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Calci nelle palle – di Bonellino

Postato il: 26 settembre 2007 da

Calci nelle palledi Bonellino
(Abstract) Si tratta di una partita particolare. Ci sono due squadre, una maschile con pantaloncini bianchi e maglia blu ed una femminile con pantaloncini neri e maglietta rosa.
I giocatori della squadra che perde vengono puniti dalla squadra vincente. Quattro giocatori più il portiere per squadra. Nessun arbitro.

La partita
Le squadre sono in campo, ormai è tutto pronto per cominciare il grande evento, l’ unico evento sportivo a tema sm.
Esso è trasmesso in tv su satellite.
Le tribune sono piene di tifosi uomini nel lato tifoseria di casa per la squadra maschile, nel lato tifoseria ospiti piene di donne.
I cori sono molto forti da entrambi i lati. Palla al centro, è ora di iniziare.
A fare la prima battuta sta alla squadra maschile,passaggio indietro, e la squadra maschile è in possesso della palla, sta scambiando al centro campo tra i centrali con passaggi corti raso terra, ma ora viene intercettata da una giocatrice femminile, che lancia un gran cross verso l’attaccante e con un bel tiro segna al incrocio dei pali.
Siamo al 3 minuto e la partita già si sblocca con le femmine che conducono per 1 rete a 0.
Si riprende dal centro campo, il tempo continua a passare velocemente.
Ormai siamo al 20esimo del primo tempo, ancora il risultato è fermo su 1 a 0 per le ragazze, i maschi fanno molti passaggi raso terra, ma non riescono a concretizzare l’ azione.
Il primo tempo passa e finisce con i giocatori che vanno negli spogliatoi.
Dopo l’ intervallo si parte con il secondo tempo, questa volta iniziano le ragazze a battere e con pochi passaggi arrivano in area e segnano ancora un goal, spiazzando il portiere dei maschi.
Adesso si sente solo i tifosi, della squadra femminile, che continuano a cantare ed a urlare.
Il tempo scorre in fretta, adesso siamo al 25esimo e mancano solo 5 minuti alla fine della partita condotta finora dalle femmine per ben 2 reti a 0.
Con un pizzico di orgoglio e grazie ad un rimpallo fortunato i maschi riescono a due minuti dala fine a fare un goal. Ma ormai è tardi e alla fine essi soccombono per 2 a 1.
Le ragazze esultano e anche le loro sostenitrici, un folto gruppo di scatenate che ora si pregustano lo spettacolo di vedere i maschi puniti dalla avversarie. Tutto avverrà sul campo di gioco dopo che le giocatrici saranno andate a farsi la doccia e a cambiarsi. I maschi invece non possono andare negli spogliatoi e devono attendere le loro aguzzine sul campo di gioco. Sono mesti, tristi e preoccupati. I loro sostenitori se ne stanno andando dagli spalti lasciandoli soli. Le ragazze invece cantano inni di beffa nei loro confronti.
Tra gli applausi le ragazze finalmente rientrano sul campo di gioco. Indossano per l’occasione slip e reggiseno e ai piedi hanno delle originalissime scarpe. Sono scarpe da calcio con i normali tacchetti ma hanno in più il … tacco alto. Un tacco da 11 cm ma solo che la punta non è aguzza ma si apre ad ombrello allargandosi in modo che non affondi nel terreno di gioco.
La “mise” è molto sexy perché la loro lingerie è raffinata. I reggiseni sono tutti bianchi, in tessuto sottile e leggermente trasparente tanto che si vedono sotto i capezzoli. Gli slip sono di colore differente. Uno rosso, uno nero, uno azzurro, uno argento ed uno verde.

E’ ora di cominciare. Gli inservienti hanno portato sul campo di gioco una serie di attrezzature dove poter legare i perdenti e anche un grande cesto pieno di fruste, corde, manette e tutto quello che può servire in una occasione di questo genere.
La numero 1 delle ragazze prende il numero 1 dei ragazzi e lo mette appoggiato a braccia larghe ad una spalliera che è stata fissata alla struttura di una delle porte del campo di gioco. Gli toglie la maglietta e poi lo lega con una certa perizia in modo che abbia polsi e caviglie fissate alla struttura.
Prende un frustino nero lungo circa un metro, in cima piatto, e si pone davanti a lui e comincia frustarlo sui capezzoli, ora di piatto, ora di striscio, tanti colpi alcuni leggeri ed altri forti che lo fanno urlare. Sugli spalti il pubblico femminile segue ed incita la giocatrice a essere più cattiva. Ma non è nel suo temperamento essere troppo crudele e lei rispetta il suo avversario perdente.
Lo colpisce però a lungo perché si sta divertendo e sente che il pubblico vuole questo da lei e non può tradire le sue fans. Lo frusta sul petto, sulla pancia e poi girandogli attorno, anche sulla schiena lasciandogli tanti segni rossi.
Dopo qualche colpo ancora, si ferma, si avvicina al viso e lo bacia sulla guancia. Un bacino d’amicizia e per dire che è il suo schiavo,
Poi si avvinca alle corde e lo slega, prima da una parte poi dal altra.
Le fans gridano “nudo, nudo, nudo”. Per lui non è ancora finita. Lei si siede su una panchina e con mosse sicure gli cala i pantaloncini e gli slip tra gli applausi di tutte. Quindi lo mette di traverso sulle sue ginocchia per sculacciarlo.
Ha un sedere è ben fatto, di colore rosa, la mano di lei si alza ed ecco il primo colpo al palmo aperto, poi il secondo il terzo e via di seguito. Una severa sculacciata che gli fa venire il sedere tutto rosso fuoco e lo fa gemere e contorcere. Lei per tutta risposta rincara la dose tra fischi e applausi.
Quando la sua mano è stanca, smette e lo rimanda, nudo, negli spogliatoi.
Adesso tocca alla numero 2 che prende il numero 2 dei maschi
Per prima cosa gli fa togliere la maglietta, poi i pantaloncini e infine i boxer, poi gli ordina di mettersi sdraiato con la schiena a terra, a gambe abbastanza aperte. Poi munita delle sue bizzarre scarpette gli sale sulla pancia dando una mano ad una sua compagna di squadra. Così è certa di non perdere l’equilibrio su quella superficie scivolosa per il tanto sudore. Vi passeggia in su e giù, verso il petto e verso i genitali, ma avendo lui le gambe aperte, il suo pene finisce per nascondersi tra le cosce risparmiandosi dolori più forti. Quando è stanca di questo calpestamento, scende e chinandosi gli prende tra le mani le palle stringendole e tirandole. Lui urla a tutto fiato e le fans applaudono gridando “castralo, castralo”.
La giocatrice si sta divertendo e gli si siede sopra il petto per stare più comoda. Fa un cenno ad uno degli aiutanti di campo e si fa portare una candela ed un accendino per colare della cera calda sulle cosce e risalire verso il pene. Alcune gocce lo centrano e la strana reazione è quella di una erezione prima appena abbozzata ma poi sempre più evidente. La giocatrice insiste, stupita degli effetti che sta provocando la sua tortura, evidentemente una tortura erotica. Con mossa decisa lei gli scopre il glande che pulsa di piacere sotto le stilettate di dolore. Gocce di cera calda cadono anche sul glande e in breve lo ricoprono. Per il giocatore è troppo e con alcuni rantoli indecifrabili tra piacere e dolore lui viene con fiotti improvvisi di sperma. Lei resta allibita ma anche piacevolmente sorpresa. Lo conosce poco e decide che sarà il caso di approfondire la conoscenza sul piano personale. Tra risate e cori lo congeda rimandandolo negli spogliatoi. Lei, ora in piedi si volge verso le sue fans a raccogliere i meritati applausi.
Ecco la terza giocatrice che prende il numero 3 dei maschi. Subito gli ordina di togliere i pantaloni, poi i boxer. Con calma lo lega ad un palo della porta con le mani in alto avvinte alla traversa. Lei si inginocchia e con mossa a sorpresa avvicina il viso al pene molle del giocatore, lo accarezza delicatamente e poi lo prende in bocca. Dagli spalti ora del tutto silenziosi arriva qualche fischio, ma lei prosegue imperterrita la sua azione che presto da i frutti di una potente erezione. Quando il pene è bello teso e lui si sta godendo una insperato inizio di punizione ecco che lei affonda i denti. Un urlo avverte le spettatrici che i denti hanno fatto il loro gioco sul pene del l’uomo. Un applauso scrosciante rompe l’imbarazzante silenzio. Lei prosegue con la fellatio intervallata da morsi dolorosi e da strizzate di palle. Ed infatti lasciato il pene la ragazza si diletta a torcere le palle e a tirare con forza il pene come se volesse staccarglielo. Urla e urla riempiono il piccolo stadio. La tortura è tremenda quanto inaspettata.
Da un basket che lei si è fatta portare vicino alla porta, estrae una scatolina piena di mollette di tutti i tipi. Con un sorriso a 32 denti si pregusta la tortura che sta per fare.
Con molta calma applica alcune mollette al pene partendo dalla base e poi prosegue verso la punta fino a ricoprire la corona del glande di tante piccole mollette. Lui ancora urla e supplica di smettere.
La ragazza è soddisfatta del lavoro e fatto qualche passo indietro lo contempla compiaciuta. Incredibilmente l’erezione permane nonostante il dolore e merito è della fellatio abile che la ragazza ha fatto all’uomo.
Dopo un po’ toglie ad una ad una le mollette tirandole e torcendole. Ogni molletta tolta è un vero supplizio che strappa grida e suppliche al giocatore e applausi alla spettatrici.
Ora il pene giace semi molle ed è pieno di piccoli segni lasciati dalle ganasce delle mollette. Lei con abilità lo accarezza e lo masturba ma alternando strette dolorose e pizzichi sulla punta del pene.
“Ora ti faccio godere” gli dice sorridendo ed infatti lo masturba con perizia. Quando sente che lui sta per venire si ferma e chiede a gran voce alle sue fans: “Che facciamo? Non lo faremo mica godere?”
Dagli spalti un coro di “nooo”
E allora lei maliziosamente gli fa ancora qualche carezza, lo trastulla e poi lo slega congedandolo.
“Ora vai lì in disparte e guai a te se ti tocchi”
Applausi a non finire.
La numero 4 si alza dalla panchina da dove si è goduta da vicino le precedenti scene e si va a prendere un atterrito numero 4 che riceve l’ordine di mettersi sopra un tavolaccio che la giocatrice si era fatta portare. Messo a pancia in giù viene legato per polsi e caviglie.
Lei impugna una frusta e prima che inizi dagli spalti si leva qualche voce: “nudo, nudo”.
Lei sorride e dal suo argenteo slippino estrae una piccola forbice con la quale taglia maglietta, pantaloncini e mutande del giocatore. Con violenti strappi toglie tutto e lui resta nudo con il culo e la schiena esposti all’imminente castigo.
Fatto un passo indietro vibra il primo colpo che va sulla schiena. Non è forte ma fa sobbalzare il giocatore che stringe le mascelle per farsi coraggio. Seguono altri colpi, ma un po’ alla volta lei aumenta l’intensità anche spinta dalle grida delle sue fans che urlano frasi come “spellalo vivo” “frustalo a sangue”.
I colpi ora si abbattono forti lasciando ogni volta una scia rossa e strappando un urlo di dolore.
D’accordo con la sua collega di prima, ha chiesto al giocatore numero 3 che è rimasto sul campo con il divieto di toccarsi, di contare i colpi.
Al cinquantesimo la giocatrice si concede una piccola pausa. Anche lui tira il fiato, ma le fans rumoreggiano e vogliono che continui con più forza.
Incoraggiata e sostenuta dalle sue amiche riprende a colpirlo con lena ancor maggiore. La punizione è tremenda e si vede lui che si inarca ad ogni colpo per quanto i legami glielo consentano. Invano si muove cercando di sfuggire al flagello che invece inesorabilmente lo colpisce.
Al numero 99 la giocatrice si ferma dopo aver sferrato un’ ultima micidiale frustata che gli attraversa le natiche con un solco doloroso e segnante.
Tra gli applausi e gli inni, lo slega e lo congeda rimandandolo negli spogliatoi
Infine la numero 5 che va a prendersi il numero 5 che era rimasto chino con la testa bassa evitando di guardare cosa era successo ai suoi compagni di sventura.
La numero 5 ha un fisico possente, alta e muscolosa. Viso da dura.
Con voce forte gli ordina di togliersi tutti gli indumenti e di porsi ai suoi piedi stando a 4 zampe come un cane. Sugli spalti inizia un coro “bau bau” tra risate e sberleffi.
La giocatrice preleva dal grande cesto un collare da cani e relativo guinzaglio e glielo mette. Poi inizia a camminare velocemente e lui la deve seguire stando sempre a 4 zampe. Lui arranca con difficoltà stante il passo veloce di lei. Tutte ridono e il “bau bau” sale di intensità.
Ritornata verso la panchina lei si siede e gli ordina di toglierle le scarpe con i tacchetti da calciatore e il tacco alto e massaggiare i piedi con cura. Non contenta gli dice che ora deve baciare i piedi rendendo così omaggio alla vincitrice della partita.
Lei lo tiene sempre per il guinzaglio e spesso lo strattona e poi non contenta si fa portare una frusta e mentre lui le bacia i piedi stando quasi del tutto disteso a terra, lei lo frusta sulla schiena.
Il gioco va avanti per un po’ così ma poi lei si leva in piedi ed impugna una canna di bambù. Con lo sguardo si gira attorno per vedere come è possibile posizionarlo per una punizione con la canna di bambù sulle natiche. Sceglie di metterlo piegato a 90 gradi sullo schienale della panchina. In questo modo ha il culo del tutto esposto e su di esso vibra i primi colpi di canna di bambù. Colpi molto dolorosi che lasciano ognuno un segno dritto rosso cupo sulle bianche carni del giocatore. 30 di questi colpi fanno lanciare urla sovrumane al poveretto.
Più urla e più le fans si divertono e incitano a colpirlo con forza.
Quando vede che ormai è allo stremo lo congeda e con un calcio lo rimanda negli spogliatoi.

Tra due mesi la sfida si ripete. Chi vincerà?
Tutti a parole dicono di voler vincere e che vinceranno. Ma sarà proprio così???
Lo sapremo tra due mesi

 

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