Dopo un crisi ci si sente più vicini, più forti, il sole torna a splendere, i colori riprendono vita e si ha voglia di emozioni che legano, che uniscono.
Mi piace quando mi lasci giocare con te, mi fa sentire tua e ti sento mio, cerco sempre di rubare un pezzetto in più, di spingermi un po’ più in là, non sono ovviamente giochi di vera "dominazione" (purtroppo), ma mi piacciono comunque perchè so che lo fai per me, perchè sai che mi piace, che mi diverte, che ne ho bisogno, ovviamente piace anche a te vedere come cerco di portarti dove voglio, come mi muovo e come mi invento, poi ti guardo negli occhi e leggo l'amore, allora la mia anima si gonfia e ti bacio con tutto il trasporto che le mie sensazioni mi donano, le tue mani sul mio corpo mi fanno capire che il gioco è cambiato, sono la tua schiava ora, sono così presa dal vortice delle emozioni che non mi importa (ho sempre qualche difficoltà a cambiare di ruolo velocemente)ho bisogno di te, ti voglio disperatamente.
Mi leghi come non hai mai fatto, sulla panca a pancia sotto, così posso girare solo la testa, il tuo sguardo intenso mi scruta
"di chi sei"
"sono tua"
"di chi vuoi essere"
"solo tua"
"allora cosa posso fare con te"
"tutto quello che vuoi"
"e se volessi torturarti tutto il giorno"
"puoi farlo se è quello che vuoi"
"devo avere pietà"
"no"
"dimmi chi sei"
"sono la tua schiava, tu sei il mio padrone, fammi tutto quello che vuoi"
oggi è diverso, le stesse parole sussurrate tante volte oggi hanno un significato più profondo, più vero, il timbro della tua voce è ancora più profondo, le sensazioni che mi arrivano mi fanno partire brividi che accapponano la pelle.
Ti guardo con timore tra i capelli che coprono il mio viso, ti muovi lentamente, hai iniziato la danza e non ti fermerai fino a quando non svanirà anche l'ultima nota
"oggi non dovrai dire mai basta, potrai lamentarti ma non voglio sentirti dire basta"
mi tiri i capelli per farmi alzare la testa
"hai capito"
"ti prego padrone ho paura"
mi lasci andare i capelli, il primo colpo di frusta si abbatte sulla schiena facendo uscire il fiato dai polmoni, mai mi avevi colpito così forte, grido di dolore e sorpresa
"quando ti faccio una domanda voglio una risposta, hai capito"
"si padrone"
"bene, oggi voglio farti venire fino a sfinirti"
prendo fiato per replicare e mi ricordo delle tue parole, della frustata che mi brucia ancora la schiena.
prendi il vibratore da clitoride e il fallo di gomma, so già che non resisterò, lo sai anche tu, quando mi costringi all'orgasmo forzato poi vado in cortocircuito e perdo il controllo del mio corpo, è una sensazione che spacca, che dilania che mi fà venire voglia di artigliare e mordere.
Non so quante volte sono già venuta, non resisto più, è come se una bestia avesse preso possesso del mio corpo, grido e cerco di dimenarmi ma non riesco a muovermi, non resisto, non resisto più, smettila, smettila vorrei gridare
"ti prego, ti prego"
grido mentre stringo i denti
"ti prego cosa?"
"lo sai, ti prego"
"ti prego cosa"
non ti ho mai sentito gridare ma questa volta lo fai
"dimmi ti prego cosa?"
"ti prego.... continua"
"certo amore mio, non temere, non mi fermerò più lo sai?"
basta grido dentro di me, tu sai che tra poco non controllerò più le mie parole, la onsapevolezza della tua consapevolezza mi eccita ancora di più facendomi impazzire
"non resisto, ti supplico"
non mi controllo più, oramai è un orgasmo unico, le cinghie che mi legano segnano la pelle, le strattono nel tentativo di liberarmi , grido di rabbia e frustazione, movimenti inconsulti muovono il mio corpo
"basta, fermati ti prego, basta"
non dici niente, spegni il vibratore, prendi la frusta e inizi a colpirmi
"come si dice"
non so mai cosa vuoi che ti risponda quando mi fai questa domanda per cui tentenno
"come si dice"
mentre me lo chiedi mi colpisci con tutta la forza del braccio, rimango senza fiato
"grazie padrone, ancora padrone più forte"
dico tutto quello che mi viene in mente e che penso tu voglia sentirti dire
due colpi in successione, il braccio partito dalla sua massima estensione,
il dolore entra nel cervello, la pelle brucia, sicuramente questa volta mi rimarranno i segni, penso che non resisterò ad un altro colpo
"come si dice"
"ancora padrone, più forte"
i colpi questa volta sono tanti, ti sento ansimare tra un colpo e l'altro, li conti ad alta voce, sono persa nel dolore che mi da piacere, ogni volta che ricevo una frustata vorrei gridare basta ma subito dopo ne voglio ancora.
Mi fai male, il bruciore è insopportabile ora, ma tu non ti fermi, un colpo e poi un altro, piangendo ti dico
"mi fai male signore, ti supplico"
nella speranza che questo non ti urti, che non ti faccia arrabbiare
"quante te ne ho date?"
la domanda mi coglie di sorpresa, oddio, no lo so, ero concentrata a gestire il dolore, non ho contato, panico completo, cerco di ricordare la tua voce, di ricordare il numero che hai appena detto
"se non mi rispondi ti do altre cinquanta frustate"
"io, io non so, mi facevi male, tanto male, non ho contato, ti prego, ti supplico"
"di un numero e spera che sia quello giusto"
ti guardo con le lacrime agli occhi mentre tiro su con il naso,
"sciocchina stavo scherzando,
ti sei spaventata"
il mio singhiozzo è la risposta alla tua domanda.
Quando mi sleghi non c'è un solo muscolo del corpo che non mi faccia male, le gambe sono percorse da mille aghi, le braccia tremano per la tensione, la schiena è a pezzi.
Piegata e malferma cerco di raggiungere il divano
"non c'è niente di più bello di te in questo momento"
mi sussurri mentre mi accarezzi dolcemente.