Buon senso e SM

Nel gioco BDSM ha senso dire che l’unica regola valida è il buon senso e che tutto il resto, come SSC o le 4 Regole, sono solo inutili perdite di tempo? In questo articolo si vedono le argomentazioni a favore di una o dell’altra tesi.
La posta in gioco è la sicurezza della pratica BDSM e ciò val bene una lettura di un articolo non semplice per i suoi molti approfondimenti di ordine giuridico calati però, con vari esempi, dentro la realtà SM.

In questo mondo così frantumato, su una cosa tutti sono d’accordo: il gioco SM ha da essere sicuro.
E’ una enunciazione di un principio generalissimo che può equivalere a: il governo di ogni Stato ha da essere giusto.
Qualcuno può dissentire? Le divergenze nascono sul come realizzare questi principi. Le vediamo drammatiche nella politica e le vediamo anche dentro la scena SM, all’interno di coloro che praticano e anche tra coloro che, non praticando, parlano come se il virtuale coincidesse con il reale.
Per andare subito al sodo, pare corretto individuare su questo punto due correnti di pensiero.
Una che individua dei criteri o regole. Per es. l’SSC o le 4 Regole.
Un’altra che afferma che per non perdersi nelle nebbie di regole e regolette è meglio affidarsi a qualcosa che tutti hanno: il buon senso.
Due correnti di pensiero dunque ed in forte antitesi tra loro.
I sostenitori del buon senso prima di dire che questa è l’unica strada possibile per non creare situazioni di pericolo cercano di stroncare alla base qualsiasi criterio o regola di qualsivoglia natura.
Le argomentazioni poggiano su una serie di considerazioni quali:
1 – le Regole che finora sono state espresse in Italia (le 4 Regole e l’SSC) o nel mondo (SSC) sono tutte fumose e poco chiare.
2 – nessuno è stato capace di individuare criteri oggettivi in grado di garantire la sicurezza
3 – le regole potrebbero avere qualche validità se non fossero fumose, ma solo per chi non conosce il sadomaso e non lo pratica. Per tutti i praticanti le regole sono del tutto inutili
4 – parlare di regole è controproducente perchè la vita è già piena di divieti che mettere anche nel gioco SM paletti e divieti vuol dire disorientare le persone anziché indirizzarle verso metodi di gioco sicuri

Il criterio del buon senso parrebbe quindi come un criterio che poggia il suo principale fondamento sulla asserzione che gli altri criteri non sono validi, certi e chiari. Quindi in assenza di regole certe l’unica àncora di salvezza è il buon senso. Del quale si dice ancora:
- esso è chiaro e reale perchè senza il buon senso nulla potrebbe essere fatto nella vita
- è qualcosa che tutti hanno nella loro testa e che usano costantemente per vivere a prescindere da letture di macchinose teorie.

Per contro buona parte della informale comunità BDSM (sia italiana che internazionale) ritiene che delle regole ci siano e siano senz’altro meglio che il soggettivo buon senso che è mutevole di persona in persona. E che il buon senso sia qualcosa che comunque debba sempre essere presente nella nostra vita e certamente anche nei momenti in cui facciamo SM. Ma che di per sé non sia sufficiente.
Per i sostenitori della validità delle Regole non è dunque difficile rispondere alle argomentazioni contrarie di cui sopra.
La prima e basilare norma che è comune sia all’SSC sia alle 4 Regole è quella del consenso. Il gioco SM tra due persone deve avvenire solo se esso è consensuale. Il consenso è criterio giuridico ma fa parte anche dei concetti basilari della conoscenza di ogni persona. “Sei d’accordo di bere un caffè con me?” Risposte possibili: Si oppure no.
“Che dici, sabato andiamo in un motel a scopare?” Risposte possibili: Si oppure no.
Il consenso così elementarmente inteso ha costituito il primo pilastro che ha separato il sadomaso dal sadomasochismo inteso come piacere sadico, un piacere da raggiungersi a prescindere dalla volontà dell’altro.
Chi ora è giovane non ha vissuto negli anni ’50 e ’60, ma anche oltre, il dramma di questa confusione tra un sadomaso consensuale e un sadomasochismo basato sulla prevaricazione.
Ma ad abundantiam (e sottolineo solo ad abundantiam) il consenso è anche un concetto giuridico dal quale i più dubbiosi o cavillosi possono attingere utili elementi.
Giuridicamente il consenso è ritenuto non un negozio giuridico bensì un mero atto giuridico e che il consenso sia un permesso con cui si conferisce al destinatario il potere di agire.
Esso deve essere: a) – attuale cioè espresso prima dell’ avvio della condotta. b) – libero ossia il soggetto deve poter disporre di quel diritto validamente e liberamente. c) – informato ossia la persona deve venire a conoscenza di ogni particolare utile per riflettere sulla opportunità del rilascio del permesso. d) – specifico ossia il consenso non può essere espresso in maniera vaga e indistinta.

Vediamo queste 4 caratteristiche espresse dalla dottrina giuridica nell’applicazione pratica dentro il BDSM.
Sub a) Se inizio in un qualsiasi modo un gioco SM devo sapere in un qualsiasi modo se l’altra persona è d’accordo. Se il gioco è particolarmente leggero e poco impegnativo come può essere una sculacciata di una persona non legata ma posta sulle proprie ginocchia questo preventivo assenso può avvenire anche senza parole ma con gesti e comportamenti che denotino il gradimento dell’azione. Se voglio sospendere la persona devo sentire ben prima di iniziare a legarla se è d’accordo.
Sub b) Non ci possono essere condizionamenti. Il consenso è viziato se ci sono ricatti o particolari pressioni psicologiche o azioni di ipnosi. Detto così può anche essere difficile da interpretare ma nel caso del gioco SM tutto si semplifica in modo banale. In molte coppie regolari o meno uno dei due (spesso l’uomo ma non sempre) ha proposto giochi SM. Il partner ha detto no e talvolta al no è seguito un ni e poi un si. Questo dice l’esperienza. Cosa è avvenuto in quel lasso di tempo? Una presa di coscienza del partner che l’SM fatto con amore e cautela non è poi il diavolo e quindi ha detto si?? Oppure il partner proponente ha messo in atto ricatti (ti lascio, mi tengo la casa, resti senza un soldo) ? Oppure ha usato tecniche di ipnosi al fine di ottenere un sì ??
La trasformazione di un “no” o di un “non so” o di un “vedremo” deve avvenire attraverso l’informazione. La pratica dice che elementi di informazione spesso usati sono il consiglio di letture, il dialogo per illustrare, il presentare amici che già praticano per far verificare che non puzzano di zolfo, il frequentare qualche festa.
Ci deve essere un processo naturale di maturazione avendo gli elementi per valutare.
Questo vale non solo per i neofiti di cui or ora abbiamo parlato, ma anche per colui al quale vengono richieste pratiche che portano la persona al limite o oltre il limite della sua disponibilità. Anche qui il processo di maturazione deve avvenire seguendo la strada dell’informazione.
E con questo abbiamo già detto molto del punto successivo ossia del consenso informato.
Sub c) Il consenso informato passa attraverso l’informazione che deve soddisfare le esigenze di chi deve dire “Ok, mi sta bene”. Guardando alla casistica riscontrata in anni di pratica, le esigenze di sapere spesso sono minime (“fai tu mi fido”) e altre volte vanno nel dettaglio soprattutto tra persone che non si conoscono (contatti stabiliti attraverso internet).
Ma la strada di qualche info in più anche se non richiesta è sempre strada giusta. L’informazione non significa che chi la riceve diventa in qualche modo responsabile se qualcosa va storto. La responsabilità giuridica, ma anche morale rimane esclusivamente a chi ha la gestione della pratica, a chi, ricevuto il consenso, ha in mano (nel vero senso della parola) l’altro che gli si affida. Il sub diventa responsabile solo se non avverte l’autore dell’informazione di elementi che deve sapere e che non sono dati per scontati. Es. “facciamo del trampling cioè ti salgo sopra il petto e l’addome” Risposta “sì”. Ma se la persona ha subito una operazione all’addome o ha avuto recente frattura di 2 costole o porta un pace maker, egli diventa responsabile nel non informare l’altro di questi fatti che incidono, in questo caso, in modo evidente e diretto sulla sicurezza del gioco.
Il concetto di informazione è quindi da intendersi principalmente nella direzione Dom verso sub ma nei casi necessari anche in senso inverso. E anche qui abbiamo già introdotto, in una sequenza logica, il punto seguente della chiarezza che deve avere chi dà il consenso.
Sub d) Qui si deve attivare chi dà il consenso perchè deve essere chiaro nelle sue affermazioni.
Il consenso può essere infatti di tipo generale “ok mi sta bene una sessione bella tosta con un po di tutto come fustigazioni, aghi, clisteri, bondage, mollette, masturbazione forzata” oppure il consenso viene espresso in modo più circostanziato.
Generalizzando si può dire che il primo caso è la normalità tra persone che si conoscono e che praticano insieme da tempo. Il secondo è la normalità tra chi non si conosce. L’iniziale incontro di gioco è sempre accompagnato da un precisare da entrambe le parti di quale sarà il gioco ed un precisare da parte del sub di quali sono i suoi limiti. (vedihttp://www.gabbia.com/boudoir/05/03/2010/i-limiti-nel-rapporto-sm/ )

Come scritto nel suddetto articolo sui limiti, spesso essi sono enunciati in maniera vaga usando aggettivi che vogliono dire tutto e niente (es. soft, hard). In questo caso il consenso avviene su qualcosa di indeterminato.
Ma su questo punto è corretto non essere più realisti del Re. Qui si tratta di tenere distinto il consenso all’azione dal consenso alle modalità di esecuzione dell’azione. Il distinguo è ben chiaro soprattutto a chi ha famigliarità con il gioco SM.
Il consenso all’azione è elemento tassativo mentre il consenso alle modalità di esecuzione dell’azione è elemento eventuale. Può esserci e può anche non esserci. Di certo non ci sarà se la persona sub è alle prime armi e poco o nulla sa di come si fa una certa pratica. O non ci sarà se la persona sub ha piena fiducia nel Dominante.
La mia personale opinione, alla luce della pratica, è che il consenso necessario sia quello all’azione e non alle modalità di esecuzione salvo eccezione. Ed in questo caso il Dominante si deve attenere ad un consenso che pone dei limiti.
E in ogni caso – a tutela della persona sub – vi è quanto detto tra qualche riga a proposito della revoca del consenso.
In ogni caso un punto cardine è che il consenso non elimina la responsabilità di chi ha in mano le modalità di esecuzione dell’azione SM.
Il consenso ad una sessione di bullwhip non è consenso a che la punta della frusta arrivi al mio occhio. Il consenso ad una sessione di play piercing non significa che tu mi buchi una vena o peggio una arteria. Il consenso ad una sessione di bondage non significa che tu mi leda un tendine di una mano.
Quest’ultimo punto ci porta direttamente ad un’altra caratteristica fondamentale del consenso: la sua revocabilità.
E’ ormai giurisprudenza consolidata di Cassazione che nel corso di un rapporto sessuale, il partner può interrompere la sua partecipazione e dire “basta”. Senza motivare e purchè egli sia chiaro nell’esprimere il suo rifiuto a continuare. Per analogia è da ritenersi che anche nel gioco SM, con o senza sesso, in ogni momento l’altro possa dire di non voler continuare.
Questo principio della revocabilità del consenso esprimibile in ogni momento è stato recepito anche da una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che è stata molto chiara in un caso riguardante proprio il BDSM. Nella sentenza del caso K.A. et A.D. contro Belgio. (febbraio 2005) si legge che: “A questo riguardo, agli occhi della Corte, due elementi devono essere presi inconsiderazione nel caso di specie. Da una parte è parso chiaro che le regole normalmente riconosciute per questo genere di pratiche non sono state rispettate dai ricorrenti: non solamente grandi quantità di alcool sono stati consumati al momento di queste sessioni e ciò ha fatto loro perdere il controllo della situazione, ma altresì essi avrebbero ugualmente ignorato che la vittima gridava “pietà” e “stop”, parole per le quali era stato convenuto tra gli interessati che ciò doveva mettere fine alle azioni”.
Personalmente dubito che proprio quelle due parole fossero quelle prescelte per l’interruzione del gioco (ma ciò poco importa) ed a questo proposito si coglie occasione per sottolineare che le modalità di fine gioco sono punto difficile perchè – come sa bene chi pratica – spesso i “nooo … ti supplico … basta … pietà” ed altre espressioni simili null’altro sono che un desiderio che l’azione continui e non perda di intensità.
La safeword è stata inventata proprio per questo. E per maggiori dettagli su questo delicato punto vedi http://www.gabbia.com/boudoir/08/03/2010/safeword-o-parola-di-sicurezza-nel-gioco-bdsm/

Come per tutte le dissertazioni giuridiche la loro comprensione non è sempre semplice. Serve pazienza e voglia di capire e non di cavillare.
Se il consenso è un concetto basilare del diritto ed anche del vivere civile senza che in ogni istante se ne metta in discussione la sua chiarezza e soprattutto l’utilità, forse lo stesso può avvenire anche dentro il mondo SM perchè non vi è ragione che fuori dall’SM sia concetto pacifico e dentro l’SM concetto astruso, fumoso e non applicabile.

In questo articolo che sta divenendo ben più lungo del voluto, è bene fare breve cenno a dove siamo arrivati nella nostra dissertazione. Essa è partita dalle obiezioni rivolte ai sostenitori della validità di Regole che sarebbero fumose (vedi punto 1 -)
Finora abbiamo parlato del consenso che è regola ritenuta fondamentale dall’SSC e anche dalle 4 Regole.
Se vogliamo essere completi per rispondere al punto 1- non si può non prendere in considerazione anche gli altri 3 elementi della 4 Regole ossia:
- la maggiore età
- la capacità di intendere e volere
- l’assenza di lesioni che comportino una guarigione superiore ai 20 gg.

Sono questi i concetti la cui comprensione è ardua?
Non vorrei spendere troppo tempo per rendere chiaro ciò che è chiaro nel contesto della vita civile dove la maggiore età è quella che è indicata nella legge. E sul fondamento medico legale di questo punto si può vedere http://www.gabbia.com/boudoir/08/03/2010/65/#more-65
La capacità di intendere e volere la possiamo brutalizzare, senza perderci in lunghe disquisizioni giuridiche, in assenza di alcool e assenza di droghe (neppure il popper tanto usato dai leather).
Sull’assenza di lesioni nei termini sopra detti qualcuno potrebbe dire “ma come faccio a sapere se … “. Ma prima di cavillare vediamo se il concetto di un riferirci ad una norma del codice penale italiano sia criterio utile e valido.
La mia opinione da tempo espressa è che sia criterio da adottare. Esso mantiene la pratica SM dentro confini di legalità facendo sì che nessuna autorità di polizia possa autonomamente mettere il naso in queste nostre pratiche. Non è poco.
Questo criterio di per sé non individua con immediatezza ciò che è ok da ciò che non lo è. Per età, alcool, droga ed anche consenso è immediato il sapere se è ok o meno. Per questo ultimo elemento il riferirsi a concetti di medicina legale che solo un medico (per es di pronto soccorso) può stabilire ci possono a prima vista sconcertare. In molti casi a priori mai si saprà se una prognosi oltrepassa o no i 20 gg. Ma in tantissimi altri casi la cosa è certa o altamente probabile.
Alludo a compressioni di tendini e a distorsioni nel bondage, a travasi di liquidi ai testicoli o a danni all’asta del pene nel ballbusting, a necrotizzazioni nei giochi elettrici, a piccole mutilazioni, a rotture della parte terminale dell’intestino per introduzione di falli di grosse dimensioni o di fist , rotture nell’intestino per clisteri di quantità oltre le tabelle che i praticanti conoscono, ecc.
Sapere che c’è un limite oggettivo nella quantità di danno producibile è fondamentale.
Negare la validità di questo criterio per una sua intrinseca e spesso aprioristica indeterminatezza vuol dire negare la necessità di limiti.

Solo ora possiamo prendere in esame il punto 2- che parla di garanzie.
Nessuna norma stabilita e ritenuta valida è in grado di garantire alcunché. Parlare di garanzie sarebbe come dire che una volta scritto un codice civile e penale non servirebbero tribunali.
L’affermazione del punto 3- sul fatto che delle eventuali Regole sarebbero utili solo ai principianti denota un modo di pensare che ha una sua gravità che a prima vista non emerge. Esso dà per scontato che vi sia una linea di confine tra chi sa e chi non sa. Essa non esiste per la semplice ragione che nel gioco SM non si finisce mai di imparare. C’è sempre spazio per fare meglio, per imparare da chi ne sa di più, per imparare nuove pratiche che finora si era trascurato per poco interesse.
Dare per scontato che ci siano “laureati” in BDSM e che essi possano muoversi senza tenere conto delle 4 Regole di cui finora abbiamo parlato non pare in alcun modo corretto.
In ogni caso per approfondimenti si veda http://www.gabbia.com/boudoir/08/03/2010/le-2-teorie-base-ssc-e-le-4-regole-del-bdsm/

Due correnti di pensiero dunque dove – molto generalizzando – quella del buon senso è di recente formazione e conta soprattutto persone giovani, persone soprattutto virtuali o persone che da poco sono arrivate, per le strade più varie, alla scena BDSM di cui non sanno né comprendono la storia, la sua evoluzione, le problematiche che hanno accompagnato questa storia e questa evoluzione. Ma conta anche persone che hanno voglia di mettersi in mostra sulla scena SM apparendo come emblemi dell’anticonformismo, della libertà, della ribellione verso ciò che è in qualche modo codificato e dunque espressione di una qualche autorità.
Messa cosi potrebbe sembrare uno scontro tra il vecchio e il nuovo che avanza, tra l’old e il new style, tra la burocrazia e la libertà, tra la storia polverosa ed inutile e il futuro prossimo venturo che è già qui. Basta avere il … buon senso di coglierlo.
E’ così davvero?
Dare al mondo BDSM che pratica alcune Regole come quella del consenso, della maggiore età, della capacità di intendere e volere, della assenza di lesioni che siano superiori a 20 gg, sono davvero solo questione di essere o non essere alla moda?
Se uno ha introiettato queste Regole, la ha fatte sue, le sente giuste, le condivide allora sarà probabile (non certezza ma solo probabilità perchè l’esistenza di regole non è sinonimo di garanzia di sicurezza) che prima di fare qualsiasi cosa nel campo SM si accerterà se l’altra parte non è minorenne, se è d’accordo di fare quelle cose, se l’alcol o qualche pasticca o sniffata ha alterato la percezione della realtà.
Poche cose fondamentalmente utili alla sicurezza e alla “sanità” del gioco.
Senza che esse siano scambiate per fonti di garanzie perchè in nessun campo una norma fornisce garanzie essendoci sempre qualcuno che trasgredisce la norma e quindi crea l’incidente.
Importante è che le norme o Regole siano giuste, non vessatorie, non fatte per avvantaggiare una parte a sfavore dell’altra ed infine abbiano un loro fondamento etico e sociale.
Quale obiezione si può muovere su questo piano alle 4 Regole ? O anche all’SSC?

Queste regole fissano confini con estremo disappunto di chi vorrebbe avere un terreno vergine dove esprimere tutta la sua aggressività, la voglia di sesso estremo senza doversi confrontare con nessuno, avere campo libero di sfogare i propri istinti sadici svincolati – appunto – da ogni regola e limite. E al posto di dirlo assumendosene le responsabilità cerca di far passare il buonsenso – che è imprecisabile e soggettivo per definizione – per unica legge valida nel sadomaso.
Ovviamente il suo buonsenso. Ed esiste il buon senso della persona saggia. Quello della persona esaltata. Quello della persona con turbe psichiche. Per ognuna di queste categorie di persone, l’interessato è convinto – ed anche in buona fede – che il suo buon senso sia quello giusto ed universale.
Nella nota 1 alcune espressioni tratte o dal forum del presente sito o da annunci. Sono espressioni che denotano un modo di pensare e un atteggiamento che fa toccare con mano per un verso la superficialità e per altro verso la voglia di alcuni di fare quello che in gergo comune si dice “fare i propri comodi”. (nota 1)

La presente trattazione ha preso più spazio di quanto fosse nelle mie intenzioni, ma trovare il punto di equilibrio tra precisione/completezza e sintesi non è stato facile.
Ho anche ritenuto opportuno indurre a riflessione su facili luoghi comuni inglobati in slogans (abbasso le regole, W il buon senso) che fanno presa soprattutto su giovani (di età e di scena SM). Persone che non hanno chiaro quanto il gioco SM sia una bellissima cosa, ma che ha le sue Regole precise ed esse sono a tutela (non garanzia) che il gioco tale resti e non tragedia.
Riflettere anche che il gioco SM non è il campo dove tutto è permesso. Non è libertà incondizionata.
Pur riluttante nel fare similitudini e per farmi perdonare questa mia trattazione così lunga termino dicendo che mi viene davanti agli occhi – avendo parlato or ora di libertà – l’immagine del deserto che è luogo che per me dà più il senso della libertà. Sono un tuareg, vado da quando ero bambino sul mio cammello. Una volta ogni tanto, quando mi ricordo e passiamo da un pozzo, lo faccio bere. Da vecchio la vita mi porta in un altro deserto, quello dell’Arizona. Le chiappe le metto su un altro animale simile al mio cammello. E’ un cavallo. Corro con il sole in fronte, felice e libero.
Nessuno mi ha avvertito che il cavallo beve ogni giorno. Chi me lo ha ceduto ha usato il suo buon senso che gli diceva che nessuno è così imbecille da non far bere il cavallo. Io ho usato il mio buon senso che mi deriva da ciò che ho sempre fatto da piccolo.
Il cavallo è morto.

Nota 1

- “Limiti dettati solo dalla normale intelligenza”.
- “Non siamo per la violenza estrema”.
- “Non amo parlare di limiti perchè non amo porre limiti al piacere ma amo parlare di buonsenso”.
- “Sono per un BDSM privo di limiti e condizionamenti”.
- “non voglio porre limiti se non quelli dettati dal buon senso”.
- “amo usarne il corpo per sfogare i miei istinti sadici”.
- “si a segni permanenti e pratiche cruente”.
- ”con il tempo mi sono reso conto che il bisogno interiore di violenza che provavo, era più eccitante riversarlo sugli altri”
- “Per me accanto a un BDSM consensuale c’è anche un BDSM non consensuale, non ci vedo nulla di male”

 

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