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Primavera, la bella stagione, le giornate si allungano, ed il desiderio sessuale cresce a dismisura. E' questo il quadro di scena di un episodio elettrizzante che ebbi con Anna, che il solo pensiero ancora mi fa rizzare. Era qualche giorno che non ci si vedeva, per il solito lavoro. Era un periodo in cui Anna aveva una voglia di letto superiore alla mia, nei pochi giorni liberi che avevamo tutte le occasioni erano buone per finire a scopare. Aprile dolce...dormire!
Un pomeriggio le telefonai dall'istituto e le dissi che sarei riuscito a liberarmi prima del solito. Lei era raggiante, e mi disse che voleva premiare questa bella notizia con una sorpresa. Rimasi al lavoro con la trepidazione di cosa la testolina di Anna avesse tramato per attentare alla mia castità. Ci trovammo in centro dato che lei aveva da fare una piccola commissione. Lei arrivò puntuale, vestita al suo solito modo semplice, molto femminile e già solo per questo infinitamente arrapante. Quasi sempre con la gonna, Anna anche quel giorno l'indossava, abbinandola ad una t-shirt colorata con una giacchetta leggera intonata al tutto. Le scarpe erano color sabbia con un tacco abbastanza pronunciato, di forma classica, foderate di tela all'esterno ed all'interno. Con mia iniziale sorpresa, le belle gambe non erano scalze, probabilmente per il clima ancora un po' fresco di aprile. Ce ne andammo verso la nostra 126 azzurra, felici di stare insieme e vogliosi di farci al più presto una scopata. Tornammo a casa e lei mi invitò ad accomodarmi in salotto. Dopo neanche un minuto dal momento che mi ero seduto nella solita posizione di sinistra sul divano, oggetto di 'servizi' da parte dei succosi piedi di Anna, eccola apparire, con passo deciso, dalla porta del salotto, così come si era presentata all'appuntamento, solamente senza giacchetta. Lasciate le faccende ad attendere in cucina, si sedette al mio fianco e con fare deciso si strinse al mio petto. Dopo qualche minuto, eccola eseguire un gesto che mi fa morire ogni volta che lo compie: stranamente, non aveva neanche tolto le scarpe, anche perché erano trascorsi pochi minuti dal nostro rientro a casa. Le sfilò senza chiedermi neanche il permesso, e depose i suoi piedi sul solito bracciolo sinistro come molte altre volte faceva, con le mie gambe sotto alle sue, poste di traverso. Le scarpe oggetto della scena erano relativamente nuove, di fattezza simile a quelle azzurre e cuoio che ho descritto nella precedente puntata. Anche in queste, non mancavano i segni delle 'profonde visite' dei due rudi clienti. Questa volta però il nylon faceva da paciere e ci stava rimettendo del suo per riportare la pace fra scarpa e piede. La solita uscita dopo la doccia non faceva che far di nuovo piombare la situazione igienica a livelli ignobili. I suoi piedi erano a pochi centimetri da me, arrapato come sempre in simili frangenti, ma non mi ero ancora accorto di una cosa. Accarezzai le gambe dalla parte esterna delle cosce mentre lei mi baciava con guizzi di lingua da sogno. Salendo con la mano avvertii un piccolo spessore attraverso la gonna attillata sulle cosce. Lei arrossendo un pochino, mi sussurrò all'orecchio, mordicchiandolo: - Non ti sei ancora accorto di niente? - No, amore, che c'è? Imbarazzato per il mio ritardo nell'avvertire cosa ci fosse di strano o di insolito, feci un rapidissimo check di cosa potesse insospettire il mio arrapamento ordinario. Ripassai come per caso laddove avevo notato un piccolo spessore nella gonna, e mi venne l'idea di seguire la coscia sotto la gonna per poi sgusciare all'interno sulla mutandina, cominciando a masturbarla. Arrivato a metà percorso ecco svelato tutto: non erano semplici collant, erano calze! Il bottoncino del reggicalze faceva da spessore, ed era questa la sorpresa che Anna mi svelò senza parlare! Anche lei le portava, allora! Non solo nei film porno, anche la mia donna le ha! Le carezzai le gambe per un tempo che mi parve interminabile, ero felice come quando ad un bambino regali una scatola di soldatini. Il reggicalze bianco aveva due sostegni elastici classici con bottoncino di gomma, e le calze beige cominciavano con una doppia riga di rinforzo al bordo. Al tatto, ora che ci facevo più attenzione, erano leggermente diverse dai collant classici. La bella gamba formosa giungeva fino alla caviglia, dove il piede ancora con unghie smaltate rosse veniva alloggiato nella parte inferiore, munita di rinforzo al tallone ed in punta. I talloni del piede erano ben collimati coi rinforzi delle calze, mentre le punte erano un po' striminzite rispetto alla larghezza dei piedi di Anna, che comunque aveva fatto molta attenzione a vestirle. Carezzai ancora le lunghe gambe giungendo fino ai piedi, baciandogli le caviglie, il collo, le dita smaltate e le punte, dove si percepiva il classico odor di piede di Anna, che trapassava calza e rinforzo. Mi venne da far l'amore lì, così come eravamo, vestiti, mi aprii solo la cerniera per estrarre il pene che da tempo mi doleva per l'erezione. Misi Anna con la schiena sul divano, e mentre lei lo afferrò saldamente nella mano destra, con una mano le titillai la clitoride, e con l'altra tenevo il piede sinistro di Anna accanto al mio volto, dove le punte arcuate ed arrapate del piede cercavano ora la lingua ora il naso del malcapitato sottoscritto, mentre l'altro piede attendeva impaziente il suo turno strusciando la pianta calda sulla mia camicia. Un particolare molto fetish mandò in visibilio le mie fantasie: la mia barba si accapigliò con le maglie del naylon della sua calza sinistra. Per non sciupare questa ottava meraviglia che vestiva le eleganti bistecche di piedi che avevo innanzi, decisi di sfilargliele dolcemente. Lo sfilare una calza ad una donna è un'azione che per noi feticisti richiede una buona dose di cardiotonico prima dell'inizio. Arrivati in zona tallone, mi imbattei nel secondo particolare fetish: quello che la mia barba faceva da fuori, le sue dolci suole odorose e callose stavano eseguendo da dentro la calza! Non è possibile descrivere il rumore del nylon che lentamente sguaina la spada numero 41 con la lama callosa, arcuata che vi punta contro minacciosa tutto il suo flusso di puzza di piede, attendendo impaziente il vostro naso o la vostra lingua per bonificare l'ambiente contaminato. Fatto questo con una, arriva poi l'altra scimitarra aromatica a mettervi al lavoro di lingua e di naso! Come non bastasse, mi portai sul volto le calze che avevo sfilate e per incanto, le feci scorrere sul mio volto fino alle punte ancora pregne del sapore dei piedi della mia amata regina! La cosa, mentre Anna mi continuava a massaggiare l'asta del pene, mi fece arrivare all'eiaculazione. La schizzai sino al petto, tanta era la febbre del piede che mi obnubilava la mente. Le riempii la mano destra di sperma fino ai polsi, estasiato. Lei, gioiosa come sempre, era conscia del potere che aveva e che tuttora su di me, e questo fatto la bagna di goduria! (continua) |
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