Che settimana, Lunedì un incontro che ha portato ad uno scontro molto forte, ho pensato potesse finire tutto tra noi, Martedì sono continuate le incomprensioni.
Quando sei così in alto cadere fa davvero male.
Ma ecco che mercoledì il sole torna a fare capolino, ci vediamo, un po impacciata all’inizio poi tutto torna come prima, anzi meglio di prima, momenti bellissimi, pieni di emozione, mi fai sentire importante, unica, poi la fantasia vola così oggi ci dedichiamo al bondage, la posizione non è certo delle più comode ma sicuramente d’effetto, la catena infilata in un tubo di gomma flessibile passa intorno al mio corpo, intorno alle gambe e poi mi appendi al paranco, ondeggio, mi sembra di fluttuare nell’aria.
Per evitare che possa farmi male mi fai appoggiare alla panca, non posso muovermi, posso solo aspettare che tu faccia ciò che vuoi di me e tu lo fai, inizi a giocare col mio corpo fino a sfinirmi, ma ora sono felice, felice di essere tua, felice di essere la tua schiava.
No, non dovevamo vederci oggi, ieri quando ci siamo lasciati avevamo stabilito di vederci venerdì per cui avevo già programmato la giornata, poi la tua telefonata…
“cosa devi fare oggi?”
La mente inizia a vorticare, perché me lo chiede? Vuole vedermi? Come posso organizzarmi….
“niente in particolare, sono libera, le solite cose” naturalmente non è vero
“allora portami il tuo corpo che ho voglia di te”
Il cuore come sempre inizia la sua furiosa corsa, l’eccitazione rende sensibile il mio corpo, vorrei essere già lì con te.
Ci vediamo verso le 12 ed io ho una fame da lupo, così andiamo a prendere un trancio di pizza, non vuoi far morire di fame la tua schiava.
Entriamo nel nostro rifugio, mi spoglio, ci sistemiamo sul divano prendi un pezzo di pizza, lo mastichi, ti avvicini e me lo passi con un dolcissimo bacio, oggi mangio così, dalle tue labbra.
Poi dolcissime carezze e coccole che mi fanno rilassare
“ti voglio frustare oggi, voglio metterti in modo che tu non possa muovere nemmeno un muscolo, sai la colpa è tua, mi fai piace troppo frustarti ”
Si lo so, lo sento quando i tuoi colpi raggiungono il mio corpo, forse ti piace tanto perché io sono nata per questo, anche se il dolore è molto forte la mia pelle non rimane segnata facilmente, così tu puoi divertirti più a lungo.
Ma oggi sarà diverso lo so, lo avverto nell’aria
“ti legherò in modo che anche solo l’aria che accarezza la pelle i faccia sussultare”
Mi piace la frusta ma ora ho paura, mi porti sulla panchetta, la inclini in modo che possa, piegandomi un po in avanti, appoggiare il busto, mi metti le polsiere e le cavigliere, ti guardo mentre esegui la tua danza, senza fretta perché si possa assaporare le emozioni mi prepari, ti fermi, mi guardi, poi sembri riflettere su come mettere le gambe, le sposti, le posizioni e poi passi alle braccia, sempre senza parlare, sono sicura che avverti la mia paura, la mia ansia, ogni tanto mi guardi e mi sorridi oppure mi accarezzi delicatamente, alla fine mi ritrovo con le gambe e le braccia in trazione, decisamente non sono posizioni comode ma almeno oggi posso appoggiare il busto, tutto sembra pronto ma tu improvvisamente ti fermi, mi guardi negli occhi, io mi perdo nei tuoi, mi sleghi le mani metti dietro di me una poltroncina, mi fai allungare su di essa e poi mi infili un dildo, lo muovi un po quando sei soddisfatto mi fai ritornare nella posizione di prima, rimetti le braccia in trazione, ora sono ancora più tirate ispetto a prima, sono molto eccitata, te ne sei accorto quando mi hai messo il dildo, ma quando capisco che mi vuoi mettere anche le mollette ai capezzoli vorrei fermare tutto, metti la prima, avevi ragione sai, così non riesco a muovere nemmeno un capello, sono completamente immobilizzata, per cui posso solo pregarti e implorarti di toglirla, ma quando vuoi una cosa la fai, semplicemente, la seconda è anche peggio della prima e il dolore aumenta con il tempo anziché diminuire.
Inizi a frustarmi, nonostante le mollette (o forse proprio per queste) sono così eccitata che vengo subito, mi dai più di trecento colpi prima di fermarti, o provato a implorarti, a pregarti e supplicarti di smettere ma invano, sembra che coli lava sulla mia schiena, nemmeno il mio pianto ti ha fatto fermare, ti avvicini al mio viso, mi accarezzi aumentando così il mio dolore, e mi sussurri
“voglio solo farti riposare un po amore mio, tra poco ricomincio”
Una scarica di adrenalina invade il mio corpo quando pronunci queste parole, so che niente potrà farti cambiare idea ma io ci provo a farti capire che non resisto più davvero, la pura di sentire il momento in cui ti allontanerai da me per iniziare di nuovo a frustarmi non mi permette di rilassarmi, e quando ciò accade sento tutti i muscoli del corpo contratti, ricominci, alterni colpi forti, frenetici, ritmati, non riesco più nemmeno a pregare, resto lì a ricevere i tuoi colpi, inerme
“non mi voglio fermare più, voglio continuare per sempre”
E mentre lo dici stringi la molletta sul mio capezzolo, il dolore sovrasta qualsiasi cosa e sono persa.
Non li conto nemmeno più i copli, si abbattono sul mio corpo bruciando la pelle. Ti fermi alzi la mia testa, mi guardi negli occhi e capisci che non ho più niente, non ho più volontà ne forza, non ho più me stessa, mi sento come in trans, mi sleghi e mi adagi sul letto, io non riesco a reggermi sulle gambe perché la posizione tenuta per tutto quel tempo me le ha come paralizzate, ti stendi accanto a me, e inizi a sussurrare parole nelle mie orecchie, non so cosa mi dici, sento il suono ma non il senso, mi fai girare sulla schiena ed entri dentro di me, non so esattamente cosa è successo o come, so solo che una bolla si è richiusa sul mio corpo portandomi in alto, dove non c’è tempo, dove non c’è spazio dove il tutto è niente ed il niente è tutto. Estasi è la parola che m i viene in mente, penso di aver provato una stato d’estasi senza l’assunzione di droghe, non sento dolore, non sento lo spazio che mi circonda, sono aria, sono essenza, sono libera.
SONO