Un caro amico, che è un assiduo frequentatore delle Prodomme, mi faceva notare come esse siano tutte uguali nel loro apparire e anche nei modi e nelle pratiche. Mi diceva che solo qualcuna tenta di differenziarsi e per il resto c'è un grande conformismo verso la Mistress-latex-borchia-gambescoperte di nero vestita.
Insieme si ragionava su quante diverse tipologie esistono invece in natura e di come, in funzione del temperamento e delle pratiche usate, possa cambiare anche il look. Cambiati questi parametri, cambia tutto della Mistress.
Quindi dimenticando le Prodomme parliamo di Mistress ossia della Padrona che può essere la donna della porta accanto, la capa dell'ufficio, l'infermiera dell'ambulatorio, sì la donna qualsiasi che si veste nel modo in cui sente di vestirsi e di essere.
Per esempio da cavallerizza.
La Mistress cavallerizza o anche Mistress amazzone è una delle più
Chéri Hérouard (1881 - 1961) è stato un bravissimo illustratore francese che ha dato il meglio di sè dagli inizi del 1900 fino al 1950 collaborando a riviste politico-satiriche come La Vie Parisienne (centinaia le sue splendide copertine), La Semaine de Suzette ed il Petit Journal de la Jeunesse.
Con lo pseudonimo di Herric, produsse diverse serie di bellissimi ed intriganti disegni di genere fetish, dominazione, spanking e... giuliva siringa.
Guardando le sue molteplici illustrazioni non si riesce a capire se fosse più ispirato dai teneri amori saffici o dalle atmosfere della sculacciata o della fustigazione. Su questo tema si produsse in bellissime copertine di libri e illustrazioni inserite nei pregevoli volumi di questo genere di letteratura molto diffusa in Francia.
Ma certamente ha saputo cogliere la bellezza anche della giuliva siringa. Non è facile presentare con malizia e buon gusto la giuliva siringa, ma Herric vi è riuscito perfettamente.
Ecco qui di seguito una bella galleria (cliccare sotto)
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Tutto falso!
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Un “baco” del programma crea random questo disguido.
Il consiglio è di insistere 2, 5, 10 volte. Meglio insistere 5 volte e poi riprovare dopo un po' di ore o il giorno dopo. Prima o poi il programma smette di dire cazzate e vince chi insiste.
Sorry ma è così. Almeno per il momento.
Va di moda e se va di moda si può fare. Che cosa? Ma lo spanking, ossia la sculacciata, perbacco!!
Si sta diffondendo l'abitudine che la festeggiata o il festeggiato (questa moda è unisex) si prenda tante sculacciate quanti sono i suoi anni. Nessuna e nessuno si può rifiutare, ma poi perché si dovrebbe rifiutare di ricevere queste dolci attenzioni da amiche ed amici.
Un tempo si tiravano i lobi degli orecchi ma quei tempi sono passati da un pezzo. Ora si fa spanking.
Pantaloni su oppure giù? Questo è il dilemma o meglio ... tentare non nuoce.
Chissà forse ci scappa anche una bella sculacciata, magari molto soft, sugli slip o – nel caso delle ragazze – sulle natiche nude visto che le dimensioni dei loro slip-tanga è quella che è. Ossia micro.
Tutto sta ad iniziare e ci deve essere uno o una che lancia l'idea di questo scherzoso spanking. Con decisione. Con sicurezza ossia come di una cosa che si fa sempre e comunque, caschi il mondo.
Che compleanno è senza una sculacciata? Mai visto un compleanno serio senza una cocente e collettiva sculacciata. Ah già perché dimenticavo di dire la cosa ovvia ossia che il festeggiato o la festeggiata riceve le sculacciate da tutti i presenti e tutti devono dare il loro contributo manuale.
Stante questa moda conosco alcune persone che stanno invecchiando molto precocemente a forza di fare gli anni due volte ... all'anno.
Piazza San Marco a Venezia. - Il fotografo ha naturalmente voluto fotografare il colombo .... altrimenti in galera finisce
Ancora sventure per i feticisti che riprendono con telefonini le parti intime di ignare passanti.
Me ne ero occupato qui sul Blog il 15 e 27 agosto. Vi avevo aggiunto qualche dissertazione giuridica in quello del 27 agosto a margine di una denuncia che un padovano si era preso in piazza San Marco a Venezia.
Fosse l'unico! Negli ultimi mesi sono stati vari feticisti delle mutandine o feticisti del piede ad essere denunciati come un pensionato di 59 anni, di Treviglio (Bergamo) e al primo di settembre un invalido in carrozzina sorpreso a fotografare con cellulare sotto le gonne una turista su un vaporetto di Venezia.
Su quest'ultimo caso la notizia dice:
“”VENEZIA - Seduto su una carrozzella ha filmato indisturbato con il cellulare le parti intime delle turiste che lo affiancavano nel vaporetto, ma è stato sorpreso e denunciato. E' accaduto a Venezia, a bordo di un mezzo acqueo dell'Actv che proveniva dal Bacino di San Marco. Ad accorgersi degli strani movimenti dell'uomo, un veneziano di 45 anni, è stato il marito della turista oggetto di tanta morbosa curiosità.
L'uomo ha chiamato la Polizia che ha bloccato il guardone alla fermata di San Tomà, trovandolo in possesso di un telefono cellulare in cui erano conservate varie foto e filmati che ritraevano parti
Il commento ricevuto da Amarinta al mio primo intervento mi spinge ad ulteriori approfondimenti.
Innanzitutto parliamo del perché in un sito dedicato al BDSM c’è un blog dedicato alla lotta ed alla boxe femminile e non, ad esempio, alla lap dance o allo spogliarello.
Le attività SM tradizionali sono, per vocazione e per consuetudine consolidata, “asimmetriche”. Ciò significa che i ruoli dei protagonisti sono diversi e, semmai, complementari. C’è un individuo “dominante” che agisce attivamente su uno “dominato”.
Il dominio può essere “cerebrale”, quando l’individuo “dominato” si mantiene sottomesso per propria scelta. Può essere “muscolare”, quando, ad esempio l’individuo si pone alla mercè di una body builder che è più forte di lui per cui il controllo è oggettivo. Può essere strumentale, come nel “bondage” in cui la dominanza è realizzata con l’ausilio di strumenti meccanici.
Si tratta di diversi livelli di partecipazione del “dominato” al controllo, nella misura in cui in alcune pratiche può sottrarsi ad esso in qualsiasi momento, dissolvendo il ruolo dell’individuo “dominante”, in altri casi l’eccitazione deriva dal fatto che solo l’aguzzino può liberare la vittima.
Esistono nel campo BDSM delle pratiche di dominazione che utilizzano come strumenti di coercizione tecniche
Con la coda dell'occhio, nel passare veloce per una lunga strada in una Milano ancora deserta di fine agosto, vedo qualcosa. Ho visto bene oppure un riflesso del sole ... ??
Inverto la marcia e torno sul luogo del delitto. Una Mistress conun frustino tra i denti dall'alto mi guarda. Per mia fortuna ho con me la macchina fotografica ed immortalo questo angolo che la dice lunga su quanto i nostri frustini, i nostri stivali passino con disinvoltura da simboli della perversione a utili strumenti di commercio.
Lo sappiamo da tempo perché i giornali da anni ci hanno abituato a foto che sembrano uscire da questo sito. Però vederlo in gigantografia su un muro di una città è ancora diverso.
Posso definirmi una “schiava”, e lo sono per mia scelta già da diversi anni, e di ciò di cui parlo ho esperienze dirette quasi quotidiane. Ho sentito il bisogno di scrivere questa lettera perché mi è capitato piuttosto spesso di leggere, su riviste o in rete, racconti e confessioni di donne, o presunte tali, che descrivono esperienze erotiche in cui accettano di ricevere, se non addirittura subiscono, dei clisteri, ed invariabilmente la storiella termina, con grande soddisfazione per la vittima, con eccitazione ed orgasmi; siccome sono convinta che chi ha scritto queste cose quasi certamente non sia una donna, o comunque un clistere non sappia neppure che cosa sia, voglio invitare eventuali donne che non abbiano ancora mai provato quella pratica ma che siano tentate di farlo (coloro che hanno già fatto questa esperienza, anche una sola volta, non hanno bisogno di nessun avvertimento) a non lasciarsi abbindolare da simili favole, a meno che non siano profondamente masochiste, ossia non desiderino coscientemente soffrire, perché posso assicurarvi, avendone
Mi piace molto ricevere "ordini" a distanza.
Mi piace leggerli e rileggerli, con paura, eccitazione, incredulità.
Penso a come realizzarli, a quando, aspetto con ansia il momento.
L'eccitazione mi fa venire voglia di "stropicciarmi", e spesso già mi tocco mentre leggo.
Il gioco sadomaso fa parte, da tempo, della mia vita
" Voglio che vai al supermercato come fanno tutte le casalinghe. Devi indosassare la gonna senza slip, e al parcheggio metterti 2 mollette alle grandi labbra. Devono stringere, voglio che ti facciano male..."
Questo e molto altro diceva la mail.
Non posso farlo, questa la prima cosa che ho pensato. Presa da mille paure " E se si vedono? Se mi cadono? Se qualcuno capisce che sono senza mutande?"
Ma lo voglio fare. Sì. Sorrido fra me all'idea.
Sono andata al supermercato per breve spesa. Ho messo una gonna nera abbastanza lunga, una
Il Bondage sta incuriosendo sempre più persone sia dentro il nostro mondo SM sia in quello attiguo delle persone che si sentono libere, che hanno qualche pizzico di voglia di trasgressione e di desiderio di crearsi degli spazi di gioco sessuale non semplicemente finalizzati alla scopata.
Tanti buoni motivi per interessarsi al bondage. Si aggiunga che i “media”, perennemente in cerca di argomenti “osé ma non troppo”, ne parlano più che volentieri alimentando dunque una curiosità verso il bondage del tutto legittima.
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Tokyo Decadence (Topaz) è un capolavoro del 1992 del regista Ryū Murakami, scrittore di svariati romanzi e regista di (pochi) film. Tokyo Decadence è il più famoso di tutti: scabroso e poetico, erotico e drammatico, intenso come pochi film che io abbia mai visto, in generale. La protagonista, Ai, lavora come