La casa è proprio come me l’hai descritta, isolata al limitar di un bosco, sicuramente affascinante, sento il rumore dell’acqua che scorre, deve esserci un ruscello vicino ma non riesco a vederlo perché deve ancora sorgere l’alba e il buio ci circonda. Guardiamo in giro, in silenzio, non so perché rimaniamo fuori ma non voglio chiedertelo, mi sento strana, tutti i miei sensi sono allerta, è incredibile come la vicinanza della natura faccia riaffiorare il nostro istinto, ti guardo di sottecchi, tu hai gli occhi chiusi e sembri annusare l’aria, aria che è ancora frizzante ma quando sorgerà il sole si riscalderà, vorrei entrare nella casa che mi hai descritto e che dista solo pochi metri da noi, inizio a sentire l’umidità che si insinua fra le vesti, sto per chiedertelo quando fai un respiro profondo e ti giri verso di me,
“spogliati”
Ti guardo con un mezzo sorriso sulle labbra,
“vuoi farmi prendere un raffreddore? Entriamo in casa per favore, inizio ad avere freddo”
Il tuo viso rimane serio, non mi dici niente mentre continui a fissarmi, inizio a sentirmi a disagio
Mi avvicino a te sinuosa e provocante, cerco di abbracciarti ma tu mi blocchi
“non è questo quello che voglio”
Sei freddo e distaccato, ti guardo cercando di capire cosa fare, fino a dove posso spingermi, poi ti giri e vai verso la macchina, io approfitto del momento per andare con passo veloce verso la porta della casa ed entrare così al caldo, il problema non è solo il freddo naturalmente, una strana paura serpeggia sulla mia pelle così il bisogno di sentirmi al sicuro è tanto forte che non mi fa pensare alle conseguenze della mia azione.
Abbasso la maniglia ma la porta è chiusa, sento i tuoi passi che si avvicinano, non mi giro rimango di spalle, solo ora mi rendo pienamente conto di ciò che ho fatto, non ho il coraggio di guardarti negli occhi e rimango ad aspettare, il tempo sembra essersi cristallizzato, come sospeso, in attesa della tua mossa, della tua decisione, l’unico rumore che sento e quello del mio cuore che mi riempie le orecchie.
Niente, non succede niente ed i minuti passano, inizio a togliermi i vestiti come tu mi hai chiesto di fare, li tolgo lentamente come so che ti piace, rimango nuda ed ora il freddo lambisce la mia pelle, ma non mi muovo, sempre di spalle aspetto
“sei bellissima”
Quando ti sento pronunciare queste parole il mio respiro si gonfia d’orgoglio, so che non è al mio corpo che ti riferisci, tu parli di me, di quello che sono. Vorrei sentire le tue mani accarezzarmi la pelle, il tuo corpo sul mio dentro al mio, mi prendi per i capelli e tiri indietro la testa la tu bocca vicino al mio orecchio
“in casa c'è un uomo, lui non sa chi sei tu e tu non saprai mai chi è lui, ti ho ceduta per tre ore, io sarò lì con te, non ti lascio sola amore mio"
la tua mano mi accarezza la schiena
"è stato già concordato tutto, lui mi ha detto quello che ti avrebbe voluto fare e io gli ho dato il permesso, ora non posso più niente, lui sa che ti potrà avere solo questa volta quindi dubito che si lasci prendere dalla compassione, non ha nulla da perdere se non il divertimento che potrà avere in queste ore, so di chiederti tanto, ma sono sicuro che tu puoi farcela"
non riesco a capire come posso sentirmi eccitata e spaventata a morte contemporaneamente, tremo e non per il freddo, vorrei scappare, correre verso la macchina a andare a casa, lontano, al sicuro, ma le gambe non si muovono, gli occhi fissi alla maniglia della porta.
"queste sono le chiavi della macchina, queste invece sono le chiavi dalla casa, a te la scelta piccolina"
vattene, vattene via subito, prendi le chiavi della macchina e torna a casa, non ti sta obbligando, hai la possibilità di scegliere quindi se te ne vai lui non può dirti niente, ma allora perchè le mia gambe si rifiutano di camminare, perchè la mia mano prende le chiavi della casa, perchè apro la porta ed entro andando così incontro ad una situazione che è completamente fuori dal mio controllo,
è semplice, molto semplice, non posso farne a meno, non voglio rinunciare per paura, mi sento una falena che gira intorno alla luce e questo vorticate inebria i miei sensi sino a renderli del tutto consenzienti.
Una volta dentro bendi i miei occhi, quando il buio mi avvolge sento come se le orecchie volessero diventare più grandi per assorbire tutti i rumori che mi circondano e farli diventare immagini. Entriamo in una stanza e sento la porta chiudersi alle mie spalle, credo che tu sia ancora insieme a me, ma non ne sono certa, ho paura, non mi muovo, non parlo, sento il crepitare di una fiamma nel camino, il tepore inizia a scaldare il mio corpo ma, nonostante questo, continuo a tremare.
Una mano mi afferra per il braccio e mi trascina via, mi accorgo subito che non è la tua, metto davanti a me l'altra mano per proteggermi da eventuali ostacoli che non posso vedere con gli occhi bendati, ora si è fermato ma la mano sul mio braccio continua a stinge con forza, quasi con rabbia, forse ho fatto qualcosa che non dovevo, forse dovevo dire qualcosa che non ho detto.
Mi spinge in basso fino a farmi mettere in ginocchio, sento rumori che non riconosco, si avvicina per poi allontanarsi ed ogni volta è un tormento, lui lo sa, sa che ogni volta che si avvicina ho paura che mi prenda per iniziare il suo gioco, se ne accorge dal respiro che trattengo, lo vede dalla mia immobilità quando lo sento avvicinarsi, lui lo sa, e gode di questo, gode dalla mia paura.
Mi mette le cavigliere e le polsiere ma questa volta non lo vivo come un rito eccitante, non è il mio padrone che mi "veste" è un altro che non conosco e non riconosco, ho paura che non sappia quali sono i miei limiti, che non si accorga di essere andato oltre però continuo a fare tutto quello che mi chiede, come un automa. Lega le mie mani dietro alla schiena, le fissa ad un paranco che inizia a sollevarle fino a farmi mettere sulla punta dei piedi in equilibrio precario, c'è silenzio, non riesco a capire dove sia e la cosa mi infastidisce, poi arriva il sibilo, lo sento distintamente, vicino al mio orecchio perchè non mi sfugga il significato di quello che sta per accadere, il primo colpo e secco, mi manca il respiro per un secondo e poi grido, grido per il dolore, grido per paura che mi colpisca ancora così forte, grido perchè non posso fare altro, la sua mano accarezza il segno che sicuramente ha lasciato il suo cane, il secondo colpo è se possibile ancora più forte del primo, inizio a piangere, pregandolo, implorandolo di non farmi così male, chiamo il mio padrone, supplico anche lui ma mi risponde solo il terzo colpo di cane, cerco di fuggire ma la libertà di movimento è praticamente nulla,
"ti prego padrone, fallo smettere, ti supplico, non resisto, pietà vi prego, pietà"
si avvicina al mio viso, mi infila in bocca uno straccio che ferma con una corda, ora non posso più parlare, posso solo gridare e piangere fino a quando non mi avrà dato il trentesimo colpo.
Quando mi slega il dolore alle braccia e alle scapole mi strappa una smorfia che non passa inosservata perchè subito dopo le sue mani iniziano a massaggiarmi per alleviare la tensione. Inizio a rilassarmi, forse ha finito, ora si prenderà cura di me coccolandomi come fa il mio padrone, ma questa speranza viene subito fugata, le braccia vengono sollevate sulla testa, mi aspetto di sentire il morso della frusta sulla schiena ma mi sbagliavo, attacca ai capezzoli due mollettine con dei pesi, il dolore è forte mi fa stringere i denti, ma voglio resistere, magari è questo quello che vuole così sarà più clemente, lo spero con tutto il cuore, eccolo il primo colpo, mi lascia senza fiato, non me lo aspettavo ora, ero concentrata sulle mollette, i colpi si abbattono sulla schiena, sulle natiche sulle gambe, senza pause, con un ritmo incalzante che mi disorienta. La pelle brucia, ogni colpo è come una colata di lava.
Quando è soddisfatto mi slega la corda che teneva il bavaglio e libera la mia bocca, la gola riarsa mi brucia, un bicchiere d'acqua viene posato sulle labbra gonfie, bevo avidamente, sento il liquido fresco che scendendo nella gola mi procura un immediato sollievo.
Libera anche le mie mani che iniziano a formicolare, vorrei strofinalre ma
preferisco stare ferma, poi la sua voce sussura vicono al mio orecchi
"ora inizio a divertirmi veramente, ti diro cosa voglio farti perchè mi piace vederti impaurita...
bip bip bip
La sveglia interrompe il mio sogno.