Ti Trovi In:Home » Lettera M » Macchina per sculacciare
Macchina per sculacciare

Scritto da:

Moltissimi i disegni e le caricature dedicate alla macchina per sculacciare. Pochissimi gli esemplari realizzati e funzionanti.
L’idea di una macchina al posto di una persona che faccia calare una frusta o palette o bacchette sulle natiche da castigare è nata del tutto fuori dall’ambiente SM, salvo poi  un riappropriarsi di questa invenzione da parte degli amanti delle punizioni corporali.
Fu tale Geremy Bentham che, in Inghilterra, a cavallo tra il 1700 e 1800 si pose il quesito di trovare un sistema affinchè le punizioni corporali decise dai giudici dei tribunali, fossero amministrate con equità. Laddove per equità si intendeva che 6 dozzine di cane date a Tizio fossero di pari intensità di quelle date a Caio. Egli partiva dalla considerazione che l’esecutore della pena può decidere di essere indulgente con uno e severo con un altro e che queste differenti scelte nell’impiego della forza da mettere nei colpi oltre a essere inique, erano spesso influenzate dal censo della persona punita. Il ricco – asseriva Bentham, quasi fosse un italiano dei giorni nostri – poteva pagare e corrompere l’esecutore per avere un trattamento indulgente, mentre il povero si beccava tutta la pena nella sua severità.
Ecco l’utilità di una macchina che, con gli opportuni congegni, facesse partire i colpi sempre della medesima intensità.
Scrittori e illustratori dell’800 e primo ‘900 sia in Inghilterra, sia in Francia hanno usato questa macchina per episodi di romanzi di flagellazione e relative bellissime illustrazioni.
I più fantasiosi disegni sono opera di Carlo, celebre illustratore vissuto in Francia ad inizio ‘900 e di cui nulla si sa.
Poche le realizzazioni pratiche stante la difficoltà di costruire artigianalmente e da soli simile macchina  (non può esistere un mercato che giustifichi qualche produzione in serie e vendita nei negozi).
Un esemplare efficace, ma particolarmente spartano ha funzionato per anni a Villa Penitenza per mano del  Tutore.
Gli attuali più sofisticati visti in giro sono comandati da un PC e hanno la possibilità di variare l’inclinazione del braccio affinchè la lacinia o la bacchetta non colpisca sempre nello stesso punto.
Va però detto che ben difficilmente un amante della disciplina corporale si priverebbe del piacere di essere lui stesso a impugnare lo strumento del castigo e di amministrarlo come gli pare e piace.
Un esempio di macchina sculacciatrice è stato realizzato in Italia da Master Geppetto, abile artigiano, e un esemplare ha svolto il suo encomiabile lavoro nelle feste spanking tenutesi al Nautilus di Milano agli inizia del 2000.
Ottimi esemplari si vedono in alcune clip realizzate dalla Miseno film.

 

 

 

 

4 Responses to Macchina per sculacciare

  1. Master Umby says:

    Nella fantasia di tutti i Master come me ci sono decine di macchine sculacciatrici x chiappette di donne e uomini. L’idea stessa a pensarci bene è stravolgente: l’alunna/o viene innanzitutto spogliata/o e quindi umiliata. Poi penso che un sonoro “riscaldamento” manuale vecchio stile, prepari la Spankettina/o a un ben più drammatico supplizio.
    Legata/o con il sederino ben esposto il trattamento ha inizio non proprio subito. Un’altra “ripassata” magari con paddle o bacchetta metta nelle giuste idee che debba poi subire il resto. A questo punto la macchina viene messa in funzione dal Master, prima molto lenta e un colpo dopo l’altro si raggiunge una velocità tale da far gridare qualunque malcapitata/o, anche quella/o più resistente. Sarebbe quindi auspicabile un macchinario che permetta di diminuire o aumentare il n° di colpi al minuto a piacimento del Master.
    La cosa intrigante è che essendo una macchina non sa cosa vuol dire fatica e bruciore di mani, anche se colpissimo con giusto arnese, immancabilmente il ritmo diminuirebbe con l’aumentare della fatica. Invece questo “piccolo” problema la Spanking Machine non sa cosa sia e continuerebbe a colpire le natiche della Spankettina/o, senza pietà!!!
    Mi auguro di incontrare una persona che ne possegga una, ma in Italia è molto dura già “giuocare” normalmente, figuramoci se esistono tali raffinatezze. Sarei disposto a produrne una, anche manuale pur di provarla su un bel sedirino a mandolino di una giovane ragazza o uno scosiderato alunno!!! Saluti e “ciaff ciaff ciaff” a tutti!!! Master Umby

  2. Porcoromantico says:

    Queste macchine per frustare, nell’immaginario collettivo, erano più presenti di quanto si creda. Da bambino, mia madre nata nel 1933, di umili origini e bassa cultura, mi minacciava di mandarmi in collegio, dove le punizioni, venivano applicate con la “frusta elettrica”. Questa (frusta elettrica), veniva evocata ad ogni mia mancanza, e mi veniva descritta esattamente come i disegni da voi pubblicati. Come avrà fatto mia madre, che con il BDSM, e l’erotismo in generale non aveva sicuramente niente a che fare, a conoscere quei strumenti? Per me, rimane un mistero. Sicuramente era una sadica inconsapevole, e usava con accanimento su di me la cinta di pantaloni. Sta di fatto, che io ho trovato questi disegni, stranamente familiari, e pur non avendoli mai visti prima, corrispondono perfettamente al mio immaginario di detti strumenti, con il segreto desiderio di esservici sottoposto almeno una volta.

  3. Porcoromantico says:

    Produrne una artigianalmente, non è per nulla difficile, basta applicare un motorino elettrico ad una ruota, ed avere un interruttore che dosa la potenza, per regolare i giri; in oltre sulla ruota si possono applicare fruste di tipo diverso es.: whip, frustino equestre, gatto a 9 code, ecc.. alternate e disassate, in modo da colpire in maniera diversa ed in punti diversi, e…. auguri alla malcapitata o malcapitato!!!!

  4. Gigi76 says:

    Mi ha sempre affascinato questa pratica, ho subito sonore sculacciate durante i vari amplessi. Ma prenderne una dedicata, mi intriga. Venire legato e sottoposto ad una macchina con fruste, inizia a stuzzicarmi. Un nuovo orizzonte, chissà… mi annoio facilmente, questa per me sarebbe una novità, tutta da esplorare… Ma non saprei da dove cominciare….