Ricerca veloce |
Venerdì, 26 gennaio 2007Bisogna forse essere folli per amare il BDSM?Trackbacks
URI specifico di Trackback per questa notizia
Nessun Trackbacks
Commenti
Mostra commenti
(Cronologicamente | Per argomento)
Conosco diversi praticanti BDSM tristi, e molti benpensanti felici. Rifuggo da sempre l' accostamento che chi fa Sm sia "migliore" in qualche modo di altri.
Anche perchè, al di là del "fare" Sm, ho trovato nel mondo SM dei "preconcetti" che neppure in persone di Cl ho visto... Dunque...dipende, come sempre. Inutile creare categorie, che tanto rifuggiamo dagli altri. C'è chi fa SM e chi no. Io lo faccio, allegramente . C'è chi fa Sm come una compulsione, che sfoga solo da un'ansia, e credo che non farebbe male a domandarsi perchè lo fa e cosa vuol dire. Io mai farei Sm con una persona così. Domandare non significa non accettare o criticare. monella
Sono assolutamente in accordo con quanto scrive monella in risposta al mio post sul blog...
...non credo che chi pratica sm sia migliore (o peggiore) di altri... ...credo (e anche questa è solo la mia personale opinione) che chi pretende di giudicare il prossimo o deriderlo o , appunto, si sente migliore di un altro solo per la scelta di vivere diversamente la propria essenza è esclusivamente una persona poco aperta mentalmente. La felicità di una persona è cosa più complessa e distinta. Ciascuno è felice se asseconda la propria essenza (se questa è bdsm vivendola in quel modo , se è vanilla vivendola in quest altro). Ma la ricerca della propria felicità non deve comportare (a mio modo di vedere ) la derisione , o la presunzione di superiorità rispetto a quanti hanno fatto una ricerca diversa. Infine condivido anche il concetto di un bdsm scevrò da meri sfoghi di ansia o repressione... ...ma animato da qualcosa di più profondo e gioioso. MasterAton
Dobbiamo partire, a detta del sottoscritto,dal presupposto che l'osservatore superficiale, ovvero l'individuo dozzinale e
involuto,associa il bdsm alla potenza,pura e semplice... Ora, ciò è quanto di più scorretto possa essere opinato intorno alla materia,in quanto esso rappresenta,al di là di ogni ragionevole dubbio, una delle forme più ludiche ed intellettuali della sessualità...Ed è esattamente nell'ambito di tale ottica che il sottoscritto lo vive... Pubblichiamo annunci su siti che ospitano o promuovono attività bdsm,ci riconosciamo in certe categorie,etichette,ruoli ecc.,ma sono pochi coloro che indagano il senso autentico della propria inclinazione al bdsm... Se pensiamo al rapporto e alla dialettica dom/sub ci rendiamo immediatamente conto che esso si fonda necessariamente su una ben definita contrattualità: il "contratto" tra padrone e schiava, dove ella è,di fatto, una "vittima" che cerca un "carnefice",una vittima che parla attraverso il proprio carnefice, il quale trae godimento in misura direttamente (e non inversamente) proporzionale al consenso di quest'ultima, e alla sua persuasione; perchè,se fosse vero il contrario, si consumerebbe la più atroce delle violenze... D' altra parte, venendo a me,non posso non intravedere un substratum paradossale, intrinsecamente connesso alla mia stessa condizione di "carnefice": nell'espletamento delle pratiche a cui sottopongo la mia schiava (sorvolo volutamente sulla loro elencazione),traspare ,essenzialmente,il retaggio di una "vittima" che, in questo caso, sarebbe il sottoscritto: soltanto le vittime,infatti,possono porrre in atto in modo così accurato torture e aberrazioni,che rimandano,da ultimo,a un sentimento quasi religioso,scevro di sensualità,al tentativo di raggiungimento di un'ascesi che deve essere perseguita finanche a colpi di frusta...E' proprio questa l'essenza nascosta del feticismo... Dunque, il mio atteggiamento si opporrebbe a quello del carnefice,cioè del "sadico", a tal punto che il sottoscritto si troverebbe ad essere in contraddizione con se medesimo...E' per questo motivo che si parla,a ragione, di "sadomasochismo", e non semplicemente di sadismo,per ciò che riguarda la prospettiva del "padrone" o del "carnefice"...Abyssus abyssum invocat...E' pur vero... L'essenza nascosta di cui si diceva,trova la sua species visibile nell'elemento impersonale del sado-masochismo, che identifica il teorema della violenza (o della potenza) sulla vittima, con l'idea di una ragione pura,una sorta di spinozismo degenere - un naturalismo e un meccanicismo penetrati da uno spirito matematico,in virtù del quale il soggetto (il carnefice) prova eccitazione sessuale torturando la sua schiava, ma qualcosa di puramente impersonale prevale nettamente...Ed ecco lo scacco,e un sapore amaro di sconfitta ineluttabile... Del resto,per la verità,non ho mai guardato al ludus bdsm come a una pura e semplice pratica edonistica,ma come a una sorta di rituale taumaturgico e catartico... Tempo fa mi è capitato di rispondere a una domanda che mi veniva rivolta da una persona cosidetta "normale":"Perche' una donna dovrebbe "sottomettersi" a qualcuno, dato che nella vita reale sono loro a comandare, a decidere se darla o non darla, e il quando, e a chi? " .Essa domanda incarna il senso comune,la "medietà"...A colei ho risposto dicendo che è la stessa logica che permea il senso esplicito dell'interrogazione da lei posta a svelarne la ragione; era lei stessa che si rifaceva alla "questione dei ruoli" ,sulla base di una rigida ed invalicabile dicotomia,con l'unica differenza che nella prospettiva della "schiava"si tratta di una logica,solo apparentemente,invertita; se è vero che è il masochista che forma l'uomo despota,che lo persuade a "firmare" quel contratto di schiavitù di cui sopra abbiamo discusso...Per cui è essa stessa "l'educatrice" del suo "padrone" e,dunque,la sua "padrona"... Questi passaggi,ricordano molto da vicino la dialettica hegeliana: il riconoscimento della potenza del Signore è, nel Servo,una coscienza che - mentre la potenza del Signore va declinando - sviluppa il riconoscimento della propria potenza su di lui, coscienza che diviene,dunque, sempre meno servile...Per cui la "schiava",in ultima analisi, "serve" il suo servo (il padrone),che,a sua volta, "serve" la sua schiava... Sono assolutamente convinto di questo: è difficile considerare il sadismo e il masochismo nel modo in cui consideriamo la peste o il morbo di Parkinson...La parola malattia non è appropriata, per quanto Krafft-Ebing nella sua "Psycopathia Sexualis" non sia del medesimo avviso... Qualora voleste confutare etc le mie argomentazioni siete i benvenuti...I padroni e le padrone così come gli schiavi e le schiave... Un saluto affettuoso a tutti gli inserzionisti,e all'intero staff della "gabbia". M_Neurath
Felice che il mio post abbia aperto un dibattito sull’essenza (o forse sulla natura) del bdsm mi accingo a rispondere a un commento più lungo del mio stesso articolo.
Senza voler per questo confutare le affermazioni in esso riportate essendo (mi auguro e mi pare sia così) frutto, come d’altronde è il mio articolo, manifestazione di personale opinione ed esperienza e pertanto non da altri confutabile. Unico appunto ad un commento che a tratti mi sento di condividere è l’uso del plurale ( non essendo nemmeno ipotizzabile l’utilizzo del “maiestatis” ) . Mi pare che affermare (e cito) “Pubblichiamo annunci su siti che ospitano o promuovono attività bdsm,ci riconosciamo in certe categorie,etichette,ruoli” sia la generalizzazione e la semplificazione di uno stereotipo della figura del Master in cui io e molti altri sicuramente non riusciamo ad identificarci. Mi trovo invece tristemente in accordo con quanto a tali affermazioni seguiva (e ancora citando) : ” ma sono pochi coloro che indagano il senso autentico della propria inclinazione al bdsm...”. Ma sono qui a rispondere alla parte che più mi preme approfondire del commento al mio post. Ben consapevole dell’uso delle virgolette per l’uso dei termini “vittima e carnefice” nel commento ho voluto comunque rinfrescare la mia memoria sull’etimologia di tali termini affinché la mia memoria fosse smentita o confermata. Sebbene usati probabilmente da chi ha commentato il post in senso lato, tali termini li trovo quanto di più inadeguato ad indicare il rapporto BDSM. Infatti il termine vittima (in qualsiasi accezione lo si usi, e sono 4 quelle indicate dal dizionario italiano ) si connota esclusivamente nel carattere di violenza e di non con sensualità che lo caratterizza . Vittima è secondo l’etimologia della parola Chi soggiace ad azioni ingiuste, a prepotenze, violenze . e non vale l’uso delle virgolette o il successivo richiamo al consenso della vittima fatto dallo scrivente a spiegarne la allegoricità in quanto il termine vittima indica anche chi subisce, anche senza averne piena coscienza, le conseguenze negative di errori, vizi, difetti. Senza dover fare lo stesso studio sul termine carnefice si evince come tali termini siano quanto di più lontano io ho cercato di esprimere da sempre riguardo al mio personale BDSM , che identifico come rapporto (in termini filosofici si direbbe relazione) di appartenenza e dominazione OVVIAMENTE CONSENSUALE dal quale siano tassativamente escluse tutte le accezioni che il termine violenza esprime (e con esse anche quelle ascrivibili ai termini vittima e carnefice). In particolare segnalo che in alcun caso la discussione da me proposta nel mio articolo sia stata rivolta allo studio del sadomasochismo , essendo invece oggetto el mio discertare il solo BDSM. Bisogna infatti secondo me distinguere nettamente tra BDSM (ciò di cui io parlo ) e il sadomasochismo (di cui agli studi ben noti di Krafft-Ebing nella sua "Psycopathia Sexualis") . Non fare , non comprendere , o omettere tale netta e ormai scolastica distinzione, comporta una ingenerosa confusione in chi crede di manifestare la propria essenza attraverso il BDSM e si trova dinanzi discussioni su argomentazioni cliniche ben lungi dall’essere tematica bdsm. In somma sintesi: I termini vittima e carnefice (per quanto virgolettati ) non li riconosco propri del bdsm per il loro significato e per il loro significante . La discussione che ho letto (e il cui autore ringrazio per avermi dato modo di specificare la questione) ,sebbene interessante , fondeva insieme bdsm e sadomasochismo ascrivendo all’una le caratteristiche dell’altra . Molti credono che poiichè esistono la S e la M nell’acronimo BDSM questo possa essere confuso con il sadomasochismo in senso clinico (quello studiato da Freud per capirci) … Ebbene come per il termine “vittima” io penso che il significato del termine BDSM vada oltre la sua più allusiva e innocua accezione. Non sono tipo da sconvolgersi per l’uso del termine “vittima”(e spero di aver dimostrato di averne compreso il senso meramente allegorico) … ma mi sconvolge l’uso di un termine così lontano dall’essenza del bdsm per indicare, devozione , appartenenza, sottomissione , termini questi davvero molto più forti e allegoricamente più idonei del vacuo “vittima” per indicare la magnifica sensazione di un sub che si dona al Dom e del Dom che lo accoglie , nei quali si può trovare anche la risposta alla domanda del perché una donna dovrebbe volere sottomettersi che ti è stata posta: risposta che io riassumo molto meno filosoficamente(apparentemente almeno ) nel “perché NON vuole essere una vittima” . |
Categorie
I più recentisadomaso e spessore delle persone
05, ottobre 2008 La Mistress Amazzone o Mistress Cavallerizza 22, settembre 2008 La Giuliva Siringa secondo "Herric" 21, settembre 2008 sadomaso e conoscenza di sè 20, settembre 2008 NOTA DI SERVIZIO - Commenti 19, settembre 2008 Una sculacciata per il compleanno spanking 17, settembre 2008 Feticisti fotografi ... attenti! 15, settembre 2008 BDSM DAL RING 14, settembre 2008 Mistress in pubblicità 13, settembre 2008 Il supplizio del clistere by Sonia - RACCONTI dei LETTORI 09, settembre 2008 Amministrazione |