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Inesperienza ed espisodi spiacevoli. Vorremmo confrontarci.

Questa discussione si intitola Inesperienza ed espisodi spiacevoli. Vorremmo confrontarci. nella sezione Gabbia, appartenente alla categoria Gabbia; Ciao a tutti, come avevo già spiegato nelle presentazioni sono la lei di una coppia che da pochissimo si è ...

  1. #1
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    Inesperienza ed espisodi spiacevoli. Vorremmo confrontarci.

    Ciao a tutti,
    come avevo già spiegato nelle presentazioni sono la lei di una coppia che da pochissimo si è avvicinata al BDSM .
    In realtà sia io che il mio ragazzo ( che stiamo insieme da circa 3 mesi ) siamo sempre stati interessati ad esso e abbiamo sempre avuto fantasie inerenti, tuttavia non abbiamo mai avuto modo di praticare, finché ci siamo trovati ed abbiamo scoperto questo interesse comune.
    Abbiamo letto molto qui sul forum, ci siamo un po' documentati e abbiamo iniziato a praticare ( lui come Dominante e io come sottomessa ), anche se fino ad ora cose molto semplici e non troppo impegnative, proprio per restare in linea con quella che è la nostra esperienza pressoché nulla.
    Nonostante non abbiamo fatto grandi cose abbiamo riscontrato alcuni problemi e vorremmo confrontarci con chi ha più esperienza e ci potrebbe magari aiutare a capire meglio.
    Abbiamo iniziato con delle sculacciate scoprendo che si tratta di una pratica gradita ad entrambi, per poi passare a mollette sui capezzoli ( che io già da anni usavo da sola perché ho sempre amato quel tipo di stimolazione ), alcuni ordini semplici ( tipo mettermi in ginocchio, camminare a gattoni, mani dietro la schiena, ecc ) e, in genere, sesso in cui io ho un ruolo sostanzialmente passivo.
    Questi giochi iniziali nei quali ci siamo cimentati sono risultati molto eccitanti per entrambi, però io ho avuto qualche disagio in alcune occasioni.
    Sin da subito abbiamo stabilito delle parole di sicurezza per definire i limiti e per far sapere a lui quando fermarsi in qualunque situazione io dovessi considerare oltrepassato il limite. In alcune occasioni io non sono riuscita a farne uso, non che lui mi abbia fatto chissà quanto male, ma la situazione mi risultava poco gradita, se non decisamente spiacevole. Mi sentivo a disagio e avrei voluto finire il prima possibile, tuttavia non ho fermato lui perché desideravo che arrivasse all'orgasmo.
    Premetto che in entrambi i due casi specifici in cui sono stata male ero già poco propensa a giocare sin dall'inizio per ragioni personali che in quel momento non mi facevano stare bene ( in un caso la sindrome premestruale e nell'altro un litigio con mia madre avvenuto poche ore prima ) e il mio errore è stato quello di non dire subito che non ero nel mood giusto per fare BDSM quella sera.
    Ad ogni modo, in quelle due situazioni ho vissuto con disagio quello che abbiamo fatto, in particolare il sesso che mi risultava poco piacevole, per non dire fastidioso. Sopportavo, appunto, solo nell'aspettativa che lui si soddisfacesse, ma arrivava il momento in cui risultava inevitabile fermarsi, o perché io interrompevo, oppure perché lui si rendeva conto che qualcosa non andava.
    Dopo stavo molto male psicologicamente; mi sentivo come svuotata, come se fossi stata in quel momenti un oggetto e non me stessa...non saprei bene nemmeno io come spiegarlo. Tuttavia ho vissuto quello che abbiamo fatto con un certo disagio, come se avessi effettivamente subito qualcosa che non volevo.
    Ora non so se queste emozioni e sensazioni siano normali data la nostra inesperienza ( e anche scarsa conoscenza reciproca essendo fidanzati da pochissimo ). Ne abbiamo ampiamente parlato io e lui, ma appunto abbiamo un po' di difficoltà nel venirne a capo e vorremmo ricevere qualche parere autorevole e, magari, qualche consiglio.

  2. #2
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    La questione che poni è tutt'altro che banale, e non è necessariamente stata ingenerata dal vostro essere “inesperti”. La condizione di inesperienza, oltre che alla necessaria conoscenza, competenza e manualità da parte di chi si erge a “padrone”, e che fin troppi danno per scontato, è principalmente relativa ai limiti che ci si impone in quanto “sottomessi/e” e alla eventuale volontà di superarli.

    Secondo me, il perno della querelle verte, piuttosto, sul vostro condividere dapprima una relazione sentimentale e, in secondo luogo, avere intrapreso giochi erotici basati su un approccio BDSM che, inoltre, ricomprendono anche la vostra sessualità. Non si tratta di una condizione anomala, tutt'altro. Per certi versi è, probabilmente, la situazione più comune in cui si trovano ad affrontare la grande maggioranza dei praticanti (perlomeno quelli che manifestano un’indole sadomasochistica e non cercano un divertissement per una serata famolostranista di verdoniana memoria).

    Una doverosa premessa: come ribadito dai numi tutelari fino allo sfinimento, qui e altrove, esistono innumerevoli declinazioni della propria pulsionalità, che possono essere appagate secondo altrettante, differenti possibilità. Taluni troverebbero inconcepibile il sottomettersi o il dominare persone con cui abbiano relazioni sentimentali, altre escluderebbero del tutto dalla pratica del BDSM il sesso; alcuni ne fanno uno stile di vita, molti lo considerano un correlato del manage erotico e sessuale; esistono masochisti disposti ad accettare talune attività escludendone categoricamente altre, così come sadici che non accetterebbero mai sottomessi che non siano disposti a soddisfare qualsiasi capriccio; alcuni usano il loro potere di compiacimento per contrattare e ottenere quello che prediligono, ovvero approcciano una scena con la massima docilità e totale devozione... Dunque, il vero, unico problema non è affatto nelle modalità pratiche in cui si soddisfano i propri desideri, piuttosto il riuscire a costruire una relazione che sia soddisfacente e rappresenti al meglio la condizione a cui i praticanti aspirino.

    Un’appagante relazione sentimentale è unica nel suo determinarsi tra le personalità degli amanti ma, tendenzialmente, presenta alcune caratteristiche comuni, come la volontà di fare del bene al proprio compagno/a. In una relazione sadomasochistica, questo aspetto di “fare del bene” potrebbe non essere affatto presente (fatte salve le obbligatorie misure di sicurezza, l’egoismo da parte di entrambi i praticanti consisterebbe nell’esaudire la propria volontà l’uno per tramite dell’altro, ed essere connaturato alla scena), oppure risolversi secondo variazioni del significato comune apparentemente incomprensibili.

    Ad esempio, due condizioni note persino alla letteratura sessuologica sono le cosiddette “sub-space” e “top-space”, esperienze percettive e sensoriali peculiari - abbandono e disconnessione dalla realtà nel primo caso, esaltazione egotica e affinamento percettivo nel secondo - proprie del ruolo che si interpreta, e la volontà di raggiungere quegli stadi di intensità emotiva o di farli raggiungere all’altro godendone – anche con sacrificio – potrebbe essere interpretato come volontà di ricercare il bene del proprio compagno/a di gioco.

    Per questo, è possibile che ciò che manchi alla vostra attuale condizione di praticanti sia un equilibrio tra l’essere dei felici fidanzati e il volere praticare attività sadomasochistiche entro l’alveo del vostro legame sentimentale. Comprensibilissimo, persino “normale” si potrebbe obiettare.
    Quando non è presente alcun legame sentimentale, i praticanti – ad esempio – non devono preoccuparsi di cosa possa accadere passato il momento del “gioco”, né di come il BDSM si ripercuota sulla quotidianità o dei cambiamenti che questo possa generare nella relazione di coppia. Per certi versi, è una condizione meno complessa di quella esposta.

    Ma, a scanso di equivoci, le soluzioni per affrontare il problema – paradossalmente – sono più facili a trovarsi in una coppia consolidata che non altrove. L’essere a disagio è indubbiamente indice della necessità di un rinnovato confronto sull’argomento, perché la pratica sadomasochistica secondo i canoni del SSC è volta alla realizzazione d’un diverso appagamento fisico e mentale, non a provocare condizioni di sofferenza che non si è in grado di sopportare.

    Una possibile soluzione sarebbe, banalmente, quella di stabilire non solo l’interruzione tramite parola di sicurezza, ma anche quali attività non debbano essere intraprese al di là della loro intensità, onde non avvicinarsi al limite e avvertire la necessità di fermarsi, ma non trovare il coraggio di chiederlo per il susseguente desiderio di consentire al proprio partner di compiacersi a proprie spese...

    Il punto è proprio questo: una relazione sentimentale può comprendere il sacrificarsi per il bene altrui senza nulla chiedere in cambio; nel sadomasochismo, il sacrificio è un atto che assume una declinazione ragionevole, e non un mero tentativo di autodistruzione, se finalizzato all’appagamento personale: il sottomesso si sacrifica per superare un limite noto perché la consapevolezza dell’essere stato ubbidiente e avere accondisceso al volere altrui è, infine, più appagante di quanto sopportato, in un circolo vizioso quanto virtuoso di compiacimento reciproco.

    Quando l’emozione prevalente che si avverte a distanza di una sessione è solo una profonda insoddisfazione e un abuso della propria disponibilità, qualcosa è palesemente andato storto.

  3. #3
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    In realtà sia io che il mio ragazzo ( che stiamo insieme da circa 3 mesi ) siamo sempre stati interessati ad esso e abbiamo sempre avuto fantasie inerenti, tuttavia non abbiamo mai avuto modo di praticare, finché ci siamo trovati ed abbiamo scoperto questo interesse comune.
    Abbiamo letto molto qui sul forum, ci siamo un po' documentati e abbiamo iniziato a praticare ( lui come Dominante e io come sottomessa ), anche se fino ad ora cose molto semplici e non troppo impegnative, proprio per restare in linea con quella che è la nostra esperienza pressoché nulla.
    Quesito interessante ma, senza offesa, a me suona un po' come "buongiorno, abbiamo iniziato a camminare da tre giorni e non capiamo come mai una cosa semplice come la corsa ad ostacoli ci possa presentare, all'atto pratico, cotante difficoltà e ci abbia provocato cotante cadute".
    Il problema e', come al solito, questa artificiosa distinzione tra s/m soft e hard basata solo sull'apparenza fisica della pratica in sé.
    Il tutto amplificato da livelli emotivi non convenzionali e da una relazione sentimentale che ben lungi dall'essere consolidata e' solo agli albori, alle prime cellule indifferenziate di condivisione affettiva.
    Magari avete studiato tanto e vi siete documentati tanto nel sito e nel forum, bene, ma evidentemente non è bastato e, forse, frequentare un po' di ambiente reale, guardare cose dal vivo prima di ripetere filmati visti on line, confrontarsi con persone reali vi servirebbe. Così come vi servirebbe accantonare per un po' il s/m in attesa di averne una più chiara visione e dedicarsi a costruire una più salda intesa relazionale, conoscevi meglio, interagire tra voi in modo più empatico. IMHO ovviamente, poi liberi tutti, parere era richiesto e parere e' stato dato.

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