Sabato, 3 maggio 2008
 C’è una bambola proprio lì, nell’angolo. Avvolta nel pannolenci mi fissa con grandi occhi morti. Forse cerca di dirmi qualcosa. Magari invece non ha mai visto un collare come il mio ed è curiosa. Come si osserva un animale strano dietro una gabbia. Un alieno. Un’opera d’arte. Lascio che mi guardi con quel sorriso da burlesque. Sono fiera del mio nuovo collare. È semplice, è totale perdizione; mi piace. Di pelle nera, alto, copre quasi tutta la gola.
Ha un solo quadrato d’argento, al centro. Proprio sulla carotide. Una cornice vuota al centro, che lascia solo quel piccolo lembo di pelle all’aria. Se solo qualcuno volesse colpirmi. Uccidermi. Saprebbe dove mirare. Lascio che la bambola guardi. Lì, poggiata in bilico precario come in una stanza per bambini. Pannolenci e pizzo, boccoli biondi, dolce pelle chiara. Un oggetto estremamente pacchiano.
Trovo strano che un personaggio come Cuore lo tenga nel suo ufficio. Però, in fondo, che me ne frega. Stasera non ho coscienza. Stasera sono nel mio collare. Non devo avere neanche un pensiero, una paura, una riflessione guardinga o diffidente. Nessuno sguardo indagatore. Stasera sarò libera schiava di Cuore, e C’è una bambola proprio lì, nell’angolo. Avvolta nel pannolenci mi fissa con grandi occhi morti. Forse cerca di dirmi qualcosa. Magari invece non ha mai visto un collare come il mio ed è curiosa. Come si osserva un animale strano dietro una gabbia. Un alieno. Un’opera d’arte. Lascio che mi guardi con quel sorriso da burlesque. Sono fiera del mio nuovo collare. È semplice, è totale perdizione; mi piace. Di pelle nera, alto, copre quasi tutta la gola.
Ha un solo quadrato d’argento, al centro. Proprio sulla carotide. Una cornice vuota al centro, che lascia solo quel piccolo lembo di pelle all’aria. Se solo qualcuno volesse colpirmi. Uccidermi. Saprebbe dove mirare. Lascio che la bambola guardi. Lì, poggiata in bilico precario come in una stanza per bambini. Pannolenci e pizzo, boccoli biondi, dolce pelle chiara. Un oggetto estremamente pacchiano.
Trovo strano che un personaggio come Cuore lo tenga nel suo ufficio. Però, in fondo, che me ne frega. Stasera non ho coscienza. Stasera sono nel mio collare. Non devo avere neanche un pensiero, una paura, una riflessione guardinga o diffidente. Nessuno sguardo indagatore. Stasera sarò libera schiava di Cuore, e C’è una bambola proprio lì, nell’angolo. Avvolta nel pannolenci mi fissa con grandi occhi morti. Forse cerca di dirmi qualcosa. Magari invece non ha mai visto un collare come il mio ed è curiosa. Come si osserva un animale strano dietro una gabbia. Un alieno. Un’opera d’arte. Lascio che mi guardi con quel sorriso da burlesque. Sono fiera del mio nuovo collare. È semplice, è totale perdizione; mi piace. Di pelle nera, alto, copre quasi tutta la gola.
Ha un solo quadrato d’argento, al centro. Proprio sulla carotide. Una cornice vuota al centro, che lascia solo quel piccolo lembo di pelle all’aria. Se solo qualcuno volesse colpirmi. Uccidermi. Saprebbe dove mirare. Lascio che la bambola guardi. Lì, poggiata in bilico precario come in una stanza per bambini. Pannolenci e pizzo, boccoli biondi, dolce pelle chiara. Un oggetto estremamente pacchiano.
Trovo strano che un personaggio come Cuore lo tenga nel suo ufficio. Però, in fondo, che me ne frega. Stasera non ho coscienza. Stasera sono nel mio collare. Non devo avere neanche un pensiero, una paura, una riflessione guardinga o diffidente. Nessuno sguardo indagatore. Stasera sarò libera schiava di Cuore, e
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Mercoledì, 19 marzo 2008
 Mattina presto. La casa è silenziosa. Eva apre gli occhi sulla stanza buia … oggi deve incontrarlo. Suo marito, di fianco a lei, ha il respiro regolare di chi dorme profondamente. Eva va in bagno, apre l’acqua della vasca, versa i sali profumati e aspetta… il vapore invade la stanza, la riscalda. Lei comincia a spogliarsi, il corpo, non più giovanissimo, è ancora in buona forma. Le gambe, con delle belle cosce sode, terminano in un sedere tondo e pieno. La pancia, appena accennata, ha al centro un ombelico perfetto; ma ciò che piace di più al suo uomo è il seno: grande, morbido, gustoso…
La donna si immerge nell’acqua calda e comincia a strofinare la pelle. Sa che Lui è molto esigente e vuole un corpo perfettamente pulito e profumato. Dopo aver accuratamente deterso ogni centimetro di pelle si lascia avvolgere dal morbido accappatoio che hanno comperato insieme durante quel
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Domenica, 16 marzo 2008
 Oggi frusteranno Mary Jane. Di fronte a tutto il corpo docente.
Personalmente non mi piace frustare le alunne. Sì e no, adopro il paddle una o due volte l’anno, e solo per i casi più eclatanti. Mary Jane si è comportata molto, molto male con l’insegnante di matematica: le ha dato addirittura uno schiaffo. Ventiquattro frustate e sarà la stessa professoressa a dargliele.
Alle cinque precise, siamo tutti nella palestra, noi insegnanti. Rose è seduta accanto a me. Tutti sanno della nostra relazione, ma nessuno ne ha mai fatto cenno. Entra Mary Jane e, dietro di lei, l’insegnante di matematica: in mano ha la bacchetta. Mary Jane è una tra le più anziane del College. Anch’io l’ho avuta come allieva, tre anni fa. E’ alta, bionda, paffutella. Si guarda attorno smarrita. Sa quello che deve fare. Si piega sul cavallo da ginnastica. La prof. K le solleva la gonna e le abbassa le mutandine. Mary Jane ha
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Lunedì, 3 marzo 2008
C'è un bel film in tv, sul divano accoccolata fra le sue braccia sento, tuttavia, che l'eccitazione sale a infiammarmi il sangue... Come mio solito comincio a stuzzicarlo, è stanco lo so e so anche dove queste mie attenzioni andranno a finire... Lui ride e baciandomi sulla fronte allontana la mia mano da lui sussurrandomi a fior di labbra di fare la brava, ma io continuo, "basta" mi dice guardandomi negli occhi e sorride, sbuffo e sto ferma per un po', poco anzi pochissimo tempo dopo sono di nuovo a lì a stuzzicarlo... -Ok, ho capito, prendi la cassettina, peste!- Sorrido felice, è proprio quello che volevo e lui, che mi conosce come mai altro essere umano ha potuto, lo sa... Entusiasta gli porto la cassettina a fianco del divano, già aperta e comodamente appoggiata sulla sedia così che non debba far fatica a prendere ciò che gli serve... La sua mano fruga fra gli oggetti e nel frattempo in ginocchio io attendo i suoi ordini, aspetto di vedere con cosa comincerà ad usarmi, -spogliati piccola- e io obbedisco mantenendo gli occhi bassi, ora nuda mi avvicino, i capezzoli turgidissimi, per lasciarmi allacciare il collare al collo, quello da gioco, quello con l'anello in ferro, ma non ci attacca l'appendino come credevo, invece usa il moschettone per fissarci la catena a mo' di guinzaglio, i miei occhi scintillano di sorpresa e piacere... -Cuccia piccola, qui davanti a me, giù qui piccola- E' con grande piacere che il mio viso sfiora la mano con cui mi indica il luogo del mio riposo, poi mi accuccio ai suoi piedi calma e serena... Ma le sorprese non sono ancora finite, ero già comoda e rilassata quando sento tirare la catena, mi costringe ad alzarmi a quattro zampe, con una mano guida la mia testa sul divano, con l'altra mi posiziona col corpo in modo che io ora abbia il culo e la figa direttamente a disposizione, sono parallela a lui in una strana posizione a 69, lui mollemente sdraiato, io a quattro zampe che guardo con lui la tv, non so più che cosa stiamo vedendo, la mia attenzione è rivolta interamente a quella parte di me tenera e vulnerabile che lui ha voluto a disposizione... Sono bagnatissima, ma quando il plug comincia a premere sullo sfintere dell'ano fa male lo stesso, non posso evitare di gemere -Ssssccchh, silenzio piccola- ci provo, ma non è facile, lo sento sospirare e frugare nella cassetta, poi improvvisa la sua mano mi afferra per i capelli, con l'altra preme la pallina sulle mie labbra costringendomi a prenderla in bocca, soddisfatto me la allaccia dietro la testa, -Così va meglio, ora silenzio!-... Imbavagliata e con il plug che preme per farsi strada dentro di me, attendo docile che il mio Padrone faccia i suoi comodi col mio corpo... Spinge cattivo, ma non arriva mai a metterlo dentro fino in fondo, no, sadicamente mi stantuffa allargandomi fin quasi al massimo e poi lasciandomi richiudere uscendo ogni volta, è una tortura... duro sopportare, il plug è da sempre il mio punto debole, per quanto sia allenata lì sono e resterò sempre sensibilissima, finalmente soddisfatto della flessibilità del mio ano termina di giocarci e lascia che il cuneo anale entri del tutto, il respiro corto, la bava che comincia a bagnare il telo che ho sotto la faccia, la figa che gronda umori mio malgrado, il mio corpo riconosce il tocco del padrone e si prepara ad accoglierlo, che io lo sappia o meno, l'addestramento che ho ricevuto sortisce i suoi effetti, con la mente controllo la respirazione e le ondate di dolore si quietano rapidamente, la mia figa si bagna pronta ad essere violentata, il mio seno si gonfia pronto per essere torturato e munto come la vacca che sono... -Bella la mia cuccioletta, stasera giochiamo un po' più sul serio, ho proprio voglia di divertirmi, ti tolgo i mezzi limiti, mi fermerai solo e dico "solo" se non ce la puoi fare in nessun modo, non voglio un stop per un po' di dolore in più- mentre parla la sua mano mi ha afferrato per i capelli e costretto a girare il viso verso di lui per poterlo guardare negli occhi -capito?!- annuisco soddisfatta, più sua che mai... Impietosi i morsetti più cattivi si serrano sulle grandi labbra, il gemito di dolore che mi sale in gola viene bloccato dalla gagball e non posso fare nulla di più che mugugnare e inarcare la schiena nell'istintivo tentativo di sottrarre quella parte così delicata a sì brutali attenzioni, ma non mi muovo di un millimetro e resto lì anche quando una seconda coppia di morsetti viene fissata... Sento bruciare de bestia, ma so che se sto brava presto il dolore si quieterà velocemente, il mio corpo sa perfettamente come difendersi... I morsetti vengono fissati a delle corde e tirati verso le cosce, per potermi aprire bene sposta il telo a terra e mi costringe a posarci la testa le mani a fianco del viso, prostrata e disponibile... divaricate appena le gambe ora la figa è apertissima e il culo pieno del plug ha finalmente accettato l'oggetto tanto odiato... I capezzoli turgidissimi sfregano sul tappeto, lo sento spostarsi dal divano, la sua mano scende impietosa al mio seno e li schiaccia, dura, cattiva, li tira quel tanto che basta da poterci fissare le pinze quadrettate, sono le più crudeli che abbiamo, non hanno molla, sono a scatto, non cederanno di un millimetro, una volta fissate vengono legate da una corda al torace, così che le tette siano tirate verso il basso e contemporaneamente schiacciate a terra... E' un dito quello che mi penetra per primo la figa, ma è solo per verificare quanto io sia effettivamente bagnata, il secondo intruso non è il dildo morbido ma il vibratore, quello grosso e lungo, entra con difficoltà a causa della posizione che sono stata costretta ad assumere, -Sì, così, non ti voglio rendere la vita facile, ti assicuro che stasera lo prenderai tutto dentro- e spinge, stantuffa deciso, lo ruota in un senso e nell'altro affondandolo ogni volta un po' di più dentro di me, come mi sento troia! Ora è dentro e per essere sicuro che ci resti mi lega con un delizioso slip di funi, pone un nodo strategico sul mio clitoride, sapendo che così a comando potrò godere molto più velocemente e facilmente... Il primo colpo del paddle mi lascia letteralmente senza fiato, non ci va leggero, ma neppure cerca di spezzarmi, è metodico, deciso e molto preciso nei colpi, va a stuzzicare esattamente le zone più vulnerabili, l'interno delle cosce vino alla piega della figa, la zona vicino al plug, la parte bassa del culo... Mi fa avanzare a carponi permettendomi di sollevarmi quel tanto che serve per non strusciare le pinze e rischiare che si rovini tutto il suo lavoro sul mio seno, avanzo piano poichè le fitte che mi arrivano dalle grandi labbra sono allucinanti, malgrado le sue dichiarazioni mi concede tutto il tempo per mettermi nella posizione che vuole io assuma, la mia fiducia in lui se possibile cresce ancora, anche nella passione del gioco è attentissimo a me, so che sono completamente al sicuro e mai come ora lo sento nella mia mente e nel mio cuore, ora sono dove mi vuole e come mi vuole... Il suo tocco delicato mi posiziona le mani e la testa in modo che siano protette, scosta piano e sensualmente i mie capelli dal collo e dalla schiena, per averla libera e completamente offerta... E' la frusta ora che mi colpisce, non risparmia nessuna zona del mio corpo, la schiena i glutei e l'interno delle gambe vengono sistematicamente "accarezzate" e ridotte a un'unica zona ultrasensibile ed arrossata, dove il gatto no arriva ci pensa il cane, sento il culo in fiamme, sta facendomi letteralmente i glutei a strisce, -Vuoi i segni?- è una domanda importantissima, non me ne ha mai lasciati a causa del mio precedente lavoro, ma da quando viviamo insieme ho più possibilità in questo senso di mascherarli da sguardi indiscreti... non mi muovo, ne dico nulla, il mio tacito consenso arriva esattamente dove volevo arrivasse, al suo cuore dolce e sensibile -Daccordo cucciola, li avrai- sento che sta sorridendo come farei anche io se la gagball non me lo impedisse, i colpi riprendono, avrò i miei lividi, spariranno in fretta, ma per qualche giorno mi terranno compagnia allo specchio la sera e ogni volta che mi siederò... Sono eccitata ogni oltre previsione, quando i colpi finiscono le sue mani sciolgono gli slip di corda ed estraggono il vibratore, e il suo cazzo ora a penetrarmi, piano a fondo, tirandomi per il guinzaglio mi fa mettere a quattro zampe e piano mi libera da ogni singola costrizione e tortura, ad ogni morsetto che mi viene tolto il dolore si scatena, sempre affondato dentro di me si gode ogni singolo spasmo, sussulto e lamento... ora i capezzoli sono ultra sensibili che solo a sfiorarli mi dolgono, le grandi labbra della mia figa impalata recano marcatissimi i segni delle pinze, la schiena e il culo mostrano il rosso marcato e in alcune zone il blu dei lividi che stanno emergendo, l'ano è ancora pieno del plug... con le mani gira il collare in modo che la catena mi possa scorrere sulla pelle del dorso, per sentire costantemente il suo controllo mentre comincia a fottermi, non ci va piano, sta montandomi come un animale, sono la sua cagna e come tale mi possiede... L'orgasmo che arriva è da paura, ma non posso chiedere il permesso e gemendo cerco di resistere, -So che stai per godere troia, ma non lo farai fino a che non lo dirò io-, i colpi del suo cazzo mi arrivano fino in fondo all'utero e quando diventano frenetici e il suo orgasmo monta prepotente dentro di lui arriva anche il permesso per me di godere... Veniamo prepotentemente, insieme, lui dentro di me... -E speriamo che sia femmina- sussurra mentre mi libera la bocca e mi bacia abbracciandomi teneramente... |
Martedì, 19 febbraio 2008
"Tutto bene piccola?" Lo sguardo attento del mio Padrone si posa su di me, sul mio corpo nudo, oscenamente esposto, le gambe aperte al massimo e tenute divaricate dal bastone che avevamo creato apposta, il grosso plug, che da un po' di tempo riuscivo ad usare, ben infilato nell'ano, il vibratore, enorme e pieno di bozzi, completamente infilato nella figa, il tutto ben in vista grazie al cuscino che avevo sotto il culo... Il seno stretto nelle corde e i capezzoli, pinzati a fondo dai morsetti dell'attaccapanni, tirati verso l'alto e legati al collare, le braccia legate dietro la schiena, la benda sugli occhi e la gag ball a imbavagliarmi... Annuisco, sto bene, molto ma molto bene... Una corda, intorno alla vita, mi viene fissata, così da poter poi assicurare il vibratore saldamente dentro di me..., sulla fune un nodo strategico all'altezza del clitoride mi manda letteralmente in estasi, basta un leggero movimento dei muscoli e il piacere è subito lì, a portata di mano... Il letto sotto il mio corpo è improvvisamente più accogliente che mai, nonostante la posizione particolare che mi è stata imposta, sento che qualcuno si sdraia accanto a me alla mia destra, ora so che c'è qualcun'altro oltre a noi due, perchè il mio Padrone è ancora fra le mie gambe che mi stuzzica con la fune proprio sul clito, una mano mi sfiora il seno sinistro, allora sono in due!... "Faranno i loro comodi, culo, figa e bocca... frusta, cera, cane e tutto quello che gli passa per la mente... resterai legata e a loro disposizione tutta la notte... prego ragazzi... usatela..." Le grandi labbra della figa vengono pinzate dalle mollette e tenute aperte con il solito trucco della funicella legata alle cosce, il dolore mi serpeggia dentro, il piacere mi sconvolge la mente, sempre di più il mio Signore mi usa come troia da letto, adoro il suo uso, adoro essere un giocattolo... Egli si alza ed è come se quello fosse il segnale, i due mi si fiondano addosso e impazienti mi palpano, tastano, esplorano, mentre uno spinge il vibratore da una parte all'altra dopo averlo azionato, l'altro lecca i capezzoli sotto tortura dei morsetti... le mani che mi toccano non sono gentili, ma possessive, frenetiche e dure... improvvisamente la fune in vita viene allentata, quel tanto che basta a liberarmi dal vibratore, e subito il cazzo di uno dei due è dentro la mia figa, mi si sdraia addosso e preme sul seno e sui capezzoli dolenti, le sue mani mi afferrano per il collare e comincia a stantuffare, il dolore è tremendo, appoggiandosi a me mi fa sentire come quelle bambole di gomma che servono agli uomini per godere, spinge cattivo, non per godere, non per fottere, ma per farmi male, mi sta usando e basta... Esce veloce com'è entrato, il vibratore torna ad occupare la mia figa e a riempirmi, a chiudermi, a tapparmi, senza tante cerimonie, ruotandolo un po' da un lato e un po' dall'altro, il plug viene estratto e di nuovo vengo impalata, lo sento ansimare accanto alle mie orecchie, il plug è molto più grande di lui evidentemente perchè non provo dolore nonostante i vuoi colpi decisi, il mio aguzzino sembra accorgersene e decide di lasciare il posto al suo compare, non prima di avermi riinfilato il plug a fondo in culo però... Vanno avanti così per un po', ho sempre entrambi i buchi chiusi, o da un cazzo o da qualche oggetto, non mi viene data tregua neppure fra un passaggio di mano o di cazzo, godono nell'infilarmi il vibratore in figa e il plug nell'ano, ma toglierli è ancora meglio... improvvisamente i capezzoli sono liberi, il dolore lancinante dato dal sangue che ricomincia a scorrere bene e dai nervi che si revitalizzano mi fa sussultare, le mani che poi si avventano sui miei seni sono come sempre cattive... "Dai tienila ferma bene che ora usiamo la cera sulle tette" Le voci giovanili mi fanno intuire che sono dei ragazzi e che se la stanno spassando, l'eccitazione è palese nel tono delle loro voci, improvvisamente mi rilasso, li lascerò divertire, assecondandoli come meglio posso così avranno a disposizione la miglior bambola di carne che si siano mai sognati... due mani mi serrano brutali le tette e le tirano verso l'alto, sento il calore della fiamma vicino alla pelle e la cera calda che mi cola direttamente sui segni lasciati dai morsetti... vanno avanti così per molto, fino a ricoprire di cera intermente entrambi i capezzoli "Ecco troia adesso sei un po' meno svestita..." Improvvisa la voce del mio Padrone irrompe nella stanza "Allora chi vuole la frusta?" I due aguzzini si alzano e discutono in una angolo lontano da me così che io non possa sentire, poche parole e mi sono di nuovo addosso, mi sento sollevare, il cuscino mi viene tolto e vengo aiutata a mettermi in piedi, con cura, che smentisce l'inesperienza che vorrebbero darmi a intendere, uno mi afferra e mi posiziona a novanta gradi, non ho appoggi, è lui a reggermi tenendomi per la vita "Dai vediamo se riesci almeno a colpirla!" La frusta arriva dura, bruciante, pochi colpi e sono in ginocchio, quello che mi tiene deve sostenermi davvero in un paio di occasioni, capisco che non sono dei principianti, checché ne vogliano dare l'apparenza... Il mio Padrone ride, ha notato nonostante benda e gagball che sto sorridendo..."Vi ha scoperto ragazzi, sa che siete master veri e non improvvisati!" la sua risata calda si unisce a quella dei miei due persecutori... "Va bene, vi lascio ai vostri giochi allora, la notte è ancora lunga e io ho sonno, mi fido di loro piccola, buona notte, sono di là se vi doveste annoiare..."ride"...ma non credo!" |
Martedì, 23 ottobre 2007
 E' passato un mese da quando ho avuto l'ultimo rapporto con Alina, un incontro molto bello a tre con Stefania, splendida insegnante di sesso. Da allora lei non mi ha più cercato, cercando anzi d'evitarmi ad ogni occasione.
Fino a quel sabato pomeriggio quando mi chiama al cellulare.
“Pronto Marco, ti disturbo ?” - perlomeno il suo tono di voce è cortese.
“No figurati, non stavo facendo niente.” - in realtà ho un mezzo appuntamento, ma Alina è più importante.
“Hai dei programmi per stasera, lo so che dovevo chiamarti prima, ma non ne avevo il coraggio.”
“No guarda per stasera non ho programmato niente, quindi dimmi pure.”
“Vorrei che verresti da me dopo cena, diciamo verso le dieci, ti va bene ?”
“Certo alle dieci sono da te.”
“Allora t'aspetto, ciao.”
“Ciao e a presto.”
Appena riagganciato inizio a pensare a che cosa abbia in mente, niente di ordinario, questo è sicuro, vuole ricambiare la sorpresa e di questo ne sono certo, solo che non riesco ad immaginare che cosa
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Giovedì, 4 ottobre 2007
 Elena è la classica fighetta che sa di esserlo e si comporta di conseguenza tirandosela in maniera esagerata. Inoltre è la più grande della classe perché è ripetente e visti i suoi voti penso che l’esame di maturità mon lo passerà.
Il padre, il classico palazzinaro arricchito, all'ultimo colloquio con gli insegnati ha detto a tutto il corpo insegnati che se sarà bocciata la ritira da scuola e la manda a lavorare e questo lei lo sa benissimo ed è l'unica cosa che le fa realmente paura.
Alla vigilia dell'ultimo compito in classe si avvicina con fare da gatta morta e mi chiede come può arrivare alla sufficienza.
- Devi prendere almeno un sette, non avrai il sei matematico ma vedrò di premiare l'impegno
- Ma Prof io per arrivare a sette sevo fare due compiti.
- Allora andrai allo scrutinio col cinque.
- Prof lo sa che non mi posso permettere d'essere bocciata ?
- Certo tuo padre mi ha parlato di quello che intende fare.
- Senta Prof io sarei disposta a tutto,e lei mi capisce,pur di non farmi bocciare.
- Elena è inutile che cerchi di corrompermi e poi io ho gusti molto sofisticati.
- Cioè ?
- Sono un Padrone – le rispondo mentendo – a me la donna piace schiava.
- Su non faccia il cattivo con me non penso di meritarlo.
- Vedi di fare bene in compito in modo da non scendere a patti con me.
- Va bene Prof comunque le ho già detto che sono disposta a tutto e lei certo non mi fa paura.
Arriva il giorno del compito e mi sembra che Elena lo faccia d'impegno cosa mai vista.
Quando finiscono sono curioso di vedere il suo e inizio a leggerlo con curiosità.
In realtà ha scritto solo frasi sconce sul sesso e su di me.
A quel punto sono incazzato nero, vorrei portare il suo compito in presidenza e farla buttare fuori
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Giovedì, 27 settembre 2007
Angela, schiava del desiderio di Giampiero
Chi ha mandato questo testo assolutamente pregevole ha purtroppo messo questo “cappello” con cui ci annuncia che l’opera resta incompiuta. A mio avviso un vero peccato.
“Questo e’ il primo dei dodici capitoli di un romanzo cui non ho dato nemmeno il titolo che mi ero messo a scrivere. La cosa mi ha stufato e ho lasciato tutto lì. Ma voglio che almeno il primo capitolo ve lo godiate.”
Cap. 1 (ed anche unico)
Era arrivata l'ora di andarlo a prendere in aeroporto. Angela diede un'ultima occhiata in giro prima di uscire. Tutto doveva essere come voleva Lui, nel caso fosse venuto a casa. Tapparelle abbassate, una luce accesa sul tavolino, televisore sintonizzato su un canale di videoclip, a volume basso. Non doveva fare tardi.
Tirò la porta senza dare giri di chiave e si infilò frettolosamente in ascensore. Lo specchio, dentro, le rimandò l'aspetto che conosceva, che non le piaceva. Era stata graziosa, ma il tempo e i dispiaceri non l'avevano certo migliorata. Le battutine delle colleghe più giovani glielo ricordavano e gli inviti a cena sempre più rari lo confermavano. Questi ultimi anni non erano stati facili: abbandoni, solitudine, un po' di piombo nelle ali. Poi aveva incontrato Lui.
L'aveva trovata che lei era ormai una cagnolina randagia e l'aveva presa con sé. Certo, era uno strano tipo di amore. Era
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Martedì, 18 settembre 2007
Torture e sesso nella Villa del Padrone by Sonia
Nella villa del padrone, a sua disposizione. Tre schiave pronte a tutto, pronte a subire qualsiasi cosa. Io, spaventata e affascinata da questo mondo così violento e così vero e per me tutto da scoprire.
Carla, da sempre schiava e cagna di master Giancarlo.
Ludmilla, una polacca disposta a farsi frustare e umiliare pur di guadagnare qualcosa. Ma un fondo di masochismo ce l’ha pure lei, altrimenti solo per soldi è impossibile sopportare certe cose e … anche godere come ho visto fare a lei.
Siamo state tre giorni a disposizione di Giancarlo, che mi ha fatto tenere infilato il doppio vibratore per un sacco di tempo, mentre si è sfogato con il culo di Carla e frustando Ludmilla.
Sono stata molto tempo con Carla mentre Ludmilla è rimasta legata nella sala delle torture. La sentivamo urlare e gemere e con questa musica nelle orecchie, Carla mi ha coccolata e mi ha fatto venire almeno due volte con la sua bocca e le sue mani.
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Venerdì, 14 settembre 2007
Una sera come capita spesso, ero in chat, una chat sadomaso-feticistica che ha principalmente lo scopo di far incontrare persone, che come me, la pensano in questo modo “particolare” circa il sesso.
Tra le persone connesse inizio a scambiare qualche parola con una coppia il cui nick e profilo lasciavano sperare di aver trovato la coppia che sognavo da tempo. Loro erano una coppia bisex dominante; seguiva una descrizione dei due, entrambi sui 35 anni, fisici normali ecc, ecc.
Discutemmo parecchie volte, sempre fantasticando su un ipotetico incontro in cui loro sognavano che lo schiavo li raggiungesse a casa loro e appena prima di varcare la soglia di casa si bendasse gli occhi, quindi senza vederli e si abbandonasse completamente a loro assecondando ogni loro desiderio di Padroni.
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Giovedì, 13 settembre 2007
Le erano bastati pochi mesi ed aveva fatto di me un aspirante provetto colf.
Mi aveva abituato a svolgere per lei i lavori di casa in modo impeccabile, affinché non facessi pentire il suo lui di avermi concesso quel privilegio.
Le bastava concedermi un briciolo di confidenza, un sorriso malizioso, uno sguardo veloce per portarmi in brodo di giuggiole.
Era comunque sempre pronta a ristabilire subito le distanze e rimettermi in riga quando pensava fosse il caso.
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