Mi guardo allo specchio è vedo riflesso il mio viso stravolto.
Oggi ho pianto tutto il giorno, ho pianto di frustrazione mentre litigavamo, ho pianto di odio mentre mi spiegavi, ho pianto di dolore mentre ti pregavo, ho pianto di speranza mentre mi baciavi stringendomi forte a te, ho pianto d'amore mentre prendevi il mio corpo per farlo tuo, ho pianto di paura quando ho capito che volevi vedermi soffrire per te.
Ora no. Ora non piango, ora chiudo gli occhi e ricordo, è dolceamaro ripercorrere la strada, rivedo il tuo sguardo che pensavo perduto, odo la tua voce che mi sussurra parole d'amore, sento le tua mani che mi accarezzano il viso con infinita tenerezza.
Ricordo il momento in cui l’aria si è caricata di quella strane elettricità che precede l’inizio dei nostri giochi
“ho bisogno di vederti soffrire per me, ne ho bisogno”
La tua mano e scesa a stringere il seno, gli occhi appena asciutti si sono riempiti di lacrime, Ed io vorrei dirti di si ma anche di no, ho paura, una paura vera, che mi scuote nel profondo, so che hai bisogno di sentirmi perché mi sono allontanata, so che vuoi sentirmi totalmente tua, so che non ti fermerai, so già che andrai oltre, il mio cuore batte a mille quando ti avvicini con il morso, lo sai che non poter parlare, è una forma di costrizione che mi fa sentire completamente inerme, ti supplico con lo sguardo, bacio il tuo corpo cercando di convincerti ma non serve a niente, oramai dovrei aver capito che quando decidi di fare una cosa non torni indietro, eppure in me c’è sempre la speranza di riuscire a farti cambiare idea, quando fai per mettermelo mi butto in ginocchio ai tuoi piedi, abbracciandoti e quando vedo la collera nei tuoi occhi mi abbasso a leccarti i piedi, non vedo che prendi la frusta, non vedo che alzi il braccio ma sento il colpo che si abbatte sul mio corpo, fortunatamente la tua mira non è delle migliori e quindi hai mancato il bersaglio finendo sulla coscia ma la sorpresa e il dolore sortiscono comunque l’effetto desiderato, mi lascio fare ciò che vuoi, lo stringi forte il morso sai che se solo ne avessi la possibilità alla primo occasione lo toglierei, non riesco a parlare e un po ti odio per questo, quando poi prendi le briglie e vuoi farmi camminare come fossi una cavalla il mio nervoso schizza alle stelle, muovo la testa cercando di togliermelo dalla bocca ma mi è impossibile, uno strattone mi fa girare la testa,
“cammina senza fare storie, su forza, veloce”
Dio perché sono legata? Perchè non ho in mano una bella bullwhip da far scoccare sulla tua schiena bianca, sono sicura che non ti è sfuggito il mio sguardo carico d’odio, per questo prendi tu la frusta e me la fai assaggiare, non c’è via d’uscita se non accontentare il tuo volere, quindi anche se mi costa inizio a camminare, tiri a destra per farmi girare, poi a sinistra, la saliva inizia a colare dalla bocca, quando ti accorgi che oramai faccio quello che vuoi senza ribellarmi mi togli le briglie, ti siedi sulla panca, mi fai mettere davanti a te e mi metti le mollette di ferro sui capezzoli, stingo i denti e cerco di regolarizzare il respiro per contenere il dolore
“stai diventando davvero brava lo sai?”
Il grazie che esce dalla mia bocca è un suono irriconoscibile alle mie stesse orecchie, la tua mano si allunga ancora verso la scatola e prendi un coccodrillino, inizio a scuotere la testa facendo segno di no e mi allontano da te, la tua mano scatta è afferra la molletta del capezzolo sinistro, tiri fino a riportarmi vicino a te ma appena le lasci per mettermi il coccodrillino io mi allontano ancora, tu ritiri, io mi allontano, ora li tiri tutti e due ma io non cedo,
“se non la smetti subito giuro che te li strappo, sai che non scherzo vero”
Faccio si con la testa, prendo un respiro e cerco di rilassarmi, mi preparo alla sferzata di dolore che riempirà ogni cosa, un grido strozzato mi esce di bocca, mi fai piegare in avanti ed entri dentro di me, il movimento fa dondolare le mollette dei capezzoli aumentandone così il dolore, il piacere si mischia al dolore e il dolore diventa piacere.
Attacchi le polsiere ai ganci del verricello inizi a girare la leva, sono sulla punta dei piedi ma tu non ti fermi, uno scatto ancora e sento le spalle allungarsi, grido perché il peso del corpo che grava solo sui polsi, uno scatto ancora e i piedi faticano a trovare il suolo, le braccia aperte, mi guardo allo specchio e mi vedo bellissima, ancora uno scatto e devo far forza sui muscoli delle braccia per reggermi, mi lasci così per quelli che a me sembrano lunghissimi minuti, mi guardi ed io mi lascio guardare.
Mi porti sul divano, mi accarezzi, mi coccoli e iniziamo a fare l’amore, le mie gambe allacciate al tuo corpo, tu dentro di me, sorridiamo, ci baciamo
“maledetta femmina, tu mi fai impazzire, ti voglio come non ho mai voluto nessuno prima di te”
Il mio cuore si gonfia d’amore, so che non dici parole per accontentarmi anzi, sei così dannatamente onesto e sincero da rasentare la crudeltà, so che sei sincero, per questo ora non posso negarti nulla, per questo ti dono il mio dolore, una dimostrazione d’amore e di devozione, sono tua perché tu sei riuscito ad entrare dove nessuno prima di te è stato, sono tua perché tu solo hai la chiave della mia anima.
“Voglio metterti le mollette di ferro, voglio mettertele tutte e tutte insieme”
“quelle nuove che uso con il mio schiavo?”
“si”
Sono nove, sono cattive, sono difficili da sopportare, i denti di metallo superano la plastica
e affondano nella carne e nonostante tutto mi ritrovo a dirti di si, certo la mia voce trema ma lo voglio, voglio soffrire per te, voglio godere con te.
Mi leghi alla panca, per un attimo vorrei tornare indietro ma ormai è tardi, sono tua, lo sono sempre stata e sempre lo sarò, prendi la scatola e ti avvicini, sento il rumore delle mollette che si urtano e vado nel panico
“ti prego, non mettermele tutte, ti supplico, non credo di riuscire a sopportarle, amore, amore aspetta ti prego”
“ora inizio”
Me le hai messe tutte, sulle grandi e sulle piccole labbra, il dolore è indescrivibile, sembra lava che cola, mi spacca, mi uccide, per un attimo anche la vista si annebbia, grida disumane escono dalla mia bocca e tu ci incolli la tua per respirare il mio tormento per nutrirti di esso, il tuo bacio mi porta via ed inizio a fluttuare ma è solo un attimo, il dolore con i suoi artigli affilati mi riporta vicino a se, non vuole farmi volare, non vuole lasciarmi libera, vuoi baciarmi ancora ma non riesco, il male e troppo, troppo profondo, tu ti arrabbi allora io ti bacio mettendoci tutto ciò che provo, tutto ciò che sento.
“Amore mio, in questo momento farei qualsiasi cosa per te, sei cosi bella che mi riempi il cuore”
“ti supplico mio adorato, ti supplico”
“non aver paura, ora te le tolgo ma tu devi fare la brava perché voglio entrarti dentro”
“grazie amore, ti amo, ti amo tantissimo”
E tu inizi a toglierle ma non come al solito facendo piano per diminuire il dolore, le togli di scatto, il dolore è una scarica che inonda il cervello, ora piango senza ritegno, la tua mano a coprire la mia bocca che grida, quando togli anche l’ultima molletta mi sento in frantumi, il corpo percorso da un tremito che non si placa, entri dentro di me, il piacere che mi dai è tanto ma non mi basta, ho bisogno di te, della tua forza, del tuo amore ho bisogno di sentirmi protetta e al sicuro
“ti prego coccolami”
“come faccio a dirti di no se me lo chiedi cosi piccolina”
Mi porti sul divano e ti prendi cura di me, tra le tue braccia sono a casa e lascio le emozioni libere di uscire senza paure.
“L’unica cosa che tiene divise le nostre anime e la carne dei nostri corpi”
con questa frase che mi hai detto oggi, mi addormenterò questa sera.