i limiti.
Dottoressa Schelotto, quindi lei questo non lo chiamerebbe sesso.
"C'è una regola aurea: si può fare tutto, finché la recita non danneggia il partner. Giocare al reciproco strangolamento, per esempio, purché ci si fermi in tempo nella simulazione. Se il piacere è far male davvero, quella regola salta. E rivela pericolosi deficit di identità, smagliature gravi nel rispetto verso di sé e versol'altro".
In questo caso?
"L'uomo ha usato un bastone, non ha usato se stesso... Vigliaccheria ipocrita. Come dire: non sono stato io, a farti del male".
Lei nota: la voluttà nasce sempre più spesso dalla paura che dal piacere.
"Se il desiderio, cala si sposta il confine più avanti. Ma anche sangue e dolore, se diventano routine, non danno più eccitazione. Molte donne scoprono di esser diventate frigide dopo questo genere di pratiche di sesso estremo".
Ma Inizialmente accettano.
"Se scavalcano la soglia, vuol dire che credono di non valere niente e che tutto può esser fatto su (contro) di loro".
Chi sono le copple sadomasochiste?
"Trasversalissime, per cultura e ruolo sociale".
A volte reggono per anni.
"Accade. Sono autogiustificatorie. Lui, se è sadico, solitamente poi si pente, piange, diventa tenerissimo per farsi perdonare. E ci riesce. Cosl lei si avviluppa nella ragnatela. Un'altalena continua di violenze e di scuse, accettate".
Violenza a parte, oggi "farlo strano" che significa?
"Soprattutto farlo frettoloso. Nel bagno dell'ufficio, nell'ascensore, mentre gli ospiti sono a tavola. Il rischio calcolato dell'esibizionismo. E la fretta è un grande alibi per il maschio. Dissimula la brutta figura dell'eiaculatio precox".

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