30 ANNI DI STORIA BDSM in Italia (1980 – 2010)

Una  sintesi della scena BDSM italiana dai suoi primi albori fino ad oggi.
Ciò che ora è sotto i nostri occhi è diretta conseguenza di quello che è avvenuto negli anni scorsi quando i primi pionieri intravidero anche in Italia la bellezza e la potenza della Dominazione / sottomissione e del feticismo in quanto consenso e non violenza.
E  poi tutta una lunga strada difficile all’inizio per alcuni motivi e strada difficile oggi per altri. Ma anche bella allora e bella oggi. L’articolo cerca di condurre chi legge attraverso questi 30 anni suddividendo 4 periodi distinti compreso quello che arriva ai giorni attuali (dicembre 2010) dandone i tratti salienti.
Stante la lunghezza del testo suddivido in 2 parti l’articolo.

Quest’anno sono veramente 30 anni di storia. Una storia importante per tutti noi, per il mondo BDSM italiano.
Un paio di settimane fa’, un thread sul forum di questo sito, con alcune precise domande, mi ha dato lo spunto per scrivere questo articolo che forse solo io posso scrivere. Sarei falso ed ipocrita se non dicessi – fuori da sciocche modestie – il mio ruolo in Italia: fondatore, apripista, attore, testimone privilegiato della realtà SM (ora eufemisticamente BDSM).
Questo articolo si avvale, per un pezzo, di quanto avevo scritto anni fa per un capitolo del libro “Bdsm, guida per gli esploratori del sesso estremo” di Ayzad.
Per chiarezza provo a distinguere in periodi questa lunga storia, ma breve se paragonata a qualche altra Nazione.
L’articolo termina con il 2010, né vi sono previsioni per come evolverà la scena in Italia.
I futurologi sono celebri per dire cavolate ed io già le dissi in abbondanza nei primissimi anni quando vedevo il lontano primo decennio del 2000 in modo del tutto diverso da come è realmente sotto i nostri occhi.

Ante 1980

 

Tipica foto che si vedeva tra una scopata e l'altra sui giornali porno negli anni '70

L’SM così come noi lo conosciamo, non esisteva. C’erano dei desideri, delle pulsioni, ma soprattutto esisteva un voyerismo solitario, maschile, spesso sofferto, che si consumava essenzialmente sulla carta stampata.
E’ il tempo ove, mancando qualsiasi riferimento culturale e filosofico, ogni persona che sentiva dentro di sé impulsi sado o maso, pensava di essere il solo ad averli. Sono gli anni del boom del porno che, nel suo indistinto amalgama, proponeva anche foto, disegni, scritti; il tutto connotato da forte sadismo o forte masochismo (il primo preponderante rispetto il secondo). Venivano proposti brani tratti dalle opere di De Sade, ignoti autori scrivevano di torture sessuali, i testi erano corredati da foto piuttosto crude provenienti da Scandinavia, Danimarca e poi dagli Usa.
La visione di questo materiale lasciava indifferenti i ricercatori della donna nuda, della vagina in visione ginecologica e della scopata, ma turbava molti altri. Turbava ed eccitava.
Ma finita l’eccitazione (sì, certo, dopo la immancabile masturbazione l’eccitazione scende a picco, lo sapevate, vero?) subentrava una riflessione o meglio un senso di colpa.
Il ragionamento comune era:

  • sono l’unico ad eccitarmi così.
  • gli altri si eccitano normalmente.
  • dunque io sono anormale.

Un sillogismo perfetto che, nella sua perversa diabolicità, ha accomunato una grande quantità di persone. A rafforzare il loro sillogismo c’erano anche vari articoli, sugli stessi giornali porno nonché sulla stampa tradizionale, che parlavano della “perversione” sadica, che citavano studi di psicologi suffraganti la tesi della perversione, che citavano a proposito, ma soprattutto a sproposito il manuale “Psicopatologia Sexualis” di Kraft Ebing. (nota 1)
In questo panorama squallido si aprono 2 piccole fiaccole. Una è il fumetto “Isabella”
(nota 2) che ha una rubrica di posta. Molti scrivono e lasciano il recapito di fermo posta. Nascono dei contatti anche se difficili stante l’inesistenza dei cellulari.
L’altra fiaccola – che nei decenni seguenti diventerà un incendio – è la comparsa nelle edicole di un periodico a forma di libretto che si chiama “I Moderni”. E’ l’antesignano di Club.
(Nota 3) E’ il 1974.

Copertina de "I Moderni" anno 1975

E’ la prima pubblicazione dedicata interamente a racconti di dominazione e sottomissione. Racconti scritti bene e senza truculenza. Li scrive a Genova Sergio V. e la rubrica della Posta è tenuta da sua moglie Claudia.
Io la compero alla stazione ferroviaria di Treviso e ne resto conquistato. Corro a Milano a conoscere l’editore. Diventiamo amici. Conosco a Genova Sergio e Claudia.
La pubblicazione ha vita difficilissima e molto saltuaria per motivi lunghi da spiegare, compresi molti sequestri.
Nel 1980 l’amico editore, stanco e sfiduciato, decide di chiudere. Ma lo convinco a non chiudere e ad affidarmi la direzione della parte editoriale.
Come si vede, qui non si può parlare di una scena SM neppure in forma embrionale. L’SM si identifica semplicemente in alcune pubblicazioni, alcune fatte benino come Club e il fumetto Isabella altre decisamente squallide più tanti lettori sparsi ed isolati qua e là nella penisola.
Le persone che fanno una qualche attività pratica sono in numero molto esiguo. Piccole eccezioni che non fanno storia, così come quelli che hanno la possibilità di leggere buoni romanzi. Ad es. quelli scritti in Francia nel primi decenni del secolo. O che hanno letto l’Histoire d’O e ne meditano i contenuti. O che hanno contatti con persone in Inghilterra, Francia, Germania, nazioni nelle quali la cultura dell’erotismo – dentro cui si colloca il BDSM – è una cosa assodata e seria già da tempo.

1980 – 1995

La copertina del n. 1 di Club Special che affiancò nei primi anni '80 la testata principale di Club

C’è interesse, ma la partenza è lenta e travagliata. Ed inoltre è anche una partenza tutta al maschile.
Le tante orgogliose schiave di oggi, le tante sicure e sprezzanti Mistress attuali devono dare infatti merito all’uomo di avere esplorato per primo le vie sconosciute del pianeta SM. (nota 4)
Le donne sono state le grandi assenti di quegli anni e fra le poche va sicuramente ricordata Claudia di Genova, un vero mito da molti ancora oggi ricordata.
La vera malattia era la solitudine, era l’assenza di comunicazione, l’assenza di corrette informazioni, l’assenza di un minimo di cultura e filosofia SM, l’assenza di rapporti tra gli amanti della materia. E l’assenza della donna!
Dunque tutto si consumava in fantasie masturbatorie (nel vero senso della parola) e nella speranza che prima o poi le cose sarebbero cambiate.
La rivista, che inizio a dirigere nel 1980 e che esce tutti i mesi, produce presto i suoi frutti. Per me rappresenta un piacevole hobby che porto avanti alla sera e nei week end, cioè negli spazi liberi dal mio lavoro.
Per i lettori rappresenta un modo per capire che non sono soli, per constatare che ci sono tantissimi che hanno le stesse voglie, per leggere di altri che la pensano allo stesso modo e che hanno gli stessi drammatici dubbi; per leggere le mie rassicuranti risposte ai loro quesiti nonché le mie prime elaborazioni teoriche che hanno posto le basi dell’SM individuando quei 4 criteri (o paletti) che contraddistinguono l’SM e lo mettono in perfetta antitesi alla violenza.
Questa tappa è fondamentale e si potrebbe definirla come la prima pietra sulla quale si andrà a costruire la casa SM – BDSM
Verso il 1981 infatti, e per la prima volta in assoluto, parlo di consenso. E si parla anche di maggiore età, di capacità di intendere e volere, di assenza di lesioni guaribili oltre i 20 giorni.
Concetti oggi scontati, ma fino ad allora non lo erano perché mai nessuno si era occupato di ciò, lasciando in un unico grande infamante calderone – quello dei pervertiti – l’amante dello spanking e lo stupratore, l’adoratore del piede femminile e il pedofilo.
E’ un lento maturare, è un progressivo prendere coscienza da parte di ognuno del fatto di non essere l’unico abitante del pianeta SM, che gli altri ci sono. E che c’è anche qualche donna.
Questa presa di coscienza è accompagnata da stupore e senso di liberazione da un vero incubo.
Il ragionamento è:

  • anche gli altri si eccitano così
  • dunque è normale eccitarsi con fantasie SM
  • dunque io sono normale.

Il passaggio dalla primissima fase dove la conclusione del sillogismo era “sono anormale” a questa seconda è stato determinato dal diffondersi della rivista di cui prima dicevo e che ha reso evidente, tramite reportage fotografici, testimonianze, interviste che persone vere esistevano. C’erano, ci sono e possono essere l’inquilino o inquilina della porta accanto. Scoperta sconvolgente.
Lo scoprire che esistevano tanti altri, seppure isolati ognuno nella sua stanzetta, ha avuto funzione altamente terapeutica. Quanti hanno abbandonato il lettino dello psicanalista o vi hanno rinunciato ad andarci. Guariti dall’idea di essere ammalati e dal senso di colpa. Nel mio archivio migliaia di lettere di lettori che dicono più o meno la stessa identica cosa.
La strada è tracciata ed ecco che finalmente la donna entra, seppure molto timidamente, in questo mondo. Sono mogli, amanti, amiche. Per molti, ecco che le fantasie si possono finalmente tradurre in realtà e nascono i giochi veri, reali. Con linguaggio dei giorni attuali si potrebbe dire che si passa dal virtuale al reale.
Sì perchè nella seconda parte di questa fase che ho individuato come 1980 – 1995 si nota una voglia diffusa di relazionarsi. Tutti hanno capito finalmente e si sono convinti che “l’altro/a” c’è, che da qualche parte esiste una persona complementare e la vogliono trovare.
I giochi e le relazioni SM non sono più quelle rarissime eccezioni e che io ho avuto spesso la fortuna di poter documentare a beneficio dei lettori delle riviste, ma diventano più usuali e meno difficili da concretizzarsi.
L’universo femminile si arricchisce di figure di spicco. C’è Nives – già prima citata -  Gianna, Cristina, Luisa, Sabrina, spesso immortalate a Villa Penitenza dove il Tutore era ideatore ed artefice di magiche atmosfere. E come Padrona Ivana divenuta mito per moltitudine di sottomessi.
Dunque un piccolo palcoscenico di attori che interpretano se stessi e dall’altra una grande platea di persone che guardano.
Questi dunque i primi passi timidi ed anche sofferti. Ma tutti ci credono.
Sono anni in cui tantissimi mettono inserzioni e rispondono a inserzioni ed il metodo del contatto è ancora quella del lento fermo posta. (nota 5) Il cellulare è ancora lontano, internet ancor di più.
Se tutto va bene le lettere producono qualche contatto e non si bada a distanze anche di 500 o 1000 chilometri tanta è la voglia.
Da che mondo è mondo i pionieri sono quelli che hanno macinato chilometri in viaggi alla ricerca di qualcosa che forse c’era, ma poteva anche non esserci.
Ad avere successo sono perlopiù le coppie che cercano un’altra coppia o un singolo. Le donne da sole ancora non si muovono per nessuna ragione.
Però la strada è quella giusta e le persone che praticano aumentano.
Il panorama vede una esigua minoranza di attività SM all’interno della coppia sposata, soprattutto di quelle con parecchi anni di matrimonio sulle spalle perché non è facile per un uomo dire improvvisamente alla propria moglie che “da oggi si cambia”. Tanti hanno tentato ed i successi sono stati esigui.
Nascono così molte relazioni extraconiugali basate sull’SM. Nascono anche nuove unioni dove il gioco SM fa parte della vita di coppia.
Spesso queste persone sono favorevoli a giocare con altre coppie o con singole o singoli che in questo caso sono quasi sempre con un ruolo sottomesso.
1980-1995 sono 15 anni in cui si mettono le basi filosofiche dell’SM, in cui le persone si convincono della loro normalità, in cui nasce voglia di aggregazione, in cui la donna, al seguito dell’uomo, entra nella scena.
I media non danno alcuna importanza al fenomeno. Alcuni articoli su settimanali sono superficiali e cercano di interessare i lettori vedendo nell’SM la morbosità o la perversione.
Il fetish non è ancora preso dai pubblicitari e dalla moda come utile ispirazione o addirittura – come ora – semplice copiatura.
Alcune Padrone si mettono sul mercato a pagamento. Sono ancora rarità che anche alla fine del periodo che stiamo esaminando, si contano sulle dita di una mano o forse 2.
L’inizio di questa era è contraddistinto dalla sensazione che ci sia un mondo da scoprire. C’è entusiasmo e stupore. C’è fiducia che le difficoltà oggettive ed avvertite del presente svaniranno e che nel prossimo futuro tutto sarà roseo. Che ci saranno club, bar, pub dedicati solo all’SM dove conoscere tutte le persone che si vuole. Aspettative che la libertà individuale sarà maggiore e quindi maggiori possibilità per tutti.

(CONTINUA)   https://www.gabbia.com/boudoir/04/01/2011/30-di-storia-bdsm-in-italia-ii-parte/

NOTE

Nota 1 – Krafft-Ebing,
medico, psichiatra e professore universitario in varie città della Germania negli ultimi decenni del 1800.
La sua fama è legata al libro Psychopathia sexualis, pubblicato nel 1886 che lo rese famoso sopratutto dopo la sua morte (1902). Poca rilevanza è stata data da tutti alla sua visione generale della sessualità ritenuta da lui come un motore insostituibile nella storia dell’umanità … importante per l’esistenza individuale e sociale, nei campi del sentimento, del pensiero, dell’azione, delle belle arti ed anche del sistema etico.
Krafft-Ebing non è però passato alla storia per questa visione illuministica bensì per la casistica da lui raccolta stante la sua professione che lo portava molto spesso nei manicomi criminali.
Questa casistica scritta in latino (almeno nelle parti più scabrose) colpì l’attenzione di molti. Dopo la morte dell’autore tutta una serie di edizioni si susseguirono, prima in tedesco e poi nelle altre lingue, con arricchimenti della casistica fino alla stesura definitiva cioè quella che oggi viene definito come il libro “Psychopathia sexualis”di Krafft- Ebing, quella dove tale prof Albert Moll aggiunse, negli anni ’20, molto di suo. Soprattutto commenti e premesse che danno al ponderoso volume una impostazione da studio scientifico basato su fatti che molto colpì e molto influenzò gli studiosi e la scienza della psicosessualità in tutta Europa. Il grande pubblico invece fu attratto dagli aspetti morbosi delle descrizioni dei casi.
L’edizione italiana – a cura di Manfredi, editore – consta esattamente di 1000 pagine. A partire dalla 90esima è tutto un susseguirsi di casi clinici e relativi commenti da lui raggruppati per categorie quali pedofilia, sadismo, masochismo, feticismo, omosessualità, gerontofilia, zoofilia, autosessualismo, ecc. ecc.
Il pesante risvolto negativo di quest’opera è stato di assimilare comunque ciò che è giusto ritenere patologico come pedofilia o necrofilia (vista come una sottocategoria del sadismo) ad altri aspetti come l’omosessualità.
Masochismo e sadismo sono evidenziati nell’opera di Kraff Ebing tramite una serie di casi di stupri, uccisioni, necrofilia senza lasciar intravvedere alcuna possibilità di forme dove il consenso e la non pericolosità delle azioni potessero mutare volto a questi aspetti di violenza.

Nota 2 – Isabella.

Un fumetto nato nel 1966 ed uscito per 10 anni. Disegnatore Angiolini, testi di Cavedon, Editore Renzo Barbieri. Per saperne di più vedi Blog di questo sito
https://www.gabbia.com/il_blog_gabbia/isabella-fumetto-sm-anni-60#more-493

ed anche

https://www.gabbia.com/il_blog_gabbia/cover-film-sm-e-fumetti-sm-vintage-sm-italia/#more-474

Nota 3 – I Moderni e Club

I “vecchi” ricordano il primo numero de “I Moderni”, un romanzo scritto da Sergio V. sotto lo pseudonimo di Steve Goodwin. Il titolo “La frusta di velluto”. Un vero cult.
Negli anni si aggiunse la testata “Club” prima edizione.
Stante le grosse difficoltà della casa editrice e di qualche amministratore poco corretto, spesso la pubblicazione cambiava copertina, ma non contenuto sicchè a fine anni ’70 entrambe le testate erano del tutto screditate.
Nel 1980 nasce “Club” nuova edizione. Il pubblico ritorna. Le “Edizioni Moderne” si sviluppano in un crescendo di iniziative editoriali fra cui va ricordata quella della produzione di video SM, la prima in assoluto in Italia quando i videoregistratori nelle case erano delle vere rarità.
Le “Edizioni Moderne” , stante la prematura morte dell’editore Mimmo Miani, chiudono l’attività (chiusura e non fallimento, come invece da taluni detto) nel 2002.

Nota 4 (questa nota viene aggiunta a posteriori rispetto la pubblicazione dell’articolo) Una lettrice ed utente del forum di questo sito –Dulcamara – ha rilevato che la frase nel testo può suonare come una critica nei confronti della donna in qualche modo colpevole di essere arrivata in ritardo. L’articolo, impostato sulla estrema sintesi per non renderlo ancora più lungo di quanto lo è già, non si è soffermato sulle cause di questa assenza. Come si è detto, tutto ha avuto inizio con una serie di pubblicazioni che ovviamente erano vendute nelle edicole. Le donne, per ragioni più che note, non hanno mai potuto accedere liberamente a quel vasto mercato di pubblicazioni etichettabili con il termine “hard”. Sarebbero state guardate con sarcasmo dall’edicolante e da chi le avesse viste intente a comperare una siffatta rivista. Ma al di là di questo fatto materiale va detto che comunque la donna in generale è decisamente meno interessata dell’uomo alle immagini, alimentando la sua eccitazione in altre forme.
Se gli inizi dell’SM in Italia sono passati tutti attraverso le pubblicazioni vendute nelle edicole, ecco che per le ragioni suddette, la donna è rimasta tagliata fuori da un ruolo autonomamente attivo in questo campo.

Nota 5 – Il Fermo Posta.
Nell’Ufficio Postale Centrale di ogni città vi era (o vi è?) uno sportello con scritto “Fermo Posta”.
Era nato ancora a metà dell ’800 e poi rivisto all’inizio delle Prima Guerra Mondiale.
Lo scopo era quello di consentire a chi non aveva fissa dimora o chi era molto in viaggio sul territorio italiano o chi voleva mantenere segreta una sua corrispondenza, di recarsi di persona alla posta per effettuare il ritiro di lettere a lui destinate esibendo all’impiegato dello sportello un suo documento attestante l’identità.
“Mi chiamo Mario Rossi, può vedere se ci sono lettere per me?”
“Faccia vedere il documento”
L’impiegato guardava il documento, guardava la foto, alzava il viso per scrutare la persona al di là del bancone, faceva qualche commento o risolino in caso di donne e poi andava con calma e studiato sadismo a rovistare tra le lettere ivi giacenti alla ricerca di quel nome.
Minuti lenti come ore per la trepidazione. Speranza di qualche lettera.
Questa soluzione del Fermo Posta era ottima per una persona sposata o una persona convivente con genitori (curiosi) al fine di mantenere segreta la corrispondenza ed evitare domande imbarazzanti “ma chi ti ha scritto?”
La soluzione era anche adatta a non divulgare il proprio vero nome e cognome alla persona con cui si corrispondeva. Sì, perchè vi era anche l’opzione di dare all’interlocutore invece che il proprio nome e cognome, solo il numero della carta di identità o del passaporto o della patente.
In questo caso all’impiegato doveva essere specificato che la ricerca andava fatta “per numero”.
A partire dagli anni 70′ e fino alla diffusione dei cellulari, questo è stato in Italia il sistema di contatti. A tal punto che una fortunata testata di soli annunci prese proprio il titolo “Fermo Posta” ed uscì regolarmente ogni giovedì con molte centinaia di inserzioni ogni numero.
Tinto Brass così intitolò un suo film.

AVVISO

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Ciò mi sarà gradito e la risposta è certa.
Questa collaborazione potrà migliorare o arricchire l’articolo a beneficio di tutti gli utenti.

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One Response to 30 ANNI DI STORIA BDSM in Italia (1980 – 2010)

  1. domenico says:

    Mi piacerebbe molto poter rivedere le foto ed il testo del romanzo dal titolo “Collegio per Signore Ribelli” pubblicato dalle Edizioni Moderne a metà degli Anni ’70. La storia è semplicemente fantastica: una dominazione tutta al femminile, con ruoli che si invertono, il tutto ambientato in un istituto situato nella provincia francese.
    In particolare ricordo la parte finale, quando la direttrice del Collegio, Madame Oriette, nelle mani delle signore ribelli Madame Josephine e Madame Claudine, viene sottoposta a terribili punizioni ed umilazioni affinchè firmi l’atto di cessione del collegio. Riuscirà Madame Oriette a trattenere il terribile clistere a base di acqua calda, olio e sapone che Madame Claudine le ha sommistrato ?

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