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Domenica, 18 maggio 2008La Fessée
La Fessée, un film francese del 1976, mai approdato in Italia. Troppo esplicito nel suo esprimere gioia per questa passione. E’ un inno alla sculacciata, un inno spiritoso e nello stesso tempo serio. Come sanno fare i francesi che della sculacciata non si sono mai vergognati.
Del resto i quasi 700 romanzi (tanti, si dice, che siano) apparsi in Francia su questo tema tra i primi del secolo scorso e la fine della seconda guerra mondiale, non sono briciole e fanno capire come i nostri “cugini” abbiano la fessée nel sangue, anzi sulle … natiche. Qualche … leggera differenza con noi italiani?? Ehmm temo proprio di sì. Del film so parecchio anche se non l’ho visto. Una cara amica che avevo in Francia me ne ha parlato spesso raccontandomi tutto di questo capolavoro. Da switch tirava fuori il suo lato sadico e godeva nel vedermi roso dalla rabbia per non avere mai messo gli occhi su questa pellicola diretta da Claude Bernard-Aubert, il cui vero nome era (o è perché spero che sia ancora vivente anche se so che il suo ultimo lavoro risale ormai al 1990) Claude Orgel.
Al suo attivo quasi 40 film perlopiù di genere erotico. Ora il preziosissimo You Tube fa emergere 2 brevi scene dalle quali si intuisce lo spirito del film. O meglio la sua filosofia. Per un verso la donna come soggetto attivo della sculacciata passiva. Non è un gioco di parole ma evidenziare che in questo caso la donna si rende parte attiva nel decidere di essere sculacciata. Lo fa gioiosamente ed apertamente, addirittura in qualche caso pagando l’uomo che ha la fama, in Parigi, di essere il più valente sculacciatore. Per un altro verso, facendo emergere come dentro un uomo del tutto normale (a vederlo si direbbe un impiegato di banca) alberghi l’animo di un vero intenditore della sculacciata che si diletta ad arrossare le natiche di tante signore con l’ispirazione che può avere il grande pianista davanti ad un pianoforte a coda Bechstein o Steinway. Ed invece sono graziose natiche femminili. Dunque la sculacciata come qualcosa di prezioso, di artistico, di appagante e nello stesso tempo come qualcosa di cui la donna ha … diritto di usufruire. Nel film, sotto le mani di Leon impersonato dal bravo Antoine Fontaine, passano tante donne. Da una comune borghese, alla donna manager, alla moglie accompagnata dal marito ecc per finire con lo sculacciatore Leon, sculacciato lui stesso in nome del Piacere Supremo della Sculacciata. Insomma un inno trionfale alla Fessée. Trackbacks
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Solo menti eccelse hanno la capacità e il coraggio di inoltrarsi in concetti così esclusivi.
Esplorarne il significato, estasiarsi quando si capisce l'aspetto emozionale, avere la capacità di darsi una risposta al piacere provato in quel gioco ed in altri giochi erotici, ................... Sei una persona SPECIALE!
Ho riletto un paio di volte il commento qui sopra a me indirizzato, incerto se era una presa in giro o commento serio. Restio ai complimenti in ogni caso li apprezzo.
Dunque grazie chiunque tu sia. Ed è un piacere avere la riprova che certe emozioni - quelle di cui parli - sono capite, condivise ed apprezzate. Barrymore
Sono spiacente di doverti contraddire, ma il film è stato proiettato anche in Italia. Dopo averlo visto in Svizzera sottotitolato in Italiano, ho potuto guardarlo anche a Milano. Io ho sempre pensato che alla base della sculacciata ci debba essere l'intento punitivo; è quello, da secoli, lo scopo degli sculaccioni. Il resto viene dopo. Cancellare questo aspetto, che mi sembrerebbe ovvio, credo sia tipico di alcune categorie di italiani (buonisti, femministe, femministi ecc.) e non dei francesi! Il film è apparso in Italia negli anni del femminismo becero. Vi ricordate la sorellanza, le streghe, le varie Ombretta Colli, ecc. ecc.? Fatto sta che a qualcuno è venuto in mente di censurare il film nella sequenza più bella. Un colonnello, padre di una puttanella con l'aria della femminista sofisticata, con occhialini e sigaretta tra le labbra, decide, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, di farla sculacciare dal nostro eroe. Una gustosissima scena nella quale, dopo un'inutile tentativo di fuga, la non più spavalda signorina viene messa sulle ginocchia di Leon tutta nuda e subisce una sacrosanta lezione che le gonfia il popò e glielo fa diventare tutto rosso! La scena si conclude gloriosamente con l'ex principessina, ormai domata, che fa un lungo pompino al protagonista. Ebbene, il padre colonnello è stato trasformato, nella versione italiana, in uno psicanalista che vuol far provare alla viziata fanciulla l'ennesima esperienza erotica. Il senso dell'episodio è stato del tutto stravolto!
Grazie della precisazione che il film è uscito anche in Italia. Davvero stranissimo che mi sia sfuggito. Ti ricordi più o meno in che anno? Per molti anni ho fatto trasferte anche di 1 mese a Catania e facile che sia stato proiettato per pochi giorni in poche città. Comunque non è pensabile che nella versione italiana ci sia una scena di un pompino. Ne sei certo ? In questo caso sarà apparso nel circuito dei film hard e proiettato ingiustamente in una sala c.d. a luci rosse.
In merito alla tua osservazione sul fatto che la sculacciata debba necessariamente avere intenti punitivi, non sono d’accordo. La sculacciata può essere di tanti tipi. Il bello è anche questo. Magari nei prossimi giorni scrivo qualcosa sul Blog a questo proposito. Barrymore
Non so se esista anche una versione francese soft core del film. Quella che ho io in DivX è hard e quindi penso che anche in Francia sia stato proiettato in sale apposite! A Milano l'ho visto in un cinema a luci rosse, credo l'ex Colosseo, non so se nel 77 o nel 78. Per quanto riguarda i pompini, il regista doveva avere al riguardo una particolare predilezione! Nella pellicola, il primo castigo a culo nudo di Leon è riservato alla cuginetta scoperta, per l'appunto, a succhiare la minchia al giardiniere! Anche qui di punizione si tratta, almeno come primo scopo e, aggiungerei, ben meritata!
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