La selezione è finita, emozioni intense hanno accompagnato le ore trascorse, ed ora sono qui, proprio non ce lo fatta ha scegliere tra uno dei due, diversi e complementari tra loro, li guardo negli occhi e sono fiera, fiera di me, fiera di loro. Sento che ci attendono momenti indimenticabili fatti di soddisfazioni reciproche.
Camminiamo per strada, uno a destra l’altro a sinistra, leggermente indietro rispetto a me, stiamo andando nel dungeon, voglio conoscerli un po meglio, sento la loro eccitazione e ne sono contagiata, mi sento ebbra del desiderio di sentirli miei.
Quando arriviamo mi metto sul divano, sono stanca, il più intraprendente dei due mi toglie gli stivali e inizia a massaggiarmi i piedi con le mani, l’altro mi guarda imbarazzato, avrebbe voluto pensarci lui e si sente avvilito e spaventato per non averlo fatto, lo guardo e gli indico le candele
“accendile mio cucciolo, lasciamo che sia la loro luce a rischiarare i nostri sogni”
L’altro a sostituito le mani con la lingua
“bravo mio schiavo, ero sicura che la tua bocca mi avrebbe fatto provare dolci delizie””
Il tuo sguardo soddisfatto mi fa sorridere
“vieni qui cucciolo, oggi mi sento particolarmente buona e non ti punirò, ma non sempre sarà così, dovrai imparare a prevenire i mie desideri come ha fatto lui. Ora mettiti al suo fianco e prendi cura dell’altro piede”
Non pensavo che mi avrebbe dato questa esaltazione vedere in ginocchio ai miei piedi due schiavi, ora mi rendo conto che ho fatto la scelta giusta, in fondo il tre è il numero perfetto no.
Mi alzo dal divano
“fate i bravi io vado in bagno a fare pipi e torno”
“mia padrona ti prego, non andare in bagno, lascia che mi disseti di te, ti supplico”
Starei a guardarti per ore in ginocchi davanti a me che mi supplichi con le mani giunte e la testa china, prendo i tuoi capelli e te la faccio alzare, alzo la gonna e mi posizione sopra la tua faccia, ti sento inghiottire, il mio sguardo corre verso il cucciolo, inesperto ci guarda affascinato e schifato allo stesso tempo
“non preoccuparti cucciolo, non ti imporrò mai di farlo, vedrai che presto sarai tu a supplicarmi, come a fatto lui”
Quando anche l’ultima goccia è uscita sento la tua lingua che cerca di arrivare a me, si, te lo meriti, sei stato bravo ti concedo di leccarmi, di farmi godere e tu lo fai, lo fai bene.
Ora il cucciolo è molto eccitato a guardarci, il suo membro ne è la prova, vedo la sua mano che si avvicina per toccarlo, vuole darsi piacere, non sa che ora è a me che deve chiedere il permesso, che non può farlo di sua iniziativa, bisogna che lo capisca in maniera inequivocabile, appena la sua mano a raggiunto ciò che cercava prendo per i capelli il mio infaticabile linguista e gli dico
“devo far capire al cucciolo come ci si comporta di fronte ad una padrona, aiutami a legarlo alla croce”
“vieni cucciolo mio, devi sapere che se vuoi toccarti mi devi prima chiedere il permesso, se vuoi bere, se vuoi mangiare, se vuoi pisciare, qualsiasi cosa tu voglia fare devi prima chiedere a me il permesso, e se io te lo nego tu non farai quello che volevi ma ti rimetterai alla mia decisione” la mia voce rimane suadente mentre gli spiego questa regola fondamentale direi, non mi piace gridare come una pescivendola al mercato.
Mi avvicino alla croce, “vieni” ti dico allungano la mano, mi guarda spaventato ora, si avvicina a testa china, mi piace legarti, sapere che tra poco potrò fare tutto quello che voglio e a te non rimarrà altro che subire le mie decisioni.
I suoi occhini sono spalancati ora, ci osserva con paura mentre lo stiamo legando, gli giro intorno, voglio gustarmi questi sublimi attimi, percepisco l’odore della sua paura, sento la tensione dei suoi muscoli sotto le dita che lo sfiorano, chissà se nei suoi sogni a mai raggiunto una tale intensità.
Lascio che la frusta accarezzi la tua schiena, tremi aspettando il colpo che sai arriverà, ora capisco il grande vantaggio che ho, so perfettamente quello che provi perché anche io l’ho provato, so che l’attesa e la parte più difficile, per questo la prolungo, fino al limite, fino a quando gridi per poter liberare la tensione accumulata, solo allora inizio a colpirti.
Quando ti slego il tuo viso estasiato è il miglio ringraziamento che potevo ricevere.
Si, è stata proprio una giornata intensa e la mia mente già vola verso il nostro prossimo incontro dove diventerete miei a tutti gli effetti.