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Lunedì, 23 giugno 2008Ancora Superman!Domenica, 22 giugno 2008Fetish sportivoMacchina sportivissima, aggressiva, un colore che non passa inosservato e ricorda la fede Ferrari. Sì ma dentro? Un vecchietto con una vecchia matrona? Ma neppure un Flavio B, capelli brizzolati e una delle tante veline vestite da veline. Questo è il look giusto. Vero? Chi ha esperienza di Germania, Olanda, Danimarca sa che uno spettacolo simile può capitare senza che in 100 si tamponino. Ogni tanto sognare non fa male. (per qualche altra foto, sempre da sogno, fai clic su "continua")
Continua a leggere "Fetish sportivo" Sabato, 21 giugno 2008Vivimilano
Lo spanking è sempre più glamour, e anche i locali italiani cominciano timidamente ad organizzare degli sparty (Spanking-Party) aperti a tutti. Anche se purtroppo si tratta ancora di casi isolati.
![]() Continua a leggere "Vivimilano" Venerdì, 20 giugno 2008La Big Bang Community
Se digitate su Google “perversioni willi pasini” trovate al primo posto questo scritto del più famoso ed accreditato studioso di sessuologia.
“Le parafilie o perversioni sessuali sono comportamenti, impulsi o fantasie di carattere sessuale indispensabili all'eccitazione che coinvolgono oggetti inanimati, bambini o persone non consenzienti. Questi comportamenti sono sempre presenti nell'attività sessuale del soggetto e producono sofferenza o umiliazione di se stessi o del partner. Le attività parafiliache generalmente rappresentano dei veri e propri reati perseguiti dalla legge, come ad esempio la pedofilia, il sadismo o il masochismo sessuale. Le perversioni di cui parleremo, e che io definisco perversioni hard, sono presenti quasi esclusivamente fra gli uomini (98%); questo dato sembrerebbe dimostrare che le donne non sono perverse. In realtà, le perversioni femminili si esprimono attraverso altre modalità e vanno pertanto cercate in ambiti diversi da quello prettamente sessuale. Le perversioni che tratteremo di seguito sono le più diffuse, ma ne esistono moltissime altre come, Continua a leggere "La Big Bang Community" Mercoledì, 18 giugno 2008Un cuckold in un Manet? Forse. Guardo spesso le inserzioni di questo sito e ho notato come quelle relative alla tematica cuckold sono sempre più numerose.Ciò che mi ha però impressionato non è la quantità ma la convinzione che traspare da certi testi. Ragazzi e uomini che desiderano trovare una donna che stia con loro ma che sessualmente sia solo la donna di un altro o di altri. Un desiderio struggente e che in molti annunci dà l'impressione di essere del tutto sincero. Sembrerebbe un estremo omaggio alla libertà che una donna deve poter godere. Una libertà così totale da annientare il diritto di un uomo di avere accanto una donna fedele. La donna totalmente libera. Una libertà che viene esaltata proprio dal fatto che è assieme ad un uomo - compagno o marito. Tutti si aspetterebbero una condotta non da single ed invece lei ostenta il suo Potere mostrando la sua assoluta libertà in fatto di sesso e la non-libertà invece del suo compagno. Come ho raccontato qui sul Blog, si trovano tracce illustri, nei tempi passati, di questi comportamenti. Il dipinto “Le déjeuner sur l'herbe” del pittore impressionista Edouard Manet si può forse interpretare alla luce di un triangolo dove, chissà, uno dei 2 uomini è quello che resterà in disparte mentre l'altro farà sua la donna non sua. Siamo nel 1863, non c'era internet a divulgare comportamenti scandalosi, ma c'era comunque il gusto del piacere carnale. Un piacere d'élite e non massificato come ai giorni nostri. I nostri avi tra giulive siringhe, fessée, triangoli, quadrangoli poco si lasciavano sfuggire nella ricerca del piacere. Letteratura e illustrazioni di quei tempi sono testimoni accurati di questi costumi. Sabato, 14 giugno 2008Quando la moda mi diventa feticista Ho trovato lavoro come segretaria per un’accademia di trucco. Ho una scrivania e una sedia bianco-latte, circondata da un arredamento proto-Ikea, circondata da appunti maligni e ragazze che mi fissano con lo sguardo stordito appena metto su un collarino mignon o una cintura alta à la corpetto. Per concludere in bellezza, ho un capo con cui purtroppo non ho niente dello splendido rapporto segretaria-datore di lavoro del film “Secretary” (a proposito, nota a margine per la serie dello spanking: perché non mettere anche la scena di "Secretary"? Personalmente la trovo fenomenale) però posso accontentarmi del fatto che mi dia uno stipendio. Comunque. Essendo un’accademia di trucco, ci arrivano spesso giornali di moda, dato che usiamo la maggior parte dei servizi fotografici come esempio per le lezioni di trucco base o trucco teatrale. Inoltre, abbiamo una pila immensa di numeri di “Vogue” proprio accanto alla mia scrivania. Sfogliandone una copia in un momento di pausa, ho notato con gioia la nuova tendenza fetish-estrema per quel che riguarda le scarpe. Altissime, certo, come ogni servizio fotografico di Vogue dall'inizio dei tempi – ma anche dal gusto provocatorio ed elegante proprio del mondo fetish, ora più che mai rispetto alle stagioni passate. Dalle riviste di moda ho visto di tutto, ma mai qualcosa di così smaccatamente BDSM. Così, tutta entusiasta, ho cominciato a fare ricerche su Internet, e ho trovato certe bellezze che non vedevo l’ora di condividere con voi tutti. Devo segnalare le splendide scarpe di Continua a leggere "Quando la moda mi diventa feticista" Venerdì, 13 giugno 2008vita a tre 2
Giovedì, 12 giugno 2008Puro Gossip (di pipì e sculacciate)Tzofit mentre sorseggia Quindi ho indagato. Magari non dico nulla di nuovo e già sapete tutto. Però io non sapevo. La moglie di questo Avram Grant è Tzofit, una bella (appunto) presentatrice della TV. Molto disinibita perché in trasmissione ha bevuto la sua pipì. Milioni di telespettatori hanno visto e in tanti si sono scandalizzati. Anche all'estero ci si scandalizza. Da noi, al Maurizio Costanzo, quando l'attrice Brigliadori disse che lei la mattina beveva la sua pipì come terapia non ci si scandalizzò ma fu ampiamente derisa. Che forse è peggio. Eppure si era solo parlato. Alla TV israeliana invece c'è stata la bevuta in diretta. La conduttrice televisiva ha bissato lo scandalo facendosi sculacciare davanti le telecamere da un Master. Immagino che si sarà parlato di sadomaso tant'è che poi il Master ha voluto che lei sculacciasse lui. Tzofit ha tergiversato dicendo che non ne era capace finchè il Master (decisamente switch) non l'ha fatta incavolare e allora ... Tzofit si è improvvisata sculacciatrice. Questo gossip termina con una proposta concreta. La mia idea sarebbe di fare un cambio tra quel Mourinho e questo Avram Grant, ora al Chelsea. Così si porta dietro la moglie Tzofit. E magari diventa conduttrice in qualche TV italiana. Martedì, 10 giugno 2008Sfida di spanking
“This in not a macchiato” Il capo ha più che ragione di arrabbiarsi con la segretaria che non è capace neppure di preparargli un vero caffè nero con un po' di latte. Anche quella è un'arte. Molte segretarie hanno questa arte del fare il caffè da portare al capo con aria subalterna.
Ma non ne hanno altre! Lei ... invece è capace di ben altro! Tra questi due chi è il capo? Chi ha in mano le redini della situazione? Chi ha chiare le idee di dove vuole arrivare? Mi pare ovvio che non sia ... lui. Breve, ma è una chicca. Per gli sguardi, per la fierezza quasi spavalda di lei, per la sua capacità di condurre il gioco. Un inno alla bellezza ed al piacere della sculacciata. Un inno alla donna che sa di non perdere anche se si mette a natiche scoperte sulle ginocchia di un uomo. Sabato, 7 giugno 2008ELOGIO AI PIEDI
DA uno spettacolo di Erri de Luca e Gianmaria Testa
Perché sono lontani dalla testa. Perché conoscono il suolo, le spine, i serpenti, l'aspro e lo sdrucciolo. Perché sono tutto l'equilibrio. Perché sono la superficie che spetta quando si sta in una folla e si sopporta un gomito altrui in una costola, un braccio sotto il naso, una cartella nell'addome, ma non si permette di calpestarceli. Perché sono il minimo ed inviolabile confine. Perché reggono l'intero peso. Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi. Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare. Perché portano via. Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta. Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali. Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica. Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare. Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura. Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin. Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante. Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio. Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo. Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella. Perché non sanno accusare e non impugnano armi. Perché sono stati crocefissi. Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio. Perché, come le capre, amano il sale. Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte. dafne. Domenica, 1 giugno 2008Quante belle sculacciate, Madama Doré![]() Prendo spunto da un commento giunto al mio intervento “La Fessée” dove in quel commento si dice che “alla base della sculacciata ci debba essere l'intento punitivo; è quello, da secoli, lo scopo degli sculaccioni”. Io penso che la bellezza della sculacciata come pratica stia proprio nella sua varietà di sfumature. C'è lo scopo punitivo e c'è tantissimo altro. La sculacciata punitiva esiste; ad es. un marito che prende sulle ginocchia la moglie che ha rigato tutta la fiancata della macchina entrando nel box o si è dimenticata di andare in banca per un pagamento urgente. Nel menage ossia negli accordi o meglio nella prassi tra i due è previsto che la buona armonia ritorni non dopo una discussione e musi lunghi ma dopo un “regolamento di conti” seduta stante. Ossia lei sulle ginocchia di lui e popò fatto rosso fuoco. Magari anche una buona serie di colpi di cinghia dei pantaloni. Lei che sfila lentamente la cintura dai pantaloni di lui e gliela porge, con gli occhi bassi, consapevole di meritare la punizione. Ma questa casistica è piuttosto rara, direi da lettera al direttore di qualche rivista dedicata alla sculacciata. Molto adatta ad accendere la fantasia di chi legge, ma poco aderente alla realtà. O Continua a leggere "Quante belle sculacciate, Madama Doré"
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