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IL VANGELO DI EROS
Florence Dugas

*****
Recensione di Prince d'Aquitaine

Titolo:
Il Vangelo di Eros

Autore:
Dugas Florence

Editore:
ES Editrice

Anno:
2001

Prezzo:
15,49 euro



Florence Dugas è una scrittrice, vera. I suoi libri hanno un valore letterario non sono solo letteratura di genere. Però è letteratura in cui il sesso e il sadomasochismo sono sempre al centro, come esperienza estrema del corpo umano, che è l'oggetto glorificato sempre e comunque nell'opera dell'autrice. Le storie di Dugas sono sempre storie di esperienze estreme, di ricerca dell'assoluto. Sono storie che non ammettono critiche né giustificazioni. Su ciò il titolo (bellissimo) di questo libro è già abbastanza eloquente. Per chi non conosce l'autrice avverto che il filone è quello dell'unione di Eros e Thanatos.
Nell'universo letterario di Florence Dugas l'amore e il sesso - appunto come esperienze estreme - sono il succo della vita e portano inevitabilmente alla morte.
Viene narrata in prima persona la vicenda tragica e intensissima anche sentimentalmente (con buona pace di chi crede che Dugas voglia rappresentare la mancanza d'amore) di tre giovani, Laurence (io narrante), Marie-Agnès e Pierre. Quest'ultimo, omosessuale libertino, ha vissuto nell'adolescenza un intenso rapporto incestuoso con Laurence, sua sorella. Marie-Agnès è la fidanzata ufficiale di Pierre, che frequenta un torbido giro di uomini che lega piacere e pericolo.
Alla morte di Pierre inizia una relazione tra le due ragazze, nel segno della memoria di lui... fino alla morte di Marie-Agnès. Non dico altro per non togliere il gusto della lettura.
Il libro è pieno di scene erotiche ma a parere di chi scrive risulta meno immediato, meno coinvolgente degli altri dell'autrice. Intrisa di citazioni e di riferimenti ai riti di certe sottoculture omosessuali maschili, è l'opera più lunga e complessa di Florence Dugas, con una struttura narrativa curiosamente complicata. Inizia dalla fine, con una pagina di diario di Laurence che ricorda la ex compagna morta. Poi in un lungo flashback racconta la loro storia, intersecandola con altri flashback sulla vita di Pierre. Come se non bastasse, i capitoli che narrano la vicenda (tutti intitolati a un luogo, quasi sempre a Parigi, ma questa volta anche a Roma per una breve vacanza) sono intercalati da stralci di un testo semiautobiografico che Laurence sta scrivendo in cui guarda caso una delle protagoniste si chiama Florence e in cui attraverso una serie di scambi di ruoli e caratteristiche sono rappresentati certi aspetti della storia di Laurence stessa. Una parte del libro è ispirata a Crash di Ballard (o al film di Cronenberg?), ci sono riferimenti alla musica rock, ma soprattutto una serie di citazioni dalla Filosofia nel boudoir del Divino Marchese, utilizzate da Laurence.
Questa struttura è un impegnativo esercizio per la scrittrice e poi per noi lettori, ma non è solo fine a se stessa, allude a un intreccio inestricabile tra letteratura e vita, tra storie raccontate e storie vissute, tra suggestioni immaginarie e azioni reali, che alimenta il piacere e la vitalità di Laurence, la vera mente pensante al centro della vicenda. Ma serve anche all'autrice a condurre un sottile gioco con il lettore: chiamando Florence la protagonista della storia scritta da Laurence fa entrare se stessa nella narrazione come personaggio immaginario, per dirci che tutto il mondo dei suoi libri è inventato o forse al contrario per dirci che lei è una Laurence, una donna che ha vissuto davvero cose simili a quello che racconta. Ragionateci quanto volete, il fatto è che non lo sappiamo. L'autrice ci dà l'idea di parlare di sé, di entrare nella sua vita vera al di là delle pagine scritte, poi si ritrae.

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