Tanto tempo fa, quando Gabbia era Gabbia e il forum era il Forum, c'era un utente davvero speciale, una persona con una cultura eccezionale ed enciclopedia, un senso del s/m innato e un'innata ironia.
E tanto tempo per stare on line e postare infinite foto (scaricate da internet) a tema.

Mi manca un po' quel tempo, a dire il vero. Sia per la fine sempre più prossima del forum di Gabbia che è stato, da sempre, il mio vero e unico riferimento in internet anche prima dell'attuale gestione, sia per la carenza di partecipazioni che, in qualche modo, possano stimolare in me un interesse più viscerale e meno accademico al s/m.

Ma questo capita quando s'invecchia e si è visto molto, si è fatto molto, si è vissuto troppo.
Da quel tempo ad oggi le cose sono cambiate.
Se fate una ricerca online sulla vostra perversione preferita trovate filmati a cascata, foto a non finire, immagini, suoni e stimoli virtuali senza filtro. E tutto aggratis.

Ma manca, manca completamente la cultura "classificativa", la capacità critica di dividere foto patinate e costruite a tavolino da foto reali, realistiche, vere, veritiere che ritraggano non la pantomima del s/m quanto il s/m.
Scattate da fotografi che siano fotografi e non giostratori di cellulari.

C'era un tempo in cui trovare un fotografo s/m e modelle s/m era difficile come trovare un ago in un pagliaio, senza neanche la classica calamita.

Ora ogni azione sembra essere fatta per essere fotografata ma senza espressione, senza mordente, senza graffi sull'anima.

O foto patinate costruite a tavolino o pessimi primi piani in close up di culi frustati, tette malamente legate, mollette da bucato messe in serie su passere arrossate.

Non vedo gli occhi!

Non vedo gli occhi, non vedo le finestre dalle quali l'anima del s/m si riverbera al mondo urlando la sua sostanziale e primitiva forza creatrice. Il vero, unico, incontestabile principio che dall'inizio alla fine della nostra razza ci ha segnato e ci segnerà, il principio del piacere, quel piacere che ci guida anche nel territorio spaventoso del dolore per essere catturato e piegato alla nostra cieca volontà di godere della nostra vita, del nostro corpo, della nostra esistenza.

Non mi graffiano queste foto casalinghe, queste pantomime da studio.
Mi lasciano del tutto indifferente.
Sono morte, carne morta, luci da bank e filtri preimpostati.
Finte o inutili

Photograpphiando la scorza ho scoperto Nobuyoshi e la sua estetica della cruda perversione. Occhi, occhi, occhi.
Datemi occhi.
Che dei vostri culi arrossati mi sono rotto il cazzo, ormai.
E, poi, neanche mi piacevano tanto anche prima
;-)

Così, giusto per parlare di qualcosa, no?
Have a nice night ... mare!