Da molti anni cullo il progetto di un saggio su De Sade. Sarà il centesimo o meglio il millesimo della serie perché nessun personaggio ha avuto tanti libri e trattati incentrati sulla sua persona come De Sade.
Ma il mio dovrebbe essere il conclusivo (ahh la presunzione umana non ha confini), quello che mette la pietra sopra e chiarisce una volta per tutte cosa egli volessero dire con i suoi romanzi, con i suoi personaggi intrisi di quella malvagità che ha contribuito a creare termini entrati ufficialmente nei vocabolari di tutte le lingue come sadismo e suoi derivati.
Ma il tempo manca sotto i piedi e De Sade attende. Egli mi guarda con occhio ironico da lassù, perché, se Paradiso esiste, un piccolo posticino per lui, seppure peccatore incallito, ivi non può