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pennino della gabbia

La Conversione

di Gabrizur

              
              
              
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Marta è la mia donna, dolce e perversa... Una sera mi propone un gioco, mi lega al letto nudo dicendomi che ha una sorpresa per me, io naturalmente ci sto, anche se con un po' d'imbarazzo perché c'è una parte di lei che m'inquieta, a volte mi fa paura, come se ancora non conoscessi tutti i suoi lati nascosti.

Sono legato, lei è ancora vestita, si avvicina e comincia a baciarmi con la sensualità irresistibile che la contraddistingue. Mi prende il cazzo in mano e comincia a masturbarmi, lentamente, dolcemente. Sono eccitatissimo, ma avverto sempre uno strano senso di inquietudine, come se dovessi aspettarmi una terribile sorpresa.

Lei smette di baciarmi e mentre continua a toccarmi il pene mi fissa negli occhi, abbozzando un sorriso che è tutto un presagio; il senso di destabilizzazione che provo, misto all'eccitazione, è indescrivibile, e lei lo sa.

Suonano alla porta, "proprio adesso" penso io, ma Marta non sembra sorpresa, anzi non si alza nemmeno perché la porta non è chiusa a chiave. Io comincio ad alterarmi e il mio sguardo nei suoi confronti diventa interrogativo e inquisitorio. Entra un uomo di colore, alto 1,90, fisico statuario.

Mi si mozza il fiato, non riesco a fare domande, lui si avvicina, Marta si mette in piedi di fianco a lui e pronuncia le fatidiche parole "ti presento José, l'uomo con cui ti tradisco da mesi".

Ora immaginate la scena: io nudo legato al letto e davanti a me la donna della mia vita e il suo amante.

Sono immobile, sguardo fisso su di loro, comincio a piangere in silenzio, lei mi guarda con una freddezza omicida mista a desiderio, si avvicina al mio volto, mi lecca le lacrime con una dolcezza mai vista mentre io muoio dentro. Perché questa crudeltà indicibile?

Le urlo addosso

"Sei una stronza! ma che scherzo è questo! troia!"

Mi agito, vorrei liberarmi e fuggire, ma non posso. Marta si rivolge a quel José, lo bacia dolcemente, se lo slingua appassionatamente e intanto lo spoglia. Io continuo a gridare forsennatamente, ma non riesco a distogliere lo sguardo da quello che fanno i due porci bastardi. Ora è nudo, un fisico praticamente perfetto, tutto definito e muscoloso al punto giusto, un pene enorme.

Con voce piena di desiderio mi dice:

"Hai visto che bel cazzo che ha?" e come se non bastasse lo accarezza con le sue mani abili.

Non riesco a crederci, ho un groppo allo stomaco che mi soffoca, ormai so che questo gioco arriverà fino in fondo e non potrò farci nulla. Marta inizia a spogliarsi, con l'aiuto del porco, si baciano, si leccano, lei ha lo sguardo fisso su di me, ora è tutta nuda e bellissima come sempre, col suo fascino demoniaco.

Mora e non troppo formosa - di solito a me piacciono più in carne - ma la sua inquietante sensualità mi aveva stregato quando la conobbi.. Mentre continuo i miei lamenti me lo prende in bocca e me lo fa andare in tiro nonostante non vorrei, e contemporaneamente spompina l'altro. Ha una passione con la bocca e la lingua che farebbe impazzire chiunque.

"Dai, ciucciaglielo anche tu..." - esce questa frase dalle splendide labbra della mia lei, con un tono basso, sussurrato, un sussurro in cui dolcezza e crudeltà sono perfettamente combinate, guardandomi dritta negli occhi. Prende il supercazzo del nero e me lo infila in bocca, sapevo di essere in suo potere, l'ho sempre saputo dalla prima volta che abbiamo fatto l'amore due anni fa, ma non in maniera così totale. E allora, quando arrivi in fondo, e ti rendi conto di aver perso ogni dignità riguardo alla tua identità sessuale, scopri che tutto questo ti piace, e ti fa soffrire allo stesso tempo, insomma meglio schiavo frocio di Marta che senza Marta, e lei lo sa.

Marta, la mia Padrona, la mia Mistress!!

Comincio a ciucciare con dolcezza, mi piace il suo sapore, a Marta brillano gli occhi vedendomi in questo stato.

"Bravo frocetto"- mi sussurra.

Mi slega, perché sa che ormai la mia totale conversione è compiuta, sprofondato nell'universo dei cuckold, ora non fuggirò più e sarò PER SEMPRE SUO.