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Prima parte
Noiosa la festa, Debora stava in un angolo a osservare la varia umanità convenuta nel locale, dio che squallore.
La cena di chat sembrava la corte dei miracoli, nell'angolo due master che avevano visto troppe volte Gioventù bruciata chiacchieravano giocherellando con le manette usate come cinture, più a destra due coppie con entrambi gli uomini stesi sotto i piedi conversavano amabilmente, o meglio le due donne conversavano i due si guardavano negli occhi, avevano uno sguardo complice.
Debora si chiedeva cosa ci faceva in quel posto, conosceva parecchia gente in chat ma quasi nessuna era presente e quelle presenti si erano dimostrate di una pochezza indicibile.
Ancora uno sguardo verso la sala e ancora spiccioli di persone intente ad un gioco di cui tutti conoscevano le regole meno lei, tutti si agitavano, si spostavano da un capannello all'altro o, viceversa, rimanevanofermi ad attendere gli altri in qualche posto strategico della sala, tutti sembravano girare a vuoto e nello stesso tempo sapere perfettamente dove andare o meglio da chi andare.
I capannelli si formavano e si scioglievano con una velocità inpressionante.
Quella mistress al tavolo di sinistra per esempio, quel suo corsetto esagerato che gli scriveva in faccia "Maschi merdosi inginocchiatevi !" Dio che pena, se fosse stata una giornalista avrebbe venduto la storia ad un settimanale ma chi l'avrebbe pubblicata, tutto in quel luogo era già stato descritto in mille articoli, e lei ne aveva sempre riso.
Se li ricordava bene i commenti suoi e degli altri ma guarda questi giornalisti che cazzo scrivono, ma che cazzo ne sanno loro della scena bdsm, quando mai ci sono entrati ed invece no.
Era tutto vero, tutto davanti ai suoi occhi, Debora stava per andarsene, l'aria le mancava, la libertà le mancava, la voglia di essere diversa da tutto questo le mancava.
Stava alzandosi quando un ragazzo le si avvicinò, non l'aveva notato fino allora forse era per i jeans che indossava, era così anonimo, ma non certo lì dentro, a New York forse, a Mosca anche, forse anche a Calcutta ma non certo a quella cena.
- - Cosa bevi? - Le chiese con noncuranza.
- - Martini secco - rispose lei, la voce le uscì troppo acuta
- - Sei Limoncello in chat vero ? - continuò il ragazzo - Io sono ice -
Lei annuì con un cenno del capo, il ragazzo allungò la mano sinistra e con l'indice tirò a lui la scollatura della maglietta di lei, con la mano destra passò un cubetto di ghiaccio su uno dei sui seni.
-Cos'è un Martini senza ghiaccio - esclamò poi si alzò la prese per mano e la condusse verso l'uscita.
Seconda parte
Paolo aprì la porta del locale per farla uscire, rimase in silenzio e lentamente la guidò verso la macchina che aveva lasciato parcheggiata lungo il marciapiede di fronte, nel frattempo la sua mente è un vulcano di pensieri - E adesso cosa faccio? Pensa Paolo pensa !!! Finora è andata bene ma non posso sbagliare adesso, cazzo l'idea del ghiaccio è stata fantastica, come mi è venuta poi ... uno schiaffo, per un attimo ho proprio creduto che me l'avrebbe dato, non ci credo che le è piaciuto - Il ragazzo capì che doveva dire qualcosa, il silenzio va bene per un po' ma adesso era imperativo che parlasse, che ricaricasse l'incantesimo che il suo gesto spontaneo aveva creato, la tensione stava calando e lui la doveva riaccendere.
- Le chiedo se vuole andare a casa sua o mia .... ma no che cazzate !!!! Pensa Paolo sforzati, sembri proprio un master da quattro soldi la figura del minchione stai facendo !!!! Cazzooooooooo Paolo parla di qualcosa -
In effetti la tensione stava calando rapidamente, anche l'idea di andare verso la sua macchina non sembra più una buona idea e se anche lei fosse venuta in macchina?
Carlotta era rimasta stupita dallintraprendenza di quel giovanotto.
Era da tanto nel giro e, nonostante il suo ruolo di slave e la sua giovane età, si era fatta unottima reputazione. I master la desideravano e la rispettavano.
Nonostante i ruoli non era raro che la supplicassero per poter passare una notte con lei. E, in fondo, era sempre lei a dettare legge.
Certo che era non poco annoiata da quelle arie di uomini vissuti che assumevano quando in realtà erano degli insicuri. Inoltre, alla fin fine, in giro cerano sempre le stesse persone: ormai conosceva a memoria le loro manie, poteva anticipare tutti i loro giochi.
Ma questo Paolo era nuovo del giro e lei era curiosa, molto.
Decise di stare al gioco: sarebbe stata zitta e buona ed avrebbe aspettato gli eventi. Almeno, per una sera, le cose, forse, sarebbero state diverse dal solito. Le era piaciuto quel cubetto di ghiaccio sul suo seno e le era piaciuto quellapproccio.
Lui le aprì la portiera della macchina e la fece entrare poi richiuse e invece di portarsi verso il posto di guida si sedette dietro di lei, si tolse il foulard che aveva al collo e delicatamente la bendò rimanendo ben attento a non toccarla, lei ebbe un brivido, la luce interna dell'auto faceva risaltare i suoi peletti sul collo che si rizzavano come elettrizzati.
- Sei un grande Paolo !!! - pensò lui - Anche stavolta è andata, mi sa che stavolta hai proprio fatto colpo, se sapesse che me la sto facendo sotto dalla paura domani sarei lo zimbello della chat - Finito di fare il nodo al foulard Paolo le sfiorò delicatamente la guancia con la mano, lei sembrò apprezzare il gesto, non si tirò indietro neanche durante questo piccolo contatto fisico. Rapidamente il ragazzo si portò al posto di guida e mise in moto.
- Cavolo non posso portarla a casa non ho dato neanche una spolverata, chi se lo immaginava che mi sarebbe servita, sei proprio uno stupido !!! Sempre pronti bisogna essere cazzo sempre pronti ... -
Era evidente che non sapeva dove andare poi all'improvviso gli venne un'idea, fece inversione e accelerando si diresse verso il Pincio.
Il buio e il silenzio la stavano cullando.
Carlotta era rimasta stupita daquella timida carezza.
- Certo che sto tipo manda messaggi contrastanti
non riesco proprio a capire dove voglia andare a parare-.
Si era aspettata come minimo una strizzatina ai seni oppure le solite frasi di circostanza, tipo: stasera sarai la mia schiava o, almeno, sei una puttana.
Invece nulla, solo il silenzio.
Si rilassò appoggiandosi allo schienale del sedile.
Non aveva paura, non più ormai.
Aveva provato tutto e sapeva sopportare benissimo il dolore, anzi, ultimamente questo tipo di gioco le stava venendo a noia. Ripensò con malinconia al suo primo incontro, al cuore che batteva così forte che temeva che gli altri lo potessero sentire. Poi era diventata una routine. Certo che le piaceva ancora, ma la componente emotiva era andata a farsi benedire.
Carlotta si chiese se era il caso di continuare quel tipo di vita. Per fortuna lauto si fermò e fu contenta di dover interrompere quelle riflessioni che la stavano amareggiando.
Fu fortunato, come al solito, nel trovare parcheggio, e spento il motore si rivolse alla ragazza che durante tutto il viaggio non aveva detto una parola come lui d'altra parte. - Non ti toglierò la benda ma non ti preoccupare non c'è quasi nessuno in giro - lei annuì con un cenno del capo. Scese e la aiutò ad uscire dalla macchina, poi la guidò verso il punto dove il panorama di Roma di notte appariva più mozzafiato le fece appoggiare le mani alla balaustra e le tolse la benda. - Guarda come è bella Roma, se lo desideri sarà l'ultima cosa bella che vedrai stasera ... o forse no, io ti aspetto in macchina, prenditi il tempo che vuoi, se quando torni mi porgerai il foulard saprò che vuoi dividere con me una notte di dolore e piacere - poi si girò e si avviò verso la macchina con la testa che ribolliva di mille pensieri - Cavolo che sceneggiata che mi sono inventato, sicuramente mi manda a quel paese, dovevo baciarla quando era bendata, dovevo iniziare a toccarla, sono proprio un fesso sono !!! -
Ora era in macchina, radio24 trasmetteva i programmi del mattino in replica, ma il suo pensiero fisso era su lei.
- Non torna, quella non torna, ha preso un taxi e se ne sta ritornando alla cena o a casa, sono proprio uno scemo, ma che ci sto a fare qui!!!! Ma quanto è passato? Cazzo sono 7 minuti ormai non torna, quella non torna più
Da quanto tempo non saliva al Pincio? -Da una vita-, si rispose.
Rabbrividì per laria fresca della notte. Si accese una sigaretta e si mise a contemplare lo spettacolo.
Non aveva fretta, non aveva nessun motivo per aver fretta. Gli altri master lavevano sempre condotta in scantinati umidi e puzzolenti o in locali fumosi dove tutti erano vestiti allo stesso modo: capi in pelle, collari, catene.
- Dio che bella che è Roma!- Così abituata alla sua città che manco più la guardava. Intanto giocherellava con il foulard che Paolo le aveva lasciato.
Il contatto con quella seta morbida, laria frizzante, le stelle che brillavano in cielo e quella distesa di luci le provocavano sensazioni inattese. -Basta!-, si disse. Non so che mi prende questa sera- .
Spense la sigaretta, diede unultima occhiata al panorama e si avvicinò alla macchina. Un attimo prima di salire si legò il foulard sugli occhi.
Voleva star sola, ancora per un po.
Lo sguardo di Paolo era puntato sulla targa della moto parcheggiata davanti BB 01144 ormai lo sapeva a memoria. All'improvviso ecco un rumore dalla porta, si aprì e lei entrò con un certo impaccio, non gli sta porgendo niente, nella mente di lui tutto crollò, non le era piaciuto ci avrebbe dovuto scommettere. Lei parlò per la prima volta nella serata:
- Mi sono bendata da sola ti dispiace se mi sono presa questa piccola libertà? - - Non preoccuparti avevo già deciso di punirti - aveva cercato di mantenere la voce su un tono neutro. - Cazzo ma come parlo - pensò un attimo dopo
- Ma che cazzo di voce ho !!! Certo che è proprio difficile fare il master, adesso la porto a casa, si certo a casa !!! - Accese il motore e fra mille pensieri si diresse verso casa. - E se gli fa schifo come la tengo pulita?
Magari è una di quelle schizzinose che non si siedono sui divani se non sono perfettamente spolverati... ma che vado a pensare, questa qui si aspetta di essere frustata cosa vuoi che gliene freghi della polvere ...
e se la frusta non gli piace? E se volesse solo farmi uno scherzo? Che cazzo faccio? Oddio che cazzo faccio quando arriviamo? Paolo fece tre giri intorno allisolato non riusciva a trovare il coraggio di fermarsi e portarla su. Starà pensando che abito a Velletri, cavolo ma cosa starà pensando?
L'auto aveva ripreso il suo cammino. Paolo doveva essere un buon autista:
la guida era dolce e sicura. Così bendata Carlotta poteva prendersi il lusso di non parlare. Il lusso di non pensare, quello no, purtroppo.
Le veniva difficile quantificare il tempo che stava passando, ma del tempo se ne fregava.
Era molto giovane e aveva tutta la vita davanti a se.
-Ma perché non parla? Perché non allunga le mani? Mi sa che sto tipo sta bluffando
sta a vedere che sono finita nelle mani di un pivello- In fondo, però, la cosa non le dispiaceva.
Lindomani si sarebbe fatte delle grosse risate con le sue amiche slave. Lo avrebbe sputtanato in chat e ridicolizzato alla grande. Lei era una "signora" slave abituata a giochi molto più sofisticati.
Altro che bende e minacce di punizioni, per di più dette con quel ridicolo tono di voce!
Il ragazzo imboccò per la quarta volta lo stradone che costeggiava casa sua.
- Adesso le dico di fare come in Histoire d'O, le faccio togliere le mutande, cazzo non sarà originale ma sono sicuro che le piace, questa storia del sedersi senza mutande le eccita tutte le schiave -
Mentre guidava piano si allungò verso il viso di lei e le sussurrò al orecchio:
- Sfilati le mutandine e porgimele -
anche questa volta il tono della voce gli era riuscito troppo sbagliato. Lei non rispose ma agitandosi come una biscia riuscì nell'operazione e tendendo la mano verso di lui gli mostrò il suo capo d'abbigliamento nero, Paolo rischiò di centrare due cassonetti della spazzature mentre si sporgeva per vedere come lei se la cavava.
Adesso era veramente troppo doveva fermarsi anche perché l'eccitazione che gli perdurava da quando erano usciti dal locale cominciava a fargli male. -
Appena entra la lego !!!! No che cavolo dico, le offro un drink, ma va là imbecille, lei vorrà andare in bagno, le ragazze vogliono sempre andare in bagno !!!
Cazzo e se vede il casino che c'è? Ma che idea del cazzo venire a casa mia !!! -
Lui aprì la porta, la portò in salotto e la fece sedere sul divano.
- Rimani composta ed in silenzio - le disse, poi cominciò ad armeggiare con un paio di candele profumate.
- Spero riescano a profumare l'aria ma se tutto va bene le faccio una colata sulle chiappe che l'Etna mi fa una pippa !!!
Carlotta ormai ne era certa: il ragazzo era in preda al panico più totale.
Lo tradiva la voce nervosa e lansia che lo accompagnava era così evidente che non serviva essere laureati in psicologia per coglierla. Si percepiva ad occhi bendati
Carlotta sorrise tra sé per quella sua battuta.
Si sedette sul divano, composta, come lui le aveva ordinato.
Mentalmente ringraziò la sua buona stella: quella sera prima di uscire, allultimo istante, aveva deciso di mettersi un minuscolo perizoma nera.
Era da anni che usciva senza slip, ma quella sera, senza un motivo particolare, li avevi indossati.
-Pensa a come sarebbe rimasto male il poveretto se alla sua richiesta di togliermi le mutandine gli avessi risposto: scusa, caro, ma non ce le ho
Come minimo gli sarebbe venuto un infarto!-
Paolo corse nella stanza da letto a prendere la borsa degli attrezzi, non era certamente quello che si sarebbe potuto trovare in un dungeon ma insomma lui ne era soddisfatto, certo non li aveva usati molto quei suoi giocattolini, anzi molti erano ancora intonsi.
Portò la valigetta in salotto e cominciò a mettere sul tavolo tutti gli oggetti, faceva intenzionalmente rumore per renderla nervosa, lei infatti cominciava ad agitarsi sul divano.
- No il dildo anale meglio metterlo via, anche i preservativi li nascondo che non voglio fare la figura di quello che vuole solo scopare, ecco... le clips per i capezzoli comincio da qui... si ma poi se quando le tocco una tetta urla ? Se se ... urla, una che si fa bendare e viene a casa mia da una festa sadomasochista urla se le tocco una tetta ma quando mai !!!
E se invece ho equivocato tutto e urla? -
La tensione nel ragazzo era ormai al massimo ma certo non poteva aspettare ancora delle ore, si fece coraggio e si avvicinò alla ragazza.
- Per adesso non ti lego ma non azzardarti a muoverti -
Ancora una volta l'unica risposta che ottenne fu un cenno della testa. Piano piano posò una mano sul suo seno e con delicatezza le spostò il reggiseno, le dita della mano destra sfiorarono il capezzolo per eccitarlo al punto giusto, ci mise pochissimo, quando valutò che era il momento giusto con la sinistra applicò la mollettina metallica. La ragazza ebbe un sussulto e dalle sue labbra uscì un gemito.
- Cazzo adesso mi mena !!!!
Il dolore era stato leggerissimo e il tocco estremamente delicato.
Il suo sussultare era legato al ricordo della sua prima volta.
Carlotta, quella sera, proprio non riusciva a non riandare con la mente ai suoi inizi.
Era stata sufficiente una molletta per mettersi a piangere anzi, per la precisione, a singhiozzare. Si era sentita stupida e incapace.
Ad un certo punto quelluomo aveva smesso e guardandola fissa le aveva detto:
- Sei sicura di voler continuare? -.
Lei, tirando su con il naso, aveva risposto:
- Continua -.
Quanto tempo era passato da quel momento!.
In qualche modo si rivedeva in Paolo: lo stesso nervosismo, la stessa paura di sbagliare, la stessa sensazione di inadeguatezza.
Il sussulto fu solo una reazione di un attimo, lei riprese la sua innaturale compostezza ed il ragazzo si tranquillizzò.
- Porca vacca che spavento !!! Sono proprio abile a provocare dolore complimenti Paoletto mio veramente complimenti, ma ... adesso ? Forse dovrei spogliarla un po'? Non credo che ormai se ne avrà a male - Le sue mani cominciarono a sbottonare la camicetta di lei poi ad armeggiare intorno alla chiusura del reggiseno.
- Cazzo cazzo cazzo !!! Un minuto ... solo un minuto nelle mie mani lo vorrei quello stronzo che ha inventato queste chiusure ... minchia che figura di merda sto facendo !!! -
Alla fine della lotta anche il reggiseno abbandonò la sua proprietaria. - Cavolo che tette che si ritrova sta qui, adesso gli metto un'altra molletta tanto su queste due bocce ce ne entrano a bizzeffe !!! -
Rapidamente tornò al tavolo dove aveva appoggiato la sua attrezzatura e prese un'altra clip di quelle che si chiudono con la vitina simili a piccole presse per la stampa, questa volta il suo armeggiare intorno al capezzolo riuscì molto meglio.
- Eheheh stavolta neanche l'ha sentito quando l'ho messo, però quando ho cominciato a stringere le ha serrate le labbra eccome se le ha serrate, adesso voglio proprio togliermi una curiosità -
Ormai Paolo aveva perso tutta la sua titubanza, con una mano cominciò ad alzarle la gonna, lei teneva le gambe chiuse ma lui insinuò le dita fra di esse e gliele fece aprire con dolcezza fino a che non poté iniziare a toccare il suo sesso ormai molto umido.
- Cavolo !!! Da domani in chat non mi filo più nessuno sono un vero master adesso !!!!
Carlotta lo lasciò fare. Lo lasciò armeggiare con i suoi seni. Sentiva che stava prendendo sicurezza. Quel ragazzo aveva la stoffa per diventare un buon master e lei quella sera si sentiva particolarmente strana, malinconica. Sicuramente colpa del Martini
però quelle mani inesperte stavano arrivando al suo cuore.
- Domani proverò con Lorenzo il suo nuovo butt-plug,
dicono che sia formidabile -, pensò Carlotta mentre dischiudeva le gambe.
Fu lultimo suo pensiero, poi si lasciò andare, quella sera voleva essere tutta per Paolo, come fosse la prima volta.
isoscele & Master_ita
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