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Ago

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Nei giochi SM l’uso degli aghi è abbastanza frequente, soprattutto in quelli clinical. Molti definiscono questa pratica “cruenta” ed è portata come esempio di un sm hard in contrapposizione ad un sm soft e raffinato.
Come norma precauzionale generale sono da evitare giochi con l’ago su persone in terapia anticoagulante o se ha alterazioni della coagulazione.
Gli aghi comunemente usati sono quelli monouso, per iniezioni intramuscolari o sottocutanee.
E’ capitato di veder usare aghi a farfalla, per aspirazione, per agopuntura, per suture; tutti questi tipi di ago sono più difficili da reperire, ma ciò non è impossibile, anzi gli aghi per suturare si trovano in confezioni monouso, sterili, con filo già montato. Gli aghi per iniezione o per insulina sono molto indicati e si comperano in farmacia sfusi (cioè senza la siringa) a costi irrisori.
Gli aghi monouso sono in acciaio inox, lubrificati, con punta generalmente a triplice affilatura e cono plastico colorato.
Il colore del cono varia in relazione alla misura dell’ago.
L’unità di misura per gli aghi è il Gauge ( G.). All’aumento del numero di Gauge diminuisce il diametro, cioè la grossezza, dell’ago.
Un ago 21 G. è quindi più grosso di un ago 23 G.
Un ago più piccolo inoltre è anche solitamente (ma non sempre) un ago più corto.
Gli aghi più indicati per i giochi sm sono quelli dal 22 G al 25 G.
Qui di seguito alcune misure. Va tenuto presente – come ha giustamente tenuto a precisare Master Calcabrina – che le lunghezze non sono sempre quelle qui indicate ma spesso variano e  molto dipende dalla marca.
22 G. : ha cono mero, misura 0,7 x 30 mm.
23 G. : ha cono azzurro, misura 0,6 x 30 mm.
24 G. : ha cono lilla, misura 0,55 x 20 mm.
25 G. : ha cono arancione, misura 0,5 x 16 mm
Si trovano confezionati singolarmente in scatole da 50 o 100 aghi, in loro mancanza possono essere usati quelli montati su siringhe.
L’ago del 22 G. è generalmente montato su siringhe da 2,5 ml e da 5 ml.
Su siringhe da 10 ml.a volte è montato un ago 21 G., cono verde, più grosso: 0,8 x 40 mm.
Le siringhe da insulina di ultimo genere montano aghi molto corti e non rimovibili.
Gli aghi si mettono o perpendicolarmente alla carne ossia come una normale iniezione sulle parti carnose (natiche, seno, capezzolo), ma questo comporta il fatto di creare “un ponte” fra l’esterno e l’interno; oppure trasversalmente prendendo con due dita di una mano un lembo di pelle e con l’altra si fa trapassare l’ago.
Il dolore è comunque istantaneo e meno di quanto di solito ci si aspetti.
Bisogna fare attenzione ad evitare parti molto dense di piccole vene e le zone dove ci sono molte ghiandole (collo, ascelle, etc….) Quando si tolgono può uscire qualche goccia di sangue, ma spesso ciò non avviene se chi ha messo l’ago ha una buona esperienza.
L’inserzione di un ago è considerata di per sé manovra sterile. Bisogna quindi fare molta attenzione a non contaminarlo. Mai toccare l’ago vero e proprio, ma afferrarlo per il cono in plastica. Non utilizzare l’ago se è stato toccato, se è caduto a terra, se è venuto a contatto con altri oggetti.
Disinfettare la parte sempre prima e dopo con prodotti tipo Betadine, Braunsol, o cmq disinfettante indicato anche per ferite e non solo per cute integra. Usare i guanti.
Quando si tolgono gli aghi è norma inderogabile metterli di nuovo nel loro astuccio per un sicuro smaltimento in un qualsiasi sacchetto della spazzatura. Dunque conservate i cappucci in un posto dove si possono facilmente ritrovare appena finito il gioco degli aghi. Se non trovate più un cappuccio aprite una siringa (estraendo lo stantuffo) ed infilate l’ago dentro avendo cura d’inserire nuovamente lo stantuffo, per poi premere fino ad ottener una leggera deformazione dell’ago.
In mancanza anche di una siringa i metodi alternativi sono di infilare gli aghi in candele, tappi di sughero, palline antistress, mele … in modo che possano essere buttati senza alcun rischio di lesione.
L’operazione di rimettere l’ago nel suo astuccio è la più pericolosa essendo facile – anche per chi non ha il morbo di Parkinson – che nella fretta e noiosità dell’operazione, nonché per i guanti che ancora si indossano, si manchi … l’obiettivo e l’ago usato punga un dito. Ciò ovviamente non deve avvenire!

L’ago serve anche per la pratica dell’ago caldo. Consiste nel riscaldare per qualche secondo sopra una fiammella (es candela) la punta di un ago senza farlo diventare incandescente e poi strisciare l’ago sulla parte del corpo prescelta per questo supplizio. L’ago non va assolutamente infilato, ma solo strisciato per qualche secondo sulla pelle. Zone ideali sono i capezzoli, la pelle dello scroto, il perineo, le zone perianali, nonché a lato delle grandi labbra.
Il dolore è acuto ed immediatamente avvertibile. Poi scompare e ricompare con più o meno forte fastidio dopo una decina di minuti per durare alcune ore. Quest’ultimo è lo scopo primario della tortura dell’ago caldo.
E’ raccomandato vivamente di fare su di sè (in via riservata) qualche prova per capire il meccanismo e quanto si deve tenere l’ago sulla fiamma prima di farlo su altri.
(Primario e Monella)

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