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Nelle orecchie mi sono stati inseriti due tappi, non sono diventato sordo, rumori arrivano solo più attenuati, quasi a livello sublimale, quasi immaginati, ma sono veri. Vengo bendato, per ampliare le sensazioni che sto per provare, inoltre un divaricatore da dentista è applicato alla bocca per impedirmi di gridare leventuale rifiuto a quello che sta per avvenire, potr0 solo ricevere tutto quello che mi sarà versato in bocca. Tutti i miei sensi si stanno ribellando, vorrei gridare, ma non posso; vorrei ascoltare, ma non posso; vorrei guardare quello che si apprestano a farmi ma non posso. Posso soltanto immaginarlo, e non è facile accettarlo. Dei collari per cani di grossa taglia mi vengono applicati al collo e alle cosce, a questultime attaccano delle manette per bloccarmi i polsi affinché non possa avere nessuna possibilità di movimento. Sono ancora in piedi che le caviglie sono imprigionate da un bastone di contenimento che tiene le mie gambe aperte e bloccate senza nessuna possibilità da parte mia di poterle chiudere. Ancora in piedi vengo fatto girare su me stesso per svariate volte,
finche non ho più il senso dellorientamento, mi fermano, <cosa vorranno ancora> penso. Non ho il tempo di realizzare nessun pensiero, che due mani sinsinuano sotto i piedi vengo sollevato e spinto allindietro. PANICO. Un volo allindietro che sembra non finire mai, la paura di un atterraggio duro, Oddio, cosa sarà di me. Invece no, dopo pochi istanti un morbido contatto frena il mio volo. Immagino dessere disteso sul letto, infatti è così, non faccio in tempo ad apprezzare la comodità di questa nuova posizione che subito la testa viene imprigionata da due cuscini messi come una piramide. Sulle gambe viene appoggiato un ulteriore cuscino, il contatto con quelle calde superfici mi consola, non mi sento più solo, sono abbracciato da qualcosa, qualcosa forse non vivo però è tiepido e confortante. E il tempo passa. Passa, e, i miei pensieri tornano indietro, a quando con Carla abbiamo pensato di sperimentare una situazione al limite del consentito dai nostri desideri. Si Lei voleva essere scopata da un altro, lesperienza non era certo nuova per lei, solo, voleva che io sentissi la sua gioia, il suo godimento i suoi spasmi di piacere, che ricevessi su di me i profumi e gli aromi della sua figa fradicia di un godimento estraneo, che assaporassi la sborra del cazzo che la faceva godere. Quanto abbiamo impiegato per riuscire a creare questa situazione, la ricerca della persona giusta che piacesse a tutti e due, ora finalmente siamo al traguardo delle nostre immaginazioni. Sono estraniato da quanto succede, inseguo i miei pensieri, quando allimprovviso vengo schiacciato da un corpo che sappoggia su di me come se fossi un materasso, ed in effetti è quello che sono diventato, il naso viene completamente circondato da due chiappe, credo pelose per solletico che ricevo, devessere LUI, Alberto quello che abbiamo scelto fra i tanti che si erano proposti, il suo peso, anche se attenuato dai cuscini che mi circondano mi schiaccia, poi mi abituo e quasi non lo sento. D'altronde mi trasformo mentalmente in materasso, è questo il mio dovere. Gli odori che mi arrivano sono strani, estranei, però eccitanti, sono gli odori di quello che la farà godere, che aprirà la sorgente degli umori muliebri che mi bagneranno, fino a (spero) farmi godere insieme alla mia Lei. Immagino, più che sentire, la bocca di Carla avvicinarsi a quel cazzo che suppongo sopra di me, la lascivia della sua lingua che lecca quella appendice che fra poco le donerà piacere, la vedo con la mente e la sento con i sensi amplificati dallimpossibilità della diretta. So che adesso la imboccato, me lhanno detto le contrazioni delle chiappe sopra di me; non so se essere geloso o illanguidirmi, la mia gelosia, dettatami dalla possessività di quella bocca sfocia nella voglia di sapere come LEI godrà di questa esperienza, e io sottomesso da questo pensiero comincio a sciogliermi e ad aprirmi alle sensazioni che aggrediscono il mio cervello. Il movimento della bocca su quelluccello nuovo diventa via via più veloce, il gradimento di Alberto lo percepisco dagli spasmi del suo culo, spasmi che mi vengono trasmessi sempre più velocemente sul viso. Di colpo limmobilità completa, il rilassarsi di Alberto, la tensione precipita in una dolorosa percezione di peso maggiore. Un rumore attenuato, ma dolce di risucchio mi fa immaginare che Carla si è calata a gambe larghe sullasta che laspettava, un movimento sussultorio, molto lento mavvisa, se ce nera bisogno, che la penetrazione, da lei tanto agognata, sta iniziando, prima lentamente e poco penetrativa, poi via via sempre maggiore, finche mi sento sbattere come un cuscino dalla violenza dei colpi inferti dal suo pube, che cavalca selvaggiamente quel cazzo, con una voglia mai provata prima, evidentemente quel cazzo è di suo gradimento, la violenza che riesce ad imprimere alle penetrazioni mi umilia più del tradimento che sto subendo in diretta, ma allo stesso tempo mi esalta per il piacere, che spero, la mia donna riesca ad avere. Poi il nulla, unimmobilità totale, non so cosa pensare; che rifugga la scopata? Mi sembra strano. Che abbia già goduto ? Impossibile. Cosa sta succedendo ? Questi e altri pensieri mi accerchiano la mente, cosa sta per succedere, limpossibilità di vedere e di sentire completamente mi lascia attonito, cerco di muovermi, non ci riesco sono bloccato, vorrei, vorrei, vorrei, ma non posso. Di colpo il peso che mi sovrasta sparisce, sono curioso, cosa stanno facendo ? No ! No ! non devono scopare senza chio lo senta, lo sforzo che faccio per potermi liberare mi segna i polsi e le cosce, ma è tutto inutile non riesco a liberarmi. Poi, come per rispondere alle mie domande inespresse, della chiappe, questa volta familiari si riappoggiano sulla mia faccia, con una la differente disposizione, infatti mi trovo il buco del culo, o per meglio dire la sua rosa segreta, direttamente sul naso, talmente pressato che ne viene aspirato. La mia bocca sempre più aperta per respirare, comincia ad essere sfiorata, qualcosa di vellutato ma al contempo di rigido ne sta seguendo i contorni. Il panico mi prende alla base della spina dorsale, non sarà mica il cazzo di Alberto ? Allungo la lingua per conoscere quello che mi sta toccandomi la bocca e nello stesso istante ne ho la certezza, è il suo cazzo, ritiro immediatamente la lingua colto da un disgusto feroce, poi lentamente, come per assaggiare un cibo nuovo ci riprovo, è liscio, morbido, leggermente umido di un sapore di figa che riconosco allistante, mi piace lo lecco. La voglia di leccarlo e risucchiarne il nettare che lo ricopre aumenta sempre di più, spero che me lo spinga in bocca per potermelo gustare appieno, invece no, di colpo esce dalla distanza della mia lingua, non lo sento più neanche come odore. E di nuovo un ovattato rumore di stantuffo, mi avverte che sta penetrando la mia donna, lo sento, lo vedo, lo immagino soltanto, sono sordo, immobile e cieco, ma la mente è libera e può farsi tutte le immagini che vuole; lo vedo allargarle le labbra della figa, appoggiare la cappella allingresso di quella dolce strada, farsi largo comprimendo le pareti turgide di succhi, insinuarsi sempre più profondamente in quel canale. I colpi incominciano, sento il corpo di Carla, steso su di me, che va incontro alla penetrazione, il suo culetto si solleva e si riabbatte su mio naso come se fosse una seconda penetrazione, e lei ne gode, si lo sento, ne gode; i suoi mugolii e grida, anche attenuate dai tappi mi penetrano le orecchie, mi straziano e contemporaneamente mi allargano il cuore per il piacere che riesce a raggiungere, piacere che unito alle mie sensazioni mi stimola al punto di avere una delle più eccezionali erezioni mai ricordate. E più i colpi insistono e più scivolo nellestasi mentale, mimmagino un enorme cazzo che stia penetrando in quella fighetta, ne vedo tutti i succhi colare, la mia bocca ne riceve in abbondanza, se andiamo avanti così penso che godrò come un ragazzino, senza neanche toccarmi. Limmobilità impostami dalle legature mi perseguita, non per interrompere la situazione, solo per poter avere un ruolo attivo, vorrei toccarla, accarezzarla, aiutarla a raggiungere lestasi di quel godimento aspettato e cercato da tempo, ma sono lì immobile posso solo aspettare e pensare. Poi, di colpo eccomi annegato da un effluvio di ciprinia, il suo primo godimento si sta riversando nella mia bocca, lo degusto come se fosse lunico liquido che mi può dare la vita, lo assaporo, lo rigiro tra la lingua ed il palato prima di inghiottirlo, e la mia felicità sprizza alle stelle. Lui capisce quellestasi e si ferma, gli permette di assaporare il suo momento di godimento completo, sfila il suo cazzo e me linfila direttamente in bocca. Non me laspetto, mi prende dimprovviso, però sento il gusto della MIA donna e ne sono felice lieto di ripulirlo tutto aspirandone ogni più piccola particella per non perdere niente di lei, quandecco che come di sua abitudine delle soavi piccole scorreggine mi raggiungono, quasi alitandomi sulle labbra, e adesso so che ha goduto veramente e completamente. Adesso è finita, adesso mi liberano, adesso potrò godere finalmente dentro di LEI. Adesso, invece, li sento sollevarsi da me ed andare in bagno, o quanto meno limmagino, lo scroscio della doccia marriva attenuato ma costante, ed io sono ancora qui, bloccato ed impossibilitato ad intervenire direttamente. Il tempo passa, mi sembra uneternità, forse sono solo pochi minuti, quando mi sento sollevare le gambe, appoggiarle su dei cuscini, e dimprovviso un freddo mi colpisce tra i glutei, sento spingere nel mio buchetto segreto (Buco del culo) grido, o almeno ci provo, visto che riesco ad emettere solo un mugolio, mi divincolo, ma una pallina fatta cadere nella bocca aperta mimpedisce qualsiasi forma di diniego, ed è allora che Carla per la prima volta mi parla < Sai Franco, è stata unesperienza grande, ma voglio che diventi meravigliosa perciò adesso ti romperò il culo, prima con dei cubetti di ghiaccio poi con .no non te lo dico lo sentirai da te, e poi mi appoggerò sulla tua bocca perché come tu ben sai godo di più a prenderlo da dietro e dietro > Non so cosa aspettarmi, sono cieco, sordo e muto e tutto mi sembra strano. Però labbiamo deciso insieme, quindi vediamo. Nello stesso momento, delle mani stanno allargando le mie chiappe, mettendo in risalto lapertura anale, sento spingere ed entrare qualcosa di freddo nel mio buco, subito seguito da altri quattro o cinque intrusioni ghiacciate ed estranee, mi agito, mi divincolo, ma sono bloccato; dopo poco tempo comincio ad accettare quellintrusione e mi rilasso, un dito mi accarezza il culo e sento che mi spalma qualche tipo di crema, il passaggio è lento quasi sensuale, gira tuttintorno, accenna ad una penetrazione, morale ci ho il culo tutto unto; poi dimprovviso un dolore acuto, il dito è penetrato tutto, mi sento violato, esposto, credo di non riuscire più a sopportarlo. Lentamente quel dito estraneo comincia la sodomizzazione che gradualmente mi fa accettare quella presa di possesso da parte di un altro, non faccio in tempo a rilassarmi completamente che viene tolto. Il buco comincia sussultare come se gli mancasse laria, della crema, stavolta messa direttamente allinterno attenua il bruciore, poi di colpo mi sento lo sfintere dilatare oltre ogni suo limite, ma non posso gridare ne sottrarmi alla penetrazione solo alcune lacrime mi bagnano gli occhi, ed ecco che Lei mi sussurra <Ti ricordi quel cuneo che mi piantavi in culo quando scopavamo?> Non posso rispondere, lei lo sa e continua <Ebbene ora è nel tuo, senti come può essere piacevole la dilatazione anale, d'altronde me lhai fatta provare per tanto tempo.> e prosegue <Adesso cerca di rilassarti, perché lo metto in funzione > E nella mente saffaccia la fotografia di quello che mi sta violando, un cuneo anale di circa 20 centimetri di circonferenza, con un vibratore incorporato e dotato di una pompetta per farlo dilatare maggiormente, infatti ecco che le vibrazioni cominciano e dosati colpi di pompa fanno allargare il buco a dismisura e mi riempie sempre di più le viscere. Non faccio in tempo ad adattarmi alla nuova imposizione che la figa di Carla si appoggia sulla mia faccia, ed adesso senza tanti preamboli sento su di me anche il peso di Alberto che in un colpo solo la penetra. Si i rumori mi arrivano attenuati, ma i movimenti no. Sento crescere lorgasmo in lei , la sento spasimare, smaniare, e godere una seconda volta, di un orgasmo completo e appagante, tanto che mi riversa nella bocca spalancata una cascata di succo dolce e asprigno allo stesso tempo, non faccio in tempo ad assaporarlo come vorrei che delle mani, non so di chi, mi tolgono la pallina di bocca, ed il suo posto viene preso da un cazzo talmente turgido da farmi male, rimango attonito, non so cosa fare, quando la voce della Mia Carla mi dice < Puliscilo, non vorrai che me lo metta nel culo senza che la tua saliva lo lubrifichi >. Questo no, non era nei nostri accordi, il suo culo, anzi il MIO culo doveva essere soltanto mio, ma quasi a leggere nei miei pensieri Carla prosegue < Si lo so, che il mio culetto te lavevo dedicato, ma il suo cazzo è troppo bello per non gustarmelo anche lì > e continuando con molta calma < Non ti preoccupare, te lo godrai anche tu >. Cosa mai avrà voluto intendere, già lintrusione del cuneo mha scioccato, ma non potrei mai sopportare la penetrazione di un cazzo. Sto ancora pensando a quello che potrebbe succedere, quando sento Carla stendersi su di me, la sua figa comincia a strusciarsi sul mio uccello diventato, se possibile, ancora più duro. Ora sento che lo sta abboccando alla figa e lo sento penetrare dentro di lei, la figa bagnata mi accoglie come un ventre materno, sto bene li, il cazzo stretto in quel caldo abbraccio sussulta automaticamente, la sento stendersi, il suo seno si appoggia sul mio, la sua testa sappoggia nellincavo del collo e la sua bocca avvicinandosi ad un orecchio comincia a parlarmi. Mi parla adagio, quasi un sussurro, se non sentissi il calore del suo respiro potrebbe essere lontanissima. <Ti piace, non è vero > pausa, <Si! Ti piace, e piace anche a me, sentirmi il tuo coso dentro > Dei colpi leggeri mi fanno capire che Alberto sta incominciando a leccarli il culo, dal movimento che le sento fare capisco che gradisce quella lingua, non sta più ferma, comincia a muoversi lentamente trasmettendomi delle curiose sensazioni <Ha una lingua lunga, piacevole, penetrante > mi confessa, <Non vedo lora che mi sfondi col suo cazzone, sei geloso è, no non esserlo, pensa a quanto godrà la tua Carla > E proprio a questo che sto pensando, quando sento Alberto penetrare lentamente il culo di Carla, <Ah,> Il suo grido mi trapana il cervello, i tappi non sono servite, lho sentito direttamente, come ho sentito la voglia che Carla aveva di essere dilatata. <E grosso, è duro, mi riempie tutta > laltro cazzo lo sento , una sottile parete ci divide, quasi vorrei che scomparisse per sentirlo direttamente.< Ora, dai spaccami tutta > Alberto non aspettava altro, si scatena, colpi sempre più forti e profondi, lo sento artigliare le tette di Carla, che guaisce, smania e riesce a trasmettermi la sua voglia di essere violentata <SI! Godo , goooooodo> difatti il mio uccello annega nei succhi che riesce a emettere. Ora voglio godere anchio, le palle mi stanno per scoppiare da quanto sono piene,< Vorresti godere, non è vero? Ma non è ancora il tuo momento > Sento Alberto spostarsi, e lei si stacca di colpo, immagino il mio cazzo, deve sembrare unasta di bandiera tanto e turgido. Pochi istanti e risento la pressione sulla mia faccia, a differenza di prima il mio naso scompare completamente nel culo di Carla, le sue mani stringono le mie cosce, si è spinta completamente allindietro per offrire la sua figa più oscenamente possibile, offerta subito accettata dal cazzo di Alberto che la penetra istantaneamente ed in pochi colpi riesce a farle raggiungere un ulteriore e più spossante orgasmo, prima di scaricarsi completamente dentro di lei. Passano dei secondi lenti come secoli, e la mia bocca è completamente abbracciata dalla figa fradicia di umori e di sborra che lentamente ma costantemente si riversa sulla mia lingua < Senti quanto ho goduto, senti quanto ha goduto lui, adesso bevi > di colpo assieme a quei succhi, dove il pepato della sborra di lui è un sapore strano e conturbante, una pisciata mi annega, e questa volta non solo immaginariamente, infatti tossisco per poter respirare. Ecco, è finita, ma non è cosi <Ho goduto tanto, caro, ora tocca a te > Vengo fatto girare, ed inginocchiare per poter meglio esibire il culo, tuttora riempito dal cuneo vibrante, < Adesso te lo tolgo, ma senza sgonfiarlo> No, penso non ce la farà, invece con un rumore, come di un tappo, ed un dolore lacerante il cuneo esce quasi schizzandomi dal culo. Oddio, mi sento vuoto, mi manca qualcosa. Di nuovo della crema mi viene spremuta dentro, penso che sia inutile dire che il buco la aspira allistante.Sotto di me sinsinua Carla, la mia bocca finalmente libera dal divaricatore, può cominciare a lappare quella figa ancora umida. Una bocca mavviluppa luccello, lentamente, molto lentamente lei lo lecca, lo eccita, come se fosse possibile aumentarne le dimensioni. La voce di Alberto mi riporta alla realtà < Adesso tinculo, te lo spacco come lho spaccato a quella troia di Carla, vedrai che apprezzerai anche tu > E questo che volevamo ? Si, penso che sia proprio questo. Forse Carla ha ragione, quel cazzo devessere veramente eccezionale, la costanza e la profondità con cui la penetrata, riesce ad eccitare anche me, chissà, forse dopotutto anche a me piacerà prenderlo. Non faccio in tempo a completare questo pensiero. Carla, non si muove più, mi tiene il cazzo in bocca al caldo, aspetta il movimento che sarà dato dai colpi dAlberto, ma mi piace lo stesso, delle mani mi allargano, sento il mio buco messo a NUDO, la solita lingua, o forse unaltra, comincia a leccarmi sempre più profondamente. E una sensazione mai provata, distinto tendo ad indietreggiare per consolidare quel contatto, lei non demorde, anzi sinsinua sempre più profondamente fino a penetrarmi, si lo ammetto mi piace, le due sensazioni di culo e cazzo si sommano, sento che sto per sborrare, non so per quanto riuscirò a resistere, quando la lingua si stacca di colpo dal mio culo, e simultaneamente sento qualcosa appoggiarsi al buchetto, qualcosa che comincia a spingere, e aiutato dalla precedente penetrazione cerca di farsi strada dentro di me. Sento le pareti del mio culo allargarsi per far spazio a quella violenza, che adesso desidero, pian piano quel cazzo tenta di entrare.Ma a quanto pare la sborrata di prima non è stata ancora recuperata, Alberto si stacca dal mio culo, intanto delle labbra impazzite mi stanno frullando luccello come le pale di un ventilatore. Unistante e la mia bocca viene strappata dal pasto caldo che assaporavo. <Da bravo, ciucciamelo, fammelo intostare, se no ti rimetto il cuneo e lo gonfio fino a farlo scoppiare dentro di te > Non è la minaccia che mi spinge, questa volta sono io che voglio quelluccello duro, voglio sentirlo dentro di me. Apro la bocca, lo risucchio, lo lecco, comincio ad aspirarlo. Che sensazione meravigliosa sentirselo crescere dentro, inturgidirsi, allargarmi le labbra al massimo, vorrei quasi che mi sborrasse in bocca. <Ecco, adesso va meglio > Stacca da me ed io ricado su quella figa che non aspettava altro. Di nuovo lappoggio della sua cappella, di nuovo linizio dellintroduzione, e . questa volta comincia ad entrare. Luccello finalmente è riuscito ad entrare tutto dentro di me, sento dei coglioni contro le mie chiappe, aspetto la violenza del movimento, ma contrariamente Lui aspetta, aspetta che le pareti del mio culo si adattino al suo calibro, poi quasi con gentilezza incomincia il suo movimento, si, comincia a piacermi, adesso sono io che cerco dandarli incontro, cerco una penetrazione sempre più profonda e completa, < Hai un culo meglio di Carla, è più accogliente, mi avvolge > il cervello sta per scoppiarmi, la bocca che mi succhia luccello, non resisto più, alle mie spalle sento Alberto, sento le sue mani, una scende a stringermi i coglioni, improvvisamente i colpi cominciano ad aumentare. I suoi coglioni sbattono sulle natiche, lansimare dietro di me mi dice che Alberto è allo stremo, ed infatti un getto bollente mi penetra fino alla pancia e questo da il via al mio godimento, sborro, sborro riempio la bocca di Carla come non mai, fa fatica a contenerla tutta ed ad inghiottirla, poi il collasso, mi sciolgo, cado sulla bocca di Carla non riesco più a far niente o meglio a capire niente, lunica cosa che simprime nella mia testa è : dobbiamo farlo ancora. (continua) |
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