Lo Spanking nella Fotografia

Il tema della fotografia dei tempi antichi l’ho già toccato qualche volta. Anche dalla fotografia, così come dalla letteratura si riesce a tracciare il percorso fatto dall’SM dai suoi albori.
Ho visto che sapere cosa e come avveniva prima del nostro attuale momento dominato da internet, è curiosità abbastanza diffusa e quindi posto questo articolo che non è frutto della mia tastiera salvo per la traduzione.
Il nick dell’autore dello scritto è Jameslovesbirch.
Fa una carrellata dove tappe immancabili sono le foto scattate nei bordelli dell’alta borghesia, le foto dello Studio Ostra (già un mio post era dedicato a questo Studio), Irving Klaw e Bettie Page, le House of Milan e Harmony Concepts nonchè Nu-West. E molto ancora perchè 150 di storia sono molti.
E come sempre in queste retrospettive manca un qualsivoglia nome italiano. E non è per malevolenza nei confronti dell’Italia, ma come ben sappiamo non esiste da noi alcuna “storia”, nessun bagaglio culturale. Un deserto fino poco tempo fa con i primi accenni appena a metà anni ’70 (Sergio Verdacchi) e poi il vero inizio (Fulvio Brumatti) verso il 1980.
Molti, soprattutto i giovani / giovanissimi scuotono la testa .. “ma che problema c’è … ora c’è internet ..che serve sapere altro?” senza cogliere che non avere radici storiche è come pedalare con un sacco di sabbia attaccato dietro la bici. Si fa ma senza quella souplesse che contraddistingue una bici senza sacchi e contraddistingue un SM che sia accettato dal contesto generale, abbia dinamiche interne meno rissose e persone meno improvvisate.
Barrymore

Foto Vintage sul tema spanking
Dall’avvento della fotografia a metà del secolo diciannovesimo, questo mezzo è stato usato per creare una varietà di foto su birching (fustigazione con ortiche o rami di betulla), whipping, spanking e feticistiche. Per decenni sono state prodotte foto in bianco e nero su spanking di adulti in quantità sorprendenti.
Non si conoscono dagherrotipi sul soggetto spanking. Le prime foto conosciute risalgono al 1850 Molte di queste ritraevano ragazzini o ragazzine che venivano sculacciati dalla madre per punizione. Alcune erano persino fatte in stereogrammi per una visione a 3D. A quel tempo la disciplina domestica era moralmente più accettabile come soggetto fotografico rispetto allo spanking come gioco erotico fra adulti consenzienti. Tuttavia, questa posizione è stata ribaltata nei decenni successivi.
Alcuni dei primi lavori fotografici sono estremamente modesti e di tono romantico. Giovani donne in biancheria intima voluminosa sono mostrate piegate in attesa della punizione. Alcune non mostrano alcuna nudità mentre altre mostrerebbero attraverso spiragli appositamente aperti un sedere nudo esposto con modestia. Col passare del tempo queste immagini sono diventate più esplicite. Lo sfondo più usato era una aula scolastica o un boudoir, e nel reame della fantasia, scene mitologiche o grandi paesaggi.
I fotografi a volte creavano vignette umoristiche o usavano la satira per ridicolizzare le istituzioni sociali o figure famigliari della storia o della letteratura. Questo umorismo sovversivo si trova anche in molte novelle inglesi e francesi sullo spanking pubblicate nello stesso periodo. Alcuni dei fotografi più sfrontati arrivarono ad attaccare la Chiesa, facendo posare modelle seminude in costume da suore mentre venivano fustigate da preti. La maggior parte di queste fotografie venivano prodotte a Parigi, così come a Berlino, New York e varie località europee ed americane.
Le foto erotiche venivano vendute con discrezione ed individualmente o in serie, da venditori sulla strada, negozi di tabaccai e vari rivenditori che le compravano per venderle ai turisti. Le famose “cartoline francesi” erano popolari tra i turisti dato che erano abbastanza piccole da essere spedite in una busta. Tra gli anni 1880 e 1930 veniva considerato un rito di passaggio per un gentiluomo frequentare music hall decadenti e bordelli a Parigi e tornare a casa con un segreto e rischioso carico di foto (o cartoline) come souvenir. Foto erotiche vennero pubblicate in libri stampati privatamente a Parigi come Croupes Sanglantes. Scènes vécues (Le Jardin d’Eros, 1935) dal fotografo Jean D’Ayeud.

Strumenti e finalità artistiche
I pionieri della fotografia disciplinare si concentrarono principalmente sulla forma (rispetto agli effetti della punizione), ponendo grande attenzione alla posa, scenografia e oggetti di scena. Immagini di fantasia esteticamente accattivanti di punizioni corporali, così come gli studi di nudi erano popolari. Non lo era il crudo realismo. E’ raro trovare foto vintage che mostrino espressioni di dolore genuine o segni lasciati dalla bacchetta, canna o dalla frusta.
All’epoca, le foto erotico-pornografiche (e le novelle) non erano prodotte in massa per il grande pubblico.Questi articoli erano solitamente venduti a clienti benestanti, dell’alta borghesia che volevano prodotti sofisticati e quanto più artistici possibile. Di conseguenza, molti fotografi creavano immagini eleganti, eteree che si ispiravano alla mitologia, storia, letteratura, scultura e pittura classica. Molti di questi lavori di alta qualità venivano eseguiti da fotografi di ritratti professionisti che si rivolgevano al settore erotico per guadagnarsi un introito supplementare.
I fotografi “artistici” più professionali preferivano creare foto singole. Molti altri tuttavia filmavano variazioni infinite di un singolo tema. Spesso una storia semplicissima veniva svolta in una sequenza da tre a sei foto. Le serie più comuni rappresentavano scolare indisciplinate che si comportavano male in classe e finivano per essere punite individualmente o tutte insieme dal loro insegnante adirato. Anche scene di mogli o figlie che venivano punite in casa erano immensamente popolari.

Una cameriera punisce la sua padrona con una bacchetta (c. 1890)

Numerose foto di cameriere ed altra servitù che veniva punita e umiliata dalla padrona o dal padrone rivelano la consapevolezza di classe del periodo. L’ordine sociale veniva spesso satirizzato in ruoli di fantasia, situazioni ribaltate dove la servitù assume il ruolo dominante e punisce con piacere il suo padrone o la sua tirannica padrona.
Fino ad oggi immagini di scolare in uniforme, cameriere seducenti e scene domestiche di punizioni di ragazzine impertinenti rimangono i soggetti più popolari nelle foto e nei film di spanking fetish.
Storicamente, vale anche la pena di notare che questi anonimi artigiani dell’erotica underground erano fra i primi a vedere il potenziale narrativo di collegare immagini fisse per creare una sequenza cinematografica. Lo stesso concetto che, decine d’anni più tardi, portò all’invenzione della telecamera.
La sculacciata data con la mano, specie nella posizione sulle ginocchia era (e rimane ad oggi) la posa più popolare. Il cane era lo strumento più popolare nell’era Vittoriana ed Edoardiana. In Francia, la frusta a manico corto era d’uso comune, specialmente negli anni venti e trenta. Di tanto in tanto, venivano utilizzati quali surrogati battipanni, spazzole, archetti da violino e persino padelle.
Nonostante esistano immagini con maschi dominanti (M/F) così come con maschi sottomessi (femdom) circa l’ottanta percento di queste foto vintage mostrano donne che puniscono altre donne. Intenzionalmente o meno, questo dona loro il fascino aggiunto di un contesto lesbico non esplicito, pratica che continua fino ad oggi nella maggioranza di foto e video. E’ stato anche teorizzato che uno scenario tutto al femminile è meno aggressivo e quindi più attraente in generale sia per gli uomini che per le donne.

La nascita del BDSM
Nel 19° secolo non ci fu alcun tentativo di riprodurre nelle immagini il tipo di punizione violenta a cui si ricorre nella vita reale. Invece, molte delle prime fotografie presentano situazioni deliberatamente assurde con un umorismo cinico e sarcastico. Le vittime in quasi tutte queste immagini hanno un posteriore intatto, senza alcun segno. Solo in una manciata di foto del periodo tardo che riproducevano scene di fustigazione con la frusta o la bacchetta, vengono mostrati deboli segni, chiaramente dipinti, di frusta o cinghia.

Scene ambigue di bondage e fustigazione divennero sempre più popolari dal 1930

Le foto moderne sono l’opposto. Oggi viene ignorata la forma artistica o la fantasia e l’enfasi viene posta su scene realistiche e crude che mettono in evidenza segni, cinghiate, pianti e smorfie di dolore.
Negli anni ’20 si registra un forte incremento di immagini erotiche sul bondage e sadomasochismo. In aggiunta a scene giocose di bacchettate domestiche o scolastiche, vediamo l’introduzione di crudeli dominatrici strette in abiti di pelle. Vivono nelle oscurità delle celle di tortura fornite di tutti i generi di strumenti di afflizione. Schiave inermi vengono derise, legate, incatenate e frustate e umiliate in tutti i modi pensabili. In questo periodo, immagini di dominatrici femmine con maschi sottomessi che vengono dominate da queste donne potenti diventano sempre più frequenti.

Le prime foto Femdom

L’interesse in immagini di punizioni cresce fino alla fine degli anni trenta con abbigliamento feticistico in pelle e gomma e varie pratiche BDSM come l’addestramento col guinzaglio e il farsi portare in giro cavalcando il sottomesso. I più famosi fornitori di questo periodo erano di Parigi, il fotografo Jacques Biederer (Biederer Studio e Ostra Studio) e la commerciante di abbigliamento fetishYva Richard.

Fine di un’era
Lo scoppio della seconda Guerra mondiale, con la Germania che occupò la Francia dal 1940 al 1944, e il lungo periodo di ricostruzione che seguì misero fine a questa fotografia feticistica in Europa. Biederer morì in Germania in un campo di concentramento. Yva Richard e la maggior parte dei suoi contemporanei sparirono e non ripresero il commercio del fetish.
In New York, la controparte Americana di Biederer, Charles Guyette,mise in piedi un promettente commercio producendo e vendendo foto fetish e capi esotici di bondage negli anni ’30 e ‘40. Ma solo nei primi anni ‘50s ci fu una rinascita della fotografia sullo spanking/bondage dovuta a Irving Klaw e a una sua modella che sarebbe diventata presto famosa Bettie Page.

Irving Klaw e Bettie Page
Nei primi anni ‘50, Bettie Page diventò la prima modella famosa a posare per foto erotiche fetish. Lavorando per il fotografo newyorkese Irving Klaw, Page apparve in centinaia di foto bondage e spanking così come in dozzine di film 8mm (soggetti non-pornografici che mostravano bondage, wrestling femminile, pony play, e scenari fetish incentrati sui piedi). Alternava i ruoli di dominatrice altera a inerme vittima che viene legata e sculacciata. Le foto e i film venivano venduti nel negozio di Klaw o venduti per posta.
Si deve notare che Klaw entrò nel commercio del fetish del tutto per caso. Iniziò a vendere fotogrammi tradizionali con le stelle del cinema e modellini di pin-up. Ma la richiesta crescente dei clienti per materiale più piccante lo portò a creare la sua linea di foto iconiche fetish e di cortometraggi. La trasformazione dei suoi affari riflette un cambio culturale che stava iniziando ad emergere dall’oscurità.
I negozi di libri per adulti e riviste di nudisti iniziarono a mostrare apertamente quello che veniva chiamato “foto artistica”. Erano di solito foto in bianco e nero 8 x 12 cm che mostravano modelle nude in ambienti “esotici” a tema bondage, spanking, o con abbigliamento fetish, di solito vendute in pacchetti da 5 o 10 foto.

Riviste Underground
Alla fine degli anni ’40 iniziarono la pubblicazione numerose riviste fetish. La maggior parte veniva dall’area di New York e Los Angeles. Molte venivano inequivocabilmente pubblicate sotto nomi fittizi. Queste riviste vendute sottobanco contenevano una varietà di foto piccanti in bianco e nero su bondage, spanking, dominazione (maschile e femminile), pony play, addestramento e altri soggetti feticistici.
Negli anni ’50 i titoli includevano Ultra, Unique, Masque, Exotique, e Connoisseur. Forse la rivista più famosa di questo genere era Bizarre (1946-1959), pubblicata a New York dall’ artista John Willie. Bizarre si distingueva per la produzione realistica e vivida di Willie nonchè per le foto fetish, alcune delle quali erano acquistate dal negozio di materiale burlesque e BDSM di Charles Guyette.
Il clima più permissivo degli anni ’60 portò ad un rapido aumento di materiale piccante di ogni tipo su ogni mezzo. La nuova ondata di film “roughie” , film underground 8mm fetish (e pornografici), novelle e giornaletti su spanking/bondage, riviste oscene su “storie vere” e periodici su crimini a sfondo sessuale, e persino riviste e film per il grande pubblico diventarono sempre più osè. Tutto questo ebbe un effetto sulla fotografia a tema spanking.
Nella metà degli anni ’60 iniziarono la pubblicazione riviste dedicate interamente alla fotografia sullo spanking vendute apertamente in edicole e negozi per adulti. Forse la prima fu Corporal (1967-1974) dell’editore Leonard Burtman di New York. Il numero di pubblicazioni aumentò nei tre decenni successivi. Tre delle più famose riviste britanniche erano Janus, che iniziò nel1971, Roué, e Kane prodotte da Harrison Marks negli anni ‘80.
Un altro cambiamento interessante occorso negli anni ’60 è l’improvvisa apparizione di modelle etniche, nel mondo della fantasia erotica fino ad allora di soli bianchi. Donne africane in particolare facevano spesso la loro apparizione, di solito nel ruolo di dominatrici o “switch”, in riviste spanking, film 8mm a sfondo sessuale. Questa tendenza verso la differenziazione e il graduale inserimento di modelle asiatiche continuò nel decennio successivo.

Influenza dei video

House of Milan, foto scattata durante le riprese di un film

Nei primi anni ’80 il mercato degli home video diede vita ad una nuova era della fotografia fetish. Quasi tutti i maggiori produttori di video su bondage e spanking (London Enterprises, House of Milan, Harmony Concepts, Nu-West/Leda Productions, Shadow Lane, ed altri) così come altre compagnie minori iniziarono a pubblicare le loro riviste.
La Nu-West fu forse la prima a vendere cataloghi illustrati dei suoi video. Erano cataloghi di piccolo formato, prodotti in economia con foto in bianco e nero.

Da un catalogo della Nu West-Leda

Modelle per bondage professionali o spanking passarono rapidamente al mondo dei video fetish e molti diventarono famosi in questa nicchia particolare. I produttori di video erano veloci a capitalizzare la popolarità e vendevano set di foto con le nuove star. Alcuni set di foto consistevano di fotogrammi tratti dai film, mentre altri venivano creati con foto esclusive.
Molti inserti venivano allegati per promuovere i video e creare una nuova linea di prodotti da una unica fonte. Invece di avere sessioni di posa, si stampavano fotogrammi presi dai video. Londra ancora una volta fu la prima a introdurre questa linea. Per esempio era possibile comprare il video London’s Bondage Cheerleaders o la rivista che lo accompagnava (chiamata Bondage Cheerleaders) che riproduceva foto dal video e un po’ di testo.
Tuttavia l’idea non era nuova. Irving Klaw faceva lo stesso negli anni ’50 con i suoi 8 mm. Molte delle foto ricavate dai film diventarono best-sellers e aiutarono ad aumentare le vendite dei film.
Il resto è quasi attualità o attualità sotto gli occhi di tutti.

 

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3 Responses to Lo Spanking nella Fotografia

  1. Andrea says:

    Premetto che i “maturi” si sentono “persone d’esperienza”, mentre per i giovani questo equivale a essere dei vecchi babbioni.
    Da vecchio babbione, un po’ nostalgico ma sempre interessato all’evoluzione moderna dei fenomeni, non posso non compiacermi di quando l’autore dice:

    “Molti, soprattutto i giovani… scuotono la testa .. “ma che problema c’è … ora c’è internet ..che serve sapere altro?” senza cogliere che non avere radici storiche è come pedalare con un sacco di sabbia attaccato dietro la bici. Si fa ma senza quella souplesse che contraddistingue una bici senza sacchi e contraddistingue un SM che sia accettato dal contesto generale, abbia dinamiche interne meno rissose e persone meno improvvisate.

  2. Eleonora says:

    Sulla ricerca del passato la penso come l’autore e Andrea, a 27 anni mi considero giovane anche se non giovanissima,però capire cosa c’era prima mi ha sempre interessato. Parlo in tutti i campi … per questo ho fatto alcuni corsi di archeologia e ho lavorato come volontaria in un museo di arte antica.personalmente sono curiosissima di sapere come era il BDSM agli inizi e quali erano le manifestazioni di questo fenomeno.
    Forse per questo appena ho visto questa foto mi sono buttata a leggere,per me che mi diletto anche di fotografia è un articolo interessantissimo

  3. Blue Deep says:

    Grandiose le foto e grande il testo, d’altro canto di Barrymore ci si può sempre fidare.

    Interessante anche il legame (scusate il gioco di parole) tra legature, bondage e verberazione, spanking. Ci stiamo pensando, con un paio di amici dell’old guard, ci stiamo pensando seriamente e serenamente :-) .

    Grazie Barrymore, a buon rendere.
    M.

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