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Regalo di compleanno di LTS |
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E' sabato 11 marzo 2006. Uno uguale a tanti, non ho in testa grandi programmi. Me lo prevedo pigro e lento con le solite cose da fare, la spesa, qualche compera rimandata dalla settimana prima. Sistemare i conti, la banca, qualche telefonata, un giro in internet, ecc ecc. E' pomeriggio inoltrato. Faccio la doccia sperando di finire il più tardi possibile per ingannare il tempo. Non ho impegni per la sera. Mi depilo dappertutto con cura. La mia fighetta è più morbida di una pesca. Il mio Padrone la vuole così. Ho le dita cotte per l'acqua molto calda. Il bagno è ormai come una sauna. C'è la nebbia. Non vedo nemmeno la finestra. Finalmente spengo l'acqua. Suona il cellulare, non faccio in tempo a rispondere. E' Paolo, un caro amico e ottimo compagno di viaggi. Dopo un secondo, arriva un suo sms :" Stasera cena africana da me, vieni?" Mi risveglio immediatamente dal torpore della doccia, e rispondo con ancora le mani bagnate, "ma certo! vengo subito!". Velocizzo le mie operazioni di pulizia ( sono già le 19.30 e lui abita in centro città) che acquistano ora un senso più concreto. Mi passo il latte in tutto il corpo. Mi spazzolo i capelli, ne perdo sempre tanti. Sono invasa da una piacevole euforia: non finirò la serata addormentata sul divano guardano superquark. Infilo le culotte nere di pizzo. Il reggiseno anch'esso nero di pizzo. I collant fumè. Un maglioncino a dolce vita bianco, molto caldo. Gonna nera di pelle. Stivali neri di camoscio. Una spruzzata discreta del mio profumo preferito, che riservo per incontri interessanti ... E' dolce e armonioso mi avvolge come in una calda coperta. Mi fa star bene. Anche se non avrò incontri amorosi, stasera mi va di coccolarmi così. Piumino nero e sciarpa bianca. Trucco leggero (come solito). Voglio essere elegante, senza strafare. In fondo non devo incantare Paolo, anche se è un bell' uomo sulla cinquantina, è felicemente sposato con Giovanna e hanno una bellissima figlia. Fortuna vuole che tutti i semafori siano verdi. Non trovo parcheggio se non sul marciapiede ... a Brera un parcheggio è un terno al lotto. Arrivo da loro in poco tempo, anche se il sabato sera a Milano, in inverno, è sempre caotico. Tutti devono correre a fare qualcosa. Mah! Salgo da loro e trovo già pronto un magnifico "negroni", il mio aperitivo preferito. Ci sono altri amici conosciuti e non. La serata si preannuncia interessante. Mi sento eccitata il giusto. I discorsi iniziano a intrecciarsi come piace a me, nel migliore dei modi Appena seduta sul divano, mi rilasso sorseggiando avidamente il mio drink. Un trillo attira la mia attenzione: ohh, è arrivato un sms, chi sarà mai? Lo leggerò dopo il negroni. Mi voglio gustare questo momento di vero piacere. Comincio a chiacchierare del più e del meno per mezz'ora. La padrona di casa annuncia che la cena è pronta. Un fantastico profumo di cous cous che stimola i miei succhi gastrici riempie tutta la casa. Ho una fame da lupi. All'improvviso, come se sentissi una stilettata in un fianco, mi ricordo di leggere l'sms arrivato tempo prima. "Vieni subito!!!", firmato "Micky" (il mio Padrone). La vista mi si annebbia all'improvviso, credo di aver letto male il mittente. Metto gli occhiali. No, no! sei proprio tu! Un brivido gelato mi scorre lungo la schiena, seguito da una scarica di adrenalina, il cuore mi batte forte, il viso mi si infiamma. Tutti si accorgono della mia metamorfosi e credono stia male. Mi chiedono spiegazioni. Mi alzo barcollando da tavola rispondendo alle loro domande confusamente, balbetto, non so quel che dico. "Devo andare ... devo andare... ho una cosa importante da fare ... vado ... scusate". Paolo, sempre gentilissimo, si offre di accompagnarmi, lo dissuado dicendogli che sto bene. Risalgo in auto, ma "vieni dove?", non me l'hai detto. Cerco nervosamente il cellulare, per chiamarti e chiedere spiegazioni, non faccio in tempo, in quel momento squilla. "Aspettami al Siddartha, subito!". Incredula per quella richiesta fatico a concentrarmi sulla strada da fare per raggiungere il locale, che conosco bene. Squilla il cellulare. Ancora tu! Con voce imperiosa, quasi mi intimorisci: "Vieni senza slip e senza reggiseno". Mi fermo, sto sudando...ma che succede? Sarai davvero tu o qualcuno che mi fa uno stupido scherzo. A questo pensiero se ne sovrappone un'altro, "se è davvero Lui, devo ubbidire". Come faccio? Sono in macchina. Accosto in un parcheggio, mi guardo in giro e velocemente per paura dei passanti, mi sfilo la gonna e i collant, tolgo le culotte, mi rivesto in gran fretta. Tolgo il reggiseno senza togliermi il maglione, fa freddo. Caccio in fretta gli indumenti in borsetta, penzola il reggiseno, che figura se lo vedono.... Sono quasi arrivata, sto tremando per l'agitazione, mi chiedo cosa vorrai. Forse è successo qualcosa di grave, ma cosa? Cammino in fretta raggiungendo l'ingresso. Senza slip mi sento a disagio, ma eccitata. L'aria fredda si insinua nelle mie cosce fin su a raggiungere la mia pesca depilata alla perfezione stuzzicandola maliziosamente. Entro nel locale, con lo sguardo scruto ogni persona presente, non ci sei. Squilla ancora il telefono: "siediti in fondo al salottino sui divani, nel punto più buio, aspettami lì!". Ubbidisco da brava schiava. Sono agitatissima. I pensieri si accavallano frenetici, ma nessuno si ferma. Non so nemmeno io a che pensare, è una situazione assurda. Cosa vorrai?, che avrai da dirmi? Non lo immagino nemmeno ... Sicuramente non una cosa bella. Rapita da questi pensieri non mi accorgo che è già passata un'ora e non sei ancora qui! Comincio a innervosirmi, penso che mi stai facendo uno scherzo ... sto già pensando a come vendicarmi ... Ecco, risquilla il telefono "sto arrivando!" Altra adrenalina mi sta scorrendo nelle vene. Non ci credo ancora che verrai. Mi alzo nervosa, per sgranchirmi un po’, il locale è affollatissimo. La musica è calda e intrigante, diffonde erotismo subliminare che mi entra dappertutto. Vorrei fare due passi, ma se lascio il mio posto me lo rubano subito. Non posso. Ci lascio la giacca per tenerlo occupato. Con un turbinio di emozioni in testa e chiedendomi cosa ci faccio lì, vado verso il bancone per chiedere qualcosa da bere per ingannare l'attesa spasmodica. All'improvviso scorgo con la coda dell'occhio una figura alta, un uomo vestito di scuro, si avvicina alle mie spalle. Trasalgo, mi sussurra perentorio "non ti voltare! torna a sedere!". Insieme alle parole mi giunge il tuo profumo, unico e inconfondibile, sei tu davvero!!! Cammino davanti a te senza voltarmi. Mi prendi forte un braccio e mi obblighi a sedere. Mi stai seduto di fianco, io un po’ più avanti di te. Sento dolore al braccio, tanto me lo stringi. Sembra una morsa d'acciaio. Ma è un dolore strano, mi provoca grande eccitazione perchè lo fai tu. Stento ancora a crederci. Mi dici di raccontarti cosa ho fatto durante la giornata, mentre pian piano la stretta della tua mano si allenta. Quasi quasi mi dispiace ... mi stavo abituando. Mi lasci del tutto. Ora sento che sfiori mia schiena, sento il caldo del tuo respiro, la forma del naso, la tua fronte ... il tuo respiro si fa sempre più breve e intenso ... stai ansimando ... smetto di parlare, ma mi obblighi a riprendere. Farfuglio qualcosa, non mi escono pensieri compiuti ma frasi senza senso. Ad un tratto ho un sussulto e un gemito ... la tua mano sta furtivamente entrando attraverso la gonna. Ti muovi sicuro, come se fosse cosa tua, sai che non opporrò resistenza. Mi sto già bagnando ... ti apri un varco fra i collant e raggiungi le grandi labbra sfiorandole ...istintivamente allargo le gambe per agevolarti le manovre. Le tue dita lunghe e sottili mi ispezionano il clitoride, le muovi in fretta, vuoi darmi piacere, in quelle condizioni credo che raggiungerò presto l'orgasmo. Poi di forza mi infili dentro due dita. Mi scappa un gemito che sentono tutti.. Divento paonazza e imbarazzatissima, ma eccitata come non mai! Sembra che tutti guardino me, ai camerieri scappa un'occhiata maliziosa di complice intesa che intreccia ora i tuoi, ora i miei occhi. Mi sento leggera come una piuma, non sento più il peso del mio corpo come in assenza di gravità. Tutto il mio corpo sta vibrando all'unisono con i movimenti della tua mano, sempre più forte, sempre più forte. I respiri sempre più pesanti e brevi ... sto venendo con una intensità mai provata prima. Al culmine del piacere, di scatto ritiri la mano dalle mie gambe ormai grondanti del mio umore tiepido. Con la stessa mano mi tappi la bocca con violenza perchè non urli in mezzo a tutti. E' umida, assaporo il dolciastro del mio umore, che mi eccita ancor di più. Mi prendi di nuovo per un braccio con violenza, mi fai alzare. Mi conduci nel bagno delle donne. Chiudi a chiave la porta dietro di te. Il rumore della chiave rimbomba nella mia testa come un tuono. Mi spingi con violenza contro un lavandino. Mi fai paura. Non so bene cosa mi stia aspettando. Temo una punizione per uno sbaglio che non so. Sono tutta spettinata. Il trucco seppur leggero mi sta colando. Alzo lo sguardo verso lo specchio davanti a me e vedo la paura nei miei occhi. Nello specchio incrocio per un attimo il tuo sguardo, (per la prima volta stasera), ci leggo un guizzo diabolico, intuisco appena le tue intenzioni. Penso " no, non può farlo qui". Come un fulmine mi togli la gonna, mi abbassi i collant. Per un attimo, interminabile, mi lasci così. Non capisco, non voglio capire. Sto vivendo una situazione assurda ma terribilmente eccitante. Ti scruto furtivamente allo specchio attraverso i miei capelli. Sto cercando di indovinare la tua prossima mossa. Ma l'eccitazione e la paura di quello che potresti farmi, si impossessa di me e blocca ogni mio possibile pensiero logico o movimento. Con gesti rapidi ti slacci i pantaloni, li lasci cadere con dentro i boxer bianchi. Resti solo con la camicia (azzurrina a righine bianche). Altri brividi di piacere mi scorrono lungo tutto il corpo. Ora non ho più paura. Intuisco quello che vuoi fare, mi scappa un sorrisetto malizioso, carico di complicità. Ma un rumore sordo fa rientrare immediatamente la certezza del piacere. Il sangue mi si gela. Hai in mano la cintura dei pantaloni! Istantaneamente realizzo le tue intenzi ... non riesco a finire il pensiero che una scudisciata colpisce a tradimento la natica sinistra. E come se mi colpissi con un ferro incandescente. "Questo perchè non indossi le autoreggenti mentre sei con me...!" Ora la tua voce da calda e sensuale di poco prima risuona fredda e metallica, si insinua nella mia mente come una lama tagliente. La pelle colpita sembra effervescente come un lembo separato dal resto del corpo. Mentre sono concentrata su queste sensazioni ne arriva subito un'altra, più forte e violenta di prima. "Questo perchè non indossi il collare nero da schiava". Gocce di sudore scendono attraverso i miei capelli giù nel lavandino. Stringo ferocemente il rubinetto con entrambe le mani, come per difendermi. Ma il bruciore che sento sulle natiche si propaga, come un fiume di lava in piena, trasportando al clitoride un piacere che non conoscevo. Si sta contraendo spasmodicamente come sollecitato dal più grande degli orgasmi. Un rivolo tiepido del mio umore scende lento all'interno delle cosce, invade il ginocchio, mi accarezza i polpacci, a fatica raggiunge le caviglie. Dall'altra parte, invece, si insinua nelle dita dei piedi. E' un orgasmo che invade tutto il mio corpo. Lo sento vibrare sotto i tuoi colpi che si fanno sempre più cupi e serrati, colpendo a caso ora la schiena, ora le spalle, ora le cosce. Non sento più dolore, ma piacere immenso che entra in tutti i pori. Fai una pausa, brevissima, ma che sembra eterna. Ho gli occhi chiusi. Mi aspetto tu mi dica di girami, sono pronta. Con una mano, invece, mi divarichi le gambe, non capisco ... Secco, più forte degli altri e con violenza inaudita mi sferzi un colpo sulla fica ormai diventata un lago. "Questo è perchè ti sei dimenticata del mio compleanno!!" L'orgasmo raggiunge il suo apice supremo ... In questo momento non so più chi sono, dove sono, cosa faccio lì. La mia mente è una nebbia informe incapace di pensare. Anche tu sei sfinito, spossato, sudato ma eccitato come non mai. Il tuo affannoso respiro contro di me mi rinfresca come l'aria di un mattino in estate. Sto meravigliosamente bene. Stanco strisci sulla mia schiena ormai incandescente come cercassi un appoggio, il tuo sudore sembra fresca rugiada e lenisce il bruciore delle frustate. Ti lasci andare quasi a peso morto su di me, fatico a sostenerti, sei pesante. Non dico niente. Vorrei che questo istante durasse per sempre. Un nuovo brivido mi scuote tutta, il tuo membro nel pieno dell'erezione preme contro la mia schiena, schiacciato fra i nostri corpi fradici di sudore. Sono talmente appagata di quanto accaduto che non immagino tu voglia più fare altro ... benchè io lo desideri. Mi sbagliavo. Di scatto mi prendi la mano e mi infili un dito in bocca dicendomi di succhiarlo, non mi lasci il tempo per farlo bene che quasi spezzandomelo lo infili nel mio culetto. Me lo spingi dentro e fuori come se fosse un vibratore, poi due e poi tre dita, sempre più veloce. Mi gira la testa, il cuore batte a mille in gola, mi sento svenire ... ma resisto. Non sento più le mie dita che si muovono dentro, ma qualcosa di molto più grosso, profondo e caldo mi sta penetrando con forza inaudita. Sembra raggiungermi il cervello. Mi sbatti con violenza contro il freddo lavandino, forte ... sempre più forte ... ancora di più ... mi tieni i fianchi per dosare meglio i colpi e maggior controllo del mio corpo, i seni penzolano come batacchi di campane scandendo il ritmo dell' amplesso. Io sotto di te mi muovo come una bambola di pezza seguendo in simbiosi i tuoi movimenti ritmici. Ormai la mia volontà è fusa con la tua. Sono in balia dei tuoi voleri, pazzi voleri, meravigliosi voleri. Un orgasmo sublime ci sorprende all'improvviso, da lasciarci senza fiato. Sta entrando in me il tuo sperma caldo: tutto quello che il mio Padrone ha riservato alla sua schiava in quel momento. Sfiniti cadiamo sul pavimento freddo e bagnato dai nostri umori. Calmo, ma sempre con il fiato lungo, riesci a dirmi " ecco...il regalo per il mio compleanno !". LTS |