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PREMESSA DI SILENO: In qualche modo, sperando di non passare per un supponente presuntuoso, posso dire di aver conosciuto tanta gente nel mondo del bsdm. Tanti e tanti ricordi piacevoli ci fanno( lo dico anche per Vic)sorridere, ci piace di tanto in tanto raccontarceli. Siamo passati da vicende che più soft non si può, a vicende invece talmente intense, che in qualche modo ci hanno costretto a riflettere seriamente. Ma tutte le cose che abbiamo fatto ci hanno lasciato, seppure con gradazioni diverse, un qualche insegnamento. Il fatto che però io parli di vissuto non significa che sto appendendo la lingua al chiodoJ anzi. Devo ringraziare la mia PADRONA che mi sta dando la possibilità di poter incontrare altra gente anche da solo, mentre lei sorride del mio suinume innato Qualche mese fa una mail con firma scintilla mi intrigò non poco, si discettava sulle questioni poste sui forum della gabbia, ovvio per me rispondere immediatamente a quella mail. Cominciammo così un rapporto episto-virtuale, intenso. Poi le chiesi se poteva collegarsi su una chat di un giovane quanto intraprendente bdsmer, e così la sera cominciammo a dgt insieme e confrontarci. Dal suileno che sono, ben presto le mie domande cominciarono a diventare piccole provocazioni, lei mi aveva confidato di avere delle tendenze sub, ma non ero convinto, soprattutto dopo che virtualmente le proponevo certe situazioni e vedevo il suo interesse crescere sempre vieppiù. Una sera mi informò che avevano deciso di passar la loro settimana di ferie qui dalle mie parti, per "capire" meglio se le cose che avevano cominciato a intrigare virtualmente sia lei che il marito avessero un fondamento. E stata una settima deliziosa, avevo il permesso di Vic di stare con loro ogni sera, e ogni sera sono stato il loro romantico schiavo. Romantico perché si faceva tutto in spiaggia di notte, sotto la luna, lei si lasciava andare ogni sera di più, stava davvero entrando nella forma-mentis della padrona, lei stessa e il marito ne rimasero molto sorpresi, ma anche molto piacevolmente intrigati. Non entro nei dettagli della settimana, mi pare inutile anche perché ciò che è diventata lei ora, potrete leggerlo. Mi sono messo a sua disposizione per un week end, ma sarà lei stessa a descrivere le sue emozioni che definire intense è un po come sminuirle J . Aggiungo solo che ho capito che era scattata la molla dopo che lei tornata a casa sua, dopo le vacanze, si era letta la storia di Stoccolma, un racconto reale di un nostro incontro svedese. Dopo la lettura di quel racconto, i toni, la passione, il trasporto verso il suo ruolo stavano diventando una parte accesa di lei ..molto accesa come avrete modo di leggere. Buon divertimento PREMESSA DI COMETABLU: Quello che vi apprestate a leggere, più che un racconto, è un dono che voglio fare a me stessa e a chi come me vive le esperienze della vita con passione, siano esse esperienze sm o esperienze semplici e quotidiane.. Non ho mai scritto nulla. E questa la mia prima esperienza che ho voluto vivere anche in seguito alle stimolazioni di Sileno che mi ha fatto giustamente notare quanto questo mondo sia povero di racconti di Padrone. Non so se lo rifarò. Scrivere è stato indubbiamente stimolante e mi ha arricchita di una nuova e meravigliosa esperienza ma per me significa anche "rivivere" e a volte proprio per questo ho dovuto interrompere lo scritto presa da emozioni intense, pari al vissuto. Ora solo una piccola osservazione.. che sento necessaria. Cè molta gente che vive le emozioni del proprio IO rinchiudendosi esclusivamente nel virtuale o nei racconti altrui. Chi mi conosce sa cosa penso del virtuale e chi non mi conosce, dopo la lettura di questo racconto saprà cosa si prova a vivere nel mondo reale e comincerà forse a capire tutto quello che potrebbe perdersi nel momento in cui deciderà di non viverlo mai... "Bisogna cercare di essere il più felici possibile " mi ha detto un giorno un amico Io aggiungo che quella felicità non dobbiamo solo sognarla. Dobbiamo semplicemente VIVERLA. Dedico questo racconto a mio marito che mi è stato sempre accanto, cercando di seguirmi come meglio poteva e sforzandosi di comprendere tutte quelle che erano le emozioni che vivevo e che a volte lui non comprendeva. Mi rendo conto che deve essere stato faticoso riuscire a seguirmi in un cammino così complesso e soprattutto troppo rapido per poter essere assorbito serenamente da chi questo mondo non lo sente fin nel profondo dellanimo.. |
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"Parla" "Ho trovato il titolo per il Suo racconto " Parole farfugliate e bagnate interrompevano, a tratti, lopera della lingua dello schiavo steso per terra ad accogliere gli umori della sua Padrona, io, Cometa Blu, che sdraiata su di lui guardavo il mio uomo masturbarsi, in piedi, dinanzi a me. "quale sarebbe questo titolo?" "COMETA INFUOCATA!" A queste parole non ho potuto fare a meno di ridere ed ho sentito la sua pancia che si muoveva sotto la schiena si muoveva perché anche lui rideva ed allo stesso tempo soffriva perché steso su di una federa di cuscino riempita con tante durissime e tonde nocelline. Comincio così questo racconto, perché devo il titolo a lui. Ma non gli devo solo il titolo a lui devo questa esperienza e il mio essere, perché è stato capace di tirarlo fuori in maniera così totale. Ho conosciuto il mio schiavo, Sileno, dai suoi racconti. E una persona che mi ha attratto non perché slave ma perché persona "forte", determinata, una persona che sa bene quello che vuole e perfettamente cosciente del ruolo che lo appartiene, da sempre, e ancora mi ha colpito la passione con cui vive le sue esperienze. Una persona forte? Uno slave? Si. Credo che per essere degli schiavi completi, bisogna essere delle persone dal carattere forte e determinato perché non è facile vivere quello che lui si appresta a vivere ad ogni nuova esperienza. Non deve essere facile mettere la propria vita totalmente a disposizione della sua Padrona totalmente anche in tutto quello che lui non ama ma che fa ugualmente se appagato dalla passione della sua Padrona. Una Padrona che gli ha chiesto molto, gli ha chiesto TUTTO. Perché mi soffermo così tanto su di lui? Perché la sua figura è stata fondamentale nella mia crescita e nella scoperta delle pulsioni più intime e passionali che hanno accompagnato il cammino verso questo ruolo che mi appartiene: Padrona. Ho cominciato a provare curiosità verso questo mondo da quando per caso mi sono imbattuta in un sito di bdsmer. Il sito in questione è gabbia. Ho approfondito per mesi tutte le sezioni, compresa quella dei racconti e il Forum dove spesso incontravo questa figura, Sileno. Credevo di avere chiaro il ruolo che mi appartenesse, mi sentivo schiava e nelle fantasie ero attratta da tutto quello che riguardava lessere posseduta con forza. Mi eccitava il pensiero di essere dominata, di sentirmi sottomessa. Ma non avevo ancora chiaro il concetto di slave. Associavo questo ruolo ad un gioco erotico che vivevo con il partner. In uno dei racconti di Sileno trovai la sua email e decisi di scrivergli. Ero tremendamente incuriosita da questa figura, avevo bisogno di capirlo meglio, di conoscerlo, di provare attraverso la sua conoscenza le emozioni che lo spingevano a certe esperienze estreme. Devo dire che lapproccio non è stato dei migliori. Nel senso che le email che mi arrivavano erano tutte a sfondo sessuale. Non ce nera una in cui era serio. E a volte le sue parole le sentivo troppo forti. Decidemmo di "incontrarci" in una chat. Pensai che forse dialogando in tempo reale sarei riuscita a capire qualcosa in più su di lui. E passato del tempo prima che riuscissimo a far combaciare il tempo libero e durante le serate in cui lo aspettavo, chiacchieravo con altri nick. Quel particolare canale è dedicato alle Padrone, ed io lì, mi sentivo un po fuoriluogo infatti decisi di farmi assegnare un + dinanzi al nick che stava ad indicare il mio ruolo: slave. Ho conosciuto molte persone, tutte splendide fino a quando è arrivato il giorno in cui ho visto comparire quel nick che tanto mi incuriosiva: Sileno. Nel corso delle varie serate ho compreso un po meglio la sua personalità, capendo che i toni scherzosi con cui affronta tutti gli argomenti appartengono profondamente alla sua persona. Ci siamo piaciuti, abbiamo scambiato due chiacchiere, ha soddisfatto tutte le mie curiosità rispondendo esaurientemente ad ogni mia domanda. Parlavamo, e non mi rendevo conto che lui sondava il terreno..lui cominciava a capire cose di me che neanche io conoscevo fino a quando ricordo bene che disse "ok ho deciso di accompagnarvi in questo cammino " Con questo plurale si riferiva a me e mio marito, anche lui incuriosito da tutto quello che ruotava intorno a questo mondo. Il desiderio che io e mio marito provavamo in quel periodo era quello di aprirci ad esperienze sessuali non ben definite al di fuori della coppia. Quindi decidemmo di farci prendere per mano e partire nella esplorazione di questo ramo. Fissammo una data..saremmo andati a trovare Sileno approfittando delle vacanze e del mare della Sicilia. Non avevamo idea di quello che ci aspettava, non sapevamo cosa avremmo provato, cosa avremmo sentito, cosa avremmo desiderato..ma fantasticavamo molto..e spesso eccitati al pensiero di avere uno schiavo tutto per noi. Io avrei continuato a sentire il ruolo che sentivo mio, slave di mio marito, avendo in più uno schiavo a disposizione della parte dominante che cominciavo a sentire. Mio marito avrebbe goduto della situazione intrigante e forse anche lui dello schiavo. Le serate in vacanza si sono succedute. Tra alti e bassi mentali, tra riflessioni, lunghe chiacchierate e a volte anche leggere crisi personali. Confusione in me..perché mi sentivo terribilmente attratta dalla dominazione ma non riconoscevo quella parte di me..non la accettavo perché assolutamente contrastante con la mia personalità. La vacanza è terminata e le conclusioni sembravano tratte. Mio marito non si divertiva a dominare un uomo ma era tremendamente attratto dalla situazione perché adorava vedermi così presa. Io avevo sentito pulsioni eccitantissime, ma non ero riuscita a lasciarmi andare completamente perché spaventata da questa parte del mio essere a me sconosciuta. Ma il termine "sconosciuta" non è esatto. Sapevo bene quello che era. Ma certe pulsioni si reprimono..perché ci insegnano che non è bene provarle. Sileno si era divertito ed era stato rispettosissimo e disponibilissimo, comprendendo che quello che avevamo vissuto non si poteva spingere oltre proprio perché era la mia prima esperienza di dominazione. Ma nonostante molte azioni non erano state propriamente da incontri s/m lui aveva capito chi ero in realtà.. quello che provavo.. e quello che desideravo essere Lui mi aveva esplorata negli sguardi, nelle accelerazioni cardiache, mi aveva esplorata fin nei più piccoli movimenti e ogni volta che la serata si concludeva tra risate e bevande in locali allaperto sul mare, lui mi ripeteva che in me cerano pulsioni da Padrona e che con il tempo sarei riuscita a farle venir fuori e ad accettarle. Ci siamo salutati con la tristezza nel cuore..come quando dei cari amici si lasciano per un lungo tempo. Ma cera una promessa che rendeva meno triste il tutto: la promessa di rincontrarci a casa nostra dopo circa un mese per provare lesperienza della Full Immersion. La Full Immersion mi attraeva tremendamente, ma mi spaventava allo stesso tempo perché erano tante le cose che non sapevo, tante le cose che volevo fare ma non sapevo come e tante ancora le cose da comprendere su di me, tante le cose su cui riflettere. Ma pensai che un mese sarebbe bastato affinché io potessi entrarmi dentro, per esplorarmi e per informarmi anche sui limiti di determinate azioni. Prima di partire per le vacanze decisi di leggere la prima parte di un racconto che Sileno aveva scritto riguardo ad una esperienza vissuta realmente: "Stoccolma". Devo dire che leggere prima di aver provato determinate sensazioni non mi aveva entusiasmata un granché..anzi in alcuni passi ero anche sorridente per lassurdità di quello che leggevo e a tratti anche un po schifata. Tornata dalle vacanze e arricchita di questa nuova esperienza decisi di leggermi la seconda e ancora più toccante parte di quel racconto. Bhe..credo cha da quella lettura qualcosa si sia scatenato, sbloccato perché leggevo e mi batteva il cuore, sudavo, deglutivo, scorrevo velocemente con gli occhi le parole..immedesimandomi nella figura che spiccava in quella storia "Maria" una padrona molto passionale. Terminato di leggere scrissi un sms a Sileno con più o meno queste parole "Ho terminato la lettura di Stoccolma e credo di aver goduto della tua sofferenza " Da quel momento ho cominciato a lasciarmi andare..era quello che volevo..vivere quei momenti ai limiti..raggiungere quei livelli di passione perché li sentivo miei, li sentivo nel mio animo, pulsavano nella testa. Le serate in chat si sono susseguite tra fantasie di dominazione e provocazioni che abilmente Sileno rivolgeva alla mia persona per fare in modo che mi liberassi completamente delle inibizioni per raggiungere finalmente il centro di me! I preparativi mi esaltavano, mi brillavano gli occhi ogni volta che un nuovo strumento o una nova idea mi veniva in mente. Mio marito mi ha seguita divertito e a volte anche spaventato da quella parte di me anche a lui sconosciuta. Ma ha deciso di seguirmi ed accompagnarmi in questo percorso..pur non sentendosi coinvolto ai miei livelli. Ricordo la costruzione del gatto..è stata una serata magica.. Il profumo di pelle, il taglierino per creare le code, la sega per tagliare il manico di legno, i chiodini argentati per fermare la pelle nera al manico .I profumi, le risate, lestasi e poi vederlo finito bellissimo I miei occhi si riflettevano nelle emozioni che quello strumentino mi dava..quando lo avevo tra le mani "Provalo" mi disse mio marito "prova a dare un colpo sul cuscino della sedia" "SWISHHHHHH " "DIIIIIOOOOOOO ." il sangue mi arrivò al cervello Quel gatto mi dava emozioni pazzesche..e il solo pensiero di usarlo sulla pelle di Sileno mi eccitava enormemente. Non appena lo impugnavo, cambiava lespressione, lo sguardo, gli atteggiamenti..mi sentivo un felino pronto allagguato..un felino che balla lentamente nei suoi istinti .che rotola nelleccitazione di avere la sua preda tra le mani Un felino Lo posai nello stanzino, appendendolo allattaccapanni era bellissimo. Ogni tanto andavo nello stanzino e lo guardavo, lo accarezzavo e lo annusavo..inspirando lentamente..quasi ad inspirare le emozioni che trasudava Il pomeriggio successivo lo andai a prendere, volevo sentirne ancora limpugnatura continuavo a guardarlo immaginando le emozioni che mi avrebbe dato mi addormentai con il gatto tra le mani sognando il rumore che avrebbe fatto sulla pelle..sognando i lamenti che avrei sentito Sileno non ama il dolore, lo sapevo, lo avevo letto, me lo aveva detto. Ma mi aveva anche dato la sua TOTALE disponibilità a tutto quello che avrei desiderato fare..e questo mi mandava in tilt la testa perché la sua completa disponibilità nei confronti della sua Padrona lo rendeva a i miei occhi lessere perfetto per me. "Puoi usarlo fino a quando ti sentirai esausta " mi aveva detto in una delle nostre chiacchierate in chat e quelle parole mi rimbombavano nella testa "Ma perché mi dici questo, se non ami il dolore? Non hai paura?" "perché mi basterà guardare i tuoi occhi dopo, sarà quella la mia ricompensa e non ho paura, se è questo che tu desideri da me PER TE" Come può un uomo mettere completamente la sua vita nelle mani della Padrona? Perché la sente dentro per devozione per passione PASSIONE..quella che lui sentiva in me, quella che ha sempre sentito e quella che io sentivo in lui..che ho sempre sentito. Due passioni che affilano le loro emozioni..come due coltelli che sfregano le lame..facendo rumore, facendo scintille erano quelle che ci aspettavamo dalla Full Immersion..e sono quelle che scoppiettavano nellaria intrisa di emozioni e profumi di candele durante quel tempo che ci ha legato. Un tempo apparentemente infinito, perché fuori dal mondo e dalla routine e dalle abitudini, e dalle regole.. fuori.. fuori dal tempo, quello che ognuno di noi ha programmato nella sua vita Altri preparativi si sono succeduti, altre emozioni, come quella di decidere di non passare più le serate a fantasticare su quello che sarebbe accaduto perché rischiavamo di alterare la realtà e di saturare i desideri e di svelare sorprese..quelle che avevo in serbo per lui Ma ogni sera ci ritrovavamo a chattare in privato spinti dallincontrollabile desiderio di far arrivare presto quei momenti per viverli realmente e spinti anche dal desiderio di vivere nelle fantasie più pazzesche i nostri rispettivi ruoli. Il giorno è finalmente arrivato. Una sua telefonata mi avvisa che avrebbe affrontato il viaggio calandosi nel ruolo. Un mio sms lo accompagna lungo la strada ricordandogli che ogni respiro lo avvicinava alla sua Padrona..e che era ancora in tempo per voltarsi indietro..perché avrei preteso da lui solo il massimo! Lo avevo avvisato nelle serate precedenti..sarebbe stato tutto molto difficile anche per lui che ha così tanta esperienza, molto difficile.. perché mi conosco e so bene che quando qualcosa mi appassiona a questi livelli ho voglia di viverla in modo completo e nella maniera più intensa possibile. Ma lui ha continuato, raccogliendo ogni sfida che gli lanciavo e sottolineando che non avrebbe MAI pronunciato la safeword Tra laltro, se lavesse fatto, io non avrei più voluto vederlo, né come uomo, né come schiavo.. perché mi avrebbe offesa perché non sarebbe stato allaltezza della sua Padrona, perché avrebbe deluso le aspettative, perché al pronunciare della safeword avrei dovuto rinunciare ad un gioco che sapevo già avrebbe coinvolto i miei sensi fino allinverosimile! Lui lo sapeva, ma ha continuato, mettendosi in gioco e fremendo anche lui con me nellattesa di qualcosa che neanche noi immaginavamo di vivere in modo così intenso. Questi piccoli segnali che mi dava, mi parlavano di lui come il miglior schiavo che avrei mai potuto incontrare, come colui che non si spaventa dinanzi a nulla, come colui che per devozione nei confronti della sua Padrona era disposto ad ogni esperienza anche la più dolorosa ed umiliante. La sua forza mi attraeva come miele perché la raccoglievo come una sfida.. perché volevo piegarlo, renderlo insicuro, spaventarlo, portarlo ai limiti per vedere fino a che punto era capace di servirmi. Lavrei provocato, lavrei dominato, umiliato, avrei raccolto ogni provocazione che con lo sguardo sapevo già mi avrebbe fatto. Avrei imposto il mio essere su di lui, avrei goduto della sua sottomissione, dei suoi lamenti, dei suoi muscoli contratti sotto i colpi, dei segni sulla pelle che avevo voglia di vedere perché non sapevo neanche leffetto che avrebbero avuto su di me. Squilla il telefono è lui. Mio marito lo raggiunge con la macchina per portarlo a casa e prima che esca mi assicuro di riferirgli che non appena avrebbe incrociato il mio sguardo, il gioco sarebbe cominciato. Non volevo neanche vederlo come uomo, il nostro primo sguardo sarebbe stato quello che volevamo entrambi: io Padrona, lui schiavo. Avevo il cuore che mi scoppiava, le emozioni mi assalivano fino a farmi girare la testa non arrivava mai. Fumavo e aspettavo, non sapendo neanche quello che sarebbe successo. E se non avessi sentito nulla? Se non avessi sentito piacere? Se tutte quelle sere in chat fossero state solo desiderio di evadere con la fantasia senza in realtà provare desiderio reale? Ma mi ripetevo che non poteva essere così e quel cuore che mi esplodeva in petto ne era la conferma. Ero seduta sul divano, la testa vuota perché assorbita in un turbine di pensieri che non avevano più nulla di logico..oramai si miscelavano emozioni pazzesche ed io mi ripetevo che il momento era arrivato che non dovevo aspettarmi nulla, che sarei stata solo me stessa. Sento le voci sul pianerottolo, la porta si apre, mio marito entra con il sorriso in viso e poi lui..il mio schiavo, compagno di mille fantasie. Io seduta sul divano, in pigiama e vestaglia. Le gambe rannicchiate di lato sul cuscino, una sigaretta tra le mani, la televisione accesa e i piedi paurosamente freddi. Le 18.30 circa di Venerdì. La luce grigio/azzurro e fresca, luce di un tramonto nuvoloso. Gomito poggiato sul bracciolo del divano, il viso dritto, la mano sensualmente poggiata sulla guancia a sorreggerlo..lo sguardo laterale dritto su di lui.. DRITTO SU DI LUI. "sera " Mi guarda e abbassa gli occhi. Posa la sua valigia per terra. Io non lo saluto. Non aveva ancora meritato il mio saluto. Lo seguivo con lo sguardo, con la mano ancora sul viso e lanulare posato sulle labbra. Un sorriso accennato, sguardo profondo volevo entrargli dentro..immediatamente. Lo esploravo, lo intimidivo, esercitavo da subito il mio potere su di lui con lo sguardo. Prende un pacchettino e rivolgendosi a mio marito gli dice che aveva un regalo per la Padrona e se poteva donarmelo. Si avvicina a me e me lo porge. Un regalo? Ho pensato io Che splendido pensiero Non me lo aspettavo. Ma ho colto subito un segno di devozione in quel gesto. Non era il regalo di un amico. Era il regalo dello schiavo, per la sua splendida Padrona. Non lo prendo. Gli dico di aprirlo. Sbircio con lo sguardo, tremendamente incuriosita ma attenta a non svelare la mia curiosità. Vedo la sua mano che si alza tenendo tra le dita una cavigliera SPLENDIDA! Il mio sguardo sarà cambiato perché non solo non mi sarei mai aspettata un dono ma per di più un dono così indovinato mi aveva colpita. Non era stato un regalo qualunque, tanto per farlo. Era stato pensato, in quel dono cera tutto il suo essere. Adoro le cavigliere e lui lo aveva capito durante la vacanza estiva e ne aveva fatto tesoro...e ora adoravo anche quel modello. La indosso anche ora e quando la guardo non posso fare a meno di sentire potenti in me tutte le emozioni che il mio schiavo mi ha donato..e che ora vedo concentrato in questo filo dargento con piccoli cuoricini che pendono lateralmente. Lho ringraziato e gli ho chiesto di mettermelo. Le sue mani tremavano. Credo fosse tremendamente emozionato mentre seduto sul tappeto adornava il mio piede con quel dono prezioso che lo rappresentava. Io continuavo a guardarlo, anche mentre mi diceva di non riuscire a sbrogliare quel nodino che si era formato allestremità. Tremava e ripeteva di essere imbranato..ma gli ho detto di continuare..avrebbe dovuto mettermelo lui. Nessun altro. Il pomeriggio è scivolato in tranquillità per qualche ora durante le quali Sileno è stato sdraiato sotto i miei piedi a riscaldarli. Mio marito sul divano con me a guardare la tv ed io persa nei pensieri di quello che ci aspettava. Lo guardavo, mentre i piedi si muovevano a cercare calore sulla sua pelle e mentre ogni tanto "casualmente" si incastravano nei peli della pancia Lo guardavo e vederlo silenzioso in quella posizione, sdraiato sotto i miei piedi, come non aspettasse altro che essere lì, mi eccitava. Non sapevo bene cosa fare, non pensavo, avevo deciso solo di ascoltarmi nellintimo e di decidere di conseguenza man mano che le ore assieme trascorrevano. Una cosa però la sapevo di certo, non lo avrei portato subito ai limiti. Il tutto si sarebbe svolto con gradualità fino al raggiungimento dei massimi livelli nella serata di sabato sera. In quella serata avrei preteso tutto.. e le sue energie sarebbero dovute essere al massimo e non si sarebbero dovute disperdere prima se non con piccoli giochi che mi avrebbero permesso, tra laltro, di calarmi pienamente nel ruolo. Questi pensieri tuttavia hanno incontrato un ostacolo in quanto durante la serata è successo qualcosa che mi ha indispettita molto.. Qualcosa che non mi sarei aspettata da lui, parole dette con tono irrispettoso e fuori luogo, parole che non avrebbe dovuto dire. Ma andiamo per gradi. Dopo aver trascorso piacevolmente le ore pomeridiane, godendo della sua condizione di sottomesso, decidiamo di andare a mangiare qualcosa fuori. Prima di uscire decido di adornare il collo del mio schiavo con un laccetto in pelle e anello argentato. Mi piaceva vederlo con quel collare, in quel modo lo avrei sentito MIO anche in ambienti "normali", in quel modo avrei potuto far accelerare i battiti guardandolo, nel pensiero di quello che ci aspettava. Il collare non era vistoso, e prima di farglielo indossare mi ero ricordata che lui detesta esibizionismi di alcun genere sapevo che indossandolo lo avrei fatto sentire in imbarazzo.. e checché ne dica lui, vederlo imbarazzato tra la gente mi ha eccitata. Tuttora, se ci penso.. non mi eccita il pensiero che la gente lo guardi e lo riconosca nel suo "ruolo", no, mi eccita il pensiero di imbarazzarlo e umiliarlo anche così.. Però proprio per una forma di "rispetto" nei confronti dellunica cosa che avevo capito lo avrebbe infastidito, ho guardato quel collare prima di uscire pensando che non essendo vistoso non lo avrebbe notato nessuno e che quel segno lo avrei riconosciuto solo io, sarebbe servito solo a stimolare me. Attraversato il paese ho fatto accostare la macchina per passare dietro. Gli ho ordinato di sdraiarsi sui sedili posteriori e mi sono accomodata sulla sua pancia. Una piccola premessa: una cosa che adoro fare è cantare a viva voce qualunque tipo di canzone perché libera passioni, perché mi esalta, perché mi fa sentire al massimo delleccitazione, perché mi provoca sensazioni immense.. Chiedo a mio marito di inserire un cd nello stereo della macchina, uno che contiene canzoni che amo... La musica parte, il volume al massimo, le vibrazioni cominciano a pervadere i sensi.. Io ero lì, nel buio di una strada, seduta in macchina sopra il corpo del mio schiavo e cominciavo a cantare.. le note mi entravano in petto, la voce echeggiava in quello spazio piccolo ma immenso, la testa rivolta verso lalto ad innalzare la voce.. accompagnata da muscoli tesi, dal volteggiare a tratti sensuale e a tratti impetuoso delle mani, dallinterpretazione delle parole. Occhi chiusi, emozioni intense.. intense. Il ritmo della musica diventa incalzante e la sento così potente in me che con la mano destra comincio a sbottonare la camicia del mio schiavo... La sentivo.. la musica, la sentivo esplodere in me.. cantavo, mi immedesimavo e volevo di più.. volevo di più e quel di più lo trovai sul petto di Sileno, mentre la mano stringeva la sua carne e i suoi lamenti accompagnavano la melodia del mio essere.. Ahhh cosaltro volevo in quel momento?.. nulla.. nulla.. tutto era in me, tutte le emozioni più esaltanti erano lì che si offrivano a me.. e quante volte avevo immaginato quel momento, quando, sola nella mansarda, cantavo ad occhi chiusi e danzavo sinuosamente immaginandolo, con le braccia legate vicino la porta, con la ball-gag e con i segni sulla pelle delle frustate che gli avrei inflitto ad ogni picco emotivo che quella musica e il canto mi donavano.. I suoi lamenti hanno superato la musica, la mia estasi si è appagata.. nei solchi della pelle, provocati dalle unghie eccitate.. della sua PADRONA. La serata in pizzeria è stata esilarante, nel senso che ho visto mio marito che in maniera naturale faceva cose che mi divertivano molto, come per esempio mettere nel piatto dello schiavo tutti i bordi della pizza per fargli mangiare i nostri avanzi. Questa cosa mi ha divertita parecchio anche perché sentivo sua complicità, cosa che immaginavo non sarebbe accaduta. Seduti al tavolino dietro il nostro cera una coppia che animatamente discuteva. La ragazza spesso guardavo il mio schiavo. Io non so perché lo faceva.. probabilmente i suoi sguardi erano normalissimi o forse no, certo è che questa cosa deve aver disturbato Sileno perché quando siamo andati via si è sentito in obbligo di dover pronunciare parole che mi hanno irritata terribilmente. Avevamo deciso di andare a fare una passeggiata sul lungomare di Bari, una semplice passeggiata per concludere una serata molto piacevole, una serata tutta nostra, con quello splendido schiavo a disposizione. In macchina le sue parole rompono laria. "Posso parlare Padrona?" "PUOI PARLARE " "Posso sapere dove stiamo andando?" "NO" e ancora le sue parole: "Non sono venuto fin qui per fare dellesibizionismo " DIO MIO.. Ma che aveva detto?!?!?!?!? E quel tono poi. Un tono seccato, un tono autoritario, un tono distaccato e innervosito. Ho sentito il cuore accelerare, ho cominciato a respirare profondamente per calmarmi. Non sapevo perché mi aveva detto quelle parole, perché mi stava trattando così. Perché me le aveva dette? Per provocarmi forse? Non cera altra spiegazione.. perché non poteva essersi permesso di parlare così, a me, LA SUA PADRONA. In seguito, quando i giochi sono finiti, mi ha spiegato che era convinto lo stessimo portando in un posto pubblico per aumentare lesibizione.. ed è per quello che si era permesso di parlare in quel modo. ESTREMAMENTE SECCATA per quanto accaduto, con le narici dilatate e con sguardo duro mi rivolgo a mio marito chiedendogli di voltarsi indietro...Si andava a casa. Niente passeggiata. Lo schiavo mi aveva rovinato la serata, mi aveva seccata, sfidata, provocata, mi sentivo OFFESA. E lo ero seriamente. Aveva fatto scattare in me un meccanismo di ira.. Gli avrei fatto vedere io per cosa era venuto. LUI SCHIAVO ED ESSERE INFERIORE. Gli avrei fatto vedere io i toni con i quali ci si rivolge alla SUA PADRONA. Silenziosi abbiamo imboccato la strada del ritorno fino a quando la macchina si è fermata sul ciglio della strada. Ho aperto lo sportello nel buio. Sono andata verso il sedile posteriore ed ho aperto con forza e determinazione il suo sportello. Non ho aspettato che facesse lui tutto questo perché non mi interessava, volevo solo punirlo, volevo solo fare immediatamente quello che sentivo, volevo umiliarlo, sfogarmi, volevo che capisse BENE il motivo per cui era lì. Volevo tappargli la bocca. Volevo volevo volevo VOLEVO! VOLEVO FARGLIELA PAGARE! VOLEVO SFOGARMI! CALMARMI! "SDRAIATI COGLIONE!" Senza nessun riguardo e nessuna delicatezza mi sono seduta sulla sua pancia cominciando a spogliarmi. Lo sentivo lamentarsi ad ogni mio movimento, volutamente forzato per farlo soffrire. A gambe aperte mi allargo le natiche e faccio cadere con forza il sedere sulla faccia. "Te lo faccio vedere io perché sei venuto qui COGLIONE!" "come cazzo ti sei permesso di parlarmi in quel modo? Tu che non hai diritto a fiatare! Tu che non sei nulla, ti sei permesso di dirmi cosa vuoi o non vuoi?" "Ecco per cosa sei venuto, testa di cazzo! Per soddisfare ogni più piccolo desiderio della TUA PADRONA! Ora stai lì sotto e TACI.. perché mi hai rovinato la serata e per questo pagherai! E se non ti sta bene, la strada la conosci COGLIONE, te ne vai! E FANCULO A TE, ALLO SCHIAVO, ALLA SAFEWORD E ALLO STRONZO CHE SEI!" Mio marito, anche lui offeso da quello che era successo, guardava dallo specchietto retrovisore e sorridendo, mentre guidava, muoveva il manubrio da un lato e dallaltro per fare in modo che il mio corpo, muovendosi, provocasse maggiore dolore allessere che era sotto di me. Arrivati in casa gli ho ordinato di spogliarsi immediatamente. Dal soffitto pendevano delle catene argentate che nei giorni precedenti al suo arrivo avevamo fissato con una carrucola. Le catene terminavano su di un bastone in legno che sarebbe servito ad allargare le braccia. Nudo come un verme, braccia in alto, lo lego in fretta a quel bastone. Lo bendo stretto, gli immobilizzo la bocca con la ball-gag. Avrei provato quella sera stessa le emozioni di quel gatto meraviglioso che avevo preparato per lui. E lo stato danimo era quello giusto. La serata era stata rovinata.. ma se ne apriva unaltra dinanzi a me, una che non avevo organizzato, ma che sentivo ormai la necessità di voler vivere quanto prima. Sistemo uno specchio dinanzi a lui. Volevo guardarmi mentre ero lì a vivere quelle emozioni, volevo guardarlo in viso mentre gli frustavo le spalle con tutta la forza che sentivo in corpo, volevo vedere le espressioni del suo viso contratto, un viso illuminato dalla luce calda di candele profumate. Mi muovevo sinuosa, come un felino, il felino che sentivo essere in quel momento. Con quel gatto nero tra le mani e con le braccia in alto, mi muovevo lentamente da un lato e dallaltro per aumentare la passione che sentivo, mi muovevo, nellattesa del giusto momento. Sapevo che stavo per vivere le emozioni che avevo così a lungo desiderato e sognato e mi gustavo quei momenti come fossero unici, come fossero irripetibili. Lo vedevo legato e inerme e sapevo che non poteva guardarmi e che i colpi gli sarebbero arrivati senza preavviso. Non avrei voluto bendarlo, almeno così immaginavo quella prima esperienza. Avrei voluto donare al mio schiavo gli sguardi intensi di una pantera che segue gli istinti. Lui mi avrebbe donato il suo dolore, quello che non ama e in cambio gli avrei donato la mia eccitazione attraverso gli sguardi, attraverso il mio incedere sinuoso e passionale. Ma quella sera sentivo solo il desiderio di punirlo. Pensavo solo a questo. Non meritava nulla in quel momento. Meritava solo di capire BENE e nel modo peggiore il motivo per cui era lì. Tagliavo laria con le code, energicamente, per fargli sentire il fruscio delle mie emozioni. Per fargli sentire le vibrazioni che emanavo, per fargli immaginare che in quel preciso momento lui era a mia TOTALE DISPOSIZIONE e che non meritava altro che essere lì, così. Che non meritava altro che lannullamento della sua persona, per il piacere esclusivo della sua padrona. Sono passati dei minuti prima che la mano partisse verso di lui. Lui.. il centro di me. Lui, lo specchio del mio essere, il centro della mia anima, la parte buia che si esprimeva nella notte. Era le mie emozioni, era i miei sogni proibiti, era tutto ciò che di inespresso avevo. Mesi di preparazione psicologica, di percorsi interiori, di riflessioni sul mio essere, sulla mia personalità, sui miei istinti, sui miei desideri. Lui era lì ed era tutto questo ed io in quel momento mi sentivo al centro del mondo. Cero solo io, pur non essendo sola. Cero finalmente solo io e quello che volevo per me. Ed io volevo TUTTO, per me. Stavo per vivere lemozione più intensa della mia vita, lo sapevo, lo sentivo.. e la rabbia per quello che era successo prima era svanita. Non cera più rabbia, cero solo IO, la mia essenza più intima, al di fuori del ruolo che ricoprivo. Non cerano più ruoli da rappresentare. Non era più un gioco. Io non giocavo. IO ERO. .. Mi fermo. Lo guardo per qualche secondo riflesso nello specchio. Sposto lentamente lo sguardo su di me. Il mio petto si muove vistosamente. Sto ansimando. Mi gira la testa. Accenno un sorriso. Sto sorridendo a me e alle emozioni che sto vivendo.. finalmente. Il manico del gatto nella mano destra, le code strette nella mano sinistra, le braccia in alto...immobile. Sono pronta. Lo sento. Secondi infiniti.. indimenticabili, il tempo fermo in quello sguardo provocante. Un fruscio ferisce laria... socchiudo gli occhi per ascoltarmi... per godere... "SWISHHHHHH " "SIIIIIII " il rumore sulla pelle... INEBRIANTE, quel colpo inferto con passione. Il mio corpo inarcato di piacere al pronunciare di quel "siiii".. Il colpo era dato, un accenno di lamento soffocato dalla ball-gag, le emozioni subiscono una impennata indescrivibile.. Ubriaca di sensazioni ho capito in quel preciso istante che quello che stavo vivendo era esattamente quello che desideravo, quello che cercavo, quello che volevo. Non ero lì per vivere unesperienza nuova, ero lì per vivere me stessa.. ero lì per sentirmi libera di vivere me stessa, ero lì per godere di me attraverso lannullamento del mio schiavo, attraverso il suo dolore e la sua TOTALE sottomissione. Ho sorriso guardando mio marito con occhi lucidi di eccitazione e con lestrema soddisfazione che filtrava da quel gesto intenso. Sentivo il mio respiro affannato nellaria silenziosa. Ho inferto altri colpi affinché quel rumore estasiante sulla pelle potesse scolpire la mia anima, potesse soddisfarla fino allestremo. Mi sono avvicinata al suo orecchio sussurrandogli: "ora dimmi perché sei qui..." e lui con voce rotta dal dolore: "Sono qui per soddisfarla in tutto mia Padrona.." Ho sciolto il nodo alla fascia di pelle che gli oscurava la vista ed ho indietreggiato di qualche passo affinché lui potesse guardarmi. Immaginavo già i suoi occhi scorrere sul mio corpo come fossi il premio per la sofferenza fisica che mi donava. Lho guardato, attraverso lo specchio ed ho letto riconoscenza per tutto. Indossavo un reggiseno in pizzo nero che sosteneva molto bene il seno prosperoso. Un reggicalze in pizzo nero e calze di seta. Non avevo perizoma. Quel momento così erotico per la mia persona doveva essere vissuto così, con quellabbigliamento. Io, che non avevo mai indossato un reggicalze in vita mia, mi sentivo così bene in quegli abiti sexy! Come fossero stati inventati appositamente per me. In quella serata mi sono sentita al massimo del fascino femminile perché le emozioni che sentivo mi facevano ballare sensualmente nella musica dei sensi.. Ho continuato a frustarlo per impregnarmi dei suoi lamenti, per vibrare ad ogni colpo inferto.. fissandolo, senza sosta, per poterlo dominare anche così. Il suo corpo si inarcava, si irrigidiva, si segnava.. e si irrigidiva ancora, fino a quando un anello che fermava la catena alla sbarra di legno non si è spezzato... Una mano era ormai libera, pensavo che non avrei più potuto godere di quei gesti.. ma lui, deglutendo per godere di quella pausa inaspettata, senza fiatare, ha appoggiato la mano libera sulla sbarra e nel silenzio quel gesto e il suo sguardo mi dicevano: "Puoi continuare Padrona, io sono qui, immobile, per te. Non mi muoverò, anche se non sono legato.." Ho apprezzato molto quel suo gesto. La sua sottomissione lho apprezzata in tutte queste piccole azioni che mi donava, in modo naturale. Lappagamento che traevo da questi gesti era intenso quanto le emozioni che il suo dolore mi donava. Mi sono strofinata al suo corpo per sentire il calore della pelle dolorante. Volevo sentirmi e riconoscermi in quei segni. Se avessi potuto, li avrei raccolti uno ad uno per spalmarmeli addosso, come fossero il segno evidente della mia preda. Li ho leccati, per farli miei e mentre li leccavo li graffiavo con entrambe le mani per sentire i muscoli che si contraevano di dolore nel momento esatto in cui io godevo di quei segni. Non ancora soddisfatta, ho guardato una candela ed ho visto tutta la scena dinanzi agli occhi, ancora prima di poterla vivere.. Una candela bianca al profumo di vaniglia tra le mani, la cera che cola sulle spalle sensibilissime per i colpi ricevuti.. la spalla che si inarca di dolore mentre la goccia di cera scivola giù.. lasciando dietro sé quella splendida scia bianca.. che spiccava splendidamente sui quei segni rossi. I suoi gemiti di dolore, la mia eccitazione al massimo dei livelli.. al massimo.. al massimo.. Gli slego laltra mano che ancora era fissata al palo di legno orizzontale e sistemo sul pavimento una federa di cuscino, quella contenente le nocelline. Lo faccio sdraiare lì, con le spalle su quelle nocelline e mi sdraio su di lui, con la schiena poggiata sulle sue gambe piegate a farmi da poggiaschiena. Le gambe aperte sulla sua faccia, mio marito dinanzi a me, con quello splendido membro in erezione pronto a dare sfogo a tutta l'eccitazione della serata! Abbiamo goduto intensamente su di lui e sui suoi lamenti.. che echeggiavano nella mansarda. Ogni colpo si ripercuoteva sulle sue spalle dolenti e martoriate dal "cuscino speciale" posto sotto la sua schiena. Lo sperma gli è colato in bocca "ingoialo TUTTO" gli ho ordinato, godendo ancora delle sue espressioni di sofferenza psicologica in quellatto. Al termine della serata sono crollata esausta sul divano e lui si è inginocchiato dinanzi alla mia fica. Io meritavo di riposare e di essere ripulita, lui meritava di farmi da bidet.. La sua ricompensa era quella. Finito di ripulirmi, si è seduto per terra e senza che gli dicessi nulla ha cominciato ad accarezzarmi i piedi in modo delicatissimo, mentre mi fumavo la mia meritata sigaretta, nel silenzio della casa, nel profumo di candele, nella massima soddisfazione raggiunta e nella goduria delle sensazioni di riconoscenza che quelle carezze mi donavano.. Gli occhi mi si sono chiusi dolcemente, ero immersa nella più totale soddisfazione del corpo e dellanima.. si era fatto tardi. Bisognava andare a letto. Una pipì veloce nella doccia. Lui prendeva così la mia pipì. Lo facevo contorcere nella doccia in modo che il suo corpo fosse con il busto disteso nella doccia e con le gambe sulle piastrelle del muro. Sono entrata nella doccia, mi sono appoggiata ai suoi polpacci e a gambe aperte mi sono portata sulla sua faccia per fargli colare le mie urine un po in bocca e un po sugli occhi. Lo guardavo da sopra, lo guardavo boccheggiare e bere con gli occhi stretti e mi sentivo soddisfatta. Una doccia veloce seduta sulla sua pancia e poi a letto. Gli ho ordinato di lavarsi bene dalla cera e di asciugarsi con lasciugamano che era per terra, quello che serve per non bagnare il pavimento. La notte è stata sublime. Lui dormiva ai piedi del letto, in posizione perpendicolare rispetto alle nostre gambe. La sua testa era sotto i miei piedi e il suo compito immaginavo sarebbe stato quello di riscaldarmeli, dato che ho le estremità sempre fredde. Durante la notte invece ho avvertito sensazioni inaspettate.. Credo che abbia dormito pochissimo, perché sentivo con quanta dedizione le sue mani sfioravano ogni millimetro di piede. A tratti sentivo la sua lingua tra le dita e questa cosa mi inebriava di piacere.. Ho percepito in modo intenso la sua devozione.. si, DEVOZIONE. Una parola che mi sembra appropriata per definire con chiarezza quello che sentivo in lui. La sensazione di appagamento si è centuplicata in quei gesti. Sentivo il suo bisogno di rendermi felice e al massimo della serenità, sentivo il suo bisogno di rendere leggero e sereno il sonno della sua PADRONA. Non riesco a descrivere in modo soddisfacente quelle che erano le emozioni in quella notte.. Posso dire soltanto che non desideravo altro. Sentivo di avere tutto, di aver raggiunto e toccato il centro di me stessa anche attraverso le sensazioni immense che la dedizione di Sileno mi donava in quella notte infinita. Gli avevo ordinato di svegliarmi alle 10.00 (sono dormigliona, lo so). Non ci dovevano essere sveglie, avrebbe dovuto controllare lora continuamente per svegliarmi poi baciandomi il fondoschiena. La sveglia però è saltata in quanto Sileno era stato capace di destarmi dolcemente prima dellorario prefissato. Non era sua intenzione farlo, ero stata io che incuriosita dalle sensazioni che provavo, avevo aperto gli occhi per guardarlo mentre si perdeva nei miei piedi. Sembrava quasi non ne avesse mai visto uno. Leccitazione provocata da quelle sensazioni, mista alleccitazione di avere mio marito accanto, in una mattinata di libertà dagli impegni lavorativi, è sfociata in una sana scopata mattutina. Sileno era sotto di me a pancia in su. Io alla pecorina su di lui con le ginocchia sulle sue braccia. Mio Marito dietro di me, in adorazione anche lui del mio culo. Abbiamo goduto, svegliando la mattina con urla di piacere e lamenti di dolore soffocati a tratti dal mio seno che si insinuava nella bocca di sileno solo per il gusto di vederlo boccheggiare e di sentire le sue urla rientrargli in gola. Tra le altre cose, nellarco di questa esperienza, ho adorato che Sileno prendesse lo sperma di mio marito in tutti i modi. Quella mattina gli toccava prenderlo dal mio culo. Così, appena raggiunto lapice del piacere, mi sono accovacciata su di lui ed ho aspettato che gli colasse in bocca, lentamente.. sorridendo della sua condizione e della sua difficoltà nel mandarlo giù. Una pulitina e poi nella doccia per la pipì mattutina. Appena in piedi ho dato uno sguardo alle espressioni di mio marito. Ero molto attenta alle emozioni che provava, perché sapevo che si accostava con fatica a questo mondo e i patti erano che nel momento in cui non se la sarebbe sentita di continuare, avremmo smesso immediatamente. Le sue espressioni non erano serene.. Gli ho chiesto cosa avesse e mi ha risposto che si stava stancando, che faceva fatica anche a fare solo da spettatore. Ho preso la tazza del latte con il caffè e gli ho parlato. Gli ho chiesto di uscire un po con sileno e di andarsi a fare un caffè insieme. Interrompevamo un attimo il "gioco" per capire se mio marito se la sentiva di continuare o meno. Sileno oltre che un ottimo schiavo è anche un grandissimo amico di entrambi e mio marito, non riuscendo a godere in prima persona della dominazione su di un uomo, non riusciva in quei momenti a vederlo esclusivamente come schiavo. Non riusciva a scindere lamicizia e il rispetto che si prova nella vita quotidiana, da quelle scene forti che aveva visto e che gli sembravano quasi una "cattiveria" nei confronti di una persona alla quale tiene. Le emozioni che si provano durante le prime esperienze di chi si affaccia al mondo bdsm sono complesse e soprattutto inaspettate. Comprendevo benissimo quello che stava provando mio marito in quegli istanti, perché lo avevo vissuto in prima persona durante le vacanze estive. Io però ero riuscita a superare ogni cosa perché in quei momenti vivo passioni intense che mi hanno portata a lasciarmi scivolare a braccia aperte negli istinti, nei piaceri e nella completa disinibizione. Mio marito tutto questo non lo ha ancora vissuto in prima persona, ma solo di riflesso pertanto gli si doveva concedere tutto il tempo che sentiva necessario. Quando riusciremo a trovare una slave, cosa che desideriamo ardentemente entrambi, probabilmente riuscirà a comprendere meglio i picchi di certe emozioni vissute in libertà. Si sono vestiti e li ho visti uscire.. Nel frattempo mi sono cambiata, indossando gli abiti giusti per quello che mi apprestavo a fare: dipingere. Nelle fantasie che hanno accompagnato la preparazione alla full immersion, mi ero spesso immaginata con il pennello tra le mani e uno schiavo sdraiato su due sedie a farmi da tavolozza. Lidea mi piaceva da impazzire, perché sarebbe significato unire forti passioni per viverle intensamente e contemporaneamente. Scendo nellappartamento al piano di sotto, dove cè una stanza che ho dedicato al mio hobby/passione, e aprendo la porta, non nascondo di aver avuto qualche sensazione di tristezza.. Perché pensavo agli sguardi di mio marito, perché temevo che potesse tornare e dirmi che non se la sentiva di continuare. Ed ero quasi certa che sarebbe accaduto. Ho sistemato la sedia vicino il cavalletto, ho dato uno sguardo agli spazi vuoti della tela, ho immaginato i tratti che sarebbero nati in quella mattina di luce fresca e grigia di nuvole. Ho preso qualche tubetto di colore e lho versato sulla tavolozza di legno, con la certezza che non avrei vissuto quello che avevo sognato ed immaginato.. Guardavo la tavolozza e cercavo di vivere le emozioni, inventandole. Ma è difficile inventare emozioni che non si conoscono. Da quando sto rendendo "mio" questo mondo ho imparato una cosa. Non si possono neanche minimamente immaginare le emozioni che si possono provare in determinati momenti no, si può provare, si può solo provare ad inventarle, ma quando le si prova nella realtà, ci si rende conto di non essere neanche riusciti a sfiorarle con limmaginazione.. Bisogna viverle per comprenderle, e viverle intensamente, viverle accarezzando il nucleo caldo che le anima.. Non so quanto tempo è passato prima che tornassero. Non guardavo lorologio.. aspettavo soltanto, sperando di poter vedere negli occhi di mio marito se non complicità per lo meno serenità e desiderio di lasciarsi andare. La musica dello stereo accarezzava le emozioni turbolente dellanima e dellopera che nasceva sotto i percorsi striati e colorati dei pennelli. Ma la musica non la sentivo perché quando dipingo non sento più nulla, solo un sereno e magico silenzio.. e in quel silenzio: "Eccoci Padrona!" Ho sentito una splendida sensazione di pace a quelle parole.. Mi aveva chiamata "Padrona" e questo significava che cerano ancora fiumi di emozioni da provare e da vivere. Mi sono voltata, ho guardato in viso mio marito chiedendogli se era sicuro e al suo annuire mi si sarà illuminato il volto. Mi sono avvicinata a lui, lho baciato accarezzandogli la guancia e gli ho donato un sorriso, per ringraziarlo.. Immediatamente, presa dalleccitazione e dalle emozioni ormai triplicate dopo aver avvertito il pericolo di sentirle scivolare via, ho accostato le due sedie ordinando a Sileno di togliersi la maglia per sdraiarsi Il cavalletto dinanzi a me, lui sulla mia destra con il petto in bella mostra. No. Cera qualcosa che non andava. Avevo troppi indumenti per vivere bene quel momento. Mi sfilo i pantaloni della tuta e il perizoma. Appendo il perizoma al cavalletto. Ma non ci stava un granché bene, quindi lo riprendo e lo infilo tutto nella bocca di sileno! OK. Prendo il tubetto del colore nero e ne verso un po sul petto dello SCHIAVO. Intingo il pennello nellolio di lino per apprestarmi a diluire quella massa densa posata sulla mia tavolozza vivente. Ahhhhh che emozioni. A gambe aperte verso il cavalletto, profumo di colori ad olio, la tela che mi si offriva eroticamente, il mio schiavo sdraiato ad offrirmi le passioni che cercavo, mio marito dinanzi alla finestra a guardarmi incuriosito ed eccitato.. musica nella stanza.. Ero pronta.. Ho provato a posare la mano sulla tela, ma mi tremava, ero troppo carica demozioni per poter rendere eterno quel momento, nei tratti di una esaltazione mai provata. Ho respirato profondamente, ho atteso il momento, con la schiena inarcata, la mano sinistra negli umori della fica, la destra ad innalzare il pennello, con la punta fremente di desiderio protesa verso lalto ferma nellaria. Un tratto, un mugolio di piacere intenso, ero di nuovo PADRONA delle mie passioni, delle sensazioni più intime, stavo di nuovo toccando il centro di me stessa Presa dalleccitazione mi sono lasciata andare a tutti quelli che erano i desideri del momento e il desiderio maggiore e al quale non ho saputo resistere è stato quello di spalmare quel colore nero su tutto il suo petto.. Ahhhh Lo spalmavo con forza e ad ogni ritrarsi della mano affondavo le unghie sentendo i gemiti.. che filtravano attraverso le maglie strette del cotone del perizoma che era nella sua bocca. I suoi gemiti, quel momento magico.. chiudevo gli occhi per godere intensamente di ogni singola emozione sentendo sempre più forte la necessità di sedermi sulla sua faccia. Sposto velocemente il cavalletto dinanzi alla testa di sileno e liberatolo dal perizoma rendo la sua bocca un comodo cuscino per il mio culo. In quella posizione ho cercato di dipingere.. ma era veramente difficile. Per chi comprende le emozioni che la nascita di un quadro porta, si renderà anche conto di quanto sia arduo riuscire a farlo assorbendo contemporaneamente anche limmenso piacere che la dominazione mi donava e che quella lingua persa nelle mie zone intime mi provocava. Ogni tanto rivolgevo lo sguardo sul suo viso e lo vedevo paonazzo. Era in una posizione scomoda, si lamentava del mio peso e dei dolori che le sedie unite gli provocavano alla schiena. Ma io non mi muovevo.. stavo troppo bene, il suo compito era quello di essere lì, per il mio piacere per tutti, TUTTI i miei piaceri, anche quelli più impensati. Tutta questa "faticaccia" mha stimolato la pipì J che ho voluto gentilmente offrire a Sileno come ricompensa per tutto. Ma questa volta desideravo la bevesse TUTTA. Pertanto ha preso il suo amato imbuto giallo, e lha mandata tutta giù, sdraiato per terra. Soddisfatta del tempo trascorso in quelle emozioni, siamo tornati in mansarda, dove ho potuto godere dellesperienza di parlare con i miei genitori al telefono stando comodamente sdraiata sul mio schiavo. Mia madre mi aveva telefonato chiedendomi se desideravo mi preparasse qualcosa per il pranzo. Abbiamo chiacchierato un po e poi mi passa mio padre. Alla voce di mio padre il cuore ha cominciato ad accelerare Non ho saputo resistere alla tentazione di pigiare sul pulsantino "vivavoce" per far risuonare la sua voce nella stanza, mentre portavo lindice della mano destra sul naso per ordinare allo schiavo di tacere, di non far scappare neanche un lamento. Mio padre mi ha trattenuta al telefono per circa un quarto dora, cosa che accade raramente dato il poco dialogo che cè tra noi e in quel quarto dora io ero sdraiata con la schiena sulle gambe piegate di sileno e il sedere sulla sua faccia e in quella posizione mi muovevo provocando dolore a lui e piacere a me per la situazione piccante che sentivo nellanimo. Mio padre in quel momento rappresentava il dominio assoluto, quello che sentivo su di me e che cercavo di sovrastare con il mio dominio sullo slave. Mio padre rappresentava la morale, rappresentava tutto quello che è giusto fare e che "si deve" fare e il pensiero di essere lì a chiacchierare con lui mentre ero intenta a fare tutto ciò che non avrebbe mai potuto immaginare o accettare della figlia ahhhh mi inebriava e disinibiva ancora di più. Inutile dire che della telefonata non ricordo nulla se non di aver detto: "Si..mmm..si..certo..è vero si" e di questo ho riso con mio marito fino alle lacrime non appena chiusa la conversazione telefonica. Il momento del pranzo non sapevo ancora bene come avrei desiderato viverlo.. ma vedendo sileno sdraiato sul pavimento ho capito che il suo compito non poteva essere altro che quello di fare da tavolino. Gli ho steso sulla pancia una tovaglietta e sedendomi sul braccio ho cominciato a godermi anche quellaltro delizioso momento. Mangiavo beata guardando il telegiornale ed ogni tanto mi divertivo a muovere il sedere sul braccio per fargli sentire meglio losso sacro che giocava a fare da padrone con il suo avambraccio. Mio marito si godeva il pranzo seduto sul divano e con il piatto sulla sedia per starmi vicino. Mi sono divertita molto anche a farlo mangiare perché il mio desiderio di renderlo sottomesso e dipendente cercavo di esprimerlo nelle maniere più impensate. Infatti il pranzo gli arrivava direttamente dalla mia bocca. Masticavo ben benino il cibo e nel momento in cui apriva la bocca per lamentarsi del dolore, glielo sputavo dentro. Lacqua poi gli arrivava solo dopo essermi sciacquata la bocca ed aver fatto qualche sano gargarismo! Queste scene mi hanno fatta divertire in modo indescrivibile e mio marito ogni tanto scrollava la testa, ridendo anche lui, quasi a dirmi..."ma guarda questa cosa è capace di fare!" Dopo pranzo sono dovuta uscire per accompagnare mia madre al lavoro. Ho saputo in seguito che mio marito e sileno se la sono spassata un po durante la mia assenza, fumando sigari e bevendo grappa comodamente seduti sul terrazzino panoramico della mansarda. Al mio rientro però avendo notato "movimenti" strani, ho immaginato che cera stata unoretta di relax, pertanto mi è sembrato il caso di ricordare a sileno, ancora una volta, il motivo esatto per cui si trovava lì! Mi sono guardata le scarpe sulluscio dellingresso ed ho notato che la pioggia me le aveva bagnate tutte e che non potevo assolutamente entrare in casa e sporcare il pavimento. Non cera altro da fare che chiamare il tappeto. "Ehi! Testa di cazzo! Ti sei divertito senza di me? Vieni un po qui ora su!" "Dice a me Padrona?" e mio marito ridendo lo guarda in faccia dicendogli: "secondo te a chi si poteva riferire dicendo testa di cazzo? A me forse?" " Si Padrona, arrivo.." "Sdraiati a pancia in giù, qui dinanzi a me!" Mi sono pulita ben benino le scarpe sullo straccio che lui rappresentava in quel momento e solo dopo essermi sentita soddisfatta in quel gesto, sono entrata in casa. Il pomeriggio è trascorso con altri giochini che si sono svolti nella camera da letto, dove avevamo sistemato al soffitto un altro bastone con catene. Subito dopo mio marito si è addormentato ed io ho preferito entrare nella chat che solitamente frequentiamo, questa volta però comodamente seduta sul mio cuscino umano. Sono trascorse un paio dore durante le quali oltre a chattare, ho ricevuto attenzioni dedicate ai piedi con massaggini misti a carezze e leccate di assoluta devozione. Il pomeriggio è stato rilassante. Io ero seduta al divano, lui seduto per terra completamente immerso nei miei piedi, il calore della stufa a legna sulla pelle. Sentivo una pace interiore che raramente ho avvertito. Ho riflettuto su quello che le sensazioni mi trasmettevano Credo di non aver mai avuto in maniera così totale la percezione della mia femminilità
Non sono una donna che veste in modo provocante né tanto meno "femminile". Amo labbigliamento sportivo e comodo, scarpe comode e basse, non mi trucco quasi mai, non vado mai a ballare, amo passare inosservata tra la gente, amo sentirmi alla pari nei confronti di tutti. Non mi sono mai sentita particolarmente bella e sensuale. Ho pochissimi indumenti intimi sexy e quelle rare volte che li ho indossati, non li ho sentiti totalmente miei, non li sentivo parte della mia personalità pur amandoli e desiderando essere, tramite quegli indumenti, la donna più sensuale del mondo, pur avendo accanto un uomo che ha sempre cercato di risvegliare la parte estremamente femminile di me con giochi, provocazioni, fantasie e complimenti. Ma tutti sappiamo che quando cè qualcosa in un angolo di noi, qualcosa del nostro io che non abbiamo ancora scoperto, che cerchiamo e non sappiamo neanche dove sia... a nulla valgono gli sforzi di chi ti circonda. Ecco.. in questa esperienza invece, la mia femminilità, la mia sensualità, è venuta tutta fuori. E stato forse questo il motivo per cui questo incontro è stato un concentrato di passioni. Sembrava che tutto ruotasse intorno a me, anche io stessa. Sembrava che tutto ormai fosse perfetto. Sembrava che tutti, compresa me stessa, si aspettassero di conoscere finalmente la VERA CometaBlu, quella che mai nessuno è riuscito a vedere, quella che mai nessuno ha avuto neanche la percezione che esistesse.. se non quello schiavo.. che ora era lì ai miei piedi. Quello schiavo che aveva capito tutto di me, semplicemente dagli sguardi che gli rivolgevo durante i nostri giochi estivi, sotto la luce bianca della luna crescente. Al risveglio di mio marito abbiamo deciso di andare a fare una passeggiata ad Alberobello. Ho scelto i vestiti ed ho lasciato che lo schiavo mi aiutasse nellindossarli per poi farlo sdraiare sul pavimento del bagno e truccarmi stando in piedi su di lui. Una volta pronti gli ho spruzzato un po del mio meraviglioso profumo sul collo per impregnarlo dellessenza della sua Padrona e soprattutto per umiliarlo dicendogli che in quella serata lavrei reso "femmina" facendogli provare la sensazione di sottomissione provocata dallo strap-on. Dopo una brevissima passeggiata per le stradine del paesino caratteristico ci siamo rimessi in macchina per tornare a casa dato che il tempo non era dei migliori. Pioveva in continuazione e non era il caso di continuare la visita. Il viaggio di ritorno è stato molto interessante perché appena usciti dalla zona abitata ho chiesto a mio marito di fermare la macchina in una piazzola di sosta. Avevo dato uno sguardo allo spazio che cè tra il sedile e il cruscotto e non avevo saputo resistere alla tentazione di vedere Sileno in ginocchio lì, tra le mie gambe. Nel giro di pochi istanti mi sono tolta i pantaloni e, rimasta in reggicalze e perizoma, gli ho spinto la testa tra le gambe prendendolo per i capelli e ordinandogli di leccarmi. Nel frattempo ero di nuovo a cantare le canzoni che adoro.. mentre mio marito ci riportava a casa. Lungo tutto il viaggio di ritorno ho approfittato della lingua del mio schiavo e delle mani di mio marito che ogni tanto si infilavano ad esplorare seni ed umori di piacere in tutte le posizioni che assumevo. Certo, se avessimo trovato un posto di blocco per strada, sarebbe stato davvero divertente riuscire a trovare una spiegazione valida per quellintrigo di posizioni che non saremmo riusciti a sbrogliare in tempo per ricomporci. La serata si apprestava a cominciare. La serata che avevo immaginato in mille modi e che mi si presentava ora tutta davanti dopo essermi chiaramente pulita le scarpe sul tappeto umano prima di entrare in casa. Purtroppo il giochino che avevo immaginato per quei momenti si era rotto nella serata precedente, quando presa dalleccitazione di quelle prime esperienze e presa dalla rabbia che latteggiamento di sileno mi aveva provocato, avevo frustato forte le sue spalle fino a fargli spezzare gli anelli che reggevano le sue braccia al bastone sospeso per aria. Sul soffitto era stata posizionata una carrucola allinterno della quale passava una corda. Ad una estremità era stata legata la catena che si divideva in due aprendosi sul bastone al quale Sileno avrebbe fissato le braccia, laltra estremità era stata pensata per essere fissata al collo dello schiavo, con due cuscinetti per evitare segni sul mento. In questo modo, durante le frustate non si sarebbe potuto appendere troppo al bastone perché se lavesse fatto si sarebbe sentito tirare il collo. Detto così sembra quasi un patibolo, ma tutto era stato studiato per evitare anche il minimo rischio di soffocamento (la corda avrebbe tirato il mento e non il collo). Era stato studiato soltanto per fare in modo che oltre al dolore fisico si sentisse anche estenuato per non poter scaricare il dolore appendendosi alle catene. Purtroppo questo giochino è venuto meno nella serata precedente senza che abbia avuto il piacere di sperimentarlo perché lestremità che sarebbe dovuta andare al collo è stata legata alla stufa in ghisa spenta in quanto volevo sperimentarlo solo nella serata successiva. Pertanto, abbandonate le scenografie, si è dato inizio alla serata. La musica che ho ritenuto più adatta allevento che si sarebbe consumato nelle ore successive è stata quella di Eminem, "The eminem show". Pur non amando quel genere di musica avevo comprato quel cd prima degli incontri estivi perché mi ispirava ritmo, passione crescente, inquietudine, sensualità e armonia nei movimenti che avrebbero accompagnato quella dolce, intrigante e selvaggia danza di emozioni. Ho spento le luci della casa ed ho acceso tutte le candele per sentire il loro profumo nellaria e per cogliere i colori caldi e morbidi che emanano. Sileno era seduto a cavalcioni su di una sedia, con le braccia cingeva lo schienale, ed io lo osservavo da dietro, guardavo quelle spalle che mi si offrivano remissive, guardavo le sue espressioni riflesse nello specchio posizionato sul divano dinanzi a lui. Il gatto tre le mani sospeso per aria, vestita di intimo in pizzo nero, con reggicalze e senza perizoma musica nella stanza . Danzavo intorno a lui lasciandomi guardare, lasciando che le emozioni impregnassero il mio ed il suo cervello che si apprestava a donarsi completamente alla felicità ed alla eccitazione della sua Padrona. Mio marito era a godersi quello spettacolo sensuale, intrigato dagli sguardi che gli rivolgevo.. sguardi che gli dicevano: "Guardami amore mio guarda la danza sensuale dei miei istinti.. in questa serata di passioni.. e godi con me" Lho colpito, e ad ogni colpo sentivo di nuovo quelle meravigliose sensazioni, a me così tanto sconosciute, impadronirsi dei sensi. Mi guardavo nello specchio per coglierle anche esternamente, per guardarmi in atteggiamenti che avevo sempre sognato e che mai avevo sentito così profondamente miei fino a quella sera. Sapevo che quella serata mi si offriva in tutta la sua purezza, una purezza fatta di emozioni libere da inibizioni, da imbarazzi, da pregiudizi, da morale. Cero IO in quella sera. Profondamente IO. Un tempo infinito ed intenso scandito dal rumore inebriante dei colpi sulla pelle, dai lamenti soffocati del mio schiavo. Lamenti che mi si offrivano senza limiti. "Senza limiti"... le parole che mi avevano lasciata libera di provare tutto quello che più mi piaceva, le parole che il mio schiavo mi aveva offerto fin dal principio.. solo per il piacere di donarsi a me, la sua Padrona, in maniera totale ed unica. Non sentivo paura in lui, cosa che avrei immaginato di sentire. Non sentivo le sue emozioni. In quei primi momenti lui si donava esattamente come un oggetto per il mio piacere, senza preoccuparsi di quello che sarebbe accaduto, senza trasmettermi ansie. Io sentivo e godevo del suo fortissimo dolore... ma il suo sguardo sembrava dirmi "puoi continuare Padrona, fa di me quello che vuoi.. se questo serve al tuo piacere.." E questo che mi mandava in estasi.. è questo suo offrirsi senza limitazioni che mi ha permesso di accarezzare e toccare ogni angolo di questo mondo. Ed è per questo che sentivo il mio totale dominio su di lui e quella sensazione di pace mentale. Lo frustavo e lo graffiavo e a tratti sentivo la necessità di mordere quella pelle arrossata e sensibile dopo aver leccato i segni evidenti del mio piacere sulla sua pelle. Ad ogni colpo gli ordinavo di urlare a chiare lettere "SI PADRONA " e quelle parole diventavano sempre più difficili da pronunciare per lui, che estenuato dai colpi cercava di obbedire ai miei desideri nella maniera migliore possibile. Lho umiliato deridendolo i suoi lamenti, lho provocato con gli sguardi masturbandomi a gambe aperte sul divano, lho visto affannarsi per raggiungere il mio culo quando glielo sfioravo dinanzi al viso sapendo bene che lo desiderava e che non poteva raggiungerlo. Gli ho fatto sentire i mugolii di piacere che fuoriuscivano dalla mia bocca ogni volta che le mie unghie ripercorrevano a fondo i segni delle frustate.. Fino a quando lho invitato a seguirmi in camera da letto, facendogli segno con lindice. In piedi sul letto, le sue braccia appese allaltra catena. Ormai quasi esausta, ma non ancora soddisfatta, ho preso una coda del gatto e gli ho fatto un nodino allestremità. Sentivo di avere gli occhi lucidi, colmi di eccitazione e quel nodino mi provocava emozioni ancora più intense al pensiero che le sue ultime forze gliele avrei tolte così. Gli ho infilato il mio perizoma per renderlo ancora più ridicolo ed ho cominciato a colpire, fermandomi a tratti per passarmi quel nodino tra la fica... Lo inumidivo dei miei umori, per poi portarglielo al naso ordinandogli di annusare il piacere che mi stava donando il suo dolore. Stavamo per raggiungere il massimo delle sensazioni. Il massimo E a quel punto, mi sono fermata.. lho guardato fisso negli occhi, avvicinandomi al viso e gli ho sussurrato con tono deciso: "questo sguardo non lo dimenticherai mai più..." "neanche tu dimenticherai i miei occhi padrona" Lho guardato per qualche secondo e gli ho visto cambiare espressione, il suo sguardo si è fatto più intenso sotto i respiri affannati provocati dal dolore inflittogli... e subito dopo mi ha sorriso, ma era un sorriso di sfida. In quel sorriso mi diceva "Non ti affannare che non mi spezzi puoi continuare quanto vuoi, io sarò sempre qui, in piedi." Il feeling che si era creato tra noi era proprio quello che si stava consumando in quei momenti. Il suo atteggiamento remissivo, era a tratti prevaricato da un istinto di sfida nei miei confronti. Ora non so bene se questo atteggiamento lui lo abbia unicamente perché cerca di creare una situazione perfetta per quelli che sono i miei desideri o se lo ha perché gli viene spontaneo in determinati momenti. Sinceramente non mi interessa neanche saperlo. Vero è che lintesa raggiunta in quegli istanti è davvero la massima espressione del feeling che ci lega. Vederlo sfidarmi, vederlo provocarmi, in un momento in cui il suo compito era unicamente quello di sottomettersi, è stato esaltante. In seguito a quella scena, il mio unico pensiero è stato quello di sentirlo urlare.. fino quasi ad implorarmi.. Lho graffiato con la mano libera, volevo lacerare la sua carne, poi mi sono allontanata di un passo e lho frustato, frustato, frustato mi faceva male il braccio ma godevo di tutte le volte che inarcava la schiena per il dolore.. mi sono fermata, aveva gli occhi lucidi, lho visto prendere aria e tirare sospiri di sollievo per quei secondi di tregua. Lho guardato negli occhi, mi sono lasciata andare a quelle emozioni...mi sono avvicinata a lui e sempre guardandolo gli ho dato un morso terribile sulla pelle sopra lultima costola non volevo mollarlo .serravo di più i denti e i suoi lamenti erano lancinanti .finalmente lho lasciato e lho guardato a dieci centimetri dal suo viso ed è qui che ho sentito scendere sul mio viso lacrime di passione... che momento sublime. Lui le ha guardate e gli occhi gli si sono illuminati perché, conoscendomi, sapeva il significato di quelle lacrime. Non erano lacrime di pietà nei confronti di un uomo che tutto sommato è anche un mio caro amico. No. Perché in quel momento la sua personalità era annientata ed io desideravo solo questo. Lui non esisteva, lui era solo il mezzo che consentiva di toccarmi nel profondo dellanima. Io stavo assaporando picchi emotivi di una intensità mai provata.. e quei picchi si esprimevano con quelle lacrime che scivolavano lungo la pelle del viso.. Difficile descrivere quelle emozioni e difficile anche trasmettere le vere e giuste sensazioni espresse in quelle lacrime. Ma non è importante che io riesca a farlo anche perché è impossibile. Quello che conta davvero, è sperare che ognuno di noi possa vivere "questo mondo" per poter assaporare attimi di quella intensità.. in qualunque modo essi si esprimano. Il mio schiavo sa cosa ho provato. Ed io glielho donato facendogli leccare quelle emozioni bagnate che desideravano esprimersi "fisicamente". Una volta esausta, ed appagato ogni singolo istinto siamo ritornati nella stanza piena di candele e fattolo sdraiare sulla federa piena di nocelline ho dato sfogo a tutta leccitazione accumulata nelle 4 ore che mi hanno vista concentrata su quell "oggetto". Mi sono dedicata a mio marito, che da spettatore si era a tratti eccitato e a tratti estraniato per permettermi di vivere in libertà ogni singola emozione che impregnava laria. Abbiamo scopato su di lui, tra i suoi lamenti stremati, spingendo sulle sue spalle oramai completamente indolenzite e ancora martoriate da quel tappeto duro e scomodo fatto di nocelline. Lappagamento fisico è sopraggiunto.. ma la serata non era ancora finita. Cera ancora una cosa che lui doveva donarmi di sé. Quella che odiava, quella che temeva Sentivo un fortissimo desiderio di POSSEDERLO.. un desiderio che potevo soddisfare ormai solo sodomizzandolo. Ed avevo aspettato solo gli ultimi istanti perché volevo farlo solo quando non aveva più forze, come ultimo atto di umiliazione e sottomissione nei confronti della sua Padrona. "Ti prego Padrona.. ti ho dato TUTTO, mi sono concesso in tutto, risparmiami almeno questo.." Queste le sue implorazioni quando dinanzi a me gli ordinavo di piegarsi sul tavolo. Sapevo che quella era forse lunica cosa che avrebbe avuto difficoltà a concedermi ma nonostante le sue evidenti paure si è piegato dinanzi a me.. donandomi anche lunica cosa che non era mai riuscito a fare. Ho riflettuto molto anche su questo gesto di ulteriore sottomissione. Neanche dinanzi a questo si era tirato indietro. Si apprestava a viverlo.. PER ME. Per donarmi piacere anche nelle sue ultime forze.. e in una esperienza che disdegnava. Poco prima di fare lamore con mio marito avevo goduto io di quel dildo legandoglielo sulla fronte e lasciandomi penetrare e percependone la consistenza godendo non solo di quel momento ma assaporando anche le sensazioni che avrei provato quando sarei stata io a manovrarlo. Dopo avergli fatto ungere per bene il dildo, si è piegato silenzioso attendendo timoroso e contratto lattimo temuto. In realtà non sono riuscita a penetrarlo, forse per inesperienza o forse perché ho sentito pian piano dissolversi il desiderio di farlo. In fondo quello che desideravo non era solo penetrarlo ma giocare al suo interno con quellattrezzo di piacere provocandogli dolore, umiliandolo, per godere infine del gesto di possessione. Questo non avrei potuto farlo. Avrei potuto al massimo penetrarlo, essendo quella la sua prima volta. Ed inoltre la difficoltà che stavo incontrando nel farlo mi stava facendo perdere leccitazione che cercavo. Mi sono fermata un attimo, ho ascoltato i miei desideri, e li ho ritenuti appagati anche così. In fondo non era importante riuscirci o meno era importante che lui fosse lì a donarsi a me anche in quello che più odiava. Mi sono sentita appagata in quel momento forse più di quanto mi sarei sentita consumando interamente latto. Mi sono sfilata la mutanda di pelle.. Ho preso il gatto, ho slegato il nodino che era su una delle code e in quella posizione gli ho fatto scrivere con un indelebile dorato il suo nome e la data.. segnando con quel gesto la fine delle sue torture serali. Sono crollata sfinita sul divano a gambe aperte, accanto a mio marito ed ho ordinato a Sileno di mettersi in ginocchio a rilassarmi leccandomi la fica. Non ho saputo resistere alla tentazione di accarezzare un paio di volte la sua testa.. Era un segno di affetto, una ricompensa che sentivo necessaria per tutto quello che lo schiavo aveva donato alla sua Padrona. Mi sentivo pienamente soddisfatta. Mi sentivo appagata, serena e tranquilla. Ero felice di quello che mi aveva donato, senza freni, senza limiti di sorta Mi aveva donato tutta la sua essenza di schiavo e lo aveva fatto nel migliore dei modi... La serata era terminata, era tardissimo ed era ormai ora di andare a dormire. Il pensiero di riposare con lui ai miei piedi mi donava sensazioni di ulteriore pace.. Mi ha chiesto un cuscino per quella notte, glielho concesso.. passandolo prima tra la mia fica affinché potesse addormentarsi con gli umori del piacere della sua Padrona.. Ha accarezzato piano i miei piedi, mentre il sonno si sostituiva alle emozioni. Mio marito tra le mie braccia cominciava a scivolare nei respiri pesanti e il mio schiavo, stremato, si è addormentato dopo pochi secondi con il viso sotto i miei piedi. Lultima ad addormentarsi sono stata io, di tanto in tanto svegliando il mio slave per sentire ancora la sua adorazione scivolare sulla pelle dei piedi. Ma era davvero stanco e non ho insistito oltre perché anche sentirlo dormire mi appagava.. significava che lavevo distrutto e che non riusciva più a fare neanche quello che adorava e che aspettava con ansia di fare.. leccare, odorare, accarezzare e venerare i miei piedi. La sveglia alle nove del mattino così come avevo stabilito prima di addormentarci. Lui è abituato a svegliarsi presto, verso le sei e in seguito mi ha confidato che era felice di questo perché così poteva rimanere per qualche ora a vegliare sul mio sonno rendendolo più piacevole ed appagante con le sue carezze. Io ero nel dormiveglia e già dalle 8.00 lo sentivo smaniare e questa cosa mi piaceva da morire.. perché sentivo che il suo corpo di tanto in tanto si alzava per controllare lora quasi non ce la facesse più ad aspettare.. perché voleva "far suonare la sveglia".. Alle 8.57 lho sentito avvicinarsi sempre più verso il mio culo, anticipando di 3 minuti la sveglia perché proprio non ce la faceva più. Ho sorriso sotto le lenzuola pensando che mai come in quei momenti aveva meritato di baciarmi il sedere. Ho lasciato che si inebriasse della sua Padrona eccitandomi in quei gesti di venerazione ed eccitandomi nel vederlo così preso tra i miei piedi. Sono stati momenti bellissimi anche quelli ma sapevo che mio marito desiderava che il "gioco" finisse.. pertanto non ho voluto forzare la mano e mi sono alzata. Ho velocemente pisciato nella sua bocca, facendogli bere tutto. Mi sono preparata la colazione gustandomela comodamente seduta sul suo petto.. e poi . E poi gli ho preparato la sua colazione Ho preso la tazza nella quale avevo appena bevuto, ho pisciato un po al suo interno, ho versato un po di latte e un po di caffè... ed ho riscaldato il tutto nel microonde, non senza aver reso la colazione più dolce con un paio di cucchiaini di zucchero. Il mio schiavo ha consumato la sua colazione calda stando seduto per terra con la tazza posata sulla sedia. Io ero dinanzi a lui, con una gamba posata sulla sedia e con i pavesini tra le mani. Non potevo lasciarlo senza biscottini mattutini.. pertanto passavo i pavesini dalla fica per inumidirli dei miei umori e glieli porgevo lui li immergeva nel latte "corretto" e lo vedevo gustarsi il tutto con tanto di quellamore che non ho potuto fare a meno di ridere saporitamente su quella scena. Prima di bersi il latte.. ho passato il dito tra le labbra della fica le ho fatte scivolare sul bordo della tazza, dove avrebbe posato le sue labbra e solo dopo ha bevuto tutto Tutto stava per finire Sentivo già una tristezza nellanimo che cercavo di mandare via.. cercavo di rimandare quelle sensazioni tristi.. In fondo lui era ancora lì.. con la sua Padrona. Ho portato il caffè a letto a mio marito.. che sentivo smaniare dal desiderio di alzarsi per ritrovare il suo amico Sileno. Con il caffè i giochi si concludevano. Mio marito si è alzato, ha scambiato sereno due parole con Sileno che come suo solito ironizza su ogni situazione rendendo ogni attimo esilarante grazie al suo perenne buon umore e alla sua meravigliosa voglia di vivere. Io da quel momento ho parlato poco.. stavo male al pensiero che stava andando via.. Lo vedevo vestirsi velocemente e gli leggevo in viso lansia di andar via per lasciare prima possibile spazio a me e mio marito temendo di poter essere di troppo in momenti che non erano dedicati al "gioco". In realtà noi volevamo che si fermasse ancora con noi.. per poter godere della sua SPLENDIDA compagnia e per stemperare quellatmosfera triste che si respirava nonostante lui facesse del suo meglio per farci ridere trasmettendoci buon umore. Ho tirato fuori dal cassetto un sigaro che gli avevamo comprato conoscendo la sua passione. Lho visto emozionarsi dinanzi a quel gesto che forse non si aspettava.. ed ho visto i suoi sforzi nel mascherare quelle emozioni. Mi sono seduta sul divano oramai completamente silenziosa ci ho provato a mandare giù le lacrime ma non ne sono capace Questa volta erano lacrime diverse... "che fai piangi?" mi ha detto Sileno.. "mannaggia a queste femmine!!!" ha detto ancora sorridendo Si è avvicinato e chiedendo prima il permesso a mio marito mi ha abbracciata forte e in quellabbraccio ho sentito il suo affetto ed anche le sue emozioni, pari alle mie anche se non rese evidenti dalle lacrime. Ho smesso per qualche secondo ma mio marito mi conosce bene, mi ha abbracciata lui sapendo che stavo per piangere ancora e infatti Mi sono asciugata il volto guardando sileno chiudere la valigia.. Si è alzato, mi ha abbracciata forte ancora e prendendomi il viso tra le mani mi ha baciata sulle labbra in segno di profondo affetto e stima. Mio marito lha guardato storto per una frazione di secondo eheheheh ma poi ha compreso che quel gesto era una espressione pura e spontanea di sentimenti di affetto. Li ho visti scendere, li ho seguiti con lo sguardo sono rimasta sul balcone di casa per un po, tenendomi stretta alla vestaglia perché laria era fresca e grigia "Torna in casa che fa freddo " mi ha detto guardandomi dalla strada e salutandomi con un sorriso prima di entrare in macchina
Cometa Blu |
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