"Taci e godi!"- Dalle profondità del suo cuore, guardava ora l'oggetto a cui stava per regalare tutta la sua furia, che si prestava a rendere immortale nel suo ricordo, facendole sfiorare il bordo dell'abisso, incarnata creatura del Godimento Estremo, schiava di un folle, folle di desiderio di raggiungere quei limiti che soli ormai fanno rabbrividire.
"Taci e godi!"- urla più forte il Padrone, e l'oggetto sente appena, costretta com'è, chiusa, legata, serrata, ma forse il dolore saprà urlare più forte.
E' come se il loro Amore si fosse fatto gesto e il gesto sopraffazione, annullamento totale e totale abbandono al Padrone Assoluto.
Vorrebbe, l'oggetto, la schiava, la cagna, vorrebbe porsi ancor più totalmente sotto il controllo dell'amanto, sogna che Egli le regali la sottomissione totale, il non pensiero, il diventare cosa per Lui.
"Taci e godi!"- Ripete il Padrone alla serva, e un fremito passa in entrambi, sanno bene, infatti, che sta accadendo ciò che hanno sognato: spingersi oltre i limiti, ammutinarsi alla coscenza e alla ragione, sprofondarsi nelle tenebre perenni in cui soggiornano i fantasmi più feroci: sangue, morte, annullamento; tenebre di follia cupa, esperienze di diventar tutt'uno con l'oggetto delle proprie brame, e, proprio per questo, riuniti finalmente.
"Taci e godi!"- strumenti affilati entrano nel corpo immobilizzato dell'oggetto, un dolore cieco sta per cancellarne l'identità per sempre, e terrore puro, e godimento puro, come insopprimibili essenze dell'esperienza umana, accompagnano la vittima nella discesa agl'infernali paradisi perduti.
"Taci e godi!"- mentre nel corpo, caldo, vivo, tremante, si infilano uncini aghi, chiodi, trafigge il dolore anche la mente, ma è desiderio voluto, cercato, ogni piccolo istante è prezioso, è una dedica d'Amore infinito.
"Taci e godi!"- le urla sono strozzate da una sorta di bavaglio che lei ora è felice di poter mordere, che vorrebbe le riempisse ancor più la bocca, giù fino al fondo, a penetrarle la gola, allargata e chiusa sin quasi a soffocare.
"Taci e godi!"- e la schiava di tanto Padrone, vorrebbe ancora poter dargli di più, offrirsi ancor più alle sevizie, divenire puro strumento di piacere per Lui, ma già la mente le vacilla per il dolore inumano della tortura che subisce, che desidera protrarre in eterno.
"Taci e godi!"- e vuole vedere dove potrà spingersi la schiava sotto le sue mani da boia, vuole farle raggiungere il bordo e sogna di farla rimanere così, in equilibrio, per sempre, e gode di questo pensiero, e intensifica la tortura, già estrema.
"Taci e godi!"- tanto non ci sarà domani, pensano entrambi, non si torna da luoghi tanto oscuri, ma ci si abbandona, ci si lascia l'anima.
Chiusi nel loro splendido incanto, non più attendendo l'alba, ma soddisfatti
del loro sconosciuto crepuscolo, automi, stanno senza più nulla volere, senza nulla più da chiedere:
"Taci e godi!".