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Erano belli gli anni del Liceo, vero? Tutti bene o male ne ricordano la spensieratezza e il leggero senso di inquietudine mentre i Prof invece di "spiegare" decidevano di interrogare a "sorpresa", allora il dito scorreva giù e giù la lista degli alunni, chi era tra i primi dellelenco spesso tirava un sospiro di sollievo una volta passato il dito, ma a volte rimaneva di ghiaccio quando dimprovviso sentiva dire : "mmm..vieni tu M."
..e a chi poteva succedere? Al sottoscritto quasi avessi una calamita per quel diavolo di dito.
Cerano poi i Prof che quasi si scusavano con lo sguardo dopo aver chiamato un impreparato e chi sembrava davvero godere dellaver inflitto un brutto voto a un impreparato, ad esempio la Prof di Inglese che sprizzava cattiveria dallo sguardo quando poteva mettere un 4 un misto di cattiveria ed eccitazione, che piu volte ho provato. Accadde un bel giorno mentre frequentavo il terzo anno che il Prof di matematica, un uomo tutto dun pezzo, mi chiamò alla lavagna facendomi fare una figura meschina..ricordo ancora le voci delle compagne secchione che ridevano di me e dai loro banchi spuntavano le loro gambe accavallate che sembravano ballare per il movimento derivato dalla risata.. So di essere un feticista, lo sono sempre stato, ma era la prima volta che in pubblico venivo umiliato in quel modo. Il briciolo di orgoglio che ancora mi rimaneva mi aveva portato a cercare di impegnarmi per risollevare le sorti dellanno che come si sa è lanno dei "tagli", per farlo avevo contattato un amico di famiglia che per anni aveva fatto ripetizioni di matematica e fisica, ma che per impegni fittissimi mi aveva indirizzato a rivolgermi a sua figlia, neolaureata in matematica.. matematica.. pura, quella che secondo alcuni fanatici spiegherebbe addirittura la creazione del mondo! Telefonai alla ragazza, di nome Michela, e spiegatole laccaduto le chiesi qualche ripetizione, ci accordammo per il giovedì (era il martedì quando chiamai) e da quel momento iniziai a fantasticare su come potesse essere cambiata la donna che io ricordavo ancora come una teenager vista con gli occhi inesperti di un bambino. Il giovedì arrivo e io, armato di "coraggio" con zainetto, penna e quaderno arrivai sotto il portone di Michela, un edificio piuttosto isolato nella zona nuova della mia città. Una voce rispose al citofono allegra, "sali!" Salito al terzo piano porta aperta e vedo Lei, Michela, in jeans e ciabattine che mi aspettava sulla porta con sguardo amichevole e cordiale, per mettermi a mio agio, riuscendovi devo dire. Era una bellissima donna sui 25 anni, mora capelli ricci e un bel fisico Dopo cinque minuti di convenevoli, "caffè?", "no, grazie, lho preso uscendo di casa" e cose simili mi diceva "ti sei fatto grande, lo sai?" io lo sapevo bene (eheh) infatti il mio sguardo insisteva sulle ciabattine che racchiudevano un al calduccio un bel paio di piedini che a un primo sguardo potevano sembrare un 36/37, non di più. Arrivati al suo studio mi chiese se volevo un lato o laltro della scrivania. In un baleno le mie doti di perfetto feticista professionista (almeno nei sogni!) mi fecero individuare e conquistare il posto dal quale sicuramente potevo vedere meglio, il quaderno e le gambe di Michela! Inizia la lezione, Lei , come speravo, accavalla le gambe e fa dondolare quel piedino su e giu mentre con convinzione e piacere maniacale trovava sempre il risultato di quegli enigmi chiamati "logaritmi", io la guardavo con un misto di eccitazione ed ammirazione, Riusciva a farmi capire qualcosa! Come da solito mentre sono a casa altrui chiedo di andare in bagno con fare meno sospetto possibile e cerco di spiare qui e là per trovare un qualcosa della Dea che era nell altra stanza. Come spesso accade trovo scarpe negli armadietti più impensabili e cerco di fare alla svelta per non destare sospetti e studiare la disposizione del tutto per poi "approfondire" nei giorni seguenti (avevo da imparare la matematica!). Caso volle che trovai un paio di gambaletti ancora tiepidi, forse li aveva portati durante la mattinata. Credete che me lo sia fatto ripetere? No! In tasca il gambaletto e via di li come se niente fosse! Daltronde ero stato in bagno più di qualche minuto e al mio ritorno lei mi guardava sempre sorridendo ma mi chiese "ma stai sempre così tanto tempo in bagno!?" con una sonora risata e io rosso come un peperone mi scusai adducendo come attenuante che non riuscivo a riaprire la porta dallinterno forse per la serratura difettosa. Finita la lezione tornai a casa dopo averla salutata e dopo essermi accordato per rivederci il sabato, dato che era lunico giorno residuo della settimana in cui aveva tempo per me. Durante il tragitto per casa stringevo il mio trofeo nella tasca e sognavo di.. giocarci! Potete immaginare i sogni che potei fantasticare su quegli oggetti! Ed eccomi di nuovo lì davanti al cancello in pole position con il mio buon vecchio scooter, amico e testimone di mille avventure! La voce di Michela è diversa oggi, più seria. Salgo e lei sempre col suo sorrisone, ma si vede che è stanca. Soliti convenevoli, solito caffè e solita matematica! Oggi però la Dea Matematica indossa scarpe, tacco medio ma lo stesso molto affascinanti per un cultore come me :o)) Spiega e sembra più decisa nel farlo, meno chiacchiere e più serietà nel lavoro.. a volte mi fa delle domande per vedere se ho capito e quando rispondo male la vedo e sembra che pensi "tutti uguali questi ragazzini, ignoranti e un po tardi di comprendonio". Dun tratto una smorfia di dolore, le chiedo cosa abbia, le mi risponde sorridendo "un sassolino nella scarpa che ho da stamattina ma non sono riuscita a togliere", per me quella frase era un pallone a mezzaltezza da spingere solo in rete, un gol che anche mio nonno senza occhiali avrebbe segnato (scusate la metafora calcistica!). Eccomi pronto dirle "posso dare unocchiata io? So quanto sia fastidioso e ormai ho imparato a capire dove si possa nascondere un sassolino" Lei per niente titubante, mi porge il piede che passa perfettamente sotto la scrivania e mi guarda come a dire "ancora lì sei?" io prendo il piedino, tolgo la scarpa e comincio a scrutare dentro alla ricerca.. del sassolino per me era un'occasione unica.. ovviamente dentro non trovai niente ma non appena alzai lo sguardo vidi il suo piedino destro che si contorceva.. io direi alla ricerca di attenzioni! Lo presi ero un posudato per lemozione e cominciai a massaggiarlo. Sguardo chino, avevo paura che la sua reazione potesse non essere delle migliori. Con mia sorpresa la vidi con gli occhi chiusi, la testa leggermente reclinata all indietro. Poi li riapre e mi guarda compiaciuta negli occhi, e mi chiede di lasciare il mio posto e di andare sotto la scrivania, mi disse "sei molto bravo, sai, adesso puoi occuparti anche dellaltro accomodandoti sotto la scrivania". Ero un automa non me lo feci ripere e saltai giù dalla sedia fin sotto la scrivania. Era il mio sogno. Ma una volta giù laltro piede mi blocca il collo allaltezza della gola e lei sbraita "Allora i miei sospetti erano fondati! Sei stato tu ad avermi rubato i gambaletti!" io trasalii, mi ero dimenticato di averlo fatto e non mi ero preparato neanche un alibi, anche se non ce nera più bisogno ovviamente. "Tutti uguali voi ragazzini, cosè una generazione di feticisti!?" continuò, vi giuro che il fiato mi mancava per la pressione del piede ma leccitazione non mi aveva fatto più capire nulla! Ero in balia dei suoi piedi e della scarpa residua che ora premeva sulla mia gola come una ghigliottina! "Ora rialzati e vai subito a casa, brutto ladro e non credere che sia finita qui, ti farò vergognare di esserti comportato così!" Bene amici era iniziato tutto con una figuraccia in classe, ora mi ritrovavo con lo stesso "problema". Andai a casa eccitatissimo ma anche con la paura delle possibili ripercussioni del mio gesto, fatto con istinto e di cui non mi pentirò mai. Passai la notte insonne a pensare, immaginare, ricordare il suo piede che mi bloccava il respiro.. arrivò la mattina e ricomiciai con la scuola. Pomeriggio squillo di cellulare, Michela. Balbettai un "pronto, ciao Mich.." ma una voce perentoria mi diceva "Oggi pomeriggio. Alle 17 a casa mia, ti devo parlare" seguito da un bip.. aveva riagganciato. Continua |
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