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Questa è una storia vera, e come tutte le cose vere temo che a molti sembrerà banale, specie per chi è alla ricerca di facili eccitazioni, ma si può dire che rappresenti quasi tutta una vita, la mia, vissuta in una faticosa (e spesso infruttuosa) ricerca di equilibrio tra la vita "normale" e le pulsioni interne... |
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Anni fa (ormai più di trenta), quando ero un giovane studente universitario ventenne, forse bello ma senz'altro vigoroso, pieno di testosterone e spavalderia, fui chiamato da una società di servizi a coprire un vuoto di organico durante un'importante manifestazione internazionale. Da novellino mi assegnarono il turno serale, il più scomodo, e mi misero alle dipendenze di una manager esperta, R., un'elegante trentenne, bionda, occhi verdi, sguardo glaciale... fui subito attratto da lei e mi stupii del fatto che anche lei dimostrasse un certo interesse per me, passammo alcune serate tranquille chiacchierando, poi una sera, a fine turno, mentre chiudevamo lo stand, presi coraggio, la chiusi in un angolo e la baciai... quella stessa sera finimmo a letto a casa sua, ero molto giovane e per fortuna compensai la mia inesperienza con un certo ardore mentre lei, letteralmente, mi guidava dentro di sé. Progressivamente dopo qualche settimana di rapporti "tradizionali" volle introdurre alcune varianti nel rapporto, dapprima "soft", chiedendo di essere legata con fettucce da sarti e poi di essere presa con violenza, quasi stuprata, poi, gradatamente, passammo a scenari sempre più complessi, spesso medioevali, nei quali io ero il signore e lei era l'ancella che aveva sbagliato e doveva essere punita, venendo legata, imbavagliata, fustigata, spesso crudelmente... probabilmente ero stato scelto perché aveva intravisto in me una naturale predisposizione ad agire in quel ruolo, ma scoprii comunque un nuovo modo di vivere la sessualità , intenso e primordiale.. fui un buon allievo perché imparai bene, imparai che per alcuni dolore e piacere sono due entità inscindibili, imparai a capire che le provocazioni a volte sono solo delle disperate richieste di punizione, viste come segno di affetto estremo, imparai a legare gli arti senza bloccare la circolazione, imparai a dosare la frusta per non lasciare segni permanenti... Nel frattempo vivevo una doppia vita, studente universitario modello, frequentavo mie coetanee, avevo anche qualche "fidanzatina", ma nessuna riusciva a darmi le emozioni che mi dava lei, sempre dopo mezzanotte. Mi sono sempre stupito di come dopo una sessione piuttosto "intensa", potesse riposare solo alcune ore per poi tornare al lavoro fresca, ricaricata ed aggressiva... io di solito dopo una nottata così ero distrutto... Talvolta ci prendevamo qualche giorno di vacanza, sempre all'estero o in posti dove non era conosciuta, dove amava essere "esibita" come donna oggetto, vestiti trasparenti, niente biancheria intima, più le situazioni erano imbarazzanti più si eccitava, come farmi un pompino nell'auto ferma ad un semaforo sotto lo sguardo attonito di un intero pullman di pendolari! I nostri rapporti continuarono per alcuni anni, poi, terminati gli studi, partii per il servizio militare, per scoprire al mio ritorno che aveva deciso di farsi una famiglia e "dimenticare" certe distrazioni (spero che adesso sia una nonna felice!) dopo molte mie insistenze riuscimmo ad incontrarci ancora una volta ma l'incanto era ormai svanito e lasciammo definitivamente perdere. Dopo una lunga e noiosa relazione con una mia ex compagna universitaria, senza spessore, e qualche avventura, tutte rigorosamente ortodosse, casa di amici comuni un giorno incontrai V., giovane e determinata, amava essere al centro dell'attenzione, sfacciatamente bisessuale, disponibile a qualunque esperienza sessuale, con inoltre il problema di non riuscire ad avere orgasmi in un rap porto normale, solo masturbandosi con fantasie violente o subendo violenze riusciva ad eccitarsi ed a godere intensamente...Io con tendenze sadiche, lei masochista, ci eravamo trovati, l'allievo era diventato maestro ed aveva una giovane allieva a sua disposizione.... Abbiamo convissuto per alcuni anni con alti e bassi, nei quali lei sviluppò una terribile dipendenza nei miei confronti, dovevo decidere io tutto, come doveva vestirsi, comportarsi, subire... mi fanno sorridere gli annunci (specialmente nel mondo anglosassone) di donne che cercano la "totale sottomissione" io la mia sottomessa l'avevo trovata, e, vi assicuro, è pesantissimo per chi deve "dominare", si vive una continua tensione, soprattutto perché ci si sente comunque responsabili di un'altra persona. Con lei comunque sono riuscito a fare quello che sino ad allora avevo solo immaginato... Avevo installato una spalliera nella camera da letto, formalmente un innocuo attrezzo ginnico, alla quale la legavo per poi colpirla con sottili canne di bambùo, più semplicemente, con la cintura; qualche volta le torturavo seno e vagina, ma quello che lei "gradiva" erano le frustate, su tutto il corpo, non dovevo smettere se non era piena di striature rosse... Al rientro dal lavoro spesso la trovavo a letto, nuda, ad attendermi dopo essersi masturbata, chiedendo di essere punita duramente per il suo comportamento... La mia carriera professionale era all'apice, avevo buoni incarichi, il lavoro mi prendeva sempre più tempo, ed il gioco stava diventando pesante, iniziai a trascurarla... di comune accordo ci lasciammo dopo qualche tempo, la aiutai a rifarsi una vita e per qualche tempo la seguii a distanza. Si sposò con un coetaneo, ebbe due figli, poi, inaspettatamente, a distanza di anni mi venne a trovare con la scusa di un parere professionale, la trovai invecchiata ed inquieta, ma non approfondii; dopo qualche mese la telefonata di un amico comune: si era uccisa, probabilmente era venuta a chiedere aiuto al suo vecchio maestro, ma alla fine non ne aveva avuto il coraggio... Segnato dalla storia con V., per reazione, ho deciso di reprimere la mia vera natura e mi sono rifugiato in una relazione "normale" con una persona normale, con quella che poi diventò mia moglie in un formale rapporto di coppia durato quasi una vita... Con mia moglie ho avuto solo rapporti ordinari (ed anche un po' banali) ma forse era quello che cercavo dopo tanti eccessi. Siamo stati ottimi amici, ed abbiamo cercato di sopportarci, una coppia come tante, poi un paio di anni fa, seri problemi di salute, seguiti da un intervento chirurgico pesante ma per fortuna risolutivo, mi hanno fatto riconsiderare il mio rapporto con quel che mi rimane da vivere e la mia vera natura... Ho ceduto lo studio, fatto una lunga vacanza e ripreso la mia libertà , e con la libertà sono riaffiorati i vecchi vizi, mi sto guardando intorno, sarà difficile ma non dispero, troverò senz'altro una compagna di giochi e di vita... (un saluto particolare a chi già mi conosce) severnes severnes@supereva.it |
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