Sono già stata qui, anni fa. Ricordo un uomo piacente, gentile ma col leggero distacco professionale dei medici, specie di certi medici.
Mentre sono seduta, da sola, in sala di attesa sorrido pensando agli inequivocabili segni che stamane ho scoperto ancora ben visibili sul mio derrière, specie sulla natica sinistra, ancora arrossata e segnata dalle mani, volutamente sempre più pesanti, di LUI. Forse vuole vedere dove posso arrivare. Avrà capito che posso andare molto lontano? Se si aggiunge la tumefazione del mio culo, dichiarazione di una penetrazione volutamente prepotente, da padrone, e la mia fica depilata, mi dico che il dottore non potrà farsi che una sola idea della donna che sono, al di là del quesito che gli sottoporrò. Inizio a divertirmi.
Quando mi fa entrare porto con me un sorriso lievemente ironico. Accenno brevemente ai motivi per cui gli ho chiesto una visita. Mi posa addosso lo sguardo, lungamente. Poi, con un cenno del capo, mi indica il lettino. Mi spoglio dandogli le spalle, non per timidezza ma per farmi guardare, e mi muovo disinvolta benché nuda. Amo stare nuda, adoro farmi guardare, sono orgogliosa dei segni che porto addosso, e soprattutto il distacco professionale non mi inganna affatto. Chi sceglie per mestiere di infilarti dita e strumenti nel culo fa parte del club.
Conosco la posizione da assumere sul lettino, sotto la luce potente della lampada toglie di certo ogni possibilità di equivoco. Mentre infila lentamente i guanti aggiungo un particolare che mi ero scordata di dirgli, ma è un tecnicismo, per cui sono costretta a rivelargli che sono un medico. Gli do le spalle, non posso vedere la sua espressione, ma il ritmo del suo respiro è cambiato. Non credo proprio che sia perché ha scoperto che sono una collega. Ha visto.
Non mi sbagliavo. Dapprima mi appoggia una mano su una spalla, qualcosa tra una presa e una carezza, e mentre infila le sue dita nel mio culo mi dice:”Siamo colleghi, potremmo darci del tu”. Due dichiarazioni di intimità in contemporanea. Le recepisco e le accetto entrambe.
Dapprima è attento e concentrato. Il quesito che gli pongo non è cosa da poco. Riconosco il sadismo nella latenza nell’indugiare a darmi il suo parere. Non mi conosce. Non sa che non ho paura di nulla. E nulla gli chiedo, finché non decide di rompere il silenzio:” Ha fatto bene L. a dirti di farti vedere. Così duro poteva essere solo un cancro o…una trombosi”. Le sue dita continuano a muoversi, e so che non ha più bisogno di esplorare. Ha capito tutto. Ora vuole eccitarsi.
Sto al gioco. Riprende il discorso da dove lo aveva interrotto”…una trombosi di una vena interna potrebbe essere dovuta…a…”. Ma come, sadico in camice bianco, non hai ancora capito che ti porto dove voglio? Così lo interrompo e con voce volutamente roca gli dico”E’ dovuta a penetrazioni anali. Il mio partner è piuttosto esigente, come dire, forse un po’ impetuoso, e decisamente dotato”.
Sono certa che il cazzo gli scoppia nei pantaloni. Non smette di roteare le sue dita dentro di me, vuole eccitarmi? Di certo so che muore dalla voglia di infilarmelo dentro, ma non sa se se lo può permettere.
So che se accadesse lo racconterei subito a LUI, sfidando ogni punizione. Ma più dell’eccitazione del sadico in camice bianco mi chiedo se LUI si ecciterebbe all’idea dell’accaduto. Così, nel dubbio, faccio la cosa che eccita maggiormente me, gioco!
“Allora se non è un cancro è la mia giornata fortunata!”. Suo malgrado, questo fa terminare l’infinita esplorazione del mio culo, che a questo punto conosce meglio di me. Gli scappa un sospiro mentre mi dice che posso vestirmi, e nell’alzarmi non manco di offrirgli una vista della mia fica completamente depilata. Lo sguardo che mi mette addosso è eloquente, è infoiato, ma non sa che non ho ancora finito.
Con una scrivania tra me e lui si riprende, ma il pensiero è lì, glielo leggo negli occhi. Bene, ho pane per i tuoi denti. Indugio nel raccontargli i particolari desideri e piaceri di LUI, e non ometto nulla. Ti lascio qualcosa da sognare, dottore…
Mi consegna una ricetta, e dice con tono categorico:”Devi assolutamente tornare tra un mese. Devo valutare come evolve la situazione specialmente….- e qui sorride, beffato e e beffardo – a fronte di quello che mi hai raccontato sulla….tua vita sessuale…come dire…particolare”.
“Ma certo, con piacere!”, esclamo sorridente. Non mi consente di pagarlo, in qualche modo mi vuole sottomessa, e mi bacia la mano prima di guardarmi uscire col mio derrière volutamente ondeggiante su un tacco dodici.
Mentre scendo le scale mi stupisco gioiosa di come esista un lato divertente in ogni evento, ma già trepido nell’attesa di scrivere questo racconto, per regalare a LUI un pretesto, comunque voglia usarlo.
Grazie, dottore, forse contribuirai a farci divertire.
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Bravisima Lucy!!!
Finalmente ecco una persona piena di spirito, di fantasia, (.. però, chissà come mai si tratta quasi sempre di donne …), una persona capace di raccontarsi con divertita leggerezza per la gioia degli altri e sicuramente anche di se stessa. Questi racconti mettono il buon umore e la giusta eccitazione.
Ancora complimenti alla splendida Lucy che spero di rileggere presto !!
Gentilissimo Re Franco. Leggerai ancora, se continuerà, come spero, questo momento particolarmente ispirato. Complimenti per l’approfondimento su Bruno Schultz, che adoro… Posso permettermi di proporti un gioco letterario a quattro mani su Proust o su Lezama Lima? Sarebbe divertente!
Lucy
Ciao Lucy, sono stato via per 2 settimane approfittando di feste e ponti e quindi con estremo ritardo rispondo al tuo simpatico sollecito di un qualcosa scritto a 4 mani su Proust e Lezama. Io penso che non sia facile scrivere in merito a questi 2 personaggi specie su un sito come Gabbia che, anche se di ottimo livello culturale, è sempre un sito dedicato al divertissement. E tu con il tuo ultimo articolo “J’adore” ne sai qualcosa…
E credo che Fulvio ci tienga a mantenre (qui come ai tempi delle sue riviste sulla carta stampate) tale linea editoriale.
Comunque non dubito che le tue idee possano essere lievi e variopinte anche su questi temi e mi farà piacere se mi abbozzi cosa hai in mente.
Pregherò Fulvio di lasciarti la mia mail affinché i contatti possano essere immediati
Franco
Bello e soprattutto molto originale.