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L'atmosfera era inquietante.
Un ambiente, quasi rilassante e davvero soft, trasformato in un posto poco accogliente, o forse, accogliente, per taluni.
Chi aveva attrazione e interesse per un clima quasi, angosciante, non arrivava quasi mai in ritardo, ma questa era una di quelle volte.
La sua voce con una intonazione molto maschia, lo aveva preannunciato.
Servirla, era nelle sue intenzioni, per altro espletate egregiamente.
La sua presenza fisica e mentale, ne era la riprova, in questo mondo, si creavano spesso simbiosi, unioni difficilmente dissolubili, dalle quali raramente si tornava indietro.
Un cammino da perseguire su binari paralleli, lei davanti, ovviamente, lui al seguito, con un guinzaglio non solo materiale, ma anche, interiore.
Mai banale, per questo era stato scelto da lei, anche lei non banale, diversissima dalle altre donne, anche quelle come lei.
Le corde colorate, facevano buona mostra di se stesse, attorcinate ai vari ganci infissi nel soffitto, e molte candele, aumentavano il " calore " di quell' atmosfera. talvolta le caviglie erano doloranti, ma tanto valevano come pegno per un intenso incontro, gli stivali alti e attillati, ne erano la causa, producevano in lui, un risultato strabiliante: in termini di emozioni, da dividere con lei, e di intesa fisica.
Caratterialmente si identificava senza difficoltà nel suo compito, e nelle aspettative di lui, lei era cosi, e anche peggio nella vita quotidiana. Decido io, stop. Tutto questo però, la meravigliava, quando in lui produceva un risultato inatteso e mai vissuto.
L’attrazione fra loro era molto forte, anche incentivata dalle pratiche che vivevano insieme, pertanto il sesso, non era escluso, come dovrebbe avvenire in un rapporto SM, anche soft, come il loro.
Lui riusciva a servirla anche in questo, concludere il rapporto fisico a comando. strabiliante, visto anche la sua non più giovanissima età.
Lui entrò e tentò di baciarla, ma non aveva ancora ricevuto nessun ordine. che glielo permettesse, pertanto, lei, facendoglielo notare, voltò la testa altrove.
Un uomo bellissimo, un odore gradevole, una voce virile, come il suo modo dì abbracciarla, o di darle una intensa emozione, sia fisica che mentale.
Si erano trovati casualmente, con un metodo molto moderno e tecnologico, parlando di SM su una chat sadomaso, ed avviandosi molto in fretta alla conoscenza personale.
Conoscendo perfettamente il suo ruolo, quello di slave, le offrì il suo corpo, e soprattutto la sua mente.
Lei lo accompagnò alle corde, dove prontamente ricevette l’ ordine di sollevarla. A lei piaceva molto "usare" la sua forza fisica, e spesso gli ordinava qualcosa che lo impegnasse così.
Lei capiva e carpiva dal suo sguardo, il bisogno irresistibile che cresceva in lui e, non bastandole, gli ordinò di stenderla a terra.
Un'eccitazione mentale, era alla base di questo rapporto, oltre che ad una notevole componente sessuale.
Ancora un altro ordine, quello di baciare gli stivali, eseguito all’ istante, e ad ogni tentativo di smettere, lo redarguiva, obbligandolo a proseguire.
Decise allora che era il momento di passare oltre ed anche se lui dava chiari segni di desiderarla fisicamente, venne bloccato, e costretto ad avvicinarsi alle corde. Lui non gradiva questa pratica, ma lei sì, e pure parecchio ...
Gli prese entrambi i polsi, privi di orologi e orpelli vari, sempre seguita dal suo sguardo, attento, e penetrante, fino all' anima. Di entrambi.
Usò vari nodi che lei conosceva, per immobilizzarlo al muro, e usarne i muscoli. E intimorirlo con la sua lunga frusta.
Lui temeva sia lei, che la sua frusta, ma ne era sinceramente e silenziosamente attratto, aveva fantasticato più volte, di sentirla sulla sua pelle e sui suoi bellissimi muscoli, ma nel contempo, ne temeva i segni.
Non era intenzione sua, di usare la frusta su di lui, anche se spesso l’avrebbe meritata, ma solo di intimidirlo e vedere tutto ciò, nei suoi occhi.
Iniziò a sfiorare il suo corpo con la frusta, senza per questo,mai usarla, ma solo per avvolgerlo, avvolgergli il torace, fortemente, orinandogli di dirle cose che la emozionassero e la gratificassero.
Lui, slave per natura, ma forte, la soddisfaceva pienamente, con parole mai banali, sempre sentite.
Lei lo apprezzava infinitamente per questa sua caratteristica era unico, come uomo, e come slave.
In questa sua " missione " ne aveva catturati parecchi, spesso più esperti e resistenti, anche alle pratiche più forti, ma quest’ uomo, tanto eccitante, era stato in grado di toccarla dentro.
Una donna di non facile raggiungimento interiore, un po' inusuale nelle sue esigenze SM.
Appeso a questo gancio, pareva inverosimilmente ancora più virile. Lei lo apprezzava per questo coraggio e certo glielo diceva. Lui ovviamente ne era lusingato, non poteva commentare se non interpellato, le rispondeva solo con il suo sguardo di apprezzamento.
Un insieme di gioia e dolore che si fondevano, per lui.
un insieme di eccitazione interiore ed emotiva, per lei.
Per entrambi si traduceva in un rapporto di dipendenza e timore.
La sua grande preferenza, è sempre stata quella di legarlo, stretto, per fargli restare i segni, altro avrebbe voluto da lui, un'evoluzione che lentamente ci sarebbe stata.
Legarlo per un ora buona, in modo totale al letto, sia mani che piedi, e anche bendarlo, renderlo, totalmente passivo, inerme, usandolo come "palestra" per le sue sperimentazioni, nodi vari, e scrivergli sulla pelle, il suo nome e quanto lui le appartenesse.
Lei avrebbe voluto fortemente tatuarlo con il suo nome, ma per questo c'era ancora tempo......
Sentirlo globalmente in suo potere, ed in questo riusciva, ed era meravigliosamente eccitante.
Spesso lasciandolo legato mani e piedi a terra, e allontanandosi, o ammanettato, e poi uscire per qualche ragione, e tornare, a sorpresa, naturalmente.
Lui non sapeva a che cosa sarebbe andato incontro ogni volta che l’avrebbe rivista, ed anche le manette spuntate all’ improvviso, lo fecero sorprendere.
Era per lui, una forte e irrinunciabile gioia questo le piaceva, oltre che baciarlo in ogni dove, mentre lui era fermo, legato ordinandogli di abbracciarla, e beandosi del suo vano tentativo di eseguire.
O eccitarlo, negandogli quanto lui avrebbe voluto e avuto in seguito, questo emozionava lei.
Lo desiderava immensamente, e nel rapporto forte che vivevano, c'era ancora questa componente, lui faceva tutto per farla stare bene, era evidente, prima si occupava di lei, sempre.
Il sesso con lui era un epilogo voluto da entrambi, e lei nuda con gli stivali alti fino alla coscia. Gli si concedeva volentieri, ancora per servirsi di lui.
Egli obbediva sempre, senza esitare, né sbagliare, nel compiere il suo dovere solo quando lei decideva, lui, si abbandonava.
E lei tra le sue braccia.
Lei lo avvolgeva con i suoi capelli, nonostante l’evidente fastidio suo, un altro piccolo pegno, per lei.
O il ghiaccio, che toccava la sua pelle all'improvviso.
Lei lo faceva solo per avere qualche altra soddisfazione, per sentire dalla sua voce, altri pensieri espressi, parole di devozione che sapeva di meritarsi e di esigere.
Il tormento era anche al di fuori di questa intimità, anche il mero piacere di dargli ordini, anche minuti, la rendeva felice, e ancor più vedendo che lui la accontentava, e irritandosi molto quando questo non accadeva.
Gli prospettava infausti incontri, dai quali certo lui non si sottraeva.
L’addio era un distacco temporaneo, doloroso, fino al successivo momento di incontrarsi.
Non ci sarebbe stato mai più, uno stacco definitivo.
Gioia e dolore hanno lo stesso significato, per entrambi.
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