Un amore sofferto (2)
di Luca
Questo è il mio primo racconto. L’ispirazione mi è venuta da un fatto realmente accaduto ma il resto è frutto della mia fantasia e della mia immaginazione.

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La risata di Sara era dolcissima, rideva per puro divertimento perché la faccia di Luca era stata veramente buffa e spaventata. Infatti lui era quasi caduto all’indietro quando la porta sulla quale era appoggiato da ore si aprì di scatto, era stupito ed incredulo, si aspettava di vederla apparire davanti a lui mentre saliva con l’ascensore invece lei era adesso sopra e dietro di lui che ancora non capiva, aveva suonato e non aveva udito risposta ma questo ora non gli interessava, lei ora era li e a lui bastava. "Scusami" disse "Oh non ti preoccupare, sei stato molto bravo ad aspettare" ora lui la vedeva bene, era scalza con una camicetta bianca innocentemente mezza aperta e un jeans chiaro, semplici capi a cui lei dava però vita propria. "Non posso farti entrare ma dimmi una cosa, ti è piaciuto ieri? Ne sei contento?" "Si" lei lo prese e lo baciò, un bacio strano non solo perché inaspettato ma anche perché era lei a baciare lui, ma era fredda non provava nulla e lui lo sentiva.

"Ti sei eccitato? A casa ti sei masturbato?" la risposta fu la stessa della precedente ma meno sicura, più timida, la mano di lei si portò dentro i suoi pantaloni, gli tastò le palle e il cazzo che fece per indurirsi ma una stretta decisa lo bloccò "Non voglio che tu lo faccia mai più,puoi eccitarti quanto vuoi ma MAI venire se non lo voglio io, CAPITO?". Questo suo continuo passare dall’essere dolce all’essere puttana lo annientava e lo eccitava ma la stretta andava aumentando e quindi si affrettò a rispondere, ancora una volta la risposta fu affermativa. "Tieni…questa è una lista di cose che mi serve per la prossima volta che verrai qua mentre questa è la lista della spesa che mi serve stasera, prendi tutto e poi lasciala fuori dalla porta, prima delle 8…ciao"prima di togliere la mano strinse ancora più forte poi chiuse la porta.

Luca rimpianse di non aver preso la macchina, aveva tre sacchi pieni di roba più una cassa di birre e due cestelli d’acqua e la strada da fare non era certo poca, in ogni caso prima delle 8 lasciò i sacchi e tutto il resto e stanco morto si fermò a fissare quella porta, avrebbe voluto suonare per far vedere che era li di nuovo, per dimostrarle che aveva fatto quello che gli era stato richiesto, per rivederla.

Invece se ne andò, solo e pensando a quanto fosse stata stronza a farlo venire sottolineando che Arianna non ci sarebbe stata, come se avessero potuto amplificare il loro rapporto senza di lei, invece, come sempre, a Sara non interessava nulla di lui se non divertirsi un po’, Luca lo sapeva e per questo impazziva.

La giornata seguente la passò un po’ in università e un po’ cercando quello che diceva l’altra lista, ricerca che non fu semplice perché le cose erano tante ma soprattutto specifiche e si trovavano solo in alcuni posti e cosi tornò a casa senza aver trovato tutto ma con una grandissima voglia di rivederla, rimase parecchio a pensare se mandarle un altro messaggio o meno ma alla fine desistette e sprofondò nel divano pensando a lei e a quanto e perché ne era attratto e sulla sua attuale situazione, situazione che lo eccitava ma anche intimoriva perché non ne vedeva un’uscita, ma questo non importava.

Passarono un po’ di giorni nei quali lui continuava a pensarla e a compiere quello che lei gli aveva chiesto senza però mai sentirla, e facendo continuamente aumentare l’ansia nell’attesa, attesa che lo rendeva nervoso, impaziente, quando all’improvviso arrivò un messaggino sul cellulare "non mi interessa dove sei, porta qua il tuo culo in 15 min" subito si alzò ed usci dall’aula universitaria.

Arrivò in ritardo, trovò la porta d’ingresso socchiusa e con un timido permesso entrò. "Avevi 15 minuti e ce ne hai messi quasi il doppio, ti faccio il favore di farti venire qua ed arrivi in ritardo? Forse non ci siamo capiti, tu non ti devi più permettere di chiamarmi, mandarmi messaggi o altro, non me ne frega nulla di quello che fai o non fai, di quello che pensi, saremo io o Arianna a chiamarti quando avremo voglia di servirci di te, tu devi solo cercare di fare quello che ti chiediamo, è tanto difficile? Cos’è, non dirmi che pensavi che facendomi da oggetto di divertimento sarebbe stato come stare insieme? Te l’ho gia detto, non accadrà mai! Questo è il solo ruolo che sono disposta, forse, a concederti, perché è l’unico che ti si addice, del resto hai ammesso che ti piace…è forse stato il fatto che sono stata buona con te? Era la prima volta, da oggi sarà peggio….a cosa sono dovuti tutti quei messaggi e quelle telefonate? Parla!" Luca continuava a fissare il pavimento come un bambino che sa di aver combinato un grosso guaio, non riusciva nemmeno a guardare i piedini di lei agitarsi sul bordo del tavolino su cui erano appoggiati, era in tranche ma sapeva che doveva rispondere, solo che non sapeva cosa, o meglio la verità non voleva dirla. Lei si alzò, gli andò vicino e improvvisamente gli afferrò i capelli per fargli alzare lo sguardo "Oh! Mi rispondi o no?" "E’….è….è stato il bacio…è stato quando mi hai baciato l’ultima volt…" le risa di Sara e Arianna lo interruppero, erano risate di gusto che lo mettevano ancora più a disagio e in imbarazzo. "Sei proprio una checca! Non dirmi che ti è piaciuto quel bacio…..l’altro giorno non ti ho fatto entrare perché c’era qua Filippo e il bacio te l’ho dato solo per pulirmi dopo che mi era venuto in bocca….comunque non ti preoccupare, oggi ci scoperemo anche te e spero che tu capirai quale è il tuo ruolo una volta per tutte" "Basta parlare" si intromise Arianna "Portami quello che dovevi comperare, lo hai preso vero?….Che fai? Striscia e lecca il pavimento mentre ti muovi. Luca era distrutto, non si era reso conto della particolarità di quel bacio ma ora cominciava forse a capire quale sarebbe stato realmente il suo compito, il suo ruolo e che comportamento avrebbe tenuto Sara nei suoi confronti. "Già che sei con la lingua di fuori e ti trovi li sotto che ne dici di lucidarmi un po’ la suola di questi stivaletti mentre io controllo che hai preso tutto?" non si aspettava una risposta e non la voleva, mise la punta quadrata in pelle di coccodrillo in bocca a quello che ora era un lecca scarpe e aprì i pacchi. Sì senti tirare via le scarpe, poi i calzini, poi le mani di Sara gli aprirono i pantaloni e tirarono via pantaloni e mutande mentre un piede gli premeva la faccia contro quello di Arianna, gli furono tolti anche i vestiti rimanenti e mentre Arianna si alzò e gli camminò sopra sprofondando coi piccoli tacchi nella schiena prima e nelle cosce poi Sara lo afferrò per il sesso chiedendo se era venuto dall’ultima volta, rispose di no, gli tastò le palle piene, le strizzò poi: "Dato che sei arrivato tardi non potrai venire neanche oggi, guai a te se lo farai, dovrai cercare di controllarti in ogni caso".

"Tanto per cominciare iniziamo dal tuo aspetto fisico e cerchiamo per quanto è possibile di renderlo meno ripugnante" e incominciarono a depilarlo integralmente usando la ceretta bollente e tirando via lentamente le strisce, dopo poco iniziò ad urlare anche perché Sara voleva fare del suo membro una statua di cera e gli versò sopra tutto il contenuto fumante del pentolino "Va che non puoi mica urlare così, non vogliamo avere rogne con i vicini. Cosa credi che ci stiamo divertendo a farti la ceretta? Dovresti ringraziarti perché abbiamo deciso di occuparci del tuo corpo cercando di migliorarlo, anzi ogni volta che ti togliamo una striscia di peli dovrai ringraziarci…" STRAP Arianna gli tolse una striscia dal petto e lui prontamente"grrrazzzieeeh…" ma lei gli pizzicò violentemente un capezzolo "Cos’è credi che basti questa specie di lamento? Impara a portarci rispetto devi dire: grazie perché state migliorando il mio schifo di corpo" Straaaap, un’altra parte di corpo depilata, "ah! Grazie perché state migliorando il mio schifo di corpo" straaaaaaap!

Soffriva, soffriva parecchio mentre loro due si divertivano parecchio, specie quando gli depilarono le palle e il solco delle chiappe tirando via i peli un po’ a mani nude, e il più delle volte restavano li e andavano ritirati, un po’ con le pinzette a ciocche più o meno folte.

"Guarda come sei bello adesso, mi viene voglia…" e Arianna incominciò prima a massaggiarli le palle e poi a leccarle mentre l’altra gli v’infilava un anello metallico alla base e uno alla base del pene per poi infilarselo in bocca. Le labbra dolcemente avvolgevano il membro mentre salivano fino a lasciarlo libero, sempre più pieno di eccitazione, per poi riavvolgerlo subito sensualmente in un nuovo lungo bacio mentre la lingua giocherellava tra le sue palle che venivano poi risucchiate, come cioccolatini, una alla volta dalle labbra vogliose. Fu in uno di questi saltelli delle due lingue che queste si incontrarono salutandosi in un bacio che si stampò nella memoria di Luca, indelebile, facendolo eccitare ulteriormente e accrescendo cosi la sua voglia di liberarsi in un orgasmo unico ma il monito di Sara e soprattutto gli anelli glielo impedivano aumentando la sua frustrazione e la voglia delle due che in poco furono nude sopra di lui. Sara s’impalò sul suo membro mentre Arianna si sistemò sulla sua bocca, come gia aveva fatto la prima volta, andando a cercare con le proprie labbra i capezzoli eretti dell’amica. Luca non capiva più nulla, godeva ma soffriva, stava finalmente scopando con Sara ma lei non stava scopando con lui, leccava il buco del culo di Arianna che per ringraziarlo lo stringeva a se rendendogli difficile, se non impossibile, la respirazione ma di tutto questo era felice, consapevole e felice di essere solo un oggetto di divertimento. Consapevolezza che aumentò quando Arianna gli mise una grossa zucchina in bocca per poi scoparsela, vedeva la zucchina sparire sempre più velocemente e sentiva le labbra della figa di lei sulle sue per poi rivedere la zucchina. Non ce la faceva più, era sottoposto ad una tortura fisica e visiva, voleva godere, voleva venire anche lui, come Sara che ora, in preda all’orgasmo gli strizzava le palle "soffri, soffri cucciolo, soffri per me e per lei, soffri per farci felici, soffri perché ne sei felice anche tu". Appena lasciò le palle e si spostò da li lasciando un cazzo in erezione massima il suo posto fu preso dall’altra mentre lei si faceva ripulire dalla bocca di lui. Poco dopo anche Arianna stava godendo, liberò lentamente l’uccello e poi violentemente lo liberò dagli anelli, questo fece male a Luca che però era più spaventato dal fatto che ora era solo la sua volontà ad impedirgli di venire, Arianna si riabbassò su di lui andando a sfiorargli con le labbra gonfie la punta e a stimolarlo continuamente mentre l’altra all’orecchio gli sussurrava di non venire. Luca tremava, non resisteva più stava per cedere quando le dita di lei assunsero la funzione dell’anelo sulle palle e lei ricadde a peso morto sul membro in tiro di lui, piegandolo e provocando un immediato calo dell’eccitazione e un grandissimo dolore e un urlo smorzato dal culo di Sara. Le due si diedero un ultimo bacio e contemporaneamente si alzarono, Luca si portò le mani al sesso per dare una protezione che oramai era inutile. "Sei stato bravo, non sei venuto, puoi portarci di la e stare con noi." Si mise a quattro zampe e se le caricò a cavalcioni sulla schiena, in due erano abbastanza pesanti, arrivò al divano si sedettero e lo fecero sdraiare ai loro piedi, piedi che lui iniziò a leccare avidamente. Le guardava e le vedeva felici, le guardava e si sentiva felice, felice di rendere felici due donne cosi belle, capì che solamente per poter ritrovarsi in quella posizione a baciare e massaggiare quei quattro splendidi piedini avrebbe fatto qualsiasi cosa, chiuse gli occhi e continuo a succhiare le dita. Sara si appoggiò sulla spalla dell’amica baciandole il collo poi insieme lo guardarono li remissivo ad occhi chiusi e spinsero più a fondo i loro alluci nella sua bocca.

Continua