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| Ti aspetto.. scrivimi .. dimmi cosa ne pensi, se ti e' piaciuta, come continueresti .. se ti riconosci in quello che scrivo probabilmente hai bisogno di me .. |
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Per favore.. mi diceva cosi' quando voleva darmi un ordine.. e lo faceva con un tono suadente, deciso anche se apparentemente gentile, delicato, comunque indiscutibile nella sua perentoria fermezza.. sapevo di appartenergli.. la coscienza della mia dipendenza assoluta da ogni sua fantasia mi rendeva nello stesso tempo ansiosa e incredibilmente serena.. pronta ad offrirmi a lui come una vittima sacrificale.. priva del libero arbitrio.. legata per sempre alla sua volonta'.. la volonta' del mio signore.. del demone custode del mio inferno personale.. per favore.. e quelle due semplici parole erano infinitamente piu' dure e pesanti di mille catene.. impossibile reagire.. impossibile opporsi.. impossibile persino indugiare o trovare delle scuse.. la mia mente era la sua mente in quel momento.. desideravo le punizioni che mi avrebbe inflitto.. sentivo le sue mani plagiarmi come una statua di creta.. lui era artista ed io opera d'arte.. risuonava nella mia anima la sua ispirata passione.. era come in trance quando creava.. e creava in me.. questo fatto mi rendeva superbamente orgogliosa di appartenergli.. in quei momenti non avrei potuto oppormi in alcun modo.. avrei accettato di tuffarmi nel fuoco se me lo avesse chiesto.. per favore.. usava sempre questa formula che ormai era diventata per me ragione di vita.. ogni volta ero paralizzata dal terrore di cio' che avrebbe potuto chiedermi.. da cio' che avrei potuto concedergli.. era come una droga.. era necessario per entrambe prenderne a dosi sempre piu' forti per non morire dentro.. una spirale inarrestabile.. perdersi nel baratro senza neppure il desiderio di salvarsi.. tutto era cominciato come per gioco una sera a casa di amici, durante una festa.. lui si muoveva tra le persone con un ritmo diverso, rallentato.. come se le miserie del mondo non lo riguardassero.. refrattario ai problemi ed ai bisogni meschini della gente comune.. trattava le persone con affabile indifferenza.. la sua anima era altrove in quel momento.. alla ricerca di qualcosa.. nessuno ci aveva ancora presentati.. lui sembrava non fare molto caso a me.. poi improvvisamente mi aveva avvicinato.. vieni.. qui non si respira.. mi aveva presa per mano e condotta in giardino.. avevo afferrato la sua mano come da piccola afferravo quella di mio padre per attraversare la strada.. con fiducia.. sentivo la sua forza.. la mia indecisione aveva subito trovato rifugio nella sua volonta'.. non so perche' non mi ero ribellata.. in fondo era un estraneo.. forse era colpa della mia educazione antica.. mi avevano insegnato ad avere rispetto per il potere.. avevano educato una schiava perfetta, insomma.. perfetta per la vita di tutti i giorni.. per il mondo del lavoro.. genuflessa davanti alle gerarchie.. un perfetto mattone nel muro.. tutti i giorni in ufficio fino a tardi.. interi week end passati a preparare presentazioni per il lunedi' mattina.. sentirsi in colpa quando c'erano problemi.. come se fosse sempre solo colpa mia.. il senso di colpa.. questo era un compagno fisso nella mia vita.. accettavo che gli altri mi manipolassero a loro piacere.. bastava che mi mettessero in soggezione ed ero cera liquida nelle loro mani.. colpa forse dei miei genitori.. gente umile, di campagna.. venuti in citta' negli anni cinquanta per lavoro e sempre zerbini zelanti di fronte agli yuppies in giacca e cravatta.. quanto odiavo queste persone stupide e finte.. quella sera pero' non era stato il senso di colpa a condurmi per mano con quello sconosciuto.. per un attimo accanto a lui mi ero sentita libera.. e lo avevo seguito spontaneamente.. anch'io stavo pensando ad altro quando mi aveva avvicinata.. dovevo apparire distratta e un po' persa.. forse era anche colpa degli occhiali che portavo.. non sopporto le lentine.. alla festa conoscevo solo la coppia che la organizzava.. ma loro erano troppo impegnati ed ero rimasta su una poltrona bevendo un alexander.. eravamo rimasti in gardino per un po'.. mi aveva raccontato di alcuni viaggi che aveva fatto e delle citta' he aveva amato.. era affascinato dai grandi porti sull'oceano.. dai viaggi.. dalle avventure.. mi sentivo rapita dalle sue parole.. ad un tratto come in una favola pronuncio' la formula magica.. per favore.. non avrei potuto rifiutare neanche se avessi voluto farlo.. mi sentivo stretta nell'abbraccio forte di una tempesta.. e avevo una gran voglia di lasciarmi andare.. mi chiese di chiudere gli occhi e lo feci senza esitare.. subito ero stata trasportata in un'altra dimensione.. lontana dal mio passato .. e senza futuro.. un attimo infinito in cui me stessa si dissolveva nel nulla.. sentivo le voci lontane dalla casa che mi richiamavano come le sirene di ulisse.. ma erano lontane e mi provocavano solo un leggero torpore.. un oblio lieve che profumava d'assenzio.. si muoveva lieve attorno a me.. mi scrutava.. mi sfiorava con le dita delicate.. il viso.. lo esplorava.. cercava di apprenderne ogni singolo particolare.. di creare un calco della mia figura.. come un artista che studi la sua modella.. ad un tratto mi afferro' con decisione il polso.. mi sentivo completamente immobilizzata anche se la sua stretta ere gentile e impalpabile.. aveva incatenato la mia anima alla sua.. lo sentii spezzare un rametto da un albero vicino.. guido' le mie mani dietro la schiena.. reggevo la gonna sollevata adesso.. le gambe scoperte nel caldo vento estivo.. mi accarezzo' con dolcezza i glutei sussurranto ancora: per favore.. resta immobile.. attese ancora un attimo per osservare il mio corpo in attesa come quello di una giovane indifesa cerbiatta.. ero pronta a fare tutto cio' che mi avesse chiesto.. quando arrivo' il primo colpo mi colse quasi di sorpresa.. ero come ipnotizzata dall'atmosfera e stavo sognando di fare l'amore con lui.. aveva atteso il momento esatto in cui mi sarei completamente abbandonata con infinita pazienza.. e mi aveva colto come si coglie sul fatto una bimba che ruba le caramelle.. lanciai un leggero grido soffocato.. piu' per la sorpresa che per il dolore.. subito sentii che il ramo leggero e flessibile aveva lasciato la sua impronta sul mio corpo.. quasi un marchio leggero.. era una sensazione che in parte conoscevo.. le rare volte che mi ero ribellata al volere di mio padre.. ricordo il suo sguardo rassegnato e severo prima della punizione.. slacciava la cintura.. mi alzava la gonna e mi colpiva sul sedere nudo.. lentamente.. perche' capissi che ci sono regole che non possono essere violate.. e nel frattempo me le spiegava con voce calma e paziente.. deluso dal mio comportamento.. mi sentivo in colpa ed ero felice di potermi liberare da quel peso esorcizzandolo tramite il rito della fustigazione.. poi mi mandava a letto senza cena.. ricordo che mi sentivo protetta, custodita dalle sue punizioni.. i segni del suo amore sul mio corpo.. ne sentivo il bisogno come dell'aria il nuotatore che riemerge.. poi a letto sotto le coperte mi leccavo le ferite.. passavo le dita nei segni lasciati dalla cinghia per ricordare e capire.. mi aveva insegnato molto mio padre.. sopporta in silenzio, per favore.. viaggiando nei ricordi mi ero persa e lui mi riafferrava con dolcezza e decisione e mi riportava a quel sogno ad occhi aperti.. il primo colpo era stato leggero.. poi l'intensita' comincio' a salire gradualmente.. un colpo dopo l'altro.. ma adesso ero pronta ad accettarli.. mentre mi colpiva mi parlava piano.. mi sussurrava all'orecchio come se raccontasse una storia attorno al camino, d'inverno.. devi purificarti attraverso la sofferenza.. devo liberarti dalle catene che legano la tua anima alle piccolezze della vita quotidiana.. non sei ancora capace di volare da sola.. i suoi colpi seguivano il ritmo delle sue parole.. lasciavano segni leggeri sulle mie gambe che bruciavano e mi provocavano lievi scosse di dolore e piacere.. continuo' a segnarmi per alcuni minuti.. quando si accorse che mi ero eccitata e che stavo per arrendermi e gridare di dolore si fermo' e mi diede un bacio.. allora mi abbandonai a piangere tra le sue braccia.. mi sentivo protetta e totalmente nelle sue mani.. ero tornata bambina e mi sentivo libera come non lo ero mai stata.. la liberta' di non dovere prendere decisioni.. di non avere responsabilita'.. di sfuggire ai sensi di colpa.. di espiare attraverso il dolore le proprie colpe.. le punizioni corporali sono nulla in confronto alle sofferenze dell'anima.. mi prese ancora per mano e mi condusse con se.. salimmo in macchina e ci recammo nella sua villa fuori citta'.. un casolare isolato.. perso nella campagna.. eravamo completamente soli in un posto lontano da tutto.. dovevo essere impazzita.. avrebbe potuto farmi a pezzi e buttarmi in un cassonetto e nessuno lo avrebbe scoperto.. in fondo cosa sapevo di lui? neppure il suo nome.. cominciavo a farmi prendere dal panico quando udii due parole.. per favore.. devo metterti alla prova prima di accettarti come oggetto di mia proprieta': scendi dalla macchina e spogliati completamente davanti ai fari.. metti tutto in questa cesta e consegnamela.. riavrai le tue cose lunedi' mattina.. arresto' la macchina ed io scesi meccanicamente.. eravamo in aperta campagna.. avevo voglia di fuggire ma i suoi occhi che non vedevo mi incatenavano a lui in maniera indissolubile.. piu' forte di mille catene.. mi spogliai incerta ma con un portamento dignitoso.. cominciavo ad avere davvero paura.. era come se stessi consegnando un pugnale nelle mani del mio carnefice.. gli riconsegnai la cesta e mi fece risalire in auto.. avrei passato il week end a casa sua.. ma la mia mente era bloccata.. non volevo pensare a cosa sarebbe potuto accadermi.. arrivammo alla villa verso le due di notte.. mi prese per mano e mi condusse in un salone.. mi fece accomodare su un divano e chiuse la cesta in un armadio.. ero completamente nelle sue mani e mi sentivo intimorita.. non sapevo esattamente cosa mi sarebbe accaduto.. la mia fiducia in lui era svanita.. era quello che voleva.. pormi davanti ad un bivio.. adesso puoi scegliere.. queste sono le chiavi dell'armadio e della macchina.. le appoggio sul divano accanto a te.. e vado a farmi una doccia.. se vorrai restare sara' solo una tua decisione.. ero incapace di respirare.. la tensione mi aveva preso alla gola.. non riuscivo a muovere la mano quei pochi centimetri che mi separavano dalla mia perduta liberta'.. quelle chiavi cosi' vicine e distanti erano irraggiungibili.. sentivo scorrere l'acqua e lo immaginavo presente e questo pensiero mi paralizzava.. sentivo la sua voce.. per favore.. mi rimbalzava nel cervello e mi stordiva.. quando torno' ero ancora li seduta nella stessa posa in cui mi aveva lasciato.. le ginocchia unite e lo sguardo perso.. sapevo che mi avrebbe messo ancora alla prova quella notte.. al centro del salotto c'erano due travi di legno con dei bracciali di cuoio.. si vedeva che erano stati usati molte volte.. immaginavo quanta sofferenza fosse stata sopportata in quella stanza.. sapevo che tutto era pronto per me.. e vivevo quegli interminabili istanti come in un incubo.. mi guardo' rapidamente e mi prese brutalmente per i capelli trascinandomi fino alle travi.. mi fisso' i polsi e le caviglie ai bracciali e lo lasciai fare.. avevo perso completamente il controllo del mio corpo.. la mia anima gli apparteneva ogni istante di piu' ed io non volevo oppormi.. l'ambiente era in perfetto stile gotico.. legno e pietra.. tutto illuminato dalle torce a dal fuoco del camino.. quando fui fissata in quella posizione prese una torcia dal muro.. e comincio' ad esaminarmi da vicino.. senza parlare mi schiaffeggio' lentamente.. a lungo.. con forza misurata.. ad un tratto cominciai a singhiozzare.. sul suo volto vidi un sorriso compiaciuto.. stavo recitando esattamente la parte che mi aveva preparato.. avvicino' la torcia al mio corpo.. giusto il tempo di farmi addentare dal fuoco senza lasciare segni.. sui fianchi.. sulla schiena, all'improvviso.. tra le cosce, rapidamente.. emisi alcuni gemiti ma mi sentivo come in trance.. il dolore era forte e mordeva rapido ogni volta.. ma mi lasciava respirare giusto il tempo di riprendere il controllo per poi farmelo perdere di nuovo.. giocava con me come il gatto col topo.. si fermo' ad un tratto: avevo cominciato a sudare freddo e mi sentivo la febbre addosso.. ero debolissima.. mi ero ormai totalmente arresa al mio carnefice.. prese una frusta lunga e sottile.. sentivo i sui stivali risuonare sinistri sul legno del pavimento.. descrisse un ampio semicerchio attorno al mio corpo dolorante.. voleva che l'attesa fosse una punizione maggiore del dolore provocato dalle frustate.. ero psicologicamente instabile in quel momento.. quasi in preda ad una crisi.. pronta a piangere e supplicare.. ma ancora una volta gli sentii sussurrare alle mie spalle: per favore.. ho bisogno che tu ritrovi te stessa in questo momento, mi spiego'.. se riuscirai a superare i tuoi timori e le tue inibizioni potro' aiutarti ad essere realmente libera.. ma ce la devi fare da sola.. trovai la forza di concentrarmi e mi rimisi in piedi pronta a sopportare questa nuova prova cui il mio maestro mi sottoponeva.. le mie gambe tremavano e facevo fatica e mantenere l'equilibrio con le gambe larghe.. ero troppo stanca per attendere ancora a lungo.. il primo colpo di frusta arrivo' liberatorio.. urlai di dolore.. quasi con rabbia.. sentivo la sua energia trasferirsi in me attraverso il braccio e la frusta.. e darmi nuova forza.. altri colpi seguirono il primo.. il mio corpo cedette subito e si accascio' nuovamente penzolando dai bracciali.. sentivo i muscoli delle braccia tirare e la schiena in fiamme.. prese a colpirmi sulle cosce, di lato.. la lunga frusta di cuoio era affilata come un rasoio e tagliava la mente prima che la carne.. poi svenni ad un tratto.. quando mi svegliai mi trovavo tra le sue braccia, nel suo letto.. stava medicando le mie ferite con amore infinito.. riusciva a sfiorarmi con tale delicatezza da rendere la medicazione rilassante.. sei stata brava.. hai reagito ad anni di umiliazioni e schiavitu' mentale.. sei forte.. ammiro il tuo coraggio.. da oggi sei di mia proprieta' (quelle parole mi riempirono di orgoglio).. ti mostrero' la strada per essere felice.. e libera molto piu' di quanto tu possa mai avere desiderato.. delicatamente si accosto' a me e comincio' a baciarmi.. avevo desiderato quel momento da quando lo avevo visto la prima volta.. mi accarezzo' dolcemente i fianchi e il ventre.. poi sentii le sue labbra sfiorarmi il seno.. scendere verso il sesso e risalire.. avevo gli occhi chiusi e mi sentivo come sospesa a mezz'aria.. mi stava baciando il collo e con le mani mi apri' delicatamente le cosce.. ero madida di sudore.. sentivo il suo respiro diventare piu' pesante.. il suo corpo sul mio.. sentivo il suo sesso penetrarmi lentamente.. un istante infinito in cui il tempo perdeva di significato.. attese ancora un attimo prima di cominciare a muoversi dentro di me.. poi con ritmo lento e deciso mi guido' verso il piacere.. non gli fu difficile portarmi all'orgasmo.. ero gia' in uno stato di eccitazione continua.. le emozioni di quella notte erano state forti e avevano preso il controllo della mia mente.. anche il mio sesso sembrava vivere di vita propria.. si contraeva spasmodicamente e non aspettava altro che diventare terreno di conquista del mio padrone.. sentii il suo piacere inondarmi nello stesso momento in cui perdevo totalmente controllo e coordinazione.. mi aggrappai a lui con tutta la mia forza come se avessi paura di cadere nel vuoto e scomparire nel nulla.. continuo' ad accarezzarmi a lungo e dolcemente.. mi racconto' delle storie dei suoi viaggi in asia e mi chiese cosa avessi provato.. non riuscivo ad esprimerlo esattamente ma gli dissi che sentivo che non riuscivo piu' a concepire un solo istante della mia vita distante da lui.. d'un tratto si rabbuio'.. apri' un cassetto e tiro' fuori un saio da monaco che mi porse.. fatto con la tela con cui si fanno i sacchi.. indossalo.. e seguimi.. mi condusse giu' per le scale nella cantina, dove era pronta una cella con della paglia sparsa per terra.. questo e' il posto dove resterai segregata quando non ti usero' per il mio piacere o quando dovrai subire una punizione.. mangerai in questa ciotola e dovrai chiedere il permesso anche per andare in bagno.. e' assolutamente necessario che tu rifletta sulla tua condizione in questo luogo.. non sei ancora abbastanza forte per affrontare da sola il tuo destino.. ero assolutamente disperata.. non riuscivo a capire come dopo avere fatto l'amore con tanta delicatezza potesse allontanarmi a quel modo.. rinchiudermi da sola in una cella buia e sprofondarmi nella piu' cupa disperazione.. sentivo i demoni dell'inferno avvicinarsi inesorabili.. danzavano attorno a me come avvoltoi.. aspettando il momento opportuno per dilaniare la mia anima.. mi porse una ciotola con del brodo caldo e alcuni pezzi di carne che consumai accovacciata ai suoi piedi.. lui si sedette su uno sgabello e attese che avessi finito.. poi si alzo' e richiuse la porta dietro di sè con uno scatto secco e giro' due volte la chiave nella toppa.. mi gettai a terra in lacrime.. ero distrutta dalla stanchezza eppure non riuscivo a trovare pace nel sonno ristoratore.. provai ad urlare e supplicare per farlo tornare indietro ma invano.. avrei voluto morire in quel momento.. non avevo mai provato nulla di simile.. era come se stessi scontando tutto il male che avevo fatto agli altri in quella notte.. tutto il male che era accaduto nel mondo dalla notte dei tempi.. e la responsabilita' era, non so come, ricaduta sulle mie fragili spalle.. continua.. probabilmente.. |
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