Era venerdì, io mi chiedevo quando sarebbe stato pubblicato, sempre se fosse stato pubblicato ovviamente, l'annuncio che tante palpitazioni mi aveva già causato.
Il week end tra amici passa velocemente, la mente ha archiviato questa pazzia momentanea, si riprende come al solito, contenta dopotutto della vita che conduco, felice e tutto sommato appagata.
Arriva il lunedì, giorno che quasi tutti, come me del resto, odiano, non ho voglia di far niente, starei a letto tutto il giorno pigra come non mai, ma poi il computer mi reclama, mi torna in mente il mio “gioco” e allora, curiosa come solo io posso esserlo, vado a controllare…….oddio, il cuore salta in gola, il respiro si affanna, le mani sudano e tremano, gli occhi continuano a ripercorrere le righe che io ho scritto e che ora sono impresse sul video, non più solo mie ma di tutti, rido di disperazione e felicità allo stesso tempo, non sono più l’unica artefice del mio destino, chissà se qualcuno leggendomi troverà lo stesso piacere che provo io leggendo altri, chissà se qualcuno troverà queste poche righe almeno un po’ interessanti e gli verrà la voglia di rispondermi.
Le mie mani volano sulla tastiera per andare a controllare la mia posta, quando arrivo alla pagina penso che ci sia stato un problema, un errore, ci sono 35 messaggi e sono solo le 8,30 di mattina.
Entro e li vedo, sono lì, stanno aspettando che io li legga, aspettano me, un senso di potere mi avvolge e mi sento felice come solo un bambino può esserlo, una felicità che sa di purezza.
Faccio scorrere i nick, ripeto i nomi a fior di labbra, con un senso d’ebbrezza, poi scorgo il suo messaggio, il primo ad arrivarmi. Apro la tua mail, il mio sguardo si fissa sulle parole, continuo a rileggere le righe per essere sicura di non essermi sbagliata. Eccole, sono li le parole che mi avvolgono come una calda coperta prendendosi cura delle mie paure. Si, tu sarai il primo a cui scriverò.
Mi sei entrato nel sangue con poche righe e per questo la paura di deluderti è ancora più grande, per questo nella mia risposta cerco di mettere le mani vanti, di scoraggiarti quasi. Dandoti il mio numero di telefono lascio che sia tu a decidere per noi. Che strano provare sentimenti così contrastanti tra loro, vorrei che mi richiamassi subito e nello stesso momento prego perché tu non lo faccia.
Quando sento il primo squillo sono in camera mia, le mani tremano il cuore in subbuglio, rimango a fissare il mio cellulare per quella che mi sembra un’eternità ed invece sono solo pochi secondi. So che non posso non risponderti, è troppo grande la voglia e la curiosità di scoprirmi e farmi scoprire, un timido pronto e la tua bellissima voce mi incanta stregandomi, due parole sole e la promessa di richiamare tra brevissimo mi lasciano confusa, mi manca l’aria ho bisogno di calmare i miei nervi tesi fino al limite. La tua voce che non mi lascia, rimbomba nella mia testa, impossessandosi del mio corpo. Ancora lo squillo, nei giorni a venire attenderò con trepidazione questo suono che ora mi getta nella più profonda incertezza, non voglio rispondere ma la mia mano non mi ascolta e sta già aprendo il cellulare. Cerco di fare la disinvolta non voglio farti sentire le mie emozioni, voglio farti credere d’avere tutto sotto controllo così ti dico la più banale delle banalità “che bella voce hai” intendiamoci, è assolutamente vero, starei ore ad ascoltarti ma, appena pronunciate queste parole mi rendo conto che ho già sbagliato, ovviamente tu non tardi a farmelo notare rimettendomi subito al mio posto, facendo così crollare in un attimo il castello di carta che mi ero costruita per proteggermi. Ora non ho più il coraggio di dirti niente, mi sento sciocca, ma tu che sciocco non sei mi prendi per mano e la tua voce mi porta esattamente lì, dove sogno di andare da sempre, quando dopo quasi due ore chiudo il cellulare, il sorriso che mi distende il viso parla di noi, lo stupore si legge riflesso nei miei occhi sognanti per aver provato cose mai provate.
Il mio primo giorno da schiava finisce così, sogni, speranze, bisogni che presto verranno esauditi, me lo sento nell’anima