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La vicenda che vi racconto stavolta, nasce da una mail che ho ricevuto da parte di una mia gentile lettrice, che pur apprezzando il mio ultimo racconto, ovvero "la mia solitudine", mi ha scritto che la fine di quel racconto le ha lasciato l'amaro in bocca, in quanto al povero Giulio una Padrona la si poteva pur trovare. Essendo sensibile a certe argomentazioni, soprattutto se postami da una donna che in più mi ha confessato di avere tendenze Dom, allora si capisce che non poteva non nascere il seguito di quel racconto. Chiedo venia per le citazioni poetiche, frutto di reminiscenze romantiche di altri tempi. Sono ancora una volta prolisso, soprattutto la premessa lunghissima potrebbe stancare, mi piacerebbe sapere però cosa ne pensate di una impostazione del racconto certamente diversa per le caratteristiche della Padrona, ma forse ripetitiva nella elaborazione dei contenuti. Eventualmente, se volete, si accettano consigli; laccesa@hotmail.com
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Da quella mattina è passato un mese, sono andato in discoteca due volte, Cesare quando mi ha visto la prima volta, dopo l'incontro a casa sua, mi ha chiesto scusa per il suo comportamento, io gli ho sorriso e gli ho detto la verià è stata la serata più intensa della mia vita. Una sua pacca sulla spalla chiude la discussione, ma durante la serata e l'altra in cui ci siamo visti, le sue allusioni a un replay erano evidenti, ma sinceramente io avevo voglia di riflettere. Ora però avevo maturato la mia decisione, non serve vivere a metà, poi soprattutto una vita scialba come la mia, certo se avessi avuto delle alternative forse avrei potuto rifletterci, ma io non ne ho; sono una sottomesso e non posso che aspirare a esserlo fino in fondo, non credo proprio che ci sarà mai una qualche metà di genere femminile che mi amerà come uomo. Forse qualche povera donna sola come me potrei anche convincerla, ma la nostra sarebbe solo una unione per non restare soli, no, non mi sento pronto per una roba simile.
Ho deciso; se Cesare stasera allude gli rispondo prontamente di si che si può ripetere. Mentre sto pensando ciò, avendo parcheggiato la macchina al solito posto, mi sono trovato fermo al semaforo e aspetto il verde per i pedoni, è un incrocio difficile quello, le macchine alle dieci di sera spesso non rispettano neanche il rosso e stasera per la seconda volta quest'anno ha nevicato, c'è parecchio ghiaccio a terra. Vicino a me c'è ferma una donna, io sono assorto nelle mie elucubrazioni mentali, siamo soli io e lei fermi lì; "Scusi mi potrebbe aiutare ad attraversare la strada?..... Sa sono cieca .(non rispondo prontamente perché non me lo aspetto) ho capito scusi e grazie lo stesso" "no no mi scusi lei, certo che l'aiuto signorina" Lei mi sorride col suo sguardo perso nel vuoto, si accende il verde: "le posso prendere il braccio?" " Si certo eccolo" Si appoggia al mio braccio e attraversiamo insieme la strada, sto attento a farle evitare i grumi ghiacciati sull'asfalto, siamo dall'altra parte. "Grazie lei è stato gentile" mi sorride mentre mi ringrazia, è bella, ha un viso dolce è di carnagione chiara, ha i capelli lunghi lisci e scuri. "sa per quelli come noi queste serate sono una vera disgrazia, rischiamo di cadere a ogni momento" "Signorina io vado fino alla discoteca "tiritirococò, quindi se deve fare la stessa strada per me sarebbe un onore poterla aiutare" "davvero sarebbe così gentile?" "beh! ecco non mi capita tutti i giorni di accompagnare una bella donna" Lei sorride, ci avviamo camminando lentamente: "Immagino cosa penserà di me . che solo una sciagurata, con l'handicap che ho io, può andarsene in giro per Milano a quest'ora" "No ma che va a pensare????" Si è così e avrebbe ragione se non fosse che fino a dieci minuti fa ero col mio ragazzo, che però mi ha mollato in mezzo alla strada da sola per un banale battibecco; non lo voglio mai più vedere .faccio per dire . vedere" "Mi spiace signorina" "No a me no, ho capito che soggetto è ed è meglio così." "beh! Sa può capitare tra innamorati un piccolo litigio" "Si ma non può capitare che ti si lascia in mezzo alla strada a un km da casa, sapendo che non ho alternative che chiedere aiuto, con chissà cosa mi sarebbe potuto capitare a quest'ora non crede?" " Si onestamente non è giusto" "e' un cialtrone ecco cos'è!" La sua espressione è ferita disturbata. Camminiamo per un po' in silenzio, mi sembra di volare, io accompagno al braccio una bella donna, ma è vero? "Come si chiama?" "Giulio" "Giulio io sono Cinzia, ci diamo del tu vero?" "certo signorina per me è un onore" "del tu ricordi?" Sorrido ma lei non mi vede "Si hai ragione" Abbiamo camminato un bel po', io non so cosa dire, sono impacciato, vorrei che la passeggiata finisca presto, ma nel contempo camminerei con lei per l'eternità, sono imbarazzato; "ma non dovremmo essere arrivati all'altezza della discoteca?" "Veramente si, l'abbiamo superata ecco .solo che se vuole posso accompagnarla .abita lontano da qui?" lei ride "Giulioooo a parte che mi devi dare del tu ricordi? Ma comunque sei molto gentile, non preoccuparti per me se hai da fare mi arrangio, sono quasi arrivata, abito a 100 metri dalla discoteca, anzi dovrei essere vicinissima a casa, vedi un bar qui vero?" "Si in effetti è a 20 metri da qui" "bene io vi abito sopra, ora per punizione però ti offro qualcosa al bar e senza replicare" Entriamo dentro il bar, il barista la saluta cordialmente; "Cinzia ciaoo" "ciao Adriano" gli sorride. "Vieni sediamoci a un tavolo voglio conoscere meglio il mio salvatore" Per la verità è lei che parla tutto il tempo, ma mi piace molto, ha una voce suadente, o forse così io la sento, forse perché sta parlando a me, mi racconta un po' della sua vita, del suo ragazzo, anzi del suo ex ragazzo, mi dice che lavora solo di mattina in un istituto per ciechi lì vicino, credo insegni qualcosa, lei parla parla, io la ascolto ma non la ascolto, quasi non credo di poter essere lì con lei, per voi che leggete è difficile da capire, ma per me è la prima volta nella vita che mi capita di avere una donna, per giunta bella che parla con me confidandosi, a parte mia madre che comunque bella non è. "Ora dimmi di te Giulio" "Non ho molto da dire, vita senza scossoni, mia madre, mio padre morto, lavoro noioso e così via" "Hai qualche storia con qualche ragazza?" "neanche la geografia" Lei ride di gusto, sei simpatico Giulio" Mi sorride, " ora scusami è tardi vado su a nanna" Mi precipito a pagare il conto, lei non vuole ma finalmente sono deciso e voglio pagare io. Mi ringrazia davanti al portone, non ho il coraggio di chiederle di rivederla .uff sono imbranato da non credere, mi stringe la mano apre il portone: "Ciao Giulio e ancora grazie" Sono solo; e ora? Ma perché oltre alle altre cose sono anche timido? Torno lentamente indietro per il viale, arrivo davanti alla discoteca, mi fermo ..no! Non entro, mi è passata la voglia, me ne torno a casa ..che stronzo che sono. Al buio nella mia stanza la penso, lo so che per altri una cosa simile non riveste alcuna importanza, per me invece una serata così quasi non mi fa chiudere occhio, ma come faccio a rivederla? Sono un cretino ecco cosa sono. La mattina successiva, essendo sabato, sono libero, avevo pensato di andarmene al mare, no ora no. Ho cambiato idea, d'altra parte il cielo è nuvoloso, no, non ne vale la pena, vado a fare una passeggiata al centro. Chissà come mai mi ritrovo nella stessa strada di ieri sera, sono ipocrita, vorrei rivederla, ma non avrei mai il coraggio di dirle ciao sono Giulio. Passeggio con la scusa di guardare le vetrine, invece spero di incontrarla lì sulla strada, ma non c'è. Riprovo la sera, ma mi rendo conto che di sera ben difficilmente avrei potuto incontrarla di nuovo. Finisco la serata in discoteca, ma si vede che sono deluso . arrabbiato, Cesare non mi fa cenno di nulla, anche la serata, nonostante la sequela di bellezze di ogni tipo che mi passano a pochi cm dagli occhi, non riescono a darmi quella strizza che ho provato in tante altre serate. E' passato un mese, non sono andato in discoteca, per ora non ne ho voglia, il tempo volge decisamente al bello, le serate sono molto più lunghe, d'altra parte siamo già a metà Aprile, fra un settimana è Pasqua, si sente l'aria della festa incombente, la città si svuoterà per il ponte. Mi piace passeggiare, ormai ho preso l'abitudine di farlo ogni sabato mattina, e sempre nella stessa via, cerco di non illudermi, e in effetti ormai ci spero poco, anche ammesso che esca, lo farà quasi certamente con qualcuno e io non saprei dire nulla. Mi faccio un caffè al bar sotto casa sua, lo faccio sempre lì ogni sabato, lei entra e si avvicina al bancone: "ciao Adriano" "buon giorno a te Cinzia" Io sono rimasto zitto col cuore in gola Il barista che si ricordava anche di me e che forse aveva capito tutto del perché aveva acquisito un nuovo cliente, spara: "ma non eravate amici voi due?" "Chi?" "Cinzia vicino a te c'è quel signore con cui hai preso un caffè quella sera che il becco ti ha mollato" "Giuliooooooooo, il mio salvatoreeeee" rosso paonazzo come sono la saluto: "Ciao Cinzia come stai?" "Ma come mi saluti così? Perché non mi hai detto che c'eri?" "sai non voglio disturbarti" il barista: "il signore è timido Cinzia" "Su su sciocco dammi un bacio" ci baciamo sulle guance; porca puttana proprio stamani ho dimenticato di mettere il dopobarba. "Cosa ci fai qui?" "Ero di passaggio, stavo prendendo un caffè" il barista: "Cinzia passa di qui ogni sabato e domenica mattina a prendere un caffè" si gira e si mette a ridere sotto i baffi, penso; bastardo mi stai facendo fare una figura da allocco; "ma daiiii!! E perché non mi hai suonato su? Potevamo fare una passeggiata insieme" che cazzo rispondo? "io non so ecco non volevo disturbarti" "ora dove devi andare? Hai impegni?" "No veramente no" "allora dai, andiamo, accompagnami devo comprare delle scarpe, fammi da cane guida" Adriano ride bastardo, lei mi prende sottobraccio "ciao Adri" "Ciao e buon divertimento" e continua a ridere. Mentre camminiamo, lei mi interroga: "ma come passi di qui spesso e non ti fermi a salutarmi? Sai che potrei offendermi? O forse non ti piace la mia compagnia?" "No ma che dici? Ma se passo apposta!" accidentiiiiiiiiiiiiiiiiii! Mi è scappata la verità "Ah! E' così allora? Mi stai facendo la corte? Bravo bravo(io non so che dire) ora dopo che mi compro le scarpe ne parliamo. Entriamo nel negozio, la commessa la saluta si conoscono, lei chiede di provare qualche paio di scarpe, la ragazza ne prende diverse paia e la aiuta a provarle, io intanto mi sono messo da parte e le guardo i bellissimi piedi e per la verità anche le gambe . uhm ! E' ancora più bella di come la ricordavo. Forse anche perché ora è senza cappotto, con un tailleur, si gran bella donna davvero; mi sento orgoglioso di essere in sua compagnia. Mentre penso ciò la commessa si deve allontanare; lei rimane con seduta, ma ha ancora qualche paio di scarpe da provare: "Giulio dove sei?" "Sono qui Cinzia dimmi?" "Mi aiuti a provare qualche altro paio di scarpe?" "c..c .erto" Mi piego in ginocchio davanti a lei, le prendo un piede in mano e cerco di infilarle una scarpa, ci riesco senza combinare casini sorprendendo me stesso, tocco il suo piede come fosse di cristallo, vorrei baciarlo, guardo il suo volto, sorride, appoggia il piede a terra e si alza "come mi sta cagnolino mio?" "benissimo Padrona" ma sono impazzito??????? Ma che cazzo ho detto??? Accidentaccio a me, mi sono fatto prendere dall'entusiasmo. Lei ha fatto finta di nulla, ecco fatto il gioco è scoperto, chissà cosa penserà di me, magari mi darà del depravato. "Quindi vanno bene? Ok mi fido di te; prendo queste anche perché sono molto comode" "Cinzia potrei pagare io le tue scarpe? Potrebbe essere un mio piccolo regalo?" "Che bravo cagnolino che sei; Va bene paga tu!" Quando siamo fuori, il pacco con le scarpe lo tengo io, ma lei non mi ha neanche chiesto se volessi farlo, questo mi è piaciuto tantissimo, dava per scontato che fosse così. "Dove mi porti cagnolino? Mi porti al parco qui vicino e facciamo una bella passeggiata?" "Si Cinzia" "perché non mi chiami padrona come hai fatto prima? Mi piace molto essere chiamata così" Il colore del mio viso butterato è diventato come quello del mantello del matador "Si padrona" "ecco bravo così mi piace di più; ora da bravo mi dici davvero chi sei? Cosa pensi? A cosa aspiri? Mi dici tutto senza nascondermi nulla, mi dici cosa ci va a fare uno come te in discoteca? Balli? Non credo per quello che ho capito, insomma tutto, ma se capisco che mi nascondi qualcosa, ti giuro che non ci vediamo più" E ora che faccio? Come posso raccontarle di essere uno schiavo? Che aspiro ad avere una Padrona? Che in discoteca ci andavo a .fare le cose che facevo? "Forse non sono stata chiara cagnolino! Se le cose che mi racconterai mi intrigano allora chissà .. altrimenti rimaniamo amici lo stesso, l'unico modo per perdere il contatto sarà se menti o mi nascondi qualcosa; chiaro?" E ora che faccio? Le dico tutto? E con quale coraggio? Maledizione va bene, va come deve andare: "va bene ti racconto chi sono, ma per favore non prendermi in giro ti prego." "promesso" Le racconto della mia solitudine, del mio bisogno di sentirmi sottomesso a una bella donna, alle mie seghe e infine alla discoteca, alle mie emozioni, alla mia dotazione comica, insomma a quel che sono. "cagnolino io ho solo sentito parlare di certe cose, non ho mai visto immagini come ben capisci, ma le cose che mi hai raccontato mi hanno fatto eccitare, ora sempre con la stessa sincerità; cosa pensi di me?" "te lo posso dire con Neruda? ( lei accenna di si con la testa) toglimi il pane se vuoi, toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo riso" Un sorriso di inestimabile valore per me, si stampa sul suo viso "davvero ti significo così tanto cagnolino? Eppure ci siamo appena conosciuti" " Si me lo hai chiesto e io ti rispondo a cuore aperto; si !" "ma da me cosa vuoi; forse amore?" "no! Non pretendo tanto. Vorrei essere il tuo servitore, starti accanto per esserti utile, perché tu faccia di me ciò che vuoi, solo così esisto" "il mio cagnolino?" "al di sotto del tuo cagnolino Padrona ..il tuo zerbino ..il tuo cuscino .capisci Cinzia?" " si credo di si e..... mi piace" C'è silenzio ora, si sentono i bambini che gridano rincorrendosi e giocando nelle altalene. "che ore sono?" "le 11,45" "andiamo cagnolino offrimi un aperitivo e poi si va a casa mia, mi preparerai il pranzo ok?" "Si Padrona per le cose che so fare si" "bene ti insegnerò" Non so descrivere il mio stato d'animo, la mia emozione è tale che mi pare quasi di vivere una realtà parallela, ma non esprimo liberamente ciò che sento, lei invece è gioiosa, impertinente, solare. "Dove prendiamo l'aperitivo Padrona?" "non essere scemo, da Adri naturalmente" Ci avviamo, non siamo distanti, da lì a qualche minuto siamo dentro il bar: "Adriano cosa ci offri come aperitivo? Tu cosa prendi cagnolino?" il barista mi guarda e ride di gusto, il porco trascina anche me nella risata: "quello che prende lei prendo io" "va bene ci penso io per entrambi; fidatevi"! Prepara un qualcosa che non avevo mai visto .prende lo shaker, vi mette dentro 5 parti di tequila, poi il succo di un limone spremuto, poi una parte di cointreau, ghiaccio, un pizzico di sale, shakera: e versa su due bicchieri a coppetta sul cui bordo grazie a un limone strofinato vi si era fatto attaccare uno strato leggero di sale, una buccia di limone dentro e via. "Che roba è ?" "si chiama Margarita, bevi e mi ringrazierai cagnolino" Lei ride lui pure e a me non resta che seguirli nella risata. Accidenti che è forte!! Ma lo penso e non lo dico, lei invece se lo gusta come se vi fosse abituata. Lui mi guarda per vedere la reazione, ha un sorriso ebete stampato e aspetta una mia reazione di qualche tipo per scoppiare a ridere fragorosamente, non gliene dò motivo, mi fa un po' senso questa roba ma non gli dò il sazio. il tutto si accompagna con delle olivette, un po' di salatini e qualche tartina. "Bravo Adriano è buonissima" "Grazie Cinzia sei sempre cara" Pago il conto e andiamo da lei; apre il portone, mi precede: "abito al primo piano cagnolino, quindi andiamo su a piedi" Mi precede sulle scale, io la seguo a tre gradini, ha un culo bellissimo, ancheggia come una Dea, sente i miei occhi addosso, " cosa fai mi guardi il sedere vero? " " no Padrona ma che vai a pensare?" "cagnolino la verità sempre e comunque!" "Si Padrona ti sto guardando" "bravo! Fallo perché mi piace" Entriamo a casa sua; Però! E' notevole; piccola ma arredata con gusto, me la fa visitare tenendomi per mano, soggiorno, camera da letto, bagno senza vasca ma con doccia, cucina minuscola ma elegante; "Ti piace?" " si Padrona è davvero un bell'ambiente" "grazie cagnolino, e ora preparami un bel piatto di spaghetti, sai come si fanno vero?" "Si certo Padrona" "bene trovati l'occorrente, quando è tutto pronto chiamami a tavola io intanto mi cambio e ascolto un po' di musica, l'occorrente lo trovi negli armadietti, voglio gli spaghetti al ragù e una fettina di carne con insalata, apparecchia in soggiorno qui è troppo piccolo" "Padrona apparecchio per uno o per due?" Lei è titubante; "no dai per due almeno la prima volta" Comincio a preparare tutto, metto su la pentola, preparo il ragù, apparecchio la tavola, lei arriva, indossa un vestitone largo ma corto sulle gambe, ha ancora i collant: "Dove sei cagnolino?" "sono qui Padrona vicino ai fornelli" Lei si avvicina a me e mi si mette di fronte, mi tocca la faccia, la testa, gli occhi, il naso le labbra. "Accidenti cagnolino sei proprio brutto, non ti offendi vero?" "No Padrona! Tu puoi dire e fare ciò che vuoi di me" Sorride e se ne va in soggiorno. Qualche minuto dopo mi sente arrivare: "è pronto?" "si Padrona ti puoi accomodare se vuoi" Lei si alza, io tiro indietro la sedia in segno di cortesia "Qui Padrona ho tirato indietro la sedia" Lei sorride; "prendi il vino in frigo" Torno al tavolo, verso del vino nel suo bicchiere, lei comincia a mangiare, si vede che tutto sommato le piace la pasta ma non lo dice, invece mi chiede: "dimmi cosa intendi per schiavo?" "Padrona; tu puoi disporre di me come più ti piace, non dovrai preoccuparti se soffro, se sono stanco, non dovesti considerami una persona ecco!.... Sono il tuo schiavo e basta, di me non dovresti avere nessuna vergogna perché è come se non esistessi, in effetti esisto in funzione dei tuoi piaceri dei tuoi bisogni" "cosa intendi per sofferenza?" "Quella psicologica principalmente, ma anche quella fisica, se tu vorrai punirmi per qualcosa puoi picchiarmi o anche solo se vuoi sfogarti" "Bada cagnolino che questa cosa mi sta intrigando molto, io ho sempre avuto bisogno degli altri, questo mi ha provocato molte frustrazioni, potrei vendicarmi su di te, su uno come te, potrei farti soffrire davvero; sei sicuro quindi?" "Si Padrona, sono sicuro, non curarti di me ma solo di te e io, in fondo, anche se soffrirò sarò felice" "Bene cagnolino, versa da bere" "Si Padrona" Finito il pranzo le preparo il caffè, lei si siede sul divano, mi ordina di lavare i piatti, ascolta la musica. Quando finisco mi metto a sua disposizione senza parlare, lei avverte la mia presenza: "hai finito in cucina?" "Si Padrona" "Accarezzami i piedi schiavo" Mi metto in ginocchio di fronte a lei, le prendo un piede in mano e lo accarezzo dolcemente, diversi minuti, dopo lei lo alza e lo posa sul mio viso, lo appoggia, lo preme: "Bacialo schiavo" Bacio il suo piede ho gli occhi chiusi lei lo strofina sul mio volto "Leccalo" La mia lingua si muove sulla pianta del piede, preme sulla mia bocca con le dita, la apro lei le infila dentro, ora la sto guardando, è rossa in viso, ha gli occhi chiusi, le guardo le gambe tra le gambe . gli slip. Si alza e si toglie i collant, rimette il piede sulla mia faccia: "leccami fra le dita" Infila il piede ancora dentro la mia bocca, l'altro lo appoggia sulla mia spalla, lecco tra le dita, lei lo infila più in fondo . mi penetra la bocca .si tocca, la sua mano scivola sotto il vestito, cambia il piede, lecco anche l'altro in tutta la sua meraviglia ..indossa un perizoma blu; amica mia, sotto il buio del perizoma blu, le stelle sfogliano i fiori d'ovatta dei loro calici aperti. Il signore della macchia sei tu, che hai zittito la rivolta dei sordi brontolii(Senghor) In un sussurro mi dice: "infila la testa tra le mie gambe schiavo" allarga le gambe, ha sempre gli occhi chiusi, il mio, viso è a contatto col suo perizoma, lecco .lecco lei agita il bacino dolcemente mi prende la nuca e prima mi attira a sé poi mi scosta: "Togli il perizoma schiavo" Dolcemente tolgo l'indumento, lei mi aiuta alzando le natiche alternativamente .il suo fiore profumato è lì davanti me aperto già umido .comincio a leccarla con devozione con rispetto ma lei ha fretta mi attira di nuovo; "lecca schiavo" la mia lingua si intrufola tra le grandi labbra, spingo la testa più in fondo, lecco lei strofina la fica sul mio viso, sento il suo respiro diventare più affannoso .sento i suoi mugolii di piacere, si alza mi dice : "La testa qui schiavo presto(mi indica il cuscino del divano mi tasta il viso con una mano, fa pressione con le dita sulla mia bocca) Aprila tutta" si gira e si accovaccia sul mio viso, la fica proprio sulla bocca, comincio a leccarla quasi con rabbia, lei appoggia i piedi sulle mie gambe: "dai dai schiavo più in fondo più in fondo" si agita sul mio viso, la sento ansimare, mormora ."siii ancoraaa daiiii" si appesantisce di più su di me, sulla lingua sento un sapore dolciastro; è venuta .sono orgoglioso di me, lei rimane seduta non si sposta passa qualche minuto mi manca un po laria batto leggermente una mano sulla sua natica, lei sempre con i piedi sulle mie gambe si solleva leggermente, ma solo di qualche centimetro: "che cè schiavo?" "Padrona ..ecco avevo bisogno di un po di aria" "sbrigati a prendertela mi piace troppo questa posizione per rinunciarci" Ho il suo culo la sua fica le sue natiche a non più di 10 centimetri dal viso, mi fanno male le gambe per il peso, ma voglio resistere; è lei che non resiste
.mette una mano allindietro mi tocca il viso
.la bocca: Spalanco nuovamente la bocca, lei si siede di nuovo ma stavolta mette il buchino sulla mia bocca aperta: "leccami il culo schiavo!" comincio a leccare il suo buchino, lei si appoggia le braccia sulle gambe avanzando tutto in tal modo il busto, i miei occhi sono liberi e da sotto il vestitone largo vedo le sue natiche belle tondeggianti ..maestose vedo i suoi fianchi che si stringono vedo le sue spalle mentre lecco allungo le mani e la accarezzo le piace "Si accarezzami mentre mi lecchi il culo schiavo ..penetrami con quella lingua .infilala dentro" sono un po stanco ma mai lo direi
..passano minuti e minuti
.la sento agitare di nuovo sul mio viso
si sposta leggermente indietro: sento di nuovo il sapore dolciastro sulla lingua. Rimane ancora qualche minuto poi finalmente si alza, è rossa in viso, mi dice: "togliti voglio sdraiarmi, mi riposo un po ma mentre mi riposo voglio che tu ti metta ai piedi del divano ti siedi a terra e mi lecchi i piedi; capito schiavo?" "Si Padrona come vuoi tu " Si sdraia, appoggia la testa sul cuscino, io mi accuccio, lei mi cerca col piede, trova la mia faccia, appoggia la pianta sul mio viso, la lecco, lei muove il piede sul viso, strofina la pianta sulla lingua, le dita si appoggiano alle mie labbra, lecco, il suo respiro si fa regolare, si mette di fianco, mi cerca ancora coi piedi, mi trova, si addormenta così. E' bella, la guardo dormire serena, sotto il suo vestitone largo, mentre non smetto di leccare i suoi piedi ammiro le sue natiche perfette, la sua fighetta leggeremente aperta. Mi chiedo se davvero tutto ciò sta capitando a me, ne sono certo, se solo mi avesse visto per qualche istante mi avrebbe mandato via. Si mi sento un ladro e un truffatore....... novello Pizarro che ruba il tesoro alla regina di Milano. E' passata un'ora, per me non è stato il solito giro d'orologio, ammirarla non di nascosto, sentirmi sua proprietà, leccarle devotamente i piedi, sapere che quando si sveglia qualunque ordine mi impartirà sarà bellissimo eseguirlo. Mi sento me stesso. "mmm!! che bella dormita, sei stato dolcissimo cagnolino, bravo! Vai a prepararmi un caffè " Vado subito, preparo il suo caffè, mi metto in ginocchio di fronte a lei: "ecco padrona il caffè" Lei si mette seduta, le porgo la tazza in modo che le riesca facile prenderla, se lo gusta, ha appena finito quando squilla il telefono, allunga una mano: "Si?" "Ciao cara" "Ciao papà" "Come stai? Tutto a posto?" "Si certo papà, tutto bene" "Ti vengo a prendere e facciamo una passeggiata in centro?" "No non preoccuparti, uscirò con un amico che verrà a prendermi più tardi" "Un amico? Chi è lo conosco?" "No Papà, è una persona che mi aiutato una sera, abbiamo fatto amicizia" "Va bene; l'importante che ci si può fidare" Intanto lei ha rimesso un piede sul mio viso "Si mi fido ciecamente AH!AH!AH!" Si sente anche la risata del padre. "Ok ciao cara e divertiti" "Ciao papà" "Allora cagnolino programma; ora mi aiuterai a farmi la doccia, poi mi trucco, mi vesto e viaaaaa; voglio essere portata al centro e poi andiamo a mangiare una pizza. A proposito; domani sei libero no?" "Si padrona certo" "allora domani mi porti al mare ok?" "Si Padrona certo" "Vuoi telefonare a tua madre?" "Si Padrona se è possibile solo per dirle di non aspettarmi" "ok" Telefono a mia madre, mi aspettava per il pranzo, ha ragione, avrei dovuto avvertirla, .le dico che stasera rincaserò tardi, la sento un preoccupata, la tranquillizzo. Andiamo sotto la doccia, io mi metto in ginocchio, la Padrona si fa lavare tutta, toccare il suo corpo, la sua pelle vellutata: "che c'è cagnolino?Sei emozionato vero?" "Si Padrona" "Non preoccuparti, presto ti passerà, avrai tanto a che fare col mio corpo che ti abituerai" La asciugo, si mette un accappatoio cortissimo, sopra le natiche, io mi rivesto, lei si siede di fronte allo specchio della sua stanza da letto, inizia a truccarsi, non so come faccia, ma immagino avrà avuto qualcuno che le avarà insegnato i movimenti basilari per il trucco, mi chiama: "cagnolinoooo" Accorro subito; "Sono qui Padrona" "Dove ti eri cacciato?" "Padrona mi stavo rivestendo" "accuccia qui dietro lo sgabello, voglio sentire le tue labbra attaccate alle mie natiche mentre mi trucco" Mi metto in ginocchio e eseguo l'ordine, lei tira le natiche verso di me, le bacio, le piace...le muove e me le strofina sul viso. "No è meglio lasciar perdere se no non usciamo più.....dai un bacio al centro e basta così" Tira il sedere ancora verso l'esterno, si allarga le natiche, dò un bacio dolcissimo al buco del culo. Siamo pronti per uscire, mi dice che è meglio lasciare la macchina qui e andare giù con la metro, lì sarebbe stato impossibile trovare parcheggio, comunque la pizza la vuole mangiare qui vicino casa sua, quindi nonn avremmo fatti tardi e potevamo tornare in metro a un orario decente. So di dire delle ovvietà, ma è stata la serata più bella della mia vita, andare a braccio con una bella donna, costei che mi chiede di tutto, mi chiede cosa vedo, la gente, il posto, la vetrina, tutto insomma, la mia miserabile vita quella sera ha un senso. Le ho persino tagliato la pizza in quattro tranche, abbiamo bevuto due birre grandi......giuro mai stato così bene. Non ha voluto essere accompagnata su, mi ha detto semplicemente puntuale alle 9. Ho trovato mamma seduta in soggiorno, è accigliata, ma si capisce lontano un miglio che sono euforico, non ha il coraggio di rimproverami nulla......povera donna. Dormire? Ma chi ci riesce? Accendo la luce del comodino ogni ora e maledico il tempo che non passa, mi addormento verso le 4.00, perlomeno quella è l'ultima volta che ho acceso la lampadina, mi sono svegliato alle 7,00. Sono saltato giù dal letto come se fossi in grande ritardo. Doccia, colazione, in macchina....ma sono le 8... dove vado? E che m'importa? L'aspetto giù, sotto il portone, mi piace aspettarla. Prendo un caffè da Adriano; "Uèèè cagnolinooo!!! come mai così presto? Qualche piccola gita?" "Si andiamo al mare" "Bene, a parte gli scherzi mi fa piacere che esca con te, si vede che sei un bravo ragazzo...anzi un bravo cagnolino" ride e mi trascina nella risata, siii ma si che m'importa? Gli rispondo; bau! Lui si appoggia al banco ridendo. Alle 8,55 suono da lei, non ce la faccio più ad aspettare, lei risponde al citofono, sono Giulio "Cagnolino sto scendendo" lascio il portone aperto,sento la porta dell'appartamento chiudersi, comincia scendere le scale: E scendendo è come se scendessi dentro di me nelle insonnie-detriti delle acque, nei territori residui delle forge. E sia quel che sia nell'attonito sudore delle pene(de Oliveira) "Ciao cagnolino, dove mi porti? " "Padrona ho pensato di portarti dove vado spesso io, vicino Genova ci sono degli scogli, va bene?" "va bene; purchè posso ascoltare il rumore del mare" " si Padrona le onde s'infrangono proprio sotto di noi" "Va bene cagnolino, dov'è la macchina?" "Qui davanti Padrona" "che macchina hai?" "Uno uno" vedo sul suo viso una forte delusione "vuoi dire quella scatoletta, magari grigio verde, con tanti rumori, piccola piccola?" Accidenti a me, ha indovinato persino il colore "Si Padrona è quella" Le apro la portiera, si allaccia la cintura, partiamo. C'è disappunto nella sua voce: "cagnolino dimmi la verità; sei squattrinato o sei taccagno?" "No Padrona, non sono taccagno e che non ho mai sentito la necessità di avere una macchina più grande, ma....ma se ti fa piacere...ecco...sono disposto a cambiarla" "davvero???" "Si Padrona se vuoi lo faccio questa settimana" "Siiiiiiiii.... voglio una macchina molto più grande di questa, anche di seconda mano non importa, ma la voglio grande, quando mi va mi voglio sedere dietro, mentre tu guidi; dove sei???? Meriti un bacio" Si aggrappa a me e mi bacia sulla guancia, se in quel momento mi avesse chiesto un aereo lo avrei comprato. Che giornata favolosa, il mare è leggermente mosso, ma non c'è vento, lei si è distesa sul materassino che ho portato apposta, la musica alla radio, io le accarezzo i piedi, mi manda a prendere al bar ciò di cui ha bisogno, le ho persino preso un panino, ha alzato la gonna fino all'inguine, qualcuno guarda, ma per il resto non ci fanno caso. Mi parla del suo lavoro presso una scuola per non vedenti, dell'alfabeto brail, dei ragazzi e ragazze che frequentano la scuola, io la ascolto.....la ascolto mentre le accarezzo i piedi.......ciò mi basta. Verso le 5 del pomeriggio lei dice basta, sente un pò di freddo ora, il sole è ancora molto alto, ma in effetti si è alzata una leggera brezza fresca. "andiamo cagnolino, torniamo a Milano, ho un certo programmino, prima a casa mi leccherai un pò, poi faccio una doccia e poi mi porterai a cena fuori ok?" "Si Padrona" La sera si svolge come nel miglior programma, mi sono perdutamente innamorato di lei, sono davvero diventato la sua ombra, perlomeno quando entrambi non siamo al lavoro. Il martedì successivo siamo andati a gironzolare per autosaloni, lei non era mai contenta, d'altra parte si era messa in testa che a scegliere la macchina avrebbe dovuto essere lei, io non mi sento di contraddirla, si è giusto così, io sono innamorato di lei, quindi è giusto così, poi è la mia Padrona. L'indomani ennesimo tentativo presso un autosalone, le spiego la macchine che vedo, ma io mi tengo basso nella cilindrata, lei sbotta: "Ma è possibile che sono tutte macchine piccole o medie?" "Veramente Padrona ci sono anche quelle grandi, di grossa cilindrata....ma che ce ne facciamo?" Lei mi cerca la faccia con la mano, quando è sicura di averla trovata mi molla un ceffone davanti a un allibito commesso. "Voglio una macchina grande! Capito?" Non mi sento di dire nulla, mi sono rimpicciolito, mi vergognavo tantissimo, lei prende l'iniziativa e parla col commesso, chiede che macchine ci sono, qual'è il prezzo, caratteristiche......si accorda per una BMW 318: "Allora cagnolino; questa macchina così come me l'ha dipinta il signore mi piace" quel signore capisce che io sono il pollo, non toglie neanche 100 euro dal prezzo iniziale. Accidenti.....ma è grande per me, non sono abituato a macchine così grandi, ma non mi sento di dire alla mia padrona una cosa del genere. La uno viene valutata una miseria, faccio fatica a staccarmene, lì in quella macchinetta sono rimasti tanti pensieri solitari, tanta tristezza, tanto vuoto...acc....ma come faccio a guidare un simile mostro. Pago in contanto con assegno, ecco l'affare è definito; "ma dov'è la macchina scusi?" "La stiamo lavando...non vorrà mica che la signorina salga su una macchina sporca... no vero? " "Certo avete ragione" Lei sorride in direzione del commesso che la guarda con occhi un pò troppo interessati. Restiamo a parlare, anzi loro parlano io ascolto, sono geloso lo ammetto...uff.....non arriva questa macchina...per fortuna arrivano altri possibili clienti, il commesso si scusa e si allontana....finalmente. Eccola! E' bella davvero, color amaranto, linea aggressiva, elegante, insomma tutto il contrario di quel che sono io. La mettono di fronte alla porta; "Signori la vostra macchina è pronta; auguri" Il. Commesso accarezza la manodi Cinzia con la scusa di stringerla, che bastardo! Si salutano, lei sorride a lui e lui non gli lascia la mano, lasciala bastardo...ma lo penso: "apri la porta posteriore cagnolino, mi metto dietro" La assecondo, che altro posso fare? Mi metto alla guida, si mette in moto subito, non come la mia, alla prima partenza faccio spegnere il motore, lei si arrabbia; "IMBRANATO!" Partiamo; "dove vado Padrona?" Guido per un'ora, lei di tanto in tanto alzava un piede e lo poggiava sulle mie spalle accarezzandomi la guancia con le dita del piede, poi di colpo; " A casa schiavo a casa! Voglio stare seduta sulla tua faccia.....voglio ascoltare un cd e avere la tua lingua infilata dentro, mentre mi accarezzi le natiche con le mani, dai sbrigati schiavo!" Siamo a casa sua presto, lei mi ordina di sdraiarmi sul divano, se ne va in bagno, torna, mette su un cd, tasta con la mano dove si trova esattamente il mio viso: "Apri la bocca" "lecca schiavo lecca dai" Lei mi sente totalmente suo, non si preoccupa minimamente di me, ma solo del suo piacere, si appesantisce sulla mia faccia quando la mia lingua la lecca con forza, come se leccassi un gelato, oppure, lei tenendo le natiche allargate si alza lievemente fino a permettermi di carezzarle il buco..i suoi sospiri erano la testimonienza del suo piacere e, quando entrambe le volte che ha raggiunto l'orgasmo...la sentivo ansimare: "In bocca schiavo in bocca!" Io spalanco di più la bocca e lei viene dentro di essa. E' stato il periodo più bello della mia vita, la servo in tutto, nei fine settimana lei ormai vuole che resti da lei, mi fa dormire nel suo letto ma al contrario, i suoi piedi perennemente appoggiati alla mia faccia, sono il suo zerbino, il suo cuscino, la porto a spasso con la macchina dove vuole, non si preoccupava davvero di ciò che possono essere le mie sensazioni, i miei sentimenti, sa che sono perdutamente innamorato di lei, qualunque cosa mi sta bene, ho sete di lei; Sete di te m'incalza nelle notti affamate. Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. Sete di metallo ardente, sete di radici avide. (Neruda) E' la più bella stagione della mia vita, mi umilia spesso anche davanti agli altri, abbiamo fatto le vacanze insieme, è un modo di dire, siamo una coppia strana; lei bella, altera ma cieca, io brutto e dimesso. Mentre siamo in spiaggia la servo in tutto, dalla crema solare spalmata per tanto tempo, ai massaggi ai piedi seguito dalla pretesa di qualche bacio sempre alle sue estremità lì davanti a tutti, suo cameriere, la accompagno persino in acqua, gioca con me, mi fa andare giù e mi mette i piedi sopra, prendo acqua, acc.......mi manca il respiro..lei ride; "Sei proprio un imbranato cagnolino" A casa sua, di solito va in giro con un camicione senza null'altro addosso, scalza, se va in bagno non chiude la porta, anzi mi parla ordinandomi qualcosa, non sa che potrebbe pretendere molto di più da me e lo farei, forse lo capirà da sola. La mia posizione è quasi sempre o sdraiato sul divano o a terra per cui quando lei non è su di me seduta posso sempre ammirarla dalla mia posizione. Mi sento intimamente felice, sono che non posso considerarla mia, ma so che posso considerarmi suo, nel senso che può disporre di me come meglio crede, era questo il mio sogno. Stiamo insieme da tre anni, da due siamo sposati. La nostra vita è "regolare" nel senso che non sono suo marito, ma solo il suo schiavo, sanno tutti di questa cosa, perlomeno quasi tutti. Persino suo padre sa di questo tipo di relazione, oramai lo ha accettato, all'inizio faceva problemi alla figlia, ma dopo aver parlato con me diverse volte si è arreso all'evidenza. Lo sanno alcune sue amiche perchè lei stessa le ha fatto vedere qualche cosa vantandosene. Solo un paio di loro hanno voluto farsi leccare i piedi con l'entusiasmo di lei. E' comunque molto evidente la mia condizione di sottomesso nei suoi confronti, mi tratta da tale anche in pubblico senza crearsi problemi, l'unica volta che si trattiene è quando andiamo a trovare mia madre. Le ho chiesto espressamente di non farlo davanti a lei per non farle troppo male. Quindi quasi tutto bene, anzi direi meravigliosamente bene se.....non ci fossero........di tanto in tanto delle terribili situazioni che lei mi costringe a vivere. Dopo qualche mese che stavamo insieme, lei un a certa sera, mentre la stavo leccando, sbottò: "ho bisogno di un uomo vero" "Cosa vuoi dire Padrona?" "Semplice! Voglio un uomo che stia con me in alcuni momenti, non uno che sia qualcosa di più di una occasione una tantum, insomma un uomo con cui poter fare l'amore, magari mentre tu mi lecchi, ma che poi sparisca dalla mia vita" La morte tuo servo, è alla mia porta. Ha attraversato un mare sconosciuto e mi ha portato il tuo richiamo(Tagore) E' calato il silenzio assoluto, siamo rimasti senza dire nulla per un'ora o forse più, si sentiva solo il rumore della mia lingua, per fortuna non poteva sentire quello delle mie lacrime. Lei sa di avermi colpito, sa che ho il cuore in tumulto, sa che sto soffrendo come non mai. "Tra e me e lui non ci sarà mai nulla di più di una relazione fisica, non dovrai quindi preocupparti di perdermi, non rinuncio a te, ma so anche che voglio essere presa da lui sapendo che tu sei lì a servirmi, a leccarmi, a pulirmi. Voglio questa relazione." Ancora silenzio, non so che dire, sono accucciato tra le sue gambe e le sto leccando la fica, lei ha le gambe larghe con i calcagni appoggiati al divano stesso dove sta seduta. Allunga una mano e mentre continuo a leccarla lei mi accarezza la nuca calva con due dita. "Cagnolino hai capito cosa voglio vero?" "Cosa devo fare Padrona?" "Non so cosa si fa in questi casi, ma credo vada bene un annuncio" Con la morte nel cuore dico: " si Padrona." "Bene datti d fare allora cagnolino, a cosa ti serve il pc che ti sei portato qui se non lo usi per questa ragione? Su alzati e mettiti al pc e scrivi l'annuncio." Non mi resta che obbedire, ma mentre mi accingo a scrivere non so bene cosa cercare; "Padrona come devo impostare l'annuncio? Insomma chi devo cercare?" "cerca un Padrone, si voglio uno che faccia da Padrone anche a te quando sarà qui con me" Stringo i pugni, balbetto: " ma è necessario che mi faccia da Padrone?" "SI" Il suo si non ammette repliche, obbedisco, formulo il mio bravo annuncio, qualche minuto dopo prima di inviarlo le chiedo se vuole sentire ciò che ho scritto, la sua risposta è affermativa; Padrona con schiavo, cercano un eventuale patner per lei che sia dom anche per lui. Per risposta certa inviare numero di telefono e foto esplicativa. "bene mi piace breve e senza fronzoli, vedremo che accade cagnolino" Già dal giorno successivo è lei che mi invita ad apire la posta telematica, ha fretta di sapere, si mette accanto a me, mi avverte che ha fiducia, mi dice dice che non posso tradirla dicendo che non è arrivata posta per non soffrire, per la verità mi era passato per la testa di fare così, ma ci ho ripensato perchè davvero se facessi questo sporco gioco sarei solo un maledetto cretino, che si approfitta di lei in un modo assolutamente cretino. Sono arrivate 4 mails Padrona le apro; "acc....tre sono di schiavi che vogliono prendere il mio posto, vediamo la quarta...ecco....è un trav Padrona.... ti interessa? , ma non c'è la foto" "Vediamo cosa accade nei prossimi giorni cagnolino". In effetti sono arrivate tante mails alcune interessanti, molte erano di schiavi, ma c'erano diverse coppie a anche diversi Padroni, ma nessuno manda la foto forse perchè pensano al solito burlone approfittatore. La Padrona ha deciso di telefonare a qualcuno di questi Padroni che si sono proposti. Ha a disposizione 4 numeri di telefono, la sera verso le 9 mi fa sdraire al solito sul divano. si siede su di me, proprio sulla faccia e inizia una conversazione più o meno lunga con ciascuno dei 4, io lecco il suo culo mentre lei parla, ho la lingua indolenzita, ma lei non si stanca e soprattutto non si alza. Rimane seduta anche dopo che ha finito con l'ultimo, mi parla in quella posizione, mi dice che uno solo di questi le sembra interessante e per le cose che dice e per la sua descrizione fisica; "Bah! vedremo! Andiamo a letto cagnolino" Un paio di giorni dopo, trovo nella posta altre 4 mails, una di queste è corredata da foto, si dice disponibile ma solo saltuariamente in quanto abita a Roma ma viene di tanto in tanto a Milano per lavoro, c'è il suo numero di telefono e c'è anche la sua foto, lo dico alla Padrona che vuole essere spiegata com'è fisicamente, glielo descrivo, in effetti sembra un bel ragazzo, castano chiaro, è semisdraiato su una sedia, è praticamente depilato, ha un bel corpo, sembra palestrato, si tiene in mano in bella mostra il cazzo, un affare di una ventina di cm, si tiene sugli occhi solo un paio di occhiali da sole e ha un bel sorriso. Dice nella mail che non vuole relazioni che vanno al di là dell'occasionale quindi senza implicazioni affettive. La Padrona è entusiasta di questa mail, la stessa sera parla con lui, le piace persino la voce, mentre gli parla al solito seduta sulla mia bocca, si accarezza le natiche, si sta eccitando e lo sento, si mettono d'accordo, ci si vede fra due settimane quando lui verrà a Milano per lavoro; lei spiega che è non vedente, lui rimane di sale, passa qualche secondo in silenzio, poi con molto garbo dice che non importa. Lei, quando stacca la comunicazione mi dice: " lecca schiavo, lecca e fammi venire, non sai come mi attizza questa cosa dai lecca" Due settimane dopo ci incontriamo col tipo. Lui ci dice di vederci in un night, io non sarei d'accordo ma lei non sente ragioni quindi si va. E' già lì quando arriviamo, primi momenti d'impaccio, ci riconosce immediatamente lui, non capita spesso una non vedente in un night, ci viene incontro, si presenta, bacia lei sulla guancia, a me da la mano molto en passant, prende lei sottobraccio e la porta verso un tavolo defilato, io li seguo. Parlano tra di loro, praticamente non mi tengono in alcun conto, già mezzora dopo il loro tono è molto confidenziale, si accarezzano; Aznavour lo diceva con una sua canzone, ma non credevo che si potesse soffrire così tanto, la mano di lui scivola tra le gambe di lei, lei accoglie la mano, si baciano.... "Vado in bagno Padrona" Non aspetto risposta mi alzo e me ne vado, mi chiudo nel water mi siedo sulla tazza e mi prendo la faccia tra le mani, piango disperatamente, ma cerco di farlo in silenzio. E sebbene il tuo odio mi deporti in quest'inferno e mi condanni a secoli di sete, io ti accuso, o destino. (De Oliveira) Rimango lì mezzora almeno, poi mi faccio forza, il tavolo è vuoto, mi guardo attorno, sono in pista da ballo, sono abbracciati, si baciano, lui le accarezza le spalle, vorrei scappare, non ce la faccio, una forza a me superiore m' inchioda alla sedia. Tornano mano nella mano; "Cagnolino dove sei?" "Sono qui Padrona" " Cinzia non credi che si possa continuare la nostra discussione altrove?" "Dove andiamo Sandro?" "Beh! non saprei possiamo andare in hotel da me, se non hai un'idea migliore" "Si a casa mia si sta meglio, cagnolino vai a prendere la macchina e aspettaci all'ingresso capito?'" "Si padrona come vuoi tu" Mi metto davanti alla porta e di lì a poco escono abbracciati e ridenti, lui le apre la portiera posteriore e si accomoda vicino a lei; "Sbrigati schiavo io e la tua Padrona abbiamo da fare" Lei ride, lui la abbraccia, cominciano a pomiciare, le mette la mano dentro le gambe le fruga la fica, lei gli accarezza il pene, è già duro, arriviamo a casa, metto la macchina in garage mentre loro vanno su a casa. Si sono versati da bere si sono seduti sul divano, lei sente la porta aprire e chiudere; "Vieni schiavo, sdraiati a nostri piedi, obbedisco, mi ordina di togliere le scarpe a entrambi, appoggiano i piedi su di me, lei sulla faccia e collo lui sul mio petto e pancia. Finiscono di bere, lecco il piede di lei, lei lo preme, sento anche l'altro premermi sul collo. Vedo che si stanno baciando, lei gli tocca il pene, lui accarezza la sua coscia, lei gli abbassa la cerniera, tira fuori il cazzo, duro come la roccia, lei si alza un attimo e si sfila la camicia e poi la gonna, rimane in guepiere; si risiede. "sei bellissima Cinzia, molto eccitante, lui si fa togliere la calze da me, aggiunge il suo piede a quello di lei sul mio viso, mentre si baciano li strofinano sulla mia faccia; "Apri la bocca schiavo" lei preme sulle mie labbra con le dita, spalanco la bocca, lei infila le dita dentro la bocca, lecco, sento i loro sospiri, i loro baci, la loro eccitazione che fa rima con la mia disperazione. "Cinzia facciamo sul serio dai; facciamo sdraiare lo schiavo sul divano e ci sediamo su di lui dai" Lei certo non se lo fa ripetere; "hai capito schiavo? Sdraiati qui presto schiavo!" Loro si sono alzati, ma sono ancora abbracciati, mi fanno spogliare velocemente, io mi sdraio sul divano, lei tira giù i pantaloni di lui, tira giù lo slip, gli toglie la camicia, lei si abbassa il suo perizoma, le sue natiche con quella luce dell'abat-jour sembrano ancora più bianche. Si siedono su di me, la Padrona sul mio viso, lui sul mio stomaco, per fortuna mi sono tenuto lo slip, così non mi prende in giro, si baciano e accarezzano a lungo su di me, nonostante il mio viso sia schiacciato sotto le natiche della Padrona tuttavia, con un occhio non coperto riesco a vedere la mano di lui che accarezza una natica di lei proprio sopra di me. In questo momento non soffro, non mi spiego perchè, penso sia giusto così, penso debba essere quello il mio posto. Lei si sposta e si mette a cavallo di lui, sento i loro movimento tutto sullo stomaco, mi fanno male, ma loro si baciano quasi con violenza non posso disturbarli. "Sandro ti prego facciamolo uscire da sotto di noi, ho sempre sognato di farmi leccare il culo da lui mentre faccio l'amore con un altro" Lui l'abbraccia forte per la cinta e senza sfilarsi da lei si alza, lei intuendo cosa voleva fare lui lo circonda con le gambe ai fianchi: "Dai schiavo alzati subito" Mi alzo immediatamente, lui si rimette a sedere lei gli è sempre sopra, ricominciano a cavalcare; "dai schiavo leccami il culo dai presto mettiti in ginocchio dietro di me e leccami il culo" Si, lo faccio lecco il suo culo mentre le natiche sbattono sul mio viso, mentre lei sta godendo, il loro ansimare aumenta, sono preso dal mio compito per poter pensare ad altro, lui allarga le natiche di lei: "la lingua dentro schiavo falla godere anche tu" "si schiavo la tua lingua dentro il mo culo, leccalooooo uhmm!" Finalmente viene, rimangono abbracciati, io continuo a leccarla, lei accetta la mia devozione inarcando la schiena di più, si ribaciano. "Cara facciamoci pulire, abbiamo tempo per ricominciare" "Si hai ragione Sandro, è stato magnifico" Lei si mette fianco a lui seduta sul divano; "Schiavo prima pulisci me poi lui dai comincia" Metto immediatamente il mio brutto muso all'altezza della fica della Padrona apro la bocca e comincio a leccare, a pulire a inghiottire lo sperma, lei accarezza il petto di lui intanto, si scambiano qualche bacetto mentre mi guardano lavorare. Tocca a lui, accidenti mai leccato un cazzo e non credevo di doverlo fare, mai aspirato a ciò e invece eccolo qui, sporco di sperma, poi senza peli sulle palle mi fa impressione, si deve curare molto l'amico visto che non c'è ombra di peli, lotto con me stesso e pulisco il suo cazzo, prendendolo in bocca riprende consistenza, bravo schiavo continua dai, lo guardo dal basso della mia posizione. lui mi guarda con un mezzo sorriso sarcastico. Il cazzo s'indurisce di nuovo, la Padrona mi sposta la testa e lo tocca; "Ma questo coso così duro lo vorresti sprecare per lui? Ma scherzi?" "No Cinzia, non preoccuparti, volevo solo far vedere al tuo schiavo, come la sua bocca contribuisce a rendere felice la sua padrona; perchè vedi schiavo, questo bel cazzo penetrerà di nuovo la tua padrona che ne sarà felice, e tu ci servirari mentre noi facciamo l'amore e anche se tu soffrirai sarà anche più bello per noi; no Cinzia?" "Si Sandro mi piace, si mi piace molto" "andiamo sul letto Cinzia, vieni schiavo seguici" Nella stanza da letto lui mi fa sdraiare al contrario, si gira e si siede sul mio volto, mi dice: " leccami il culo schiavo mentre io faccio felice la tua Padrona" "Ma come ti sei messo Sandro?" "Sono seduto sulla faccia del tuo schiavo, lui mi leccherà il culo mentre tu salirai su di me e cavalcheremo di nuovo le verdi praterie del piacere" "Uhmm sei poetico, si mi piace" Sento sul mio viso il peso raddoppiarsi, lecco il culo di lui, per fortuna nei movimentoi sali e scendi lui si è appoggiato con le mano sul materasso appoggiandoli leggermente all'indietro, la chiusura non è ermetica , riesco a recuperare un pò di aria, posso solo intuire cosa fanno, la immagino intenta a baciarlo, lui a leccarle il seno, ora soffro di nuovo anche dentro, ma non credo che a loro importi più di tanto. Lei bisbiglia: "Ti lecca?" "si certo, non può fare altro, vero schiavo? E poi sono sicuro che ti piace leccarmi il culo" "uhmm non mi sono mai sentita così eccitata dai fottimi fottimi Sandro con forza" Finalmente tra sospiri e gemiti è finita. Lui si sposta sedendosi sul mio stomaco, lei si accovaccia sulla mia bocca di fronte a lui, lo sperma cade dentro la bocca, loro si baciano, tocca a lui, si avanza sul petto e mi mette a portata di lingua il cazzo, lo ripulisco con cura. "E' stato bellissimo Sandro" "Si è vero sono d'accordo, è stato meraviglioso, senti cara posso usarlo?" "che vuoi dire?" "insomma posso pisciare su di lui vero?" "COSAAAA??" "Ho capito non posso" "No aspetta sono io che non ho capito, cosa intendi per pisciare su di lui?" "pisciare dentro la sua bocca no? Ma perchè tu non lo fai?" "ma davvero si può fare??? Non succede nulla?? insomma non fa schifo non vengono malattie? Si può fare davvero???" "Ma certo che si...... lo fanno in tantissimi e la pipì è sterile non produce alcun danno, anzi fa bene alla salute come dice un mio amico medico di Genova :-)" "dai facciamolo allora dai andiamo Sandro, schiavo seguici" Mi metto nello spazio doccia in ginocchio, lui si tiene il cazzo tra le dita, mi dice tieni la bocca aperta e reclina la testa all'indietro, lo faccio, mi dice di non inghiottire subito perchè vuole far sentire alla mia Padrona il rumore della pipì che si accumula dentro la mia bocca, poi posso mandare giù, si mette fronte a me, la Padrona è accanto a lui, comincia a pisciare dentro la bocca, la pipì si accumula in gola, si sente il rumore, poi mando giù, sento la Padrona dire meraviglioso, ancora la bocca piena mando giù, quattro volte lo stesso esercizio, la mia Padrona lo accarezza, finalmente finisce. Mi dice di pulire la sua cappella, tiro fuori la lingua e ....obbedisco. "Vedi Cinzia a cosa servono gli schiavi?" "Dai dai schiavo abbassati ora tocca a me...accidenti quanto tempo ho fatto passare inutilmente" Mi sdraio nello spazio doccia, Sandro guida la padrona nella giusta posizione, mette i piedi ai lati della testa e piega le ginocchia, la sua fica è a pochi cm dal mio viso: "apri la bocca schiavo" lo faccio, se la mia Padrona sapesse da quanto tempo aspettavo questo momento.....ma non immaginavo di dover essere il cesso anche di un suo amante. La pipì scende, cade sulla faccia, lei mi ordina che vuole pisciare dentro la bocca, mi sposto di poco la testa, ecco ora ci siamo, la pipì cade dentro la bocca, si sente il rumore dell'accumulo dentro la gola, mando giù; "Splendido, bellissimo, ah!Se solo lo avessi saputo....quanto tempo ho perso.....mai avrei pensato di poterlo usare in questo modo..uhmm!! Si mi piace il rumore, sapere che sto pisciando dentro la sua bocca mi fa eccitare di nuovo... che serata meravigliosa! Grazie Sandro" Le sue parole mi fanno eccitare, ma praticamente non si capisce neanche nel cespuglio di peli che nasconde il mio pube. Finisce, si abbassa.....la pulisco con la lingua, lei accarezza il pene di lui, ma per fortuna non gli si rizza. Mi ordina di farmi una doccia veloce e di raggiungerli nella camera da letto; eseguo. Li trovo appoggiati al davanzale della Finestra, uno accanto all'altro, si sono messi addosso il camicione lei la camicia lui, Sandro sta fumando una sigaretta, quando entro nella stanza, lei mi sente e mi dice di accucciarmi dietro di loro in ginocchio. Lo faccio, sono a un metro da loro due, vedo le loro natiche mentre parlano, sanno che sono dietro a loro e ciò basta. di tanto in tanto la mano di lui accarezza le natiche di lei ma anche al contrario e io li guardo. Infine chiudono la finestra; "Va bene Cinzia è stata una splendida serata, ora vado" "Nooo ma perchè non puoi dormire qui???" "davvero non ti disturbo?" "ma come disturbi?????? Mi hai fatto passare una delle serate più belle della mia vita e vuoi che ti lasci andare via?" Lui sorride: "beh! se insisti" Si baciano...maledizione sono geloso da morire....speravo fosse finita; ma perchè?............ "dove dorme lo schiavo in genere?" "Ai miei piedi" "Ok non mi pare il caso di fargli cambiare abitudine, lo facciamo sdraiare di traverso e ci mettiamo i piedi sopra che dici Cinzia?" " Si, benissimo" Naturalmente non ho chiuso occhio, i loro piedi costantemente su di me, sul mio corpo, sul viso, ovunque capiti non mi hanno fatto dormire se non per un paio d'ore. Nella prima mattinata, alle prime luci, la tempesta di emozioni che avevo dentro non si era placata, sotto il lenzuolo vedevo i loro corpi....ma cosa sto diventando? Vedere la mano di lei poggiata sul pene di lui e soporitamente dormire, lui dorme a pancia in giù e ha una mano sul seno di lei...maledizione. Sono le 8,00 quando lei sveglia lui dolcemente, anche lui apre gli occhi, i loro piedi mi cercano mentre si baciano, lei li strofina sulla mia faccia; si alza. mi dice di seguirla in bagno, mi dice di mettermi al mio posto, vuole pisciare dentro la mia bocca, lo fa, mentre la ripulisco arriva lui, non mi fa muovere dalla mia posizione sdraiata. si prende il cazzo tra le dita e piscia direttamente dentro la mia gola, lo ripulisco, mi faccio una doccia veloce, torno in camera, sono a letto e si stanno accarezzando: "Vieni schiavo! Cinzia facciamolo soffrire un pò mentre ci divertiamo alziamoci" Mi fa sdraiare in orizzontale a mezzo letto, naturalmente a pancia in su, guida lei a mettere le sue ginocchia ai lati della mia testa, mettendosi nella classica posizione a pecora, ma con le ginocchia sulle mia spalle, mi fa male, si piega in avanti, lui la accarezza da dietro, la penetra, chiudo gli occhi e per il dolore e per la sofferenza interiore, i colpi di lui si fanno sempre più prepotenti; "Uhmmm dai Sandro...siiii mi piace.....cosa fa lo schiavo soffre?" "Credo di si... ha gli occhi chiusi e digrigna i denti" "Apri gli occhi schiavo....VOGLIO I TUOI OCCHI APERTI....VOGLIO CHE TU VEDA COME LA TUA PADRONA GODE" Non mi resta che aprire gli occhi, le spalle mi fanno male da morire, ma vedere lui che penetra lei su di me, il suo cazzo che entra ed esce dalla sua fica....che serve descrivere ciò? I loro sospiri, il piacere di lei che si manifesta con piccoli gridolini; "sii dai ancora ancora più forte uhmmm" Io sto male e lei sta bene...è questo che conta cercodi convincermi L'orgasmo si annuncia; "Sandro non venire dentro di me....sfilati e vieni sulla sua faccia...si mi piace l'idea!!" E' ciò che avviene, lui si sfila e sborra su di me..nessuno me lo ha ordinato ma ho la bocca aperta, lui ci viene dentro....sento che è questo ciò che devo fare. Li ripulisco.....sono senza energia...lui se ne accorge. "Cinzia mi faccio una doccia e me ne vado altrimenti arrivo tardi al lavoro" "schiavo accompagna il padrone" "No Cinzia, lascialo riposare, è stato bravo, ti deve amare molto, anzi se posso darti un consiglio consolalo un pò" lei capisce, non vedendomi non può rendersi conto dello stato pietoso in cui mi trovo, mi accarezza il viso con un piede; "hai sofferto molto cagnolino?" "Si Padrona ma non importa, sei tu la priorità della mia vita" Lei sorride, continua a carezzarmi il viso con un piede, lo strofina, io lecco, Sandro si fa la doccia, probabilmente fa anche dell'altro prima, torna nella stanza, comincia a rivestirsi, mentre lo fa parla con la mia Padrona: "Cinzia sei stata davvero magnifica, al di là di ogni aspettativa. Tuttavia mi sento di darti qualche consiglio; Posso?" "Certo che si Sandro, anzi mi fa molto piacere se me lo dai" "Mai frustato il tuo schiavo vero?(lei fa cenno di no con la testa), Immaginavo; ti è mai capitato di tornare a casa dopo il lavoro magari infuriata per qualche motivo? O anche semplicemente stressata per per qualsiasi ragione?" "Certo che mi è capitato" "Come te la fai passare?" "Beh!...non so..aspetto che mi passi e basta" "Sbagliato!....prova a comprarti un frustino, e quando ti capita di essere nervosa o stressata, scarica la tensione sulle sue spalle, frustalo dieci venti volte...non importa quanto, ma scarica su di lui la tensione, non importa se soffre, l'importante è che tu stia bene, sei tu la cosa importante, quindi colpiscilo senza pietà vedrai come ti sentirai meglio dopo, magari poi lo coccoli facendoti leccare, proprio come fai ora" "Si...credo che lo farò, certo non abuserò perchè non mi piace picchiare senza motivo, ma se mi sento giù o nervosa lo frusterò" "C'è un altro piccolo consiglio che vorrei darti posso?" "certo dimmi Sandro" "Lui è felice quando può servirti; quindi tu da lui devi pretendere di tutto, non considerarlo un essere umano, lui sta al di sotto, molto al di sotto, ti ho insegnato che puoi fare pipì dentro la sua bocca che se lo usi in tal modo non succede nulla e mi pare di capire che ti piace molto l'idea di poterlo usare no?" "Si moltissimo Sandro" "Bene, allora se ne hai voglia spingiti oltre" "vuoi dire.............?" "Si è giusto! Tu devi possederlo totalmente...immagina mentre stai defecando lui sta dietro le tue natiche e te le bacia, poi quando finisci, ti alzi, ti pieghi e gli porgi il culo da pulire, come se ciò fosse naturale, mentre lui ti pulirà tu ti sentirai appagata, sentirai la sua lingua nel culo e penserai che è giusto così, che è quello il suo posto e ti compiacerai di te stessa" "Succede che si combina un bel casino, nel senso che rimane molta puzza, ma comunque non ti consiglio di fargliela mangiare perchè potrebbe crearti dei problemi, ma certo ogni tanto lo sfizio passatelo pure, in effetti è bellissimo poterlo fare, io l'ho fatto tre sole volte, magari la quarta sarà quando ci vedremo la prossima volta; perchè ci vedremo ancora no?" "Si, si la prossima volta lo faremo insieme, e mentre lo faremo ci baceremo; se vorrai ci vedremo ogni qualvolta verrai a Milano per lavoro" "Allora ogni tre mesi" Si salutano con un bacio, poi lui si siede per un attimo sul mio viso e mi saluta mentre è seduto: "ciao schiavo alla prossima" Finalmente se n'è andato. La Padrona prende i suoi consigli alla lettera, da quella mattina ha preteso una certa pulizia, qualche giorno dopo siamo andati a comprare un frustino al sex shop. Lo ha provato su di me la stessa sera, senza rabbia però, quindi mi faceva male ma non troppo. Invece altro volte, quando era nervosa, ha funzionato come diceva Sandro, mi colpiva con rabbia, e si rilassva così, poi la leccavo fino a farla venire. Pensavo che la storia con Sandro potesse complicarsi, invece no, si sentono ogni tanto, ma raramente, ma quando è qui a Milano prmai non prenora l'hotel viene da noi direttamente. Mi usa come lei senza problemi, sono stati di parola anche per qualla cosa. Quando è qui la mia sofferenza evidente li eccita di più, lui mi descrive a lei se stringo i denti, se mi manca il respiro, se ho gli occhi lucidi; lei si eccita di più. Dura da tre anni, credo durerà ancora tanto, lei difficilmente si priverà di me e certo non sarò io ad andarmene. sileno |
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