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Daniel era in ansia per lincontro a cui stava per partecipare, come al solito del resto. Superate le prime insicurezze aveva deciso di rispondere alle chiamate di chi gli prometteva di avverare i suoi sogni. Non era andata mai bene come lui avrebbe voluto : a lui interessava farsi travestire da donna di tutto punto, in ogni minimo dettaglio e poi poter godere come gode una femmina. Per questo scese a compromessi dei quali ebbe poi a pentirsi. Non gli piaceva affatto essere picchiato o torturato con fruste, legacci e corde che gli sfrizionavano la pelle, odiava le ciaffate in maniera atavica e la condizione di impotenza di fronte a simili violenze. Il fatto che venisse anche travestito come bellissime donne non gli procurava che un piacere e un godimento temporaneo subito interrotto dalle angherie dei vari Master che a livello pratico si somigliavano tutti. Ma le sua voglia di farsi travestire da donna rimasero intatte così si rimise sempre in cerca di qualcuno che lo potesse soddisfare. Questo era lennesimo tentativo: aveva chattato molto con il suo prossimo Master e aveva cercato di spiegarsi su come in realtà avrebbe desiderato che andassero le cose. Laltro gli diceva che sarebbe troppo facile se uno ti facesse godere senza poi averne ricompensa. Dopo molto parlare arrivarono ad un accordo: in realtà Daniel non sapeva come sarebbe stato trattato ma una frase lo convinse ad accettare e a fidarsi (bene o male) di quella persona. Credo di aver capito che tipo sei. Sei una specie di finocchio a cui non piace godere nella sofferenza, tu desideri invece soffrire dal troppo piacere ricevuto. Potrebbe essere interessante Perché allora non ci incontriamo?. Arrivò alla stazione che erano quasi le nove di mattina, chiamò un taxi e si fece portare al luogo stabilito. Suonò al portone e ad aprire venne una cameriera vestita di nero, con il grembiulino e la vita stretta in un corsetto. Le gambe velate in un paio di calze nere e ai piedi un paio di décolleté con un tacco abbastanza alto. Daniel notò subito che era un uomo. Egli teneva la testa china con il viso coperto dalla parrucca mentre gli chiedeva chi fosse. Sono Daniel, Master Mark mi sta aspettando.. Gli chiese la parolà dordine e Daniel la pronunciò. Lo fece entrare e lo accompagnò in una grande stanza vuota. Cera solo una sedia .Il mio signore e padrone Master Mark vuole che si prepari disse la cameriera e se ne andò sculettando su quei tacchi a spillo richiudendo la porta dietro di sé. Daniel sapeva cosa fare: come concordato si spogliò. Si tolse la giacca, la cravatta, la camicia, i pantaloni, le mutande ed infine i calzini ed appoggiò tutto sulla sedia. Era depilato completamente e il suo corpo magro ma non flaccido era tutto in tensione. Voltò quindi le spalle alla porta e si piegò come in un profondissimo inchino. Master Mark entrò poco dopo e una volta avvicinatosi lo schiaffeggiò sul sedere.Bene bene Daniel. Vedrai che ti divertirai. Io non sono un despota. Beh sono capacissimo di farlo ma a quanto pare leducazione che tu vuoi da me non è di quelle classiche.Tu sei quello che vuole soffrire a causa del piacere Eh? Proverò ad accontentarti ma sappi che anche io dovrò essere accontentato e ti vorrò veder soffrire sul serio. E so già come farti desiderare di smettere di provare piacere, ma il piacere non cesserà e tu godrai e godrai finché io vorrò, non importa se tu non ne potrai più, se il tuo culo sarà rosso, se la tue mascelle avranno i muscoli indolenziti e se il tuo cazzetto non potrà più rizzarsi! E tutto chiaro? EH?. Daniel non rispose né fece alcun cenno di movimento. Non doveva fare niente. Master Mark si mise un guanto di lattice e infilò il dito medio nel culo di Daniel. Bene esclamò. Allargò quindi lapertura e infilò altre due dita (il pollice e lindice rispettivamente). Sempre più dentro fino a che non afferrò qualcosa e la estrasse. Era un dildo, il dildo che Daniel doveva portare in sé come concordato. Ok, Ok e adesso ciuccialo un po. Daniel non si mosse, come stabilito, e aspettò che gli fosse infilato in bocca. Lo leccò, ci sbavò e lo pulì di nuovo finchè volle il Master. Era ancora inchinato e non aveva mosso un capello. Ora vieni che ti preparo. Lo seguì. Entrarono in una specie di camerino e fu fatto sedere davanti allo specchio. Martha, vieni qui!!. Arrivò la cameriera di prima: Eccomi mio signore e padrone Master Mark, sono a sua completa disposizione per allietarla, servirla e soddisfarla come lei più desidera. Tutte le volte questa cantilena disse il Master con ironia sapendo benissimo che se Martha avesse anche solo sbagliato una virgola lavrebbe punita. Vieni qui e vestilo con le cose che ti ho fatto preparare ieri notte. Voglio essere avvertito solo quando avrai finito. Mi raccomando.. e se ne andò. Aveva già lasciato la stanzetta che Martha ancora recitava la nenia mio signore e padrone Master Mark.. Rimasero soli. Entrambi sapevano che non dovevano proferire parola. La cameriera incominciò a vestirlo. Prese dei seni finti molto grandi e morbidi ma incredibilmente sodi che si applicavano come un reggiseno e li fece indossare a Daniel. Poi gli infilò un body di nylon nero trasparente elasticizzato che gli avvolse il tronco fasciandolo fin sotto il collo e gli divise le natiche come un tanga. Il pene di Daniel cominciò a pulsare e dopo poco raggiunse un'erezione. Per quante volte fosse stato travestito sempre quella era la sua reazione durante la vestizione. Poi delle maniche di pelle molto lunghe e senza apertura gli furono sistemate come una specie di maglietta dalla testa. Servivano per legargli le braccia intorno alla vita proprio sotto i seni. Quindi un corsetto di pelle dura e con i lacci. Martha glielo sistemò addosso e cominciò a stringere. Loperazione, anche se la sedia del camerino era fissata a terra non fu così facile. Daniel sentiva già dolore: il corsetto era molto stretto e continuava ad essere stretto sempre di più, poi cerano le braccia che gli stavano comprimendo la cassa toracica mano a mano che Martha tirava i lacci. Tentò in tutte le maniere di trattenersi dal fiatare. Alla fine Daniel faceva fatica sul serio a respirare. Boccatine brevi e in rapida successione erano i suoi tentativi affannosi dovuti al poco spazio a disposizione dei suoi polmoni. Martha poi gli fece indossare un paio di autoreggenti nere velate e come scarpe un paio di stivaletti con un tacco esagerato. Erano degli stivali a ballet shoes che costringevano ad appoggiarsi a terra solo tramite il tacco e la punta dei piedi. Daniel sapeva camminare e sculettare come una troia con tacchi alti anche 18 cm, quindi anche se i piedi gli facevano male perché calzature simili non le aveva mai portate non si scompose. Poi gli fu sistemato in bocca un aggeggio fatto di plastica e gomma e gli fu fissato con una specie di armatura tramite dei lacci dietro la nuca. Tale oggetto gli lasciava la bocca un poco aperta, ma era in grado di allargarsi se vi fosse stato inserito qualcosa di più grosso. Martha provò subito con il dildo di Daniel e si accertò che funzionasse. Adesso Daniel aveva la lingua schiacciata dal quel coso sulla parte inferiore della bocca e a parte qualche mugolio o qualche verso sconnesso niente di sensato sarebbe stato più pronunciato da lui. Per ultimo due tappi nelle orecchie, che gli tolsero ogni parvenza di rumore, e una maschera di lattice nero con solo due fori per il naso e appositamente modellata per lasciare libera la zona orale gli fu applicata sulla testa. Daniel era quindi muto, sordo e cieco. Non poteva chiudere la bocca più di tanto e non poteva più muovere le braccia. Martha gli applicò quindi un collare di cuoio e finito il suo lavoro se ne andò. Nel buio Daniel fremeva di eccitazione ma aveva paura di essersi cacciato di nuovo in una di quelle situazioni dove tra pene corporali, gancetti, pesi e roba varia sarebbe tornato a casa pieno di lividi e in lacrime. Master Mark entrò nel camerino e vide Daniel immobile sulla sedia. Lo fece alzare e si rese conto che Daniel quel tipo di scarpe non le aveva mai portate. Non ti preoccupare ti ci abituerai subito, e poi comunque non è che devi camminare molto. Andiamo! Prese il laccio del collare e lo tirò a sé facendo quasi cadere il malcapitato che però rimase in piedi, e in maniera del tutto incerta (perché non sapeva esattamente dove andava) incominciò a muoversi. In effetti Daniel non ci mise molto a imparare: cominciò a camminare come unoca col sedere alto e inarcando il busto in avanti. Solo il peso dei seni in avanti e limpossibilità di tenersi in equilibrio con le mani gli impedirono un passo sicuro ma tutto sommato era quasi a suo agio e accennò a sculettare. Brava brava, vedo che ci sai fare a fare la femmina. Dora in avanti ti chiamerò Danielle. Daniel non sentiva niente e continuava a camminare trascinato dal Master. Tra poco comincerà il tuo viaggio nel piacere infinito che dà dolore e so già che mi divertirò. Sai ho radunato un bel po di miei schiavi che mi aiuteranno a divertirmi, no non ti preoccupare che non ti faranno del male come lo intendi tu.. gli ho spiegato la situazione: dobbiamo far morire un finocchio assetato di cazzo dandogli ciò che più gli piace e possiamo continuare finchè vogliamo perché questo ci darà piacere, o almeno credo, perché, se così non sarà, molto probabilmente torneremo ai metodi tradizionali. Daniel alloscuro di tutto continuava a fare lochetta che sculettava giuliva. Tutto ad un tratto lo fermò e lo fece inginocchiare facendogli battere le ginocchia a terra. Lo tirò su e poi lo presentò alla decina di schiavi che si riunirono attorno a lui. Questa è Danielle di cui prima vi ho spiegato, fra poco comincerà una lunga sessione di sesso estremo. Questo bambolotto è a mia completa disposizione e io vi dirò di volta in volta cosa dovrete fare. I miei ordini non si discutono e voi lo sapete bene. Su, Andiamo ad iniziare !!. Erano tutti vestiti di latex aderentissimo, avevano corsetti stretti intorno alla vita e indossavano scarpe col tacco a spillo. Uno ad uno si presentarono davanti a Daniel. Gli strusciarono il cazzo sulla faccia e poi glielo infilarono in bocca, o meglio in quellaggeggio che aveva in bocca. Daniel riconobbe la situazione e cominciò a muovere la testa avanti e indietro ma una ciaffata lo fece fermare di scatto. Forse devo stare fermo pensò, e si bloccò senza tentare più un movimento. La bocca gli si allargava e gli si stringeva di continuo e si scaldava quel coso a furia di essere strofinato. Odore di sperma sedimentato gli fluiva nelle narici e lo faceva eccitare e poi .. là una bella venuta in bocca che gli andava a stimolare le tonsille e che stancamente gli finiva in gola insieme alla saliva prodotta dal continuo movimento della mascella. Non poteva inghiottire facilmente ma solo aspettare che lo sperma scendesse giù. Il pene di Daniel era in erezione e ogni tanto qualcuno glielo schiaffeggiava. Dopo circa quindici rapporti orali il Master, sempre con il suo guantino, prese il pene di Daniel in mano togliendolo da sotto al body e cominciò a masturbarlo. Uno schiavo, da dietro, gli infilò un vibratore granuloso nel buco del sedere e lo accese mandandolo in estasi. Tu, continua a masturbare Danielle che io mi faccio fare un altro pompino disse il Master. E così fu. Nel momento in cui Daniel venne ebbe uno spasmo in avanti della testa e ciò irritò il Padrone che lo percosse di nuovo. Non ti devi muovere è chiaro o no? EH?. Daniel come prima cercò di stare fermo ma leccitazione che provava era forte. Tutti furono soddisfatti e più di una volta per persona. Il Master aveva avuto quattro pompini. Mentre ci riposiamo comunque non dobbiamo far mancare al nostro bambolotto la sua continua dose di eccitazione, di piacere, quindi sotto con i vibratori e finitelo dalle seghe. Avanti!!. Due vibratori gli furono piazzati e accesi nel sedere e cera chi gli succhiava le palle, chi lo masturbava. Master Mark si avvicinò, gli infilò il pene in bocca e si fece una lunga pisciata. Lui bevve tutto, ogni singola goccia. Pisciategli in bocca ordinò Master Mark ai suoi sottoposti e così ognuno ripetè loperazione facendo trangugiare al povero Daniel litri di pioggia dorata. E mentre lui annegava con il piscio nella gola continuavano a stimolarlo e a masturbarlo alla disperazione. E lui continuava a venire a ripetizione, il suo pene era rosso e gonfio dallo strofinamento e non cera verso che qualcuno smettesse di masturbarlo anche subito dopo che fosse venuto. Ormai nel giro di circa unora e mezzo lavevano fatto venire sette volte di cui le ultime tre quasi a secco. E continuavano. Daniel adesso era nel dolore, voleva che smettessero di toccargli il pene, voleva che gli togliessero quei vibratori dal culo. E un vortice di sensazioni gli girava nel cervello: eccitazione mista a dolore fisico mista a impotenza, rassegnazione e paura che una situazione del genere non finisse più. Poi fu alzato in piedi e fu fatto chinare a pecorella. Davanti uno gli infilò il cazzo di nuovo in bocca e di dietro, una volta tolti i vibratori, un altro glielo sistemò nel culo. E cominciarono a trombarlo di nuovo: un colpo avanti e uno indietro, frenetici. E sotto un altro gli ciucciava le palle e lo masturbava standosesene abbracciato alle sue gambe. Daniel mugolava e rantolava mentre lo sperma gli fluiva in gola e nel culo dentro la pancia. E il suo pene continuava ad essere massaggiato, ma solo dopo essere stato inculato ed aver spompinato cinque coppie di persone, riuscirono a farlo venire di nuovo. Era allo stremo e si dimenava in terra fino a che unaltra coppia non lo rialzava per ricominciare. Adesso sai cosa vuol dire soffrire di piacere, vero Danielle? lo scherniva il Master. Daniel lo sapeva eccome e voleva smettere. Ma non poteva, semplicemente perché non toccava a lui decidere. Sto diventando pazzo, non resisto più, non mi sento più il pene e il culo, smettetela Smettetela!! Cercava di urlare ma solo un rantolo soffocato gli uscì fuori. Anche la bocca gli faceva male ma meno. E continuarono per unaltra ora. Quando si fermarono il Master li sgridò e li frustò tutti. Adesso Danielle faccio un po io. Se lo trascinò su una poltrona e gli rifilò dei ceffoni per farlo stare fermo. Poi si mise a sedere e piazzò Daniel sopra di sé e lo inculò iniziando a masturbarlo. Gli teneva il collo con un braccio che quasi lo soffocava e dopo circa dieci minuti gli venne nel culo. Ma Daniel non veniva più e il suo pene fu martoriato per un'altra mezzoretta fino a che con due poveri spasmi di eiaculazione confermò al Master che era riuscito di nuovo nel suo intento. Però così ci vuole troppo cara la mia Danielle. Adesso ti farò riposare luccello per un po ma nel frattempo io non posso smettere di vederti soffrire quindi ti farò un po male con i miei attrezzi del mestiere. Fu imbracato e issato da terra. Un palo gli fu legato alle caviglie e gli allargò le gambe quasi completamente. Daniel si sentiva strappare linguine e si lamentava ma quel poco di bocca aperta gli fu tappata con un bavaglio. Con delle clips gli furono fissati dei pesetti allo scroto e vennero lasciati cadere provocandogli un forte dolore. Poi un manico di scopa gli fu infilato nel sedere da due schiavi, che in seguito continuarono nello spingerglielo dentro e tirarglielo fuori in maniera forsennata. Ogni sussulto era uno strazio con quei pesetti che gli strattonavano i coglioni, in più lui si dimenava come se potesse in qualche modo riuscire a liberarsi e ciò era nuova fonte di dolore. Il Master compiaciuto di tale spettacolo se ne stava sulla sua poltrona e guardava la scena frustando uno schiavo sul sedere e facendosi tenere luccello in bocca da un altro. Daniel arrivò allo stremo delle forze: non si muoveva più, non accennava nemmeno un mugolio; era in balia del dolore e si era dato per vinto mentre il palo dentro il culo continuava ad andare su e giù. Dopo un bel po Master Mark ordinò a due suoi schiavi di andare a prendere Martha. Una volta arrivati presero la cameriera e uno di loro se la sistemò con la pancia sopra le ginocchia e cominciò a sculacciarla con veemenza. Poi gli infilò un dito nel culo e le fece fare un pompino allaltro che era andato a prenderla. Intanto fu dato lordine di liberare Danielle. Fu lasciata sul pavimento e lì rimase immobile. Vedo che sei messa maluccio, ora ti darò qualcosa che amplificherà ogni tua sensazione e ti sorprenderai di quanto ancora riuscirai a godere. Fece sciogliere un paio di pasticche in un bicchiere dacqua e poi tenendolo per il collo gli fece trangugiare il tutto. A Daniel furono poi tappate bocca e naso perché mandasse giù il beverone. Poi lo rilasciarono di nuovo steso in terra. Non ci volle molto: Daniel sentì un grande calore impadronirsi di tutto il corpo e il suo respiro si fece ancora più assennato. I suoi occhi erano al buio ma cominciarono ad illuminarsi come se bersagliati da opacissimi flash. Oddio mi hanno drogato fu il suo ultimo pensiero cosciente. Nella sua mente ritornarono vividi i momenti passati prima e la scena della sua vestizione. Ebbe un erezione quasi istantanea e a lui sembrò unerezione incredibile, gli sembrava di avere un cazzo grandissimo che gli cresceva sempre di più e leccitazione lo portò a mugolare di piacere come non aveva ancora fatto. Ogni suo pensiero era come fosse realtà: si immaginava di essere una bellissima donna con la chioma fluente che veniva baciata e leccata in ogni parte del corpo da uomini bellissimi che la adoravano. Lui era convinto di vivere in quel suo sogno inconscio e ad un certo punto strillando come meglio poteva ebbe un orgasmo che per il suo cervello fu una cosa micidiale. Una botta gigantesca di piacere che lo fece sbavare e godere come non mai. E non hai ancora provato il meglio sentenziò Master Mark. Daniel a quel punto fu rialzato di nuovo in piedi. Il suo pene era di nuovo in erezione. Uno schiavo lo avvinghiò a sé e lo inculò. Martha fu portata davanti a lui e cominciò a baciarlo con passione mentre un altro schiavo inculava anche lei. Erano due lesbiche che si baciavano mentre si facevano fottere. Uno spettacolo magnifico, adesso però voglio farne parte anchio! Master Mark si avvicinò al quartetto e schiaffeggiò lo schiavo che si stava facendo Daniel. Prese il suo posto. Daniel non si accorse di nulla e continuò a vivere nella sua immaginazione baciando Martha con trasporto, era come se laggeggio in bocca non ci fosse. Era in un'altra dimensione avvolto dal piacere estremo. Mentre il suo pene si strusciava con quello di Martha ebbe un altro orgasmo e dopo altri dieci minuti un altro ancora e continuava ad eccitarsi freneticamente. Fu inculato altre dodici volte dopo che Master Mark ebbe i suoi due orgasmi. E Martha insieme a lui, sempre a baciarsi e a strusciarsi. Bocca su bocca, petto su petto con le mani di Martha che massaggiavano i due peni a contatto fra di loro. La parte finale di quella lunga sessione di sesso era bellissima. Gambe velate da calze che si avvinghiavano, bacini a stretto contatto fra di loro che si strusciavano, labbra infuocate che si toccavano, mani ovunque e due travestiti che si amavano nellinconscio vortice di piacere provocato loro dallessere inculati entrambi contemporaneamente. Poi fu finalmente lasciato stare e fu adagiato sul pavimento. Lì continuava a sognare e ad eccitarsi battendo il bacino per terra come nellatto di un accoppiamento e ogni tanto gli veniva un orgasmo. Questo fino a che leffetto non passò del tutto e trovatosi svuotato interamente di ogni minima forza si addormentò.Erano quasi le sette di sera. Si svegliò che era ancora in quella stanza e come provò a muoversi sentì dolore in tutto il corpo. Era sempre tutto inguainato al buio e nel silenzio. Provò ad urlare perché lo venissero a liberare. Solo mugolii sconnessi. Non venne nessuno. Passò molto tempo che per lui fu oltremodo interminabile data la situazione. Non riusciva ad alzarsi in piedi e alla fine si calmò di nuovo e travolto dai pensieri si riaddormentò. La luce colpì dun tratto di nuovo i suoi occhi e fu insopportabile. Era Master Mark che gli tolse la maschera. Gli tolse anche i tappi dalle orecchie ed esordì: Buongiorno mio caro Daniel come ti senti stamattina?. Daniel rimase zitto impaurito ma il Master riprese Aspetta che ti levo quellaggeggio dalla bocca e poi potrai rispondermi, anzi dovrai rispondermi; è finito da un pezzo il tuo divertimento! Voglio proprio sapere che cosa ne pensi di ciò che ti ho fatto provare!. Ma dove sono? Che ore sono? Voglio andarmene! rispose Daniel appena poté fiatare. Calma, calma non ti devi preoccupare, è tutto finito. Adesso ti spoglierò, potrai fare una doccia e rivestirti con i tuoi abiti. Poi andremo a fare colazione insieme così parleremo un po! Daniel era tutto sudato e puzzava di urina e di sperma e una volta senza più il corsetto, il body, le calze, gli stivaletti e con finalmente le braccia libere guardò il Master negli occhi. Non sarai arrabbiato spero? Ecco qui laccappatoio e di là cè il bagno. Troverai i vestiti appesi sullo stendino. Daniel andò a lavarsi. Una volta pronto trovò fuori dal bagno Martha che lo aspettava per accompagnarlo a fare colazione. Aveva la testa china con il volto nascosto dalla parrucca come la prima volta che la vide, ma stavolta notò come un sorriso dalla piega delle sue labbra lucide e ben truccate. Era passato un giorno dal suo arrivo in quella casa. Per fortuna Daniel non aveva nessuno a casa che lo aspettasse e che potesse preoccuparsi. Durante la colazione lui e il Master parlarono molto di ciò che era accaduto e Daniel fece presente che la faccenda della droga non laveva affatto gradita. Era solo un potente stimolante afrodisiaco, non ha particolari controindicazioni. Almeno credo sorrise Master Mark. Comunque, nel caso tu abbia intenzione di tornare a trovarmi non pensare di rivivere una cosa del genere. Sì, è stata bella, una situazione nuova ma non ho alcuna intenzione di rimetterla in scena unaltra volta . Le cose tradizionali le gradisco molto di più. Se a te non va di soffrire fisicamente, potresti sempre provare una specie di sudditanza psicologica molto ma molto forte: come Martha per esempio. E difficile che subisca le violenze nel Dungeon, qualche volta capita ma per la maggior parte non fa altro che essere vestita da camerierina sexy che bada alla casa e a ME in particolare. Ogni tanto riceve anche qualche premio . Mi pare che uscimmo insieme una sera e la umiliai in pubblico davanti a tutti in diversi localini a tema. Dovevi vedere come era eccitata nel fare la troietta con chiunque le capitava a tiro! Ma Martha è un uomo.. no? chiese Daniel come se fosse nato allora. Che discorsi fai? Perché tu cosa saresti . Sei un finocchio come lei e di sicuro ti divertiresti a fare quello che fa lei o no? Daniel non rispose e finita la colazione fu salutato da Master Mark: Può darsi che ci rivedremo oppure no. Questo è stato un incontro fortuito dove ho voluto esaudire un tuo sfizio rimanendo un minimo fedele a ciò che piace a me. Puoi ritenerti fortunato. Non credo che accadrà più! Sai come contattarmi se vuoi iniziare a servirmi sono quasi sicuro che tornerai da me. Non lo so ..per me è stato traumatico, forse più delle altre volte ma . Disse Daniel. Ma ti è piaciuto lo interruppe Master Mark. Allora addio si congedò il ragazzo e si diresse al piano inferiore. Martha lo accompagnò alluscita. Arrivato sul portone dingresso, quando fece per andarsene Martha lo afferrò per un bracciò e lo tirò a sé. Lo baciò con ardore e gli toccò i pantaloni alla zona del pene. Daniel si eccitò e lei, finito di baciarlo, gli disse Torna, ti prego, ...ti amo. Poi richiuse la porta velocemente. Daniel rimase sulla soglia pochi secondi e alfine si voltò e si diresse verso la strada. Ma dentro di sé sapeva che prima o poi sarebbe tornato in quella casa convinto che lì avrebbe trovato ciò che cercava. |
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