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Dopo assidue ricerche
la trovai... era come la immaginavo, come la sognavo... esposta, prostrata...
come in un mercato di schiave... i suoi lunghi capelli le coprivano
il seno celato solo da poveri veli... la fissai finché alzò
il suo sguardo su di me... uno sguardo dolce, umile... ingenuo.
Capii subito il suo stato, lei era come me... schiava.
Rividi me stessa molto tempo prima... non voleva altro che sentirsi
appartenere... rifugiarsi in un angolo per molti oscuro, ma per lei
pieno di luce e calore... le tesi una mano e la feci alzare. Mi guardava
con una sorta di curiosità e speranza come se mi stesse aspettando
da tanto tempo.
La rassicurai abbracciandola... “ora sei al sicuro penserò
io a te... vuoi?”
I suoi occhi brillavano ed annuì col capo senza profferir parola
e senza indugiare mi porse i suoi polsi uniti in segno di sottomissione.
“Da ora sei mia”
Era quasi notte... la luna piena rifletteva sui campi coperti del primo
ghiaccio creando una luce argentea... le sue guance e il suo naso erano
arrossati dal freddo... appena entrate in casa vide il caminetto acceso,
il suo animo si scaldò... vidi il suo viso il illuminarsi...
era a casa...
Le preparai un bagno caldo profumato con oli alla verbena e bergamotto,
petali di rose essiccati e latte.
Guardava ogni mio movimento inginocchiata in un angolo della sala da
bagno illuminata da candele, mentre preparavo un sapone con panna, miele
e fiori di lavanda. Probabilmente si chiedeva se tutto questo fosse
proprio per lei sentendosi totalmente indegna di tante attenzioni.
La spogliai e la feci immergere nell'acqua e di seguito mi spogliai
e entrai con lei nella vasca da bagno. Da subito guardò con occhi
languidi i segni che solcavano lievemente il mio corpo... sorridendo
le dissi “sono bellissimi vero... guarda, ti
mostro un regalo del mio Padrone”
Feci scivolare la mia mano lungo i fianchi e le mostrai il piccolo lucchetto
in platino che serrava le mie grandi labbra... .mi guardò spalancando
gli occhi scuri emettendo un sussulto.
“E’ splendido - disse - lo vorrei tanto anche io”
“ E’ un premio – risposi - lo devi meritare”.
Mentre le accarezzavo la pelle con il sapone colmai ogni sua curiosità.
Doveva sapere che lei non era per me, io ero solo un passaggio per lei,
un tramite... luna tutrice... lei era il mio dono per Lui.
L'avrei educata, plasmata… dovevo avere la sua anima... come Lui
molto tempo prima prese la mia.
Uscite dall'acqua l'asciugai con un telo di lino, dal viso ai piedi
e le ordinai di inginocchiarsi... presi da un cassetto un nastrino di
seta
nero, glielo misi al collo legandolo dietro la nuca con tre nodi,
dicendole che non avrebbe mai dovuto toglierlo per nessun motivo.
Lei capì che era un chiaro simbolo di possessione e ne fu felice...
lo sfiorò
con le dita... mi guardò negli occhi e disse... “grazie
infinitamente...
sono tua, ti prego insegnami, farò tutto ciò che vuoi”
Finalmente non era più libera... non desiderava altro... la capivo...
oh come la
capivo... il mio stesso disperato bisogno di appartenere di non possedere
più nulla di sè... né corpo, né anima.
Le feci mettere una camicia bianca e la portai nella sua stanza...
era molto stanca e il bagno... le mie parole l'avevano rilassata,
rassicurata.
Messa a letto e le rimboccai le coperte come fosse una bambina... si,
doveva ricominciare una nuova vita... annullare tutto e ricominciare...
doveva tornare bambina... tutte le schiave lo sono se si annullano al
proprio Padrone.
Le dissi... “qui sarai coccolata, amata... educata... anche severamente
punita se occorre... non dovrai più pensare, io penserò
a te, domani ti verranno impartiti i tuoi compiti quotidiani.. dovrai
imparare a servire... diventerai una schiava bellissima, raffinata,
elegante... estremamente umile e devota... e quando sarai pronta...
ti porterò da Lui.”
Mi guardava con ammirazione... sentiva tutta la mia prosternazione per
quell'unico Uomo al mondo a cui è data la mia esistenza... e
ora anche la sua.
Una lacrima le solcò il viso dalla felicità.
“Ti prego non lasciarmi mai sola, tienimi con te... voglio perdermi...
dimenticare il passato ed essere finalmente felice... soffrirò
ancora?”
Sorrisi benevola... le baciai le labbra... la sofferenza... io ho imparato
a trasformarla in piacere se è Lui a darmela... ogni Suo dono
è sacro... ora siamo legate dallo stesso nastro di seta, felicemente
imprigionate nella stessa torre... in eterna attesa... sacra sottomissione
e totale adorazione... perse nell'oblio di un piacere mai sopito...
amore, estasi... pace, dolore... nirvana... questo è ciò
che avrai da Lui e per questo vivrai in eterno con me... per Lui...
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