La trasformazione di Leslie (4)
di Nan Gilbert - Traduzione di Flavia trav

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La mattina successiva, Leslie fu accompagnato a casa di sua zia, la sua testa era ancora stordita per l'ondata di piaceri della notte precedente.
Quando sua zia gli domandò se si fosse divertito il giorno prima, Leslie arrossì timidamente e guardò il pavimento.
Sua zia e Marie si scambiarono un occhiata di consenso.
Il loro piano, con l'aiuto e l'incoraggiamento di Alice e di sua madre, stava proseguendo perfettamente.
L' idea era semplice associare nella mente di Leslie il vestire in abiti femminili con sensazioni estremamente piacevoli in modo da non fargli mai più desiderare di vestire ancora come un ragazzo.
Il punto seguente sarebbe stato iscriverlo in una scuola per ragazze in modo da non dover più indossare i vestiti da ragazzo.
Quando la zia annunciò che l'avrebbe iscritto in una scuola femminile, Leslie la supplicò di non fargli questo.
Nonostante ormai godesse nel vestire così finemente con le sete ed i merletti dei suoi nuovi abiti, non era ancora preparato a sacrificare completamente la sua parte maschile - i suoi compagni di scuola, le sue attività sportive e tutto il resto.
Ma il destino di Leslie era ormai deciso e il fatidico lunedì arrivò troppo velocemente per tutti quanti - il giorno che doveva entrare nella scuola per ragazze della signorina Staylace.
Marie lo aveva svegliato presto quella mattina e lo fece immergere in una vasca di acqua calda e profumata.
Quando emerse, l'asciugò e gli spolverò il corpo con del talco fragrante, poi gli fece indossare l'uniforme della scuola.
Un maglione blu scuro con un gonnellino plissettato coordinato e sotto una camicetta bianca, mutandine e sottogonne.
Lui era perso nei suoi pensieri.
Come poteva affrontare mai le sue nuove compagne?
Certamente avrebbero scoperto presto che era un ragazzo in gonnella!
Gli era stato detto che c'erano altri ragazzi come lui in quell'istituto ma come riconoscerli.
Almeno potesse far amicizia con qualcuno di essi?
Dopo aver sudato con la vestizione e il trucco di Leslie, Marie lo condusse al piano di sotto per il controllo di sua zia.
Un sorriso soddisfatto illuminò il suo viso mentre controllava il suo abbigliamento e notando la perfetta trasformazione che era stata effettuata.
Gli chiese di camminare su e giù per la stanza per studiare bene i suoi movimenti e consigliargli eventuali miglioramenti al suo passo o al suo portamento.
Allora, come di consueto, gli ordinò di alzare le sue gonne in modo che potesse controllare la sua lingerie per controllare se vi fossero dei segni rivelatori della sua mascolinità.
Finalmente, quando fu soddisfatta ordinò a Marie di accompagnarla a scuola.
Saliti sul taxi il tassista gli dette una rapida occhiata, quindi si voltò.
Leslie fu incoraggiato dal fatto che aveva superato anche questo controllo e si lasciò affondare nella poltrona del taxi cercando di prepararsi alla prova che lo attendeva.
Leslie e Marie salirono le scale della scuola e superarono l'austero portone, il suo cuore stava martellando furiosamente.


CAPITOLO V

Fu accompagnata per un lungo corridoio superando un gruppo di ragazze che chiacchieravano allegramente vestite esattamente come lui.
Annuirono col capo verso lui, dandogli il benvenuto con uno spontaneo "ciao" o "salve" per tornare poi alla loro conversazione.
Alla fine del corridoio, vi era l'ufficio riservato alla direttrice.
Marie, dopo averlo fatto entrare, lo lasciò e tornò a casa.
Facendo un respiro profondo, Leslie fece un inchino come le aveva insegnato sua zia.
La signorina Staylace rimase affascinata e lo accolse con un sorriso.
"Sono molto contenta di averti qui nella mia scuola, Leslie!" disse, facendogli segno di sedersi.
"Siediti."
"Allora hai letto le regole della scuola -gli chiese- "i buoni voti nelle varie materie sono di importanza fondamentale ogni mancanza sarà punita con delle bacchettate... Avrete sempre un comportamento adeguato da perfetta signora ... Non dovrete mai gridare, correre o saltare, non saranno tollerati... Durante l'intervallo, vi unirete alle altre ragazze nel campo da giuoco..."
Continuò senza sosta, fino a che Leslie non si sentì quasi scoppiare.
Finalmente, concluse la sua spiegazione, e alzandosi dalla sedia gli disse "adesso seguitemi, Leslie, vi mostrerò la vostra aula e vi presenterò alla signorina Natalie, la vostra insegnante."
Stordito e sul punto di lasciarsi prendere dal panico e di scappare, Leslie seguì la signorina Staylace giù per il corridoio.
I toni striduli delle voci delle ragazze si sentivano attraverso le porte quando passavano vicino.
Infine arrivò all'ingresso di una classe e aprì la porta.
Si udì un rumore di fruscianti sottogonne quando tutte le alunne si alzarono velocemente in piedi.
Si sentì subito osservato da tutti quegli occhi curiosi.
Come avrebbe desiderato voltarsi e fuggire!
Una donna giovane e graziosa si alzò dalla cattedra e si avviò verso di loro per accoglierli.
Sorrideva allegramente nel dargli il benvenuto contribuendo così a smorzare un po' la tensione di Leslie che ormai aveva i nervi a fior di pelle.
"Questa è la vostra nuova allieva, Leslie, signorina Natalie!" disse la signorina Staylace.
"Siete la benvenuta nella mia classe, signorina Leslie" disse la giovane insegnante.
Un rumore di sciocche risa soffocate avvolse la classe quando Leslie salutò la signorina Natalie con un profondo inchino.
Ma un'occhiata severa della signorina Staylace fu sufficiente a zittire le ragazze.
"Siete molto educata, signorina Leslie, ma non sarà necessario fare l'inchino" disse la signorina Natalie.
Apparve una lacrima per la mortificazione sul viso di Leslie.
Già aveva fatto la prima brutta figura davanti alle sue nuove compagne di classe.
Quando la signorina Staylace uscì dalla stanza, Leslie desiderò seguirla, ma soppresse questo impulso e rimase in piedi, attendendo le istruzioni della signorina Natalie.
"Vediamo..." pensò, scrutando casualmente la classe.
"Sì, c'è una sedia libera accanto la signorina Janie."
Si guardò attorno per capire chi era la persona che le era stato indicato, lei, nel frattempo, si alzò per agevolare Leslie nell'individuarla.
"Quello sarà il vostro posto. Andate a sedervi adesso prego!" Leslie, mantenendo fissi gli occhi sul pavimento, raggiunse il suo banco e si sedette, mentre tutti gli occhi erano su lui.
Quindi la Signorina Natalie continuò alla lezione.
"Ciao, Leslie! " bisbiglio Janie, sfiorandola con la sua mano.
"Ciao" le rispose bisbigliando ma senza entusiasmo a sua volta Leslie.
Improvvisamente la signorina Natalie interruppe bruscamente la sua spiegazione: "signorina Janie, sapete che non è permesso bisbigliare durante la lezione. La prego di smettere subito!"
"Mi scusi, signorina Natalie, " rispose umilmente Janie.
"Molto bene, veda di ricordarselo, o dovrò segnalarlo alla signorina Staylace per farla punire."
I pensieri di Leslie furono allontanati dalla lezione e rimase seduto in silenzio durante il resto della lezione.
Finalmente, suonò la campanella e le ragazze cominciarono a chiacchierare.
Si trovò circondato dalle ragazze che gli domandavano da dove veniva dove viveva, se aveva o meno pretendenti e se lei fosse stata fidanzata.
Quest'ultimo argomento fece arrossire Leslie e le ragazze notandolo cominciarono a ridere scioccamente del suo imbarazzo.
Così cominciò a dare le risposte timidamente, a voce bassa, generando commenti del tipo "non essere timida dai", "dai, il primo giorno ero timida anche io!"
Questo ultimo proveniva da Janie che cominciò a difenderla dimostrandosi subito sua amica.
E Lesile gli porse la sua mano stringendogliela affezionatamente per riconoscimento.
La conversazione finì infine quando suonò nuovamente la campanella per indicare il nuovo inizio delle lezioni.
Durante il periodo di ricreazione, Leslie rimase vicino alla nuova amica Janie.
Mentre passeggiavano nel cortile della scuola, si rallegrava nel vedere che le altre ragazze gli prestavano scarsa o nessuna attenzione.
Alcune erano alzate in piccoli gruppi, chiacchierando, mentre altre passeggiavano in coppia come stavano facendo lui e Janie.
Alle sue orecchie arrivavano commenti del tipo "il mio nuovo vestito è troppo dolce per descrivertelo. Aspetta fino a sabato sera per vederlo. Voglio essere la più ammirata!"
Altre ragazze discutevano dei ragazzi che erano venuti alla festa il sabato precedente.
A quanto pare queste feste erano le occasioni più felici della settimana, dato che offrivano un mucchio di argomenti per le conversazioni delle ragazze.
Janie guardò Leslie con un sorriso e gli chiese se fosse venuta alla festa, anche se era nella scuola da appena un giorno.
"Non so" rispose Leslie, "ma chiederò il permesso a mia zia."
Janie dette una rapida occhiata a Leslie, la sua fronte si corrugò leggermente perplessa.
Allora le disse, "ti presenterò a tutti i ragazzi più carini."
La fine della ricreazione bloccò la reazione negativa di Leslie all'offerta di Janie e non prese più l'argomento mentre, mano nella mano, si avviarono insieme nella sala da pranzo per il pasto.
Si sedettero vicino nella stessa tavola, dove consumarono il pasto.
Leslie furtivamente scrutava il resto della sala per vedere se poteva scoprire fra le compagne qualcuno dei ragazzi in gonnella nella sua stessa condizione.
Tutte le allieve sembravano avere caratteristiche e maniere abbastanza femminili, anche se le braccia ed i polsi di uno o due di esse sembravano forse troppo spesse per delle vere ragazze.
Se soltanto osasse chiedere a Janie!
Scacciò rapidamente quel pensiero dalla sua mente, ogni domanda di quella natura avrebbe destato i sospetti di lei.
Ad ogni modo, potrebbe chiedere a Janie quali siano i suoi amici migliori.
Dopo il pranzo, Janie lo lasciò solo per sbrigare una commessa.
Leslie vagò in giro sconsolato, aspettando l'inizio delle lezioni.
Una delle ragazze che Leslie sospettava essere un ragazzo vestito si avvicinò e gli bisbigliò, "Ti ho notata mi fissavi con insistenza durante il pranzo. Perché?"
"Veramente non avevo intenzione di essere scortese" rispose Leslie frettolosamente.
"Scusami."
Quindi avvicinandosi ancora di più gli sussurrò nel suo orecchio: "sai, dicono che ci sono quattro ragazzi qui alla scuola vestiti come ragazze!" guardando attentamente la reazione di Leslie.
"mi stai prendendo in giro vero?" disse recitando.
"Oh no! Ci sono realmente dei ragazzo-ragazze qui!"
"Ma... ma..." Leslie balbettò confusamente, domandandosi se avesse fatto qualcosa per tradirsi e dare modo alla ragazza di pensare che lui fosse un ragazzo."
Il pensiero lo innervosiva.
Le parole seguenti della ragazza lo tramortirono: "penso che tu sia una di loro."
"Non essere sciocca! " si affrettò Leslie a replicare. "non lo sono!"
Sperando di convincerla.
"Io continuo a pensarlo!" dichiarò la ragazza, avvicinandosi a lui.
Leslie la seguiva con gli occhi, il suo cuore gli batteva violentemente per il terrore.
Perché scelse lui per fargli questa accusa? si domandò.
Per aumentare la sua costernazione, bastò vedere la ragazza conversare intensamente con una compagna - un altro di quelli che aveva sospettato - ed il modo con cui continuavano a guardarlo e i loro risolini aumentarono il suo terrore.
Emise un sospiro di sollievo quando sentì squillare la campanella dell'intervallo e si affrettò ad andare in aula.
La lezione era appena iniziata quando entrò una ragazza e passò una nota alla signorina Natalie.
La lesse e fece cenno alla ragazza che poteva andare.
"Signorina Leslie, venga alla cattedra prego!" ordinò.
Con i nervi tesi, Leslie camminò fino alla cattedra.
"La signorina Staylace desidera vederla immediatamente nel suo ufficio!" annunciò, aggiungendo: "potete andare ... e vi prego di non bighellonare poi ...!"
Leslie dovette controllarsi per non inciampare mentre usciva dalla classe.
Il suo cuore batteva all'impazzata quando bussò delicatamente sulla porta della signorina Staylace.
"Entrate!"
"Desiderate vedermi, signorina Staylace?" bisbigliò umilmente, mantenendo la testa abbassata.
"Sì, Leslie, venite qui vi prego!"
Facendo un gesto con la sua mano indicando un punto vicino alla sua scrivania.
"Siete contenta del vostro primo giorno qui, Leslie?" domandò, guardando la sua faccia molto attentamente.
"Sì, Signorina Staylace!" balbettò.
"Sono contenta di sentirlo. Penso che conveniate che vostra zia ha preso una decisione molto saggia. Sono certa che le precauzioni prese per nascondere la vostra natura siano efficaci"
"Sì, signora, suppongo di si" disse.
"Desidererei verificare" disse.
"Alzare le vostre gonne, prego."
"Oh, devo?" bisbigliò vergognandosi.
"Subito!" il suo tono era tale che Leslie si precipitò a sollevare le balze delle sue gonne.
Così tirò le soffici gonne pieghettate fino a far vedere le sue sottogonne, la signorina Staylace fece un gesto con impazienza indicando di far cadere le sottogonne e Leslie sciogliendo i lacci ubbidì permettendo alle stesse di scivolare sul al pavimento.
Una volta fatto questo, la signorina Staylace si avvicinò e infilò le dita sotto la cintura delle sue mutandine ricamate e le tirò giù fino alle caviglie.
"bene, dichiaro. Ingegnoso! Uno non sospetterebbe mai!" esclamò tirandoglielo fuori.
Per alcuni miniti la signorina Staylace lo strinse al suo corpo caldo, accarezzandogli i suoi seni con una mano e stringendo ancora il suo prigioniero nell'altra.
Leslie stava quasi perdendo i sensi estasiato.
Finalmente lo lasciò ordinandogli di risistemare i suoi vestiti.
"Rimarrà il nostro piccolo segreto, caro?" chiese con un tono sinistro.
"Sì, Signora!"
"Presumo che vi siate domandato se siete l'unica ragazzo-ragazze nel nostro collegio?" domandò.
"Sì, signorina Staylace!" rispose con le guance ancora ardenti.
"bene, dubito che abbiate scoperto qualcuno, ve lo dirò io. Guardate... là c'è Frances, Mildred, Janie e Judy"
"Janie!" Leslie esclamò senza pensare.
"Perché. La conosci già, Leslie?"
Leslie esitò e quindi rispose con un tono schivo: "sì, signorina Staylace, è la mia compagna di banco."
Pensava a com'era stato piacevole l'incontro con Janie quella mattina.
Dopo di che la signorina Staylace lo lasciò libero, e lui tornò in classe, perso nei suoi pensieri.
Così Janie era un ragazzo come lui.
Non avrebbe mai pensato che fosse possibile.
Forse avrebbe dovuto insospettirsi per come era stato gentile con lui.
Oh, bene. Era piacevole avere almeno un amico simpatico a scuola.


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