La posta delle schiave a cura di Roger
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Due slaves ed un Padrone di r. 27/03/2006
Caro Roger,

ho letto con un certo stupore la tua risposta a Lorian in merito all’argomento “Due slaves ed un Padrone…”. Parlo di stupore perché nei miei pensieri ti identificavo soprattutto con l’articolo “Sottomissione ed amore” e, confesso, che provo difficoltà nel tentativo di fondere le due teorie.

Sostieni che “la poligamia” sia “lo stato naturale dell'uomo, così come la solidarietà tra donne unite a uno stesso uomo” .

Non voglio discutere la prima parte della tua affermazione, ma permettimi, in qualità di donna e slave, di esprimere qualche perplessità in merito alla seconda.

Personalmente vivo in un mondo di donne, sono fiera di appartenere a questo sesso e credo fortemente nella solidarietà femminile. Solidarietà che ho riscontrato spesso quando si tratta di affrontare un comune “nemico”, situazione in cui le donne riescono a costituire un muro compatto contro il male. Con grande dispiacere devo però ammettere che mai ho riscontrato lo stesso sentimento di solidarietà nelle situazioni in cui più donne sono interessate allo stesso uomo (o Padrone); il più delle volte, anzi, le donne tendono ad entrare in competizione tra di loro ed a vedere nell’altra una “rivale”. Sei certo che le slaves accettino di “condividere” il loro Padrone per un reale desiderio di condivisione? Non potrebbe trattarsi semplicemente dell’accettazione di una regola imposta?

“Certo in Italia, dove ancora si confonde la gelosia con il possesso e la cultura cattolica fa sentire il suo peso millenario, tutto è più difficile.” Condivido pienamente questa tua affermazione. Ma non credi che proprio a causa del peso millenario della cultura cattolica, anche la slave si senta obbligata a donare la sua dedizione ad un unico Padrone e non a due o più? Se la slave fosse scevra dai retaggi culturali di questa società ed interamente libera di seguire il proprio istinto, sceglierebbe un unico Padrone?

Inoltre mi chiedo di quanta capacità di amare dovrebbe disporre un Padrone per seguire ed educare contemporaneamente più schiave senza che una di esse si senta trascurata, insomma una schiava “minore”. In una società dove amare con costanza una sola persona sembra non riuscire ai più, paventare l’ipotesi di un amore per due o più persone, mi sembra utopistico.

Mi viene in mente il sessantotto e gli anni a seguire, con i vari tentativi di comune abitativa, coppia aperta, amore e condivisione… allora non si chiamava “polyfamily” e non si svolgeva nell’ambito bdsm, ma sempre di uomini e donne si trattava.

Trovo l’argomento molto interessante e spero che il tono della mia mail non ti giunga troppo polemico.

Ovviamente aggiungo che, qualora tu sia capace di cotanto amore, mi permetto di candidarmi, distanza geografica permettendo :-)

un saluto



r.
Roger risponde: Amare due schiave
Cara r.
Rispondo con piacere alla tua lettera tra le molte che sono arrivate perchè la considero la più intelligente e pertinente anche se in effetti magari un pochino polemica.
Ma anche la polemica fa parte del dialogo.
Innanzitutto ti rassicuro, io sono sempre quello di Amore e Sottomissione:un piccolo riassunto delle mie convinzioni profonde con il quale ho esordito sulla Gabbia.
Che molti (o quasi tutti) gli uomini abbiano due o più donne e viceversa è un fatto che mi pare sotto gli occhi di tutti.
Che si chiami amante, amica o quello che vuoi tu il tradimento è un fatto acclarato e quotidiano.
Non formulo giudizi, ognuno fa quello che vuole ma invece trovo ipocrita che questo venga fatto regolarmente purchè di nascosto.
Questo mi piace meno. Io per esempio non lo faccio.
Anzi spesso le due donne sanno benissimo dell'esistenza una dell'altra ma l'importante è che non si sappia in giro.
Meglio allora che chi sente questa esigenza lo faccia tranquillamente senza dover rendere conto a nessuno e vivendo in pace e serenità.
Non ti pare?
Detto questo c'è una parte della tua lettera che non comprendo a fondo.
D'accordo sulla solidarietà femminile, ma chi è il "nemico",il "male"?
Concordo con te sul fatto che le donne (come del resto gli uomini) tendono a diventare competitive quando sono interessate allo stesso uomo.
Qui però credo vada fatta una distinzione tra donne che sono state educate e formate dal loro Master e le altre quelle diciamo "normali"
Nel primo caso il problema gelosia o competizione non dovrebbe esistere.
Il Master in quanto tale è la fonte della felicità della schiava e le sue decisioni, per principio, sono giuste per lei. Se il Padrone ritiene sia il momento di accogliere una seconda ragazza vuole dire che questo è giusto e buono.
Di solito però, almeno nella mia esperienza, è raro che sia solo Lui a decidere.
Molto più comune è che la coppia insieme cominci a pensare di accogliere una seconda ragazza.
Oppure addirittura come nel mio caso personale,(anche se non dovrei parlarne) è la mia schiava che chiede di avere una sorella che le sia vicina nella vita e nell'amore. Spesso è triste e piange per il senso di solitudine che prova nel non poter confidarsi e condividere le sue sensazioni con nessuna. Per quanto io le sia vicino lei percepisce questo vuoto.
Non dimenticare inoltre che in questi rapporti Uno possiede,l'altra e' posseduta e tu sai cosa questo voglia dire.
Naturalmente non pretendo di avere il dono della "Verità Rivelata".
Soltanto nella posizione in cui mi trovo e dalle lettere che mi arrivano, le conclusioni che posso trarre sono piu o meno quelle che ti ho detto.
La fine della tua lettera tocca secondo me il punto più critico.
Fino a che punto il Padrone e' in grado di garantire alle sue schiave cura protezione ed educazione adeguata?
In questo caso l'uomo deve essere affidabile e serio, deve conocere bene l'animo femminile e dare ad ambedue tranquillità e sicurezza.
Spesso, mi spiace dirlo, questo è il punto debole del ragionamento:i Padroni non sono all'altezza.
Vuoi perche' concepiscono il rapporto con superficialità vuoi per mancanza di amore verso la schiava (e tu sai come la penso) finiscono per perdere il controllo della situazione.
Non tutti gli uomini si meritano l'amore e il rispetto di due schiave.(E molte volte nemmeno di una sola.)
Un'abbraccio.
Roger





Schiaffi di Conan Il Sadico 20/03/2006
Ciao Roger, Sono il Master di una community di schiave. Nel mio aultimo incontro con loro c'è stato un ammutinamento, sara' perchè utilizzo molto le mani? Loro inizialmente dicono che è piacevole essere schiaffeggiate, ma poi non controllandomi forse esagero...non saprei...

Come mi devo comportare a riguardo?



p.s. un Bacione al mio amico Skyzik
Roger risponde Non trascurare la psicologia.
Caro Conan
a rigore non dovrei pubblicarti qui perchè,non insisterò mai abbastanza, questo spazio è dedicato alle schiave.
Comunque per venire alla tua domanda sappi le schiaffeggiare una schiava è una delle pratiche che "urta" maggiormente.
A volte basta un solo schiaffo sul viso per umiliarla adeguatamente.
Quinti devi dosare molto bene i tuoi interventie sopratutto non trascurare la preparazione psicologica.
A proposito di community di schiave stiamo preparando un servizio speciale sul tema.
Sono gradite se ti fa piacere collaborare, informazioni anche sulla tua.
Saluti
Roger

Non trovo una schiava di wily11 17/01/2006
abbiamo parlato con interesse della solitudine delle schiave,ma io dopo molti annunci sul sito non sono riuscito ad avere nessun tipo di slave,a parte qualche rapporto epistolare.
Malgrado abbia risposto ad inserzioni di molte slave.
Mi domando esistono sono reali o frutto di fantascienza.
Scusa la provocazione,ciao e grazie
Roger risponde: Non disperare
Caro amico
Le provocazioni lasciano il tempo che trovano
Noi forniamo un servizio a titolo totalmente gratuito
e non abbiamo nessun controllo sulla veridicità delle inserzioni.
Ci limitiamo a eliminare quelle che sono scorrette o che nascondono fini di lucro. Posso però dirti che sicuramente salvo qualche rara eccezione sono inserzioni reali e molti si sono incontrati e perfino sposati grazie alla Gabbia.
Per il resto ognuno puo scrivere cio che vuole purchè si mantenga entro i limiti del regolamento.
Quanto al tuo problema prova a considerare che forse le tue parole o il tuo modo di proporti possono essere inadatte.
Ti consiglio di non affidarti solo ai mezzi virtuali ,esci conosci ragazze nuove e prova a proporre loro questo stile di vita.
Vedrai che funziona.
Stare seduto soltanto davanti allo schermo di un computer serve veramente a poco.
Roger

Alla fine e' successo di Carolina 09/01/2006
Caro Roger sei stato gentile a rispondermi e mi permetto di scrivere di nuovo. La cena – 31 dicembre - c’è stata, così come mio marito la voleva e nonostante le mie lamentele. Ho ricevuto gli ospiti con addosso le scarpe e gli occhiali (di solito porto le lenti). La mia tensione era grandissima ma la prima ora è trascorsa in una atmosfera quasi irreale, come se nessuno si accorgesse di nulla. Poi sono cominciate le domande, gli scherzi, poi gli sberleffi e lo scherno. Sono stata chiamata con nomi irripetibili e ho dovuto spiegare con dovizia di particolari il nostro stile di vita. Mio marito è stato inflessibile, mi ha svergognata senza pietà. Quando sono scoppiata in lacrime, mi sono stati tolti anche gli occhiali, sono molto miope, e la mia difficoltà è aumentata. Dopo la mezzanotte sono stata battuta con la cinghia e messa in castigo, mentre continuavano a parlare di me. Ho dovuto saltellare, abbaiare a comando, e raccogliere le posate che sistematicamente venivano lasciate cadere. Ero distrutta, ma, dopo una doccia, ho saputo la verità. I nostri amici erano da tempo informati sul nostro stile di vita e non hanno nulla in contrario. Anzi, quella che temevo di più, la donna, essendo bisex, ha anche un forte interesse verso di me: mio marito le ha garantito la mia futura disponibilità. Non so cosa mi attenda: rivedere queste persone per strada e sul lavoro non sarà facilissimo, ma credo che staranno zitte. Questa è ancora la mia paura più grande anche se le loro parole e soprattutto quelle di mio marito mi hanno rassicurata. Forse obbedire è stata la scelta migliore ma non ne sono del tutto certa, spero bene. Sono andata molto oltre quelli che sono sempre stati i limiti concordati. La situazione che ho vissuto non era nuova in assoluto, ma non avevo mai fatto le stesse cose con dei conoscenti. Continuo ad essere turbata e una parte di me vorrebbe non aver fatto nulla. Mi ripeto che devo avere fiducia in mio marito e nelle sue scelte. Ne ha fatte molte, negli anni, che ho compreso solo col tempo. Ma…resta un “ma” grosso come una casa, a cui non so dare risposta. Ho indicato SOLO risposta privata, ma non è obbligatorio, per me va bene anche se domanda e risposta vengono pubblicate, ma non vorrei monopolizzare la rubrica. Grazie.
E tu ne hai ricavato piacere?
Cara Carolina
non avere timore di monopolizzare la rubrica, siamo qui per questo.
Vedi,io faccio un po' fatica a darti un consiglio perche' in primo luogo la mia visione del rapporto Padrone/Schiava e' molto diversa da quella di tuo marito.
Il mio modo di vivere il rapporto con una schiava pur essendo molto severo e' certamente piu' tenero ed esclusivo,e,se mi passi il termine romantico
In secondo luogo sembra che tu in fondo abbia accettato di subire questo trattamento e ne sia uscita abbastanza soddisfatta.
Segui il tuo istinto e le parole di tuo marito, il mio consiglio sarebbe inutile perchè non ascoltato.

Ti auguro ogni bene.
Roger

Malattie veneree di serva 09/01/2006
Salve, sono schiava da poco tempo di un padrone che mi usa con oggetti piuttosto che fare sesso con me.
la mia domanda é la seguente:
posso stare tranquilla per quanto riguarda l'igiene dei falli e vibratori se li usa anche con altre persone?
Posso farmi umiliare serenamente senza rischiare spiacevoli malattie veneree piu o meno gravi?
vorrei un parere nel caso un giorno dovesse pulire poco accuratamente i suoi giocattoli oppure dimenticarsene del tutto.
Ho dimenticato di specificare che gli oggetti usati dal mio padrone con me e anche con altri schiavi/e sono da intendere sia per uso vaginale che anale. anche per questo vorrei sapere riguardo all'igiene. Grazie
grazie spero in una risposta.
Roger risponde: Giocattoli ed igiene
Mia cara serva
Le pratiche che mi decrivi richiedono assolutamente un approccio molto diverso.
E,francamente dovrebbe essere il tuo padrone ad occuparsene.
Il rischio esiste eccome! Specialmente se vi sono passaggi di oggetti da persone sconosciute che tu non sarai mai in grado di controllare.
Non ci sono solo le malattie veneree ma anche un seppur remoto rischio di contrarre l'AIDS.
Inoltre qualsiasi oggetto (incluso il sesso maschile) puo passare senza problemi dalla vagina all'ano ma non viceversa! Ci sono problemi di flora batterica incompatibili che possono darti vaginiti,cistiti o attacchi di candida.
Ti consiglio grande attenzione: il corpo umano non e' un giocattolo!
Roger

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